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Full text of "MC microcomputer 194"

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DAL 1981 LA PIU AUTOREVOLE RIVISTA DI INFORMATICA PERSONALE APRILE 1999 



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Lotus. Lotus Notes e Domino sono marchi registrai di proprietà di Lotus Development Corporation. Superman, tutti i personaggi a lui collegati, i nomi e i segni distintivi sono marchi registrali di proprietà di DC Comics ® 1999. Per gentile concessione. 
















194 


APRILE 


1999 


14 EDITORIALE 

di Marco Marinacci 

20 POSTA 

a cura di Rino Nicotra 

26 NEWS 

a cura di Paolo Cogretti 

58 REPORTAGE 

CeBIT '99 di Franco Paiamaro 

62 ARTE INFORMATICA 

Ambienti sensibili di Ida Garosa 

66 10 ANNI FA 

E' primavera, fioriscono i microprocessoriI di Raffaello De Masi 



PLAYWORLD 


di Francesco Carlà 


INTELLIGIOCHI 



Fox and Geese di Corrado Giusiozzi 


di Luca Angelelli 


MP3 - Il suono del 2000 è su Internet di Pierfrancesco Fravolim 

Masterizzare che passione! I programmi di L Angelellie P.Fravolmi 


116 

120 

122 

126 

130 

132 


138 


OVERVIEW 

Norton 2000 1.0 di Raffaello De Masi 
Initio 1/0 ROCKET di Luca Angelelli 
Ghost 5.1 di Raffaello De Masi 
Leonardo 2 di Andrea Montesi 
Systran Personal Edition di Raffaello De Masi 

RECENSIONI CD-ROM 

a cura di Dino Jons 

ABC 

Tips & Tricks di Raffaello De Masi 



108 

Computer Union 
2000 Pili 500 


4 


MCmicrocomputer n. 194 - (numerazione editoriale) 
























SPECIALE MP 3 

Da un po' tempo stiamo assistendo ad 
un crescente interesse verso il 
formato di compressione MP3. 
E‘ nata una nuova moda? 
Certo è che del fenomeno se ne sono 
occupati tutti: quotidiani, settimanali e 
trasmissioni televisive. 
Che sia questo il formato 
in cui sarò diffusa e commercializzata la 
musica in futuro? 
Forse è presto per dirlo. Per il 
momento cerchiamo di capire che 
cosa sono i file MP3, con quali softwa¬ 
re possiamo ascoltarli e crearli, quali so¬ 
no i siti Internet che possono tornarci 
utili per seguire la nuova tendenza. 


PROVE 

r Union 2000 
Infoware Run Pentium 



500 di Franco Pala 
500 di Franco Paiamaro 



142 


148 

152 


158 

164 


168 


172 


176 


182 


184 


190 


DIGITAL IMAGING 

Extensis Portfolio 4.0 di Ftaffaello De Masi 

COMPUTER & VIDEO 

Schede grafiche ed uscite TV di Bruno Posati 
News, mini-prove e C&V web! di Bruno Rosati 

INTERNET _ 

... per non dimenticare! di Ra/faello De Masi 
Avvisi ai naviganti - Una boccata d’aria buona 
di Raffaello De Masi 

MATHEMATICA 

La legge dei grandi numeri e il teorema del Limite Centrale 
a cura di Francesco Romani 

DESKTOP PUBLISHING 

Novità dalla rete di Mauro Gandim 

LINUX 

S.u.S.E. 6.0 di Giuseppe Zanetti 

PD-SOFTWARE OS/2 

OS/2 Connect e l'anno 2000 
a cura del Team OS/2 Italia 

MACINTOSH 

PhonePro 3.1 Give your Mac thè phone 
di Raffaello De Masi 

AMIGA 

Tra Amiga e PC... condividiamo una 
connessione Internet a cura di Amiga Group 


112 

Infoware Run 
Pentium III 500 



76 

Dual Celeron 


Aprile 1999 



Direttore 

Marco Marinacci 

Vicedirettore 

Rino Nicotra 

Assistente di direzione 

Roberta Rotili 

Direzione Tecnica 

Andrea de Prisco - Corrado Giustozzi 

Hanno collaborato: 

luca Angololli. Francesco Fulvio Castellano. Paolo 
Cognetn. Francesco Calli. 

Rallaeilo Da Masi. Valter Di Dio. 
Pioilrnncosco Frovolinl, Mauro Gantìmi, 

Ida Cerosa, Dino Joiis. 

Andrea Montesi, Franco Palammo, 

Francesco Romani. Bruno Rosati. 

Leo Sorgo, 

Giuseppe Zannili 

Copertina e dlroiiono artistica 

Paola Filoni 

Grafica o impoginaziono 

Armano Saltarelli. Fabio Della Vaccino 

Fotografia 

Dario Tassa 

Coordinamento produzione 

Giovanna Molinoti 

Pubblicità 

Adele Barbero. Flavui Di Grogono. 

Eleo Rosmini 
Sagrarono o maroria/r 
Paolo Nosbltt 

Pubblicità USA Global Ad-Nel - Iti Mmn Stroot. 
Motlboiough NM 03455. pitone * t<60318704311. 
lo» » 1160318764196; o-mall: intotHganpubs.com 
Pubblicità Taiwan Actoam Internationa! Marketing 
Corporation - PO Bo« 82-153 Toipoi. Taiwan ROC 
tol >8861217751765. la»; .8861217015110 

Direttore Rosponsabilo 

Marco Marmacci 

W/rwoarnpJtar 0 no [xOtaw ( W kw Srl 
httpy/www.pluiicom it 

Retjstrazo» del Trtxnafa d Roma n 21981 del 3 ouju !88t 
- ISSN I1232714 - CopvtigtU © Pluncom srl - Tuli, i diritti 
riservati ■ Manoscnttl e foto originali, anche se non pub 
liticati non si restituiscono ed 6 vietata la riproduzione 
non autorizzata, anche parziale, di testi e fotografie 
Abbonamento a 11 numeri Italia L. 50,000, Europa e 
Bacino Mediterraneo L 150 000, Americhe. Asia o Air. 
ca L. 200 000, Oceania L 260.000 

Fotolito Velo» srl - Via Tlburtina 196 00185 Roma 
Stampa e allestimento Grafitilo P F .G - Via Cancelleria 62 
00040 Anccia (Romei Distribuzione por l'Italia 
SO DI P Angelo Paluzzi" SpA Via Bellola 18 
20092 Cmisello Balsamo (Milano) 

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Abbonamenti e servizi lei 06.43219201 
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piuncom@pluncom il 

Redazioni tei 06.43219202- lax 06.43219302 

e mail redazioni@ipluncom.it (operalon). postajbplurcom n 
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Associato USPI 

ISSN 1123-2714 






























T-Time 

La tecnologia 
spiegata da T-Time 


PROCESSORE INTEL® PENTIUM®III: 
SIETE PRONTI PER LO SPETTACOLO? 


di Roberto Buffa 

Giocare a un moderno videogame 3D. usare un sof¬ 
tware per il riconoscimento vocale, fare videoconfe¬ 
renza via Internet: tutte cose che richiedono ad un 
moderno PC potenza in abbondanza! Come 
solo un processore di ultima generazione è in grado 
di fornire. Per venire incontro alle aspettative degli 
appassionati ma anche dei professionisti più 
esigenti, Intel® ha realizzato il nuovo processore 
Intel® Pentium®lll. Intel® Pentium®lll è perfettamente 
compatibile con tutto il parco di applicazioni esistenti, 
e riunisce in sé il meglio delle generazioni precedenti. 
Ma cosa offre esattamente in più rispetto al prede¬ 
cessore Intel® Pentium®ll? Innanzitutto frequenze 
più elevate: il processore Intel® 

Pentium®lll debutta infatti con una fre¬ 
quenza di 500 MHz. abbattendo cosi un 
altro traguardo di velocità fino a pochi 
anni fa ritenuto impensabile, anche se 
tra le due versioni inizialmente proposte 
c'è pure una più economica ed "abbor¬ 
dabile" 450 MHz. Le novità introdotte da 
questo nuovo processore vanno co¬ 
munque ben oltre il semplice incremento 
di frequenza e riguardano ottimizzazioni 
di vario genere apportate alla sua ar¬ 
chitettura interna, con l'obiettivo di 
renderlo più efficiente nel- 
l'esegulre i calcoli. 

Da un punto di vista tecnico la principale innovazione 
del processore Intel® Pentium®lll riguarda la tecno¬ 
logia 55E (Streaming SIMD Extension). Dietro 
tale sigla si nasconde un insieme di 70 nuove 
istruzioni che questo processore è in grado di 
eseguire. Queste istruzioni permettono di svolgere 
calcoli molto complessi, fino a quattro volte più 
velocemente rispetto al processore Intel® 
Pentium®ll. Quali calcoli? Ad esempio quelli per 
comprimere o decomprimere file, oppure quelli legati 
alla creazione e gestione di scene 3D. Grazie a Stre¬ 
aming SIMD il processore Intel® Pentium®lll vi per¬ 
metterà di vedere film su DVD senza bisogno di 
acquistare costose schede aggiuntive, potrete poi 
fare videoconferenza via Internet con un livello 
di fluidità in precedenza sconosciuto, ma soprattutto 
avrete accesso all'esperienza multimediale "definitiva" 
offerta dai videogiochi in 3D di imminente rila¬ 
scio. Alte risoluzioni, effetti di luce spettacolari, 
ambientazioni così realistiche da sembrare vere e 
che prendono letteralmente "vita" grazie al processore 
Intel® Pentium®lll e a Streaming SIMD. 
Non mancate l'appuntamento con questo processore, 
non mancate l'appuntamento con il futuro! 

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Pisa 

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Alessandria 

33.6/K56/1SDN 

Pistola 

14.4 

Asti 

33 6 K56/TSDN 

Prato 

33.8/1SDN 

Biella 

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Siena 

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Foligno 

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Torino 

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Perugia 

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Valle Mosso/tossalo 

Temi 

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Vercelli 

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Ancona 

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Bergamo 

33.6/K56/1SDN 

Macerala 

28.8 

Brescia 

33.6/K56/ISDN 

Pesaro 

33.6/ISDN 

Como 

33.6/X2/ISDN 

LAZIO 


Cremona 

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Collelerro 

33.6/X2/ISDN 

Lecco 

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Froslnone 

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Latina 

33.6ASDN 

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Rieti 

28.8 

Milano 

33.6/X2/ISDN 

Roma 

33.6/X2/1S0N 

Monza 

33 6 K56/TSDN 

Tivoli 

33.6/X2/1SDN 

Pavia 

33.6X2 ISDN 

Viterbo 

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Sondrio 

33.6/K56.1SDN 

ABRUZZO 


Ttevigllo 

33.6 X56/1SDN 

Avezzano 

33.6/K56AS0N 

Varese 

33.6/X2/ISDN 

Chleli 

28.8 

Verbania 

33.6/K56/1SDN 

L’Aquila 

28.8 

VENETO 


Pescata 

33.6/X2/1SDN 

B. del Grappa 

33.6/K56/1SDN 

Teramo 

14.4 

Belluno 

28.8 

MOLISE 


Padova 

33.6/K5B/1SDN 

Campobasso 

33.6/K56AS0N 

Rovigo 

33.6/ISDN 

Isernla 

14.4 

San Oonà 

33.6/ISDN 

BASILICATA 


Treviso 

33.6/K56/1SDN 

Malera 

14.4 

Venezia 

33.6/K56/1SDN 

Potenza 

28.8 

Verona 

33.6/X2/1SDN 

CAMPANIA 


Vicenza 

33.6/X2/IS0N 

Avellino 

14.4 

FRIULI VENEZIA GIULIA 

Benevenlo 

28.8 

Gorizia 

14.4 

Caserta 

28.8 

Pordenone 

33.6/K56/1SDN 

Ischia 

33.6/X2/1SDN 

Trieste 

33.6/K56/1S0N 

Napoli 

33.6/X2AS0N 

Udine 

33 6 K56/1SDN 

Pozzuoli 

33.6/K56ASDN 

TRENTINO ALTO ADIGE 

Salerno 

33 6/K56/1SDN 

Bolzano 

33.6/ISDN 

PUGLIA 


Trento 

33.6/X56/1S0N 

Bari 

33 6K561SDN 

LIGURIA 


Brindisi 

33 6K56.1SDN 

Genova 

33.6/X2/1S0N 

Foggia 

33 6.X56 ISDN 

Imperia 

33.6/ISDN 

Galalina 

33.6/X2AS0N 

La Spezia 

33.6/1S0N 

Lecce 

33.6/X2/1S0N 

Savona 

33.6/ISDN 

Noci 

33 6/X2/1S0N 

EMILIA ROMAGNA 

Taranlo 

33 6/K56/1SDN 

Bologna 

33.6/X2/ISDN 

Tavlano 

33.6/X2ASDN 

Cento 

33.6/K&6/TS0N 

CALABRIA 


Cesena 

33.6/ISDN 

Calanzaro 

288 

Ferrara 

33 6/K5B/ISDN 

Clrò Marina 

33.6/X2ASDN 

Forlì 

33.6/K56/1S0N 

Cosenza 

28 8 

Modena 

33 6/K56-1SDN 

R. Calabria 

33.6/K56AS0N 

Parma 

33.6/K56/1S0N 

SARDEGNA 


Piacenza 

33.6,'ISDN 

Cagliari 

33.6/K56/1S0N 

Ravenna 

33.6/K5B/1SDN 

Nuoro 

14.4 

R. Emilia 

33.6/K56/1SDN 

Oristano 

14.4 

Rimlnl 

33.6/K56/1SDN 

Sassari 

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SICILIA 



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Agrigento 

33.6/ISDN 

TOSCANA 


Caltanisetta 

28.8 

Arezzo 

33.6/K66/IS0N 

Catania 

33.6/X2/1SDN 

C. di Gerì. 

33.B/X2/ISDN 

Marsala 

144 

Empoli 

33.6/X2/1S0N 

Messina 

28.8 

Firenze 

33.6/X2/ISDN 

Palermo 

33.6/X2AS0N 

Grosselo 

28.8 

Ragusa 

14.4 

Livorno 

33.B/X2/IS0N 

Siracusa 

33.6/K56ASDN 


Dove abbonarsi 


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di Marco Marinacci 


A 


volte il banale 
coincide con il suo 
contrario. 


L'altra sera Carlo Rubbia, 
durante la trasmissione 
"La macchina del tempo " 
andata in onda da 
Futurshow, ha detto una 
frase che, certo con minor 
cognizione di causa, avrebbe potuto 
tranquillamente essere pronunciata da ciascuno di 
noi: più o meno suonava "negli ultimi anni 
abbiamo avuto un tale progresso che cose oggi 
apparentemente impossibili diventeranno realtà, 
come avere astronavi cosi veloci da consentirci di 
mettere piede su qualcuno dei pianeti intorno a 
noi". Detta da un Premio Nobel questa frase 
assume ovviamente il significato di programma se 
non addirittura di promessa, ma avrebbe potuto 
provenire dalla bocca di persone dalla cultura 
molto più umile, naturalmente senza riferimenti 
all'antimateria né all'acceleratore lineare del CERN 
di Ginevra (né, tantomeno, avendolo diretto). 

Quello della fantascienza che si trasforma in 
realtà rischia di essere un luogo comune ma 
anche una di quelle affermazioni che possono 
essere indifferentemente superficiali o profonde. 
E' d'obbligo il solito esempio del Nautilus, il 
sottomarino a propulsione atomica immaginato 
da Giulio Verne per compiere ventimila leghe 
sotto i mari trasformato in realtà dal progresso. 

Ma è quello dell'informatica il settore in cui più 
facilmente tutti possono prendere coscienza della 
precarietà del confine fra immaginazione e realtà: 
anzi, diciamo fra falso e vero, che è più brutale 
ma rende ancora meglio l'idea. 

Lo abbiamo toccato con mano quando, qualche 
anno fa, abbiamo pubblicato su MC dei pesci 
d'aprile: coloro che hanno "abboccato" non 
vanno forse considerati ipiù "faciloni" quanto, 
piuttosto, i più "ottimisti". Abbiamo smesso 
perché in alcuni casi l'effetto non era solo quello 
voluto, di semplice divertimento, ma finiva con il 
creare problemi o situazioni imbarazzanti. 

Lo stimolo a queste considerazioni mi proviene 



da alcuni dei contenuti di 
questo numero. La 
possibilità di creare i propri 
CD, ad esempio: è ovvia, 
forse banale, la 
considerazione "chi lo 
avrebbe mai detto, quindici 
o dieci anni fa, che oggi 
saremmo stati a questo 
punto e avremmo potuto 
fare in casa i nostri CD di dati o di musica a costi 
ridottissimi". Ma è sensato e opportuno, e direi 
più produttivo, valutare le ripercussioni immediate 
del fenomeno, le possibilità di espansione, gli 
effetti futuri. E l'evoluzione. E ci vuole molta 
fantasia, anche perché è diffusa la tendenza a 
dare praticamente per morto il CD-ROM, 
soppiantato dal DVD. E' un'esagerazione? Cosa 
verrà dopo il DVD. quando, e quanto sarà più 
potente? Vado troppo in là con la fantasia se 
adesso dico che avremo schedine grandi come 
francobolli nelle quali potremo memorizzare a 
nostro piacimento un'enciclopedia multimediale o 
i dati di un magazzino... e che infileremo questa 
scheda in un arnese che servirà per fare un sacco 
di cose, fra le quali telefonare? 

Nell'introduzione all'articolo sugli MP3 è venuto 
spontaneo, all'autore, un riferimento alla 
fantascienza. Che una scatolina immagazzini e 
riproduca suoni era un'invenzione letteraria, e ora 
si dimostra il modo più sensato di realizzare un 
riproduttore di musica (o comunque suoni) 
portatile. E' chiaro che, se è vero questo, è anche 
vero il contrario: è sensato registrare su memorie 
a stato solido, e poi trasferire il tutto se e quando 
nel modo opportuno su un supporto stabile. 

Il confine fra l'informatica e qualsiasi altra 
disciplina è sempre più sfumato, o forse non 
esiste perché l'informatica fine a se stessa ha 
poco senso ma è parte di qualunque altra cosa. 

Ed è molto bello che si vada sempre più in là, e 
che si riesca ad andare più in là delle più 
ottimistiche previsioni. L'unico problema, al quale 
bisognerebbe stare molto attenti, è che 
l'evoluzione rischia di procedere troppo 
più rapidamente della capacità di 
adattamento media umana. 



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stnm, gestire il magnano cc«i reto' listini, 
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Torna 
Byte Italia! 


Vorrei avere notizie sulle prossime usci¬ 
te di Byte, dato che in edìcola ho trovato 
solo il numero di Gennaio. Ho una certa 
ansia perché trovo che la vostra rivista 
(non vorrei fare i soliti elogi rituali tesi a 
catturare maggior simpatiaI sia esatta¬ 
mente quanto cerco in edicola per la mìa 
professione: una rivista non rivolta ai 'pra¬ 
ticoni', agli " smanettoni‘ che tutto sanno 
di HW, di Windows 98, di giochetti e di 
programmazione, ma che tratta di algorit¬ 
mi, di approcci, di strutture. . Cito ad 
esempio gli ultimi argomenti di mio inte¬ 
resse. OLAP. BeOS, l'intelligenza artificia¬ 
le. IJava, naturalmente), le posizioni del- 
l'AlPA m merito alla firma digitale... 

Cordiali saluti, 

Ettore Apoi Ioni 

B YTE Italia ha avuto uno stop di alcuni 
mesi, ma ora finalmente ricomincia ad 
uscire Tutto ha avuto inizio nell'estate 
scorsa, con la cessione della storica testa¬ 
ta americana da parte della McGraw-Hill 
alla CMP, e con la sospensione della rivi¬ 
sta da parte del nuovo editore che, dopo 
averne ipotizzato la ripresa della pubblica¬ 
zione a partire dall'autunno, ne ha poi de¬ 
ciso la totale soppressione insieme a Lan 
Times, il quindicinale di cui BYTE Italia 
ospitava una parte, Il tutto si è innestato 
sulla situazione di divisione e di liquidazio¬ 
ne della Technimedia, che non ha certo 
giovato alla possibilità di cambiamenti e 
innovazioni sulle riviste 
Come noto ai nostri lettori la questione 
è finalmente risolta, con il passaggio delle 
testate alla Pluricom: siamo quindi ora in 
grado, e voglio dire di nuovo finalmente, 
di riprendere la pubblicazione della rivista 
che non è più derivata da un prodotto 
americano ma mantiene il suo nome e, 
soprattutto, la sua identità di rivista cultu¬ 
rale di informatica, 

m.m. 


Cultura e 
CULTURA APPUCATA 


Sono un lettore dì MC da molti anni (più 
di dieci credoI e anch’io come molti altri vor¬ 
rei dire la mia sul recente rinnovo della rivi¬ 
sta. 

Dopo aver letto la posta del numero dì 
febbraio, devo dire di essere totalmente 
d'accordo con la missiva del lettore Guido 
Santi. Praticamente la sua lettera rispecchia 
il mio pensiero in ogni suo punto; non avrei 
potuto scriverla meglio. E proprio perché 
considero le vostre prove hardware di scar¬ 
sa utilità, da un paio d'anni ho affiancato alla 
lettura di MC anche un'altra rivista (vi lascio 
facilmente indovinare quale) 

In sostanza il mio pensiero è questo. MC 
per la cultura, l'altra rivista per sapere cosa 
comprare MC è infatti insostituibile come 
fonte di informazione che vada oltre i sem¬ 
plici numeri ; la sua forza sta secondo me 
nell'avere un approccio a 360 gradi a quella 
che è la cultura informatica, sia pura che ap¬ 
plicata. Se riuscirete a migliorare anche in al¬ 
tri settori MC potrebbe diventare una rivista 
veramente completa, anche se mi rendo 
conto che accontentare tutti è pressoché 
impossibile. 

Complimenti comunque per il lavoro svol¬ 
to finora. 

Fabio Donnmelli 

R icollegandomi anche alla risposta alla let¬ 
tera che precede, vorrei fare una piccola 
precisazione: MC è, sì, per la cultura, ma 
per la 'cultura applicata", nel senso che la 
sua lettura ha una ripercussione diretta sia 
sulla scelta sia sull'utilizzazione del compu¬ 
ter Non vi dice "comprate questo ma non 
quest'altro", né "questo è meglio di tutti", af¬ 
fermazioni peraltro facilmente strumentaliz¬ 
zabili e contestabili, ma da sempre vuole 
fornire al lettore elementi sia culturali, sia 
tecnici sia pratici in base ai quali gli lascia poi 
il compito e la possibilità di giudicare e sce¬ 
gliere Byte Italia e invece una rivista nella 
quale l'aspetto culturale è prevalente, piu 


slegato dall'acquisto e dall'impiego, e mira a 
dare al lettore una formazione globale che 
gli consenta di coltivare un proprio "pensiero 
informatico". 

m.m. 


Dagu Appennini 
alle Ande 


Caro Sig. Marìnacci, 

Le scrìvo dì nuovo, pochi giorni dopo aver 
ricevuto (30 di marzo) il n. 191 di MC e letto 
la risposta alla mìa lettera ivi pubblicata. 

Devo innanzitutto ringraziarla per aver ca¬ 
pito e preso in considerazione il mio accora¬ 
to (o quasi) appello sulla questione degli ab¬ 
bonamenti all'estero. Ringrazio tutti voi se 
nel futuro potrete riuscire a realizzare invii 
più rapidi e sicuri. 

Nel frattempo, quasi commosso dopo la 
napparizione di un vecchio amore, nono¬ 
stante le vicissitudini passate ho deciso di 
rinnovare l'abbonamento, come segno dì fi¬ 
ducia nei vostri confronti e anche dì speran¬ 
za di miglioramento della situazione. 

Ma voglio ringraziarla soprattutto per un 
altro motivo. Molti fra amici, parenti ed ex 
colleghi in Italia, mi hanno scritto e telefona¬ 
to dicendo di aver visto la mìa lettera pubbli¬ 
cata. Persone che ben raramente (lo dico 
peraltro con tutto l'affetto che provo per lo¬ 
ro) si erano fatte vive in passato, neppure 
per Natale o il compleanno. Persone che 
nella maggioranza, essendo lettori diretti o 
indiretti di MC, possono usare la posta elet¬ 
tronica e che quindi non giustificano la loro 
assenza con i costi telefonici o la scomodità 
della busta da affrancare e imbucare. 

Si è trattato, il loro, di un semplice saluto 
("Ehi Mano, come stai laggiù? Ho visto la 
tua lettera pubblicata su MC... ") ma che co¬ 
me capirà mi ha fatto enormemente piace¬ 
re Immagino che come me ci siano molti 
italiani all'estero per lavoro o studio, per i 
quali Internet è uno strumento importantis¬ 
simo per i contatti umani (e non mi riferisco 
a interlocutori provvisori incontrati 'navigan¬ 
do’ qua e là). E che forse, come me, ricevo¬ 
no al massimo una risposta ogni cinque let¬ 
tere che inviano. 

Ovviamente non pretendo che lei pubbli¬ 
chi anche questa mia seconda missiva (an¬ 
che perché ì miei amici da buoni toscani mi 
scriverebbero "Piantala Mario, ché ci hai 
già stancato... "). Desidero solo fare presen¬ 
te a lei a voi della Redazione, come una rivi¬ 
sta tecnica e specialistica qual è MC, abbia 
ottenuto anche questo risultato di natura so¬ 
ciale, certo non previsto. 

conimua a pag 22 


Scrivete a MCmicrocomputer! 

Per scriverci avete a disposizione sia la posta tradizionale (Viale Ettore Franceschini 
73, 00155 Romai sia il fax della redazione (06432193021, sia l'e-mail, all'indirizzo mc.po- 
Istawpiuricom ai Ogni giorno i messaggi vengono girati alle persone di competenza, per 
cui vi consigliamo di indirizzarvi alla casella della redazione piuttosto che a quella dei sin¬ 
goli redattori E' più semplice per voi e, anche se sembra strano, per noi. E' difficile che 
riusciamo a fornire risposte private (quindi non inviate francobolli o buste affrancate); per 
le e-mail qualche volta succede. Voi provate, basta che non vi offendiate se non vi rispon¬ 
diamo Vi assicuriamo comunque che leggiamo tutta la corrispondenza e teniamo nella 
massima considerazione ciò che ci viene segnalato. 


20 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 












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segue da pag 20 


E aggiungo una breve considerazione sul 
fatto che In epoca di e-mail. chat, ICQ, 
network games, siti personali, cyber-new- 
sletters e altro, sia stata una 'normale' rivi¬ 
sta cartacea a scatenare un fuoco - seppur 
di paglia - di corrispondenza (elettronica) fra 
amici lontani. Neanche fossimo ai tempi di 
De Amicis. 

Non ricordo chi ha detto 'è preferibile che 
il proprio nome appaia sui libri che sui gior¬ 
nali'. Mi fa piacere che MC rientri nella pri¬ 
ma categoria. 

Cordialmente 

P.S. Auguri per la modifica sostanziale e 
ponderale della rivista. Credo che tutti i 
cambi ben pensati siano di per sé positivi. 
Per favore non perdete l'abitudine di far ve¬ 
dere che dietro (e davanti) un hardware e un 
software c'è generalmente un essere uma¬ 
no. 

Mario Pieri, Buenos Aires 

D irei che... è andata bene! Lei ha ricevuto 
il 30 marzo il numero 191. di gennaio, 
che poiché la rivista è in ritardo è stato spe¬ 
dito verso la fine di gennaio. Due mesi per 
andare da Roma a Buenos Aires, dagli Ap¬ 
pennini alle Ande come lei ci ricorda, non 
sono un tempo cosi lungo, considerando 
che le nostre poste riescono ad impiegarlo 
per andare da Roma a Milano,.. 

Voglio cogliere l'occasione per dire che, 
grazie al nuovo corso della società, abbiamo 
già cambiato qualcosa nelle spedizioni. For¬ 
se c'è qualcosa di positivo, considerando 
che ieri (12 aprile) mi è arrivato a casa il nu¬ 
mero di marzo (uscito in edicola, e quindi 
spedito agli abbonati, a fine marzo. Faccia¬ 
mo gli scongiuri e vediamo cosa ci riserva il 
futuro,., 

I suoi amici toscani spero che le scrivano 
di nuovo: ci piace l'informatica, ma l'infor¬ 
matica è fatta dagli uomini e serve agli uo¬ 
mini. Mi piace sentir dire che "Internet è 
uno strumento importantissimo per i contat¬ 
ti umani", non per volere essere poetico ma 
perché Internet è un mezzo di comunicazio¬ 
ne e. come tutti gli strumenti, ha delle po¬ 
tenzialità che possono essere usate "bene" 
o "male" La possibilità di tenersi in contat¬ 
to tramite e-mail, a costo zero o quasi, con 
un amico in Sud America è un fatto sostan¬ 
ziale, positivo da un punto di vista sociale. E. 
se ci si astiene da abusi (inviare ogni giorno 
la propria foto in alta risoluzione, ad esem¬ 
pio), il tutto avviene con grande efficienza 
perché le informazioni viaggiano sulla rete in 
maniera gestita: in una telefonata i due ter¬ 
minali devono essere messi in connessione 
nello stesso momento, mentre una e-mail 
può attraversare il mondo in un tempo bre¬ 
vissimo ma comunque variabile a seconda 
delle "esigenze" di comunicazione degli al¬ 
tri utenti: questo ottimizza enormemente la 
situazione. Come sempre, se tutti usassero 
il mezzo nel modo migliore la situazione sa¬ 
rebbe ideale... e noi lavoriamo per questo. 
Saluti, e grazie per gli auguri 

m.m. 


MC: 

PUBBLICITÀ E CD-ROM 


Sto leggendo la posta di MC di Marzo ‘99 
e da lettore ’sfor/co‘ e affezionato vorrei ag¬ 
giungere la mia personale opinione sulla 
questione pubblicità e CD-ROM: 

- pubblicità: va bene cosi! 

Prima francamente era troppa, e comun¬ 
que non penso che proprio tutti i lettori sia¬ 
no alla perenne ricerca (mese dopo mese) 
di nuovo hardware/software per aggiornare 
il proprio PC, senza contare poi che spesso i 
prezzi cambiano da città a città, da rivendito¬ 
re a rivenditore... 

- CD-ROM: NO, grazie!! 

(scusate l'uso del maiuscolo, ma sono as¬ 
solutamente contrario!) vi prego caldamen¬ 
te di non scendere al livello di tante (troppe) 
riviste del settore, che usano il disco argen¬ 
tato come un modo per attirare più letton... 
credo che tale supporto sia utile per riviste, 
diciamo, 'verticali' (videogiochi, programma¬ 
zione, grafica ecc.) ma non per una rivista 
come MC che diffonde soprattutto "cultura" 
informatica, e non solo quella! 

Colgo inoltre l'occasione per segnalarvi il 
mio entusiasmo di 'vecchio nostalgico" (vi 
seguo più o meno regolarmente dai tempi 
dell'Apple II) per le rubriche "Altri tempi" e 
"archeologia informatica', con l'unico sugge¬ 
rimento di non limitarsi - per quanto riguarda 
la prima - ad una banale elencazione del 
contenuto dei vecchi numeri della rivista, 
ma ad approfondire gli argomenti più inte¬ 
ressanti di ciascun numero. Grazie per l'at¬ 
tenzione e... continuate così! 

Lorenzo Anesi - Trento 

S iamo d'accordo: il CD è molto utile nelle 
riviste con contenuto molto specifico, è 
più difficile che non sia pretestuoso in una 
rivista dall'orizzonte più ampio. Come detto 
più volte, per ora MC non ha un CD: se lo 
avrà... dovrà avere una logica e non servire 
per un puro scopo commerciale. 

m.m. 


Chiamiamo i virus 
per NOME 


Caro Raffaello. 

scusa se ti do del tu, ma ormai tutta Italia 
ti conosce per le tue "favole ", come le chia¬ 
ma Marmacci. Quelle poi del fascicolo di 
marzo sono una vera chicca Hai ragione, 
dovrebbero scegliere Atripalda come capita¬ 
le. Scusa se ti faccio un appunto, ma nella 
tua trattazione dei virus avresti dovuto inse¬ 


rire un glossario. Per gli addetti ai lavori non 
sempre è chiara la differenza tra virus, ma- 
crovirus, boot e cosi via. 

Michele Caranova 

E /vero, ho dimenticato di fornire indicazio¬ 
ni di questo tipo; ma si fa presto a rime¬ 
diare. Anche il mondo dei virus ha una sua 
nomenclatura specializzata, un suo gergo 
Ecco alcuni dei termini più diffusi e comuni 
Macro virus, probabilmente il più diffuso 
virus in circolazione, anche perchè relativa¬ 
mente semplice da realizzare. Si tratta di fra¬ 
zioni di codice del linguaggio interno di Excel 
e Word che eseguono una serie di istruzioni 
(come "incollarsi" ad altri documenti o can¬ 
cellare una parte di questi) comunque dan¬ 
nose o indesiderate. 

Boot virus, virus che si "attaccano “ al set¬ 
tore di boot della macchina, sia su floppy 
che su HD, e interessano la parte del file 
che contiene codice di sistema operativo o 
informazioni specifiche del file. 

Virus multipartiti, si tratta di virus che 
combinano diverse tecniche di attacco, ad 
esempio boot e file. 

Virus polimorfici, virus che modificano il lo¬ 
ro codice ogni volta che si attaccano a un al¬ 
tro ospite. Questo rende più difficile la loro in¬ 
dividuazione, visto che la comune tecnica di 
scansione di stringa può non avere successo. 

Stealth virus, virus che utilizzano tecniche 
diverse (stealth vuol dire procedimento na¬ 
scosto) per nascondersi agli antivirus (ad 
esempio utilizzando codice molto simile a 
quello di applicazioni note, in altri termini, 
una specie di mimetismo), 

Hoax, si tratta di falsi virus (hoax vuol dire 
burla) che non producono danni effettivi, ma 
solamente, talvolta, fastidi. Sovente posso¬ 
no creare indirettamente dei problemi: un 
esempio è una e-mail, comparsa in Internet 
alla fine dell'anno passato, che avvisava che 
ridistribuendola sì determinava il pagamen¬ 
to, per ogni lettera inviata di cinque cent alla 
Croce Rossa. Niente di particolarmente dan¬ 
noso, se non si tiene conto che la stessa let¬ 
tera doveva essere inviata, per conoscenza, 
all'indirizzo della Croce Rossa internazionale, 
che si è vista saturare la casella di posta in 
poche ore. 

In-the-wild virus, virus attualmente ì circo¬ 
lazione. si calcola che mediamente siano un 
paio di centinaia. 

Stringa di riconoscimento, sequenza di ca¬ 
ratteri ASCII che individua, nel codice, ine¬ 
quivocabilmente il virus. 

Infine una curiosità; tutte le grandi softwa¬ 
re house di prodotti antivìrus mantengono 
quelli che vengono chiamati comunemente 
gli "zoo ", Come avviene nella vita reale nei 
laboratori dì ricerca medica, il vastissimo 
campionario dei virus prodotti finora (circa 
20 000) viene mantenuto in vita per motivi di 
studio e ricerca. Immaginate cosa succede¬ 
rebbe se un virusbuster avanzato impazzis¬ 
se e decidesse di passare dall'altra parte 

Raffaello De Masi 


22 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 









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HP per l’information Storage 1999 com¬ 
prendono: 

Backup dei dati affidabile per grandi e 
medie aziende - La gamma di dispositivi 
a nastro per il backup di HP verrà amplia¬ 
ta quest'anno con l'introduzione di drive 
DDS-4 di nuova generazione, in grado di 
offrire un notevole incremento di presta¬ 
zioni alla tecnologia su nastro oggi più 
diffusa per le reti di piccole e medie 
dimensioni (Tape 50001) L'anno scorso 
HP ha inoltre introdotto Linear Tape 
Open (LTO), tecnologia a nastro aperta 
destinata all'utenza aziendale Sviluppati 
congiuntamente con IBM e Seagate 
Technology, i prodotti di formato Ultnum 
e Accelis basati su tecnologia LTO sur¬ 
classeranno i nastri attuali in termini di 
capacità e prestazioni, assicurando nel 
contempo la massima integrità dei dati 
(Tape 5000I&E+). 


Network Attached Storage - HP fa il 
proprio ingresso nel mercato emergente 
dei dispositivi Network Attached Storage 
(NAS). I server e i tower di CD-ROM di 
HP, in grado di assicurare la condivisole 
delle informazioni su CD a un massimo 
di 200 utenti simultanei, consentono di 
incrementare l'efficienza e la produttività 
di workgroup e dipartimenti Aggiungere 
un "thm server NAS” a una rete risulta 
semplice come aggiungere una stam¬ 
pante, oltre che estremamente economi¬ 
co Un'indagine di Gartner Group indica 
che l'impiego di un server CD-ROM al 
posto dei 
drive CD¬ 
ROM desk¬ 
top può per¬ 
mettere a 
una azienda 
di ridurre i 
costi di pos¬ 
sesso fino al 
74% nell'ar¬ 
co di cinque 
anni. 

Protezione di sistema completa per pic¬ 
cole imprese - Progettato per soddisfare 
le esigenze delle piccole aziende, il drive 
a nastro HP Colorado 14 GB, il drive IDE 
piu veloce oggi disponibile sul mercato, 
risulta estremamente facile da installare 
e utilizzare anche per personale non 
esperto II prodotto offre capacità e un 
rapporto prezzo/prestazioni senza con¬ 
fronti: in grado di archiviare una quantità 
di dati superiore a quella contenuta in 20 
CD. permette agli utenti di eseguire il 
backup di interi hard disk. Per l'enterpri- 


II Colorado M GB 


26 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 














se, HP SureStore Tape Rack è la soluzio¬ 
ne per il backup ad elevata disponibilità 
cliente e ambiente target: grandi impre¬ 
se, net server, mission criticai applica- 
tions (Oracle, MS-SQL, SAP, ExChange, 
Web). 

CD Riscrivibilì - Nell’ambito dell'archivia- 
zione e della condivisione delle informa¬ 
zioni, i CD-RW stanno sostituendo i tradi¬ 
zionali floppy disk. Secondo IDC, nel 
1998 HP si è posizionata al primo posto 
tra i produttori di soluzioni CD-RW, sia 
nel mercato europeo che in quello mon¬ 
diale. Nella primavera del 1999, il portafo¬ 
glio prodotti HP si arricchirà di nuove 
soluzioni a elevate prestazioni, portatili e 
di fascia entry-level. 

DVD+RW - La tecnologia DVD rappre¬ 
senta la nuova frontiera dell'archiviazione 
digitale dei dati. I dispositivi DVD+RW di 
HP saranno disponibili verso la fine del¬ 
l'anno, in linea con la prevista esplosione 
del mercato DVD. La tecnologia 
DVD+RW è supportata da HP, Sony, 
Philips, Matsushita, Yamaha e Ricoh. I 
sistemi DVD+RW offrono capacità, pre¬ 
stazioni e compatibilità più elevate di 
qualunque altro formato concorrente 

E veniamo ora al pezzo forte, proprio 
musicale, della presentazione 

Hewlett-Packard infrange la barriera del 
'mezzo chilo’ con i primi (4) 
Masterizzatori Riscrivigli portatili CD 
Riscrivigli (CD-RW) e annuncia il primo 
modello progettato specificamente per 
chi viaggia: un nuovo Mastenzzatore di 
CD-RW portatile dotato di interfaccia 
SCSI, con peso inferiore al mezzo chilo¬ 
grammo e dimensioni pari al palmo di 
una mano. Insomma si tratta della 
gamma 'Tostadischi', come li chiamerà 
HP nella campagna pubblicitaria Con 
l'annuncio di altri tre nuovi modelli, HP 
propone la gamma di Masterizzatori 
Riscrivibili più completa sul mercato, in 
grado di offrire prezzi, prestazioni e dota¬ 
zioni software in grado di soddisfare qua¬ 
lunque esigenza. 





Il DVD-ROM Tower 


M li. wW J 



Il Mobile CD-Writer 


Il Mastenzzatore Riscrivale portatile 
HP CD-Writer Plus M820 è il prodotto di 
punta nella gamma di proposte di HP ed 
è anche il drive più piccolo: si tratta di un 
Masterizzatore per CD-RW (CD- 
Riscrivibili) slim-line esterno per interfac¬ 
cia SCSI in grado di leggere dati con una 
velocità massima di 20x e di scriverli a 
una velocità di 4x. Con dimensioni davve¬ 
ro contenute (13x16,5x2,5 cm). questo 
drive può stare comodamente nel palmo 
di una mano Sufficientemente leggero e 
trasportabile da poter essere utilizzato 
con un PC portatile, HP M820e è anche 
abbastanza potente da poter essere uti¬ 
lizzato con un PC desktop 
Il Mastenzzatore più veloce prodotto da 
HP è il nuovo HP CD-Writer Plus 8200i. 
drive risolvibile interno IDE in grado di 
leggere dati con velocità massima di let¬ 
tura 24x e velocità massima di scrittura 
4x.La soluzione entry level di HP per l'u¬ 
tenza sia domestica che professionale è 
rappresentata dalla nuova linea HP CD- 
Writer Plus 7500 Questi modelli sono 
stati progettati per aiutare le piccole 
aziende a incrementare la propria produt¬ 
tività e consentire agli utenti home di 
avvicinarsi alla tecnologia CD con un 
investimento mimmo. La famiglia 7500 
comprende drive riscrivibili IDE interni ed 
esterni con velocità massima di lettura 
24x e velocità massima di scrittura 2x 
Ogni Masterizzatore è completo di 
dotazione software personalizzata in 
base alle necessità delle diverse tipologie 


di utente. Tutti i nuovi drive comprendo¬ 
no: 

• HP fast format - consente agli utenti 
di formattare un disco CD-RW in 3 minuti 
circa: 

• Adaptec Direct CD - permette di uti¬ 
lizzare il mouse per trasferire i file in 
modo semplice e intuitivo da Microsoft 
Windows Explorer al CD o salvarli diret¬ 
tamente da qualunque applicazione; 

• Adaptec Easy CD Creator Standard 
Edition - consente agli utenti di creare 
CD standard utilizzabili con la maggior 
parte dei PC. 

Alcuni drive comprendono inoltre: 

• HP Simple Trax - salva automatica- 
mente i file su CD garantendone la prote¬ 
zione, sicurezza e facilità di reperimento 
anche quando il CD non è inserito nel 
drive; 

• HP Disaster Recovery - permette di 
effettuare il backup di 100 MB di dati in 
meno di 3 minuti; 

• Neato CD Labeler - consente agli 
utenti di creare etichette per i propri CD; 

• Broderbund Multimedia Orgamzer - 
contiene migliaia di immagini utilizzabili 
per produrre documenti dall’aspetto pro¬ 
fessionale; 

• Sonic Foundry ACID Music CD 
Creator - consente agli utenti di compor¬ 
re brani musicali per realizzare i propri 
CD. 

I prodotti della serie 8100 continueran¬ 
no a essere disponibili nell'offerta HP. 
Con velocità di lettura fino a 24x e velo¬ 
cità di scrittura comprese tra 2x e 4x, il 
modello 81 OOi è la soluzione ideale per 
gli utenti che ricercano prestazioni eleva¬ 
te a un prezzo più contenuto. 

Con oltre 800 milioni di utenti di CD 
audio e di CD-ROM, i compact disc oggi 
rappresentano il supporto più diffuso. I 
Masterizzaton Riscrivibili permettono di 
creare, scrivere, riscrivere, archiviare, 
gestire e condividere dati, fotografie, 
video, immagini dal Web. musica, musi¬ 
ca e voce, photoalbum, ecc., su un "nor¬ 
male' CD proprio come se si trattasse di 
un floppy disk. A differenza dei floppy, 
tuttavia, un CD può memonzzare fino a 
650 MB di dati, l'equivalente di 400 
floppy disk ad alta densità o 20.000 pagi¬ 
ne di testo. Dato che la velocità dei CD- 
RW è pari a quella dei CD-ROM, risulta 
possibile sostituire i lettori di CD-ROM 
esistenti senza alcuna riduzione delle 
prestazioni. 

I modelli delle serie 8200 e 7500 saran¬ 
no disponibili in tutto il mondo dal 1° 
maggio 1999 II drive HP M820e per 
utenti mobili sarà disponibile a partire dal 
1° giugno 1999. 

Per informazioni: 

Hewlett-Packard Italiana, 

Tel. 0292121 


MCmicrocomputer n. 194-aprile 1999 


27 






















• HARDWARE 


di F Fulvio Castellano 

Nuove IBM Intellistation E PRO e M PRO 





Con il terzo evento su questa piat¬ 
taforma, Big Blue presenta ora 
una qualità grafica assoluta 2D 
e 3D e capacità grafica di 
Pentium III, rispetto dell'am¬ 
biente e migrazione inte¬ 
grata dei dati che colloca¬ 
no IBM IntelliStation in 
una categoria a sé stante. 


te quale l'integrazione tecnologica 
della scheda grafica Fire 
GLI. IBM collabora 
con i principali 
produttori di 
software 


lica 


(MCAD/CAM. 
CAE, DCC, GIS. 
Applicazioni Finan¬ 
ziarie. Sviluppo Appli¬ 
cazioni, WEB De¬ 
sign) per ottimizzare 
le prestazioni delle 
IntelliStation e la 
inea è stata col¬ 
laudata, ottimiz¬ 
zata e certificata 
per oltre 120 
applicazioni 

Tramite le nuove schede 
grafiche IBM, l’elaborazione 3D 
è ormai disponibile anche sull'lntelli- 
Station entry-level E Pro, IBM Fire GLI 
è la prima soluzione AGP (Accelerated 
Graphics Porti a 256 bit del mercato ed 
è ottimizzata su Intellistation per appli¬ 
cazioni quali drafting esteso in 3D, wire- 
frame, modellazione solida e animazioni 
In un recente test benchmark, la 
nuova IBM Intellistation M Pro con gra¬ 
fica Fire GLI ha offerto prestazioni 
superiori del 150% rispetto alle 
soluzioni 3D di Compaq, del 
78% rispetto a Hewlett-Packard 
e del 39% rispetto a Dell, 

Pioniere di un'iniziativa storica 
nel mondo IT, IBM IntelliStation 
E Pro è il primo personal com¬ 
puter al mondo ottenuto da resi¬ 
na riciclata al 100% per tutte le 
principali componenti in plastica 
L'integrazione da parte di IBM 
della plastica riciclata nella produ¬ 
zione dei nuovi sistemi 
non ha precedenti nel 
settore informatico 
e testimonia il prima¬ 
to dell'azienda ne 


IBM Personal Systems 
Group confer¬ 
ma con que¬ 
sto annun¬ 
cio il suo 
dinamismo 
nel settore 
delle work¬ 


station gra¬ 
fiche con le 
nuove Intelli- 
Station, che offrono 
la tecnologia più evoluta 
disponibile sul mercato: proces¬ 
sore Pentium III e scheda grafica 
Diamond. Inoltre, Autodesk e IBM 
hanno annunciato il nuovo accordo nel 
mercato GIS a testimonmza degli sforzi 
commerciali di IBM con i principali ISV. 
Queste in sintesi le novità dell'annuncio 
IBM PSG alla stampa in un incontro a 
Milano. 

Con le nuove IntelliStation E Pro e M 
Pro ad alte prestazioni, IBM diventa pro¬ 
tagonista nel campo delle workstation 
grafiche ad elevate prestazioni e per il 
GIS - Geographical Information 
Systems con Autodesk, Dotate del pro¬ 
cessore Pentium III, che assicura una 
velocità rispettivamente di 450 MHz e 
500 MHz, le IntelliStation E Pro e M Pro 
sono le prime workstation NT che sup¬ 
portano la nuova scheda grafica Fire 
GLI 

Questa scheda, studiata da IBM, 
aumenta notevolmente le prestazioni 
grafiche 2D/3D delle applicazioni proget¬ 
tate per lavorare in ambiente Windows 
NT. Pienamente integrate nell'offerta di 
prodotti, servizi e soluzioni di IBM PSG, 
m meno di due anni le Intellistation 
hanno conquistato il mercato per le pre¬ 
stazioni applicative superiori e ottimizza- 


presentare pro¬ 
dotti in grado di soddisfare i requisiti 
della clientela in termini di funzioni e 
prezzi. 


I prezzi 

I prezzi indicativi al dettaglio per il 
nuovo IBM IntelliStation E Pro partono 
da lire 5.865 000; quelli per l'IBM 
Intellistation M Pro partono da lire 
7.178.000 per arrivare a lire 11.700.000 


Per informazioni: 

IBM Personal Systems Group, 
numero verde 167-017001 


28 


MCmicrocomputer n. 194-aprile 1999 







L'EFFICACIA DELLA COMUNICAZIONE 
AUMENTA DEL 55%. LE FATTURE 
VENGONO PAGATE CON UNA VELOCITÀ 


SUPERIORE DEL 30%. L'IMPATTO 
SUI CLIENTI AUMENTA DELL‘80%. 
NON È CERTO DA DILETTANTI. 

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SOFTWARE 


di Mauro Gandìni 


CorelDraw 9: di tutto di più 


Come al solito, siamo appena riu¬ 
sciti a metterci in zucca le ultime 
funzionalità di CorelDraw 8 che ci 
ritroviamo subito da capo con la 
versione 9. In effetti, al momento in 
cui scriviamo è disponibile solo 
una versione beta, ma quasi defini¬ 
tiva: la versione definitiva sarà 
disponibile nel nostro paese all'Ini¬ 
zio dell'estate. 


10 anni ovvero 10 milioni 

In questo periodo Corel festeggia due 
fatti importanti della sua storia entram¬ 
bi legati al numero 10: per prima cosa i 
10 anni di successi nel mondo della 
grafica e poi il raggiungimento di 10 
milioni di copie di CorelDraw. 

Cosi, come una bella donna si toglie 
gli anni, Corel riparte non dai due 10, 
ma dai due 9 e cioè CorelDraw 9 e 
PhotoPaint 9. Vediamo in sintesi alcune 
delle più interessanti innovazioni pre¬ 
senti in queste nuove versioni. 

Per prima cosa la gestione del colore 
e dell'output professionale: mentre 
nelle versioni precedenti era incluso il 
supporto per i profili ICC standard, con 
CorelDraw 9 e Corel PhotoPaint 9 gli 
utenti possono ora importare tali profili 
dalle immagini aperte o acquisite in cui 
sono già incorporati, Ciò garantisce agli 
utenti un maggiore controllo dell'intero 
processo di gestione dei colori tra le 



» CorelDRAW 0 


diverse applicazioni, 

CorelDraw 9 e Corel PhotoPaint 9 
offrono, inoltre, un potente supporto 
PDF. che consente agli utenti di modifi¬ 
care e stampare in formato PDF, garan¬ 
tendo la massima integrazione con il 
flusso del lavoro di disegno e pubblica¬ 
zione. Nel pacchetto sono incluse 
diverse impostazioni predefimte per il 
supporto PDF, consentendo una veloce 
distribuzione elettronica dei documenti. 
Attraverso differenti canali: il Web, la 
stampa o altri supporti. L'ampia possi¬ 
bilità di scelta tra le opzioni PDF garan¬ 
tisce agli utenti la libertà di personaliz¬ 
zare le stampe in base alle proprie esi¬ 
genze specifiche. 

Sono stati apportati miglioramenti 
all'esportazione EPS, al supporto 
Adobe lllustrator (.Al) e ai file .PSD 
multi-layer Adobe Photoshop per la 


compatibilità tra i formati file. Corel 
PhotoPaint permette ora di importare 
anche i file MetaCreations Pamter. 

Il supporto per QuickTime 3.0 VR 
consente agli utenti di creare, aprire, 
modificare e salvare panorami ed 
oggetti QuickTime VR a nodo singolo o 
multiplo. È possibile creare, aprire, 
modificare e salvare le versioni a bassa 
risoluzione dei nodi dei panorami, per 
ottenere una visualizzazione ottimizzata 
su Internet. Inoltre è possibile aggiun¬ 
gere commenti ai nodi e definire la 
compressione dei file per l'esportazio¬ 
ne. 

Sia CorelDraw 9 sia Corel PhotoPaint 
9 incorporano l'interfaccia plug-and-play 
ixla Digital Camera Interface per l'ac¬ 
quisizione di immagini da oltre 120 
modelli di macchine fotografiche digita¬ 
li. Le immagini possono essere acquisi¬ 
te direttamente dalle macchine digitali, 
eliminando la necessità di ricorrere a 
interfacce di terze parti per trasferirle 
dalle macchine digitali al computer 
prima di poterle modificare Inoltre, i 
file contenenti le immagini modificate 
possono venire nuovamente trasferiti 
nelle macchine fotografiche digitali, per 
essere memorizzati, condivisi e suc¬ 
cessivamente rivisualizzati. 

Questo è solo una parte delle novità 
che saranno introdotte da CorelDraw 9 
e PhotoPaint: ovviamente c’è anche 
una consistente parte di nuovi effetti 
che esamineremo prossimamente con 
una specifica prova. 

Per informazioni: 

Corel. 

trvwwr.orp.tISB 


• PERIFERICHE 

| di F. Fulvio Castellano 




Intellimouse Black, un mouse USB in abito scuro 


Dal design elegante e originale, 
Microsoft Intellimouse Black USB ha per 
la prima volta un abito nero da abbinare ai 
dispositivi portatili cui può essere connes¬ 
so. La linea ergonomica e la forma, che si 
adatta perfettamente all'anatomia della 
mano e delle dita, evitano indolenzimenti 
e inconvenienti vari che possono derivare 
dal prolungato utilizzo. 

L'innovativa rotellina centrale, infine, 
che può essere ruotata o cliccata come 


terzo pulsante per lo scrolling, lo zooming 
e il data zooming e che abilita nuove fun¬ 
zioni di scorrimento, semplificano l'utilizzo 
di Microsoft Office, Internet Explorer e 
Windows 98, liberando l'utente da preoc¬ 
cupazioni operative per consentirgli di 
concentrarsi sul proprio lavoro, e rendono 
il nuovo mouse un oggetto davvero com¬ 
pleto e all’avanguardia. 

Requisiti di sistema: personal computer 
con processore Pentium 90 o superiore. 


Microsoft Windows 95 o Microsoft 
Windows 98 16 Mb di memoria RAM 5 
Mb di spazio disponibile su disco, Porta 
USB 

Il prezzo stimato di vendita al pubblico è 
di lire 99.000. IVA inclusa. 

Per informazioni: 

Microsoft, 

Tel 02703921 
\WWW.nVC'OSOn,mn\ 


30 


MCmicrocomputer n. 194-aprile 1999 



















SOFTWARE 


di Mauro Gandìni 


Adobe sfida Quark e ridisegna la linea DTP 


Dopo tanti anni di nuove versioni 
di vecchi programmi, ecco final¬ 
mente un produttore di software 
che presenta qualcosa di nuovo 
nel settore del desktop publishing 
professionale. Adobe ha presenta¬ 
to alla Seybold Conference di 
Boston InDesign, un software di 
impaginazione completamente 
nuovo. 


L'obiettivo dichiarato da Adobe è 
quello di riconquistare le 
posizioni perse negli 
ultimi anni per colpa 
dell'eterno rivale Xpress 
di Quark, anzi di spazzare 
proprio via il concorrente, 
riprendendosi il posto di leader 
nell'area del Desktop Publishing. 

InDesign si presenta come la logica 
estensione degli altri programmi nativi 
di Adobe, lllustrator per la grafica vetto¬ 
riale e il blasonato Photoshop per quella 
pittorica (ricordiamo che PageMaker fu 
incorporato ai tempi con l'acquisto di 
Aldus): l'interfaccia di InDesign risulta 
quindi essere in linea con questi due 
prodotti offrendo agli utilizzatori di 
potersi muovere in un ambiente omo¬ 
geneo. 

A parte questo fattore di facilità d’uso 
dovuto all'interfaccia comune, sono altri 
3 i fattori determinanti di InDesign. 
Prima di tutto, la grande flessibilità del 
programma: su un nucleo centrale è 
possibile aggiungere funzionalità sia da 
parte di Adobe stessa, sia da parte di 
terze parti. In secondo luogo, Adobe 
assicura che le funzionalità introdotte 
nel programma garantiscono un grande 
livello di produttività: la realizzazione di 
progetti anche complessi è veloce e 
sicura. Infine, InDesign assicura all'u¬ 
tente livelli di precisione mai raggiunti in 
un programma di impaginazione 

Sentiamo già la domanda che si alza 
dal pubblico: " Ma ce l'ha le sfumatu¬ 
re?", Tranquilli, tranquilli ci sono... 

"E che ne faccio dei miei documenti 
in Xpress 3.3 o 4?". Ancora più tranquil¬ 
li... si aprono direttamente da InDesign. 

"Ma forse ho anche qualche file di 
PageMaker...", ma si, si apre pure 
quello... 


Adobe 

InDesign 



"E se voglio mandare una bozza al 
cliente con Acrobat?". Niente di più 
semplice, visto che con InDesign si 
possono ottenere dei file di Acrobat 
assolutamente perfetti. 

"Ma se devo importare dei file da 
lllustrator o Photoshop avrò i soliti pro¬ 
blemi?", macché problemi, si possono 
addirittura spostare con il sistema del 
drag & drop da una finestra all'altra: si 
possono importare direttamente anche 
i file .pdf 

"Ma poi se devo fare delle modifiche 
devo sempre tornare al programma di 
illustrazione. .". Spesso non c’è nem¬ 
meno bisogno di utilizzare un program¬ 
ma di illustrazione, essendo InDesign 
un programma di impaginazione 
"superdotato" da questo punto di vista. 

"E se ho bisogno di avere più di una 
pagina mastro?". Vanno bene le pagine 
mastro nidificate a più livelli, cioè con 
una pagina mastro basata sui contenuti 
di un'altra pagina mastro che a sua 
volta può essere basata su un'altra 
pagina mastro. 

"E se....". E se aspettaste l'articolo 
che stiamo preparando per uno dei 
prossimi numeri? Nel frattempo vi dicia¬ 
mo solo che il costo del pacchetto 
dovrebbe aggirarsi su 1.8 milioni, men¬ 
tre se avete una versione precedente di 
altri programmi di dtp, probabilmente il 
costo sarà di poche lire sotto il milione: 
Adobe InDesign sarà disponibile prima 
dell’estate. 


E PageMaker? 

Avete mai sentito il detto "del 
maiale non si butta nulla"? A qual¬ 
cosa del genere devono aver pen¬ 
sato in Adobe mentre realizzavano 
il nuovo prodotto Adobe InDesign 
per il mercato del publishing pro¬ 
fessionale. 

Più realisticamente, devono 
essersi detti: "cosa ne facciamo 
ora di PageMaker?". La risposta è 
stata semplice: "trasformiamolo in 
un prodotto per gli utenti business 
che si trovano a milioni negli uffici 
di tutto il mondo". 

Dobbiamo dire che PageMaker, 
pur essendo sempre stato un pro¬ 
dotto molto potente di publishing, 
w l' è nato con una propria filosofia di 
* semplicità di utilizzo che ha saputo 
mantenere release dopo release: 
da qui a farne un prodotto per l'uf¬ 
ficio il passo mentale e pratico è stato 
breve. 

Senza dubbio questa notizia farà felici 
le tipografie che si vedono consegnare 
file di grafica realizzati dai propri clienti 
nei formati meno adatti (provate a pre¬ 
sentarvi dal vostro stampatore con un 
file di PowerPoint dove avete messo 3 
mesi di lavoro e chiedetegli di stampa¬ 
re 2.000 copie: la risposta per ovvi 
motivi di censura non è pubblicabile!). 

Ecco una serie di nuove caratteristi¬ 
che inserite appositamente per aiutare 
gli utenti non professionali a creare 
materiali e pubblicazioni professionali: 

• Template studiati da professionisti 
per creare velocemente stampati dal 
look graficamente perfetto. 

• Una Palette Template e una Picture 
(solo nella versione per Windows) gra¬ 
zie alla quale gli utenti possono, con 
grande immediatezza, configurare, 
visualizzare e cercare template e imma¬ 
gini di PageMaker. 

• 4.700 illustrazioni disegnate da pro¬ 
fessionisti nel formato Adobe 
lllustrator, centinaia di template grafici 
e 300 foto ad alta risoluzione CMYK 
consentono di agevolare la realizzazio¬ 
ne della pagina. 

• Un plug-in per Windows visualizza 
una barra strumenti con icone simili a 
quelle di Microsoft Office, con scorcia- 


Continua a pag. 33 


MCmicrocomputer n, 194-aprile 1999 


31 










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Segua da pag. 31 




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toie da tastiera per le funzioni più 
comuni di PageMaker. 

• Un convertitore di file Microsoft 
Publisher 97 e 98. pensato per gli uten¬ 
ti di Microsoft Publisher che desidera¬ 
no passare a PageMaker, consente un 
facile riutilizzo di materiali precedente- 
mente creati. 

• La Guida per Incominciare di 
PageMaker 6.5 Plus contiene suggeri¬ 
menti grafici sviluppati dal noto esperto 
Robert Williams. 


In più la potenza 
del fotoritocco 
con Photoshop 5.0 LE 

PageMaker 6.5 Plus viene lanciato 
con Photoshop 5.0 LE, un'edizione 
"leggera" del famoso programma per il 
fotoritocco: gli utenti possono editare, 
ritoccare e migliorare le immagini per 

ottenere esattamente ciò che deside¬ 
rano. Alcune funzioni speciali introdotte 
da questa versione: 

• Lo Scanner "push": le immagini 
vengono scannerizzate ed importate in 
Photoshop LE con la semplice pressio¬ 
ne di un pulsante. 

• Le Variazioni: permettono di tarare il 
colore e la luminosità deH'immagme, 
consentendo un'anteprima di una 
gamma di immagini modificate. 

• Il Lazo magnetico: traccia automati¬ 
camente i contorni con i settaggi. 

• I Livelli: è possibile creare e salvare 
immagini fino a 99 livelli, o selezionare 
tra oltre 95 filtri per effetti speciali tra 
cui l'effetto distorsione, stilizzato, sof- 
tening e sharpenmg. 

Adobe PageMaker 6.5 Plus sarà 
disponibile nella versione inglese da 
metà marzo e in quella italiana nel 
secondo trimestre dell'anno. 

Il prezzo suggerito per la versione ita¬ 
liana sarà di circa 1.700.000 lire (IVA 
esclusa). 

L’aggiornamento potrà essere acqui¬ 
stato per circa 340.000 lire (IVA esclu¬ 
sa). 


Per informazioni: 

Adobe. 

bv.my-dttodej & 


33 









• HARDWARE 


di F. Fulvio Castellano 


Tutti i gioielli di Compaq 




Con una filosofia di sviluppo 
globale di prim'ordine, Compaq 
Computer Corporation ha pre¬ 
sentato alla stampa gli ultimi 
gioielli' di PC e workstation con 
processori Pentium III 
(DeskPro e ProLiant), due inno¬ 
vativi monitor a schermo piatto 
da 15 e 18,1” (TFT5000 e 
TFT8000), che ruotano di 90°, per 
finire con la vera novità del '99: 
l'Aero 2100, uno straordinario 
PC palmare con schermo TFT 
a colori. 


Si rafforza la leadership di Compaq 
Computer nel mercato globale dei PC e 
secondo le ultime stime di IDC nel quar¬ 
to trimestre 1998 Compaq ha venduto 
quasi un milione di PC in più rispetto ai 
tre mesi precedenti, conquistando una 
quota del 15,3% del mercato mondiale. 
Compaq continua a dominare anche il 
mercato dei PC server: nel quarto trime¬ 
stre 1998 la quota a livello mondiale 
della società di Houston è salita al 34% 
(era al 32,1% nel terzo trimestre). Il che 
significa che la quota di Compaq supera 
la somma di quelle dei due concorrenti 
più vicini. Per quanto riguarda le vendite 
di PC desktop alle aziende - la categoria 
"business" nelle analisi di IDC - 
Compaq ha conquistato, nel quarto tri¬ 
mestre 1998, una quota a livello mon¬ 
diale del 18,5%,con un incremento di 
1,5 punti rispetto ai tre mesi precedenti. 
In particolare, la quota Compaq è salita 
al 23,9% (22% nel terzo trimestre) nel 
segmento "large business" e al 16,3% 
(15,9% nel terzo trimestre) nel segmen¬ 
to "small business". Dati strepitosi. 

Tornando ai prodotti, Compaq 
Computer SpA ha annunciato la disponi¬ 
bilità dei nuovi DeskPro con processori 
Pentium III. I nuovi modelli Deskpro 
sono dotati di Pentium III, i processori 
più veloci e potenti, disponibili da 
450/100 MHz e da 500/100 MHz. Siamo 
veramente di fronte all'ultima piattafor¬ 
ma perfettamente in grado di supporta¬ 
re applicazioni e sistemi operativi nuovi, 
come il futuro Microsoft Windows 
2000. E in più: applicazioni di CAD/CAM, 
desktop publishing, riconoscimento 


La nuova famiglia di monitor TFT. 


vocale e videoconferenza, tutte suppor¬ 
tate dall'attuale scheda madre basata 
sul set AGP Intel 82440BX. L'utilizzo di 
soluzioni evolute di grafica e networking 
estende ulteriormente la stabilità di que¬ 
ste nuove proposte Deskpro. La fami¬ 
glia di Personal Computer Deskpro di 
Compaq è progettata per clienti enter- 
prise. Disponibile in versione desktop, 
minitower, dalle dimensioni ridotte o 
desktop towerable, la linea offre una 
notevole flessibilità d’impiego 
con processori Pentium III fino 
a 500 MHz, dischi rigid 
SMART Ultra ATA con 
capacità fino a 10 GB, 
unità CD-ROM 32X 
Max (su alcuni modelli) 
e schede grafiche AGP 
2X. Altri modelli sono 
dotati di scheda per 
l’interfaccia di rete 
(NIC) Compaq 10/100 
TX PCI Intel WOL UTP 
Controller. 

I prezzi per i modelli 
Deskpro Serie EN e 
Deskpro Serie EP con 
processore Pentium III 
e comprensivi di moni¬ 
tor partono da lire 
3.450.000 IVA esclusa 

Dalla fine del primo tri¬ 
mestre 1999, sono 
disponibili anche i server 
ProLiant basati su Pen¬ 
tium III e Compaq 
si conferma for¬ 
nitore al vertice 


di soluzioni 


avan- 


L Aero 2100. 


guardia annunciando la imme¬ 
diata disponibilità di PC 
(Deskpro e Presario) e Profes¬ 
sional Workstation AP con il 
processore Intel Pentium III. 
Anche il più recente modello 
della famiglia Presario 5200 è 
equipaggiato con il processore 
Pentium III. Con le sue soluzioni 
tecnologiche all'avanguardia, il 
Presario 5200, disponibile in Italia 
da aprile, è il PC consumer più 
veloce mai presentato da Compaq e 
offre tutta la potenza necessaria per 
navigare in Internet senza proble¬ 
mi, visitando anche i siti più 
"complessi", e utilizzare i 
videogiochi dell'ultima gene¬ 
razione che fanno largo uso della grafi¬ 
ca. Leader assoluto nel mercato dei ser¬ 
ver basati su standard, Compaq renderà 
presto disponibili i ProLiant 3000, 
ProLiant 1850R, ProLiant 1600 e 
ProLiant 800 con il processore Pentium 
E arriviamo ai monitor. Un nuovo rivo¬ 
luzionario monitor a schermo piatto fir¬ 
mato Compaq è stato presentato ed è 
adatto a ogni ambiente di lavoro: si chia¬ 
ma TFT5000, ha uno schermo da 15 pol- 
lici "reali" e può ruotare di 90° 
Caratterizzato da un angolo visivo 
di ampio raggio, il TFT5000 utilizza 
l'intera area visibile dello 
schermo a 15 pollici, 
dotato della tecnologia 
SuperBright che garanti¬ 
sce una luminosità eleva¬ 
tissima (200 nits), netta¬ 
mente superiore a quella 
offerta dai tradizionali 
monitor CRT. 16.7 milio¬ 
ni di colori, inoltre, gene¬ 
rano un'immagine di 
vello qualità fotografica 
La risoluzione massima è 
pari a 1024 x 768, men¬ 
tre appositi algoritmi 
avanzati adeguano senza 
problemi le risoluzioni più 
basse sullo schermo 
intero. Una funzione rivo- 
uzionaria, assicurata dal 
Pivot Software sviluppa¬ 
to da Portrait Displays, 
rende il TFT5000 il monitor 
ideale per l'impiego in ambito grafi¬ 
co. La dotazio¬ 
ne standard del 
TFT5000 comprende anche la 


34 


MCmicrocomputer n 194-aprile 1999 













funzione Automatic Setup, che regola 
automaticamente la nitidezza dell'imma¬ 
gine e la messa a fuoco. Il TFT5000 è 
già disponibile a un prezzo di lire 
2.992.000 IVA esclusa. 

Da Compaq arriva anche un innovativo 
monitor a schermo piatto da 18,1 pollici 
E' il TFT8000: prestazioni elevate, rispar¬ 
mio di spazio e prezzo concorrenziale. 
Grazie alla tecnologia In-Plane 
Switching, il monitor è caratterizzato da 
un angolo visivo di ben 160«, che con¬ 
sente anche la visione laterale senza 
sacrificare la densità del colore o il con¬ 
trasto. 16,7 milioni di colori generano 
un'immagine "true colour" con tutto 
l'impatto e la qualità di una fotografia. 
Con una risoluzione massima di 1280 x 
1024, il TFT8000 supporta le risoluzioni 
di uso più comune per i tradizionali 
monitor a tubo catodico da 21 pollici. 
Algoritmi avanzati, inoltre, adeguano 
senza problemi le risoluzioni più basse 
sullo schermo intero. Il monitor 
TFT8000 è disponibile immediatamente 
nell'area EMEA ad un prezzo indicativo 
di lire 6.030.000, IVA esclusa. 

E chiudiamo in bellezza con Compaq 
Aero 2100, che "colora" davvero il 
mondo dei PC Palmari: ha uno straordi¬ 
nario schermo TFT a colori e altre solu¬ 
zioni tecnologiche all'avanguardia per 


creare un piccolo ufficio "mobile", da. 
portare sul palmo della mano. A confer¬ 
ma di un strategia che si propone di 
offrire alle aziende soluzioni di elabora¬ 
zione totali - dai palmari ai sistemi per 
data center - arriva ora il nuovo, rivolu¬ 
zionario Compaq Aero 2100, un disposi¬ 
tivo ’handheld’ a colori che segna l'in¬ 
gresso della società di Houston nel seg¬ 
mento dei cosiddetti "palm-size PC". 
Aero 2100 è il terzo palmare con il siste¬ 
ma operativo Windows CE realizzato da 
Compaq per gli utenti professionali e, in 
particolare, per chi viaggia o comunque 
si trova spesso lontano dall'ufficio. 
Disponibile con 16 MB di memoria 
(espandibile fino a 24 MB), Aero 2100 
integra alcune delle soluzioni tecnologi¬ 
che e delle funzionalità più avanzate e 
innovative del mercato, a cominciare dal 
display a colori di qualità eccezionale, 
con uno schermo TFT (Thm Film 
Transistor) tra i più grandi che si possa¬ 
no trovare oggi in un palmare. Tra le 
altre caratteristiche principali di Aero 
2100 meritano di essere ricordate: la 
tecnologia a riflessione, che permette di 
leggere lo schermo anche in ambienti 
con una luce molto intensa; le batterie 
agli ioni di litio, per un'autonomia che 
può raggiungere anche una settimana 
lavorativa; design ergonomico studiato 


per usare il palmare anche con una 
mano sola; soluzioni semplici per la con¬ 
nessione a fax, modem, telefoni GSM e 
reti aziendali; sistema a vibrazione per la 
notifica di allarmi o altri avvisi, e un 
bundle di applicazioni avanzate di pro¬ 
duttività individuale (56K modem, 
memory card 20-40 MB, LAN memory, 
collegamento wireless con cellulari 
Ericsson solo avvicinando i due disposi¬ 
tivi). 

Pur avendo dimensioni davvero com¬ 
patte (13,4 cm x 8,5 cm x 2 cm) e un 
peso di soli 260 grammi, Aero 2100 ha 
uno schermo che è del 44% più grande 
rispetto a quello di un Palm III di 3Com 
e visualizza 256 colon a una risoluzione 
di 240 x 320 pixel, contro i 160 x 160 
pixel visualizzati dallo schermo in bianco 
e nero del Palm III. Compaq Aero 2100 
sarà disponibile in Italia dal prossimo 
mese di maggio, con un prezzo di poco 
superiore al milione di lire. L'annuncio 
del Compaq Aero 2100 segna il debutto 
del marchio 'Aero' che, da ora in poi, 
identificherà tutti i nuovi dispositivi pal¬ 
mari di Compaq per distinguerli dagli 
altri prodotti per utenti 'mobili' 

Per informazioni: 

Compaq Computer Spa, 

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Le Smartcard: 
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per esplodere! 

La nuova tecnologia 
I delle card con microchip 
incorporato trova enormi 
opportunità applicative nei 

S iiti svariati settori, soppiantando _ 

n gran parte le tradizionali tessere 
magnetiche e scoprendo una infinità di nuovi oi 

Questo è il momento di cavalcare la tigre realizzando le 
applicazioni per le Smartcard! 

ASE è la risposta più efficiente e flessibile per cogliere queste nuove 
opportunità. ASE e il primo ambiente di sviluppo aperto che consente di 
realizzare le più svariate applicazioni con Smartcard di qualsiasi tipo e 
produttore. L unità di registrazione ASE Drive vi permette di leggere/scri¬ 
vere smartcard di diverse tipologie: con cpu, memoria, memoria protetta, 
prodotte dai principali produttori mondiali. Grazie ad ASESoft utilizzerete 
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vostre applicazToni. E con il Kit di Sviluppo ASE realizzate rapidamente, 
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MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


35 









• MONITOR 


di F Fulvio Castellano 

Da Nokia ergonomia e qualità in 17" 


Anche il canale distributivo in Italia 
cresce e si rinnova con Computer 
2000 e Naac Technology. I due moni¬ 
tor ergonomici sono caratterizzati da 
un design elegante e compatto, e 
garantiscono prestazioni elevate in 
rispetto degli standard TC099. 

Con l’obiettivo di fornire un servizio 
ancora piu accurato e puntuale ai propri 
clienti, Nokia Display Products - divisione 
del Gruppo finlandese Nokia e all’avan¬ 
guardia in Europa nel mercato dei moni¬ 
tor per computer - ha deciso di ampliare 
il proprio canale distributivo, siglando 
importanti accordi con due nuovi partner, 
Inoltre, grazie a trend di sviluppo caratte¬ 
rizzati da una costante crescita, Nokia 
Display Products ha deciso di consolida¬ 
re la rete di Partner Specializzati denomi¬ 
nati ''Nokia Point”, I monitor Nokia sono 
ora commercializzati in Italia da tre distri¬ 
butori Computer 2000 e Naac 
Technology di Rovigo si aggiungono a 
Discom/Gruppo Eletec, distributore stori¬ 
co di Nokia Display Products. 

I prodotti che Nokia Display Products 
(NDP) ha presentato sono due: Nokia 
447XS e Nokia 447Zi Iniziamo dal primo: 
il nuovo monitor CRT a 17” risponde per¬ 
fettamente ai requisiti ergonomici e offre 
tutti i vantaggi della tecnologia a 100 
gradi 'short neck', Il design elegante e 



compatto di Nokia 447XS presenta una 
riduzione della profondità pari al 10%, 
conferendo al modello le stesse dimen¬ 
sioni di un monitor a 14'. Lo scopo princi¬ 
pale in fase di progettazione si basa sui 
più recenti studi di ergonomia ed è quel¬ 
lo di portare lo schermo più vicino al 
piano di appoggio della scrivania: con un 
display piu basso, il lavoro risulta meno 
faticoso per gli occhi e per il collo 
Il monitor Nokia 447XS a profondità 
ridotta offre all'utente qualità e alte pre¬ 
stazioni, fra cui una risoluzione massima 
di 1024x768 con un refresh di 100 Hz e 
1280x1024 a 80 Hz. L'alta risoluzione 
permette di visualizzare a schermo una 
quantità maggiore di informazioni, agevo¬ 
lando il lavoro dell'utente in ambienti che 
necessitano di piu applicazioni, Il modello 
447XS è il primo monitor Nokia ad otte¬ 
nere la certificazione di conformità al 
nuovo standard TC099, che stabilisce i 


più rigidi standard internazionali riguar¬ 
danti ergonomia, consumo energetico, 
emissioni elettromagnetiche e impatto 
ambientale dei prodotti e dei relativi pro¬ 
cessi di fabbricazione. Infine, ecco il nuo¬ 
vissimo modello 447ZÌ a 17". Nokia arric¬ 
chisce la propria gamma di prodotti con 
Nokia 447Zi, un monitor a 17' di alta qua¬ 
lità ideale per l'utilizzo professionale, 
oltre che domestico. Il nuovo modello è 
dotato di menu on-screen di semplice 
utilizzo, mentre un sistema di controllo 
dinamico della messa a fuoco assicura 
immagini nitide da un angolo all'altro 
dello schermo II monitor Nokia 447Zi e 
plug-and-play e viene automaticamente 
riconosciuto da Microsoft Windows 95 e 
Windows 98. Alla risoluzione consigliata 
di 1024x768 punti, Nokia 447ZÌ presenta 
una frequenza di refresh pari a 90 Hz, 
che si traduce in un’immagine assoluta- 
mente stabile e priva di sfarfallio. La riso¬ 
luzione massima raggiungibile è di 
1280x1024 pixel a 65 Hz. I driver del 
447ZÌ includono i file ICC Color Profiles, 
basati sulla tecnologia di gestione del 
colore di Eastman Kodak Company 
Questa caratteristica innovativa assicu¬ 
ra all'utente finale la possibilità di calibra¬ 
re i colori a video facendoli corrispondere 
a quelli di un originale cartaceo 


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36 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


















• SOFTWARE 


News 

dì F Fulvio Castellano 

Lotus QuickPlace e Lotus Sametime: 
lavoro e collaborazione in reai time 


Lotus QuickPlace consente di attiva¬ 
re sulla Rete un potente ambiente di 
lavoro a supporto della collaborazio¬ 
ne tra singoli gruppi di persone, 
mentre Sametime 1.0 condivide 
documenti in tempo reale. 


Lotus Development annuncia il suo con¬ 
solidamento di leadership nel settore del 
software a supporto del lavoro collaborati¬ 
vo in team (teamware) e mostra nuove 
capacitò di innovazione in seguito all'intro¬ 
duzione di Lotus QuickPlace, una soluzio¬ 
ne ìeamware" di nuova generazione in 
grado di estendere i benefici del lavoro 
collaborativo ai singoli team e alle comu¬ 
nità di interesse distribuite all'interno di 
una intranet aziendale o, all'esterno, su 
Internet QuickPlace consente ai vari 
gruppi di lavoro intra o inter-aziendali di 
creare e configurare, con un semplice 
browser, un completo e potente ambien¬ 
te di lavoro "virtuale" tramite cui comuni¬ 
care, condividere e organizzare informa¬ 
zioni, documenti e attività legate ad un 
particolare progetto Progettato per sup¬ 
portare team di lavoro di qualunque tipo¬ 
logia e dimensione, QuickPlace eredita e 
capitalizza il ricco set di tecnologie allo 
stato dell’arte della famiglia di server 
Lotus Domino Lotus QuickPlace, la cui 
disponibilità è prevista entro il primo tri¬ 
mestre dell'anno, viene commercializzato 
sia come prodotto singolo ("stand-alone") 

rho m abbinamento ai nnoy/i j_otijc 

Domino R5 Application Server e Lotus 
Domino R5 Enterprise Server A partire 
dal secondo trimestre dell'anno, sarò 
anche utilizzabile come servizio onlme, 
gestito direttamente da Internet Service 
Provider (ISP) e Application Service 
Provider (ASP), partner di Lotus. 

Inoltre, America Online e Lotus si sono 
impegnate a produrre congiuntamente 
una gamma di soluzioni applicative Web 
a supporto delle comunità di interesse 
costituite dai singoli abbonati al servizio 
AOL. Per contribuire a promuovere tale 
servizio, Lotus inserirà, all'interno del 
nuovo Client Lotus Notes R5, un link 
diretto al sito pubblico di prova realizzato 
con QuickPlace e gestito da AOL, in 


modo tale da favorirne la sperimentazio¬ 
ne e la valutazione da parte dei singoli 
utenti. Attualmente, quattro importanti 
ASP e Online Service Providers - America 
Online, Interliant, IBM Workgroup 
Services (una divisione all'interno di IBM 
Global Services) e Singapore ONE - 
hanno già annunciato l'intento di offrire 
Lotus QuickPlace come servizio online ai 
propri clienti. 

Il responsabile del gruppo (Team 
Leader) deve indicare solamente le infor¬ 
mazioni relative ai nomi e alle password e 
il "QuickPlace" è pronto per essere utiliz¬ 
zato dai vari utenti invitati a far parte del 
team, ovunque essi siano. Una volta 
all'interno di questo ambiente di lavoro, 
gli utenti trovano un'interfaccia semplice 
ed intuitiva che li guida durante le fasi di 
creazione e organizzazione delle pagine, 
che possono contenere testo, immagini e 
file allegati di qualsiasi genere. E’ anche 
possibile importare direttamente docu¬ 
menti già realizzati in HTML, file in forma¬ 
to MS Word e Adobe Acrobat o collega- 
menti dinamici ad indirizzi (URL) su Web. 
QuickPlace offre una particolare combina¬ 
zione di potenti ma intuitive funzionalità di 
"teamware" documenti di tipo "Rich Text" 
completi di grafica, semplice ed elegante 
navigazione, personalizzazione, flessibi¬ 
lità, produttività offline, massima sempli¬ 
cità, Il Lotus QuickPlace Server viene 
commercializzato al prezzo indicativo di 
$995. Per accedere ai servizi del server 
QuickPlace i singoli utenti debbono acqui¬ 
stare una particolare licenza denominata 
Lotus 0'9 nt ^CC9SS LÌC9 n 59 (C^L) d'SCO" 
nibile al prezzo indicativo di $40 Sono 
disponibili anche licenze d'uso illimitate. 
Inizialmente il prodotto viene rilasciato in 
lingua Inglese e durante il resto dell'anno 
verranno rese disponibili le versioni 'loca¬ 
lizzate' Lotus QuickPlace richiede un ser¬ 
ver di tipo Windows NT 4 o superiore, 
con 90 MB di spazio minimo su disco, e 
128 MB di RAM. Le versioni specifiche 
per altri sistemi operativi verranno rese 
disponibili durante il resto dell’anno. 

Infine, Lotus Development ha annuncia¬ 
to il rilascio di Lotus Sametime 1.0. una 
famiglia di prodotti che permette alle 
organizzazioni di collaborare e di condivi¬ 
dere documenti in tempo reale, di localiz¬ 
zare immediatamente colleghi e partner 


in tutto il mondo e di comunicare con 
loro. Lotus Sametime, che include anche 
una serie di funzionalità di gestione sicure 
e affidabili, consente alle aziende di sfrut¬ 
tare appieno le informazioni e le cono¬ 
scenze strategiche presenti all'interno 
dell'organizzazione, fornendo un metodo 
economico e sicuro per la condivisane 
immediata di dati e conoscenze tra le per¬ 
sone indipendentemente dalla loro collo¬ 
cazione geografica. Le aziende possono 
utilizzare Sametime, che supporta 15 
diverse lingue, come soluzione autonoma 
per la collaborazione o come complemen¬ 
to a Lotus Domino 4 6 e alla nuova ver¬ 
sione 5.0. La famiglia di prodotti Lotus 
Sametime consente alle organizzazioni di 
collegare in modo sicuro gli utenti in tutto 
il mondo e di condividere le applicazioni in 
tempo reale, riducendo i costi e le neces¬ 
sità di trasferte, abbreviando i tempi di 
lavoro attraverso decisioni più rapide e 
incrementando la velocità delle comuni¬ 
cazioni interne ed esterne. Sametime 
contiene funzioni pronte all'uso, che con¬ 
sentono alle aziende di far leva sugli inve¬ 
stimenti già effettuati utilizzando i brow¬ 
ser Web standard, i client a base T 120 - 
come Microsoft NetMeeting - o i client 
Lotus Notes mediante il Sametime 
Online Meeting Center. L’Online Meeting 
Center, che utilizza il sicuro server 
Sametime basato sugli standard, consen¬ 
te alle aziende di condividere dinamica¬ 
mente i documenti o le applicazioni con i 
gruppi di lavoro di qualsiasi dimensione, 
aiutando coloro che sono geograficamen- 

ro Htcnofci a C90 f d ,n ? r 9 ' nrnnotti 9 *9 
risorse Oltre a fornire funzioni pronte 
all'uso, Lotus Sametime include funziona¬ 
lità per lo sviluppo applicativo, che con¬ 
sentono ai Business Partner e ai Value- 
Added Reseller di creare e di personaliz¬ 
zare le applicazioni in modo da incontrare 
le esigenze organizzative specifiche. 
Sametime offre una gamma di strumenti 
di sviluppo che includono API C/C++ e 
Java e librerie di classi, oltre a una 
gamma di componenti Java ed Active/X 
per oggetti condivisi, per la visibilità degli 
utenti online e la conversazione. 

Per informazioni: 

Lotus 

Itvivu- fnrus-d 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


37 











• PERIFERICHE 


di F Fulvio Castellano 


IBM InfoPrint 40: 40 ppm in rete 


I vantaggi della gestione centralizza¬ 
ta in ambienti di rete. Forte ribasso 
dei prezzi per le Network Printer 12 e 
17 (-7 e -22%) e InfoPrint 20 e 32 (-26 
e -20%) per un 'riposizionamen¬ 
to - in un mercato sempre 
più agguerrito. Tutte le 
nuove stampanti si chia¬ 
meranno InfoPrint 
Information Presen- 
tation Internet. Nuova 
versione di Hi-Lite Color. 

Gianfranco Filippi è il nuovo 
Country Manager della Divisione 
PSD. 


La bravissima - e fascinosa, che non 
guasta - Maria Rita Montini, Brand 
Marketing Manager di IBM PSD 
(Prmting Systems Divisioni ha enuncia¬ 
to l'evoluzione delle richieste operative 
nel mondo della stampa e nella gestio¬ 
ne dei documenti nel corso di una affol¬ 
lata conferenza stampa allo Spazio 
Aperto di IBM a Segrate, Milano. 
Velocità, qualità del colore, facilità 
d'uso, bassi costi d'esercizio, elevato 
livello di assistenza e politiche di prezzo 
competitive che, in IBM, definiscono 
eufemisticamente ’riallineamento', che 
sa molto di ribasso, in questo caso 
sostanziale, come vedremo più avanti, 
per 'mantenere' un mercato sempre 
piu aggressivo e agguerrito. La prima 
novità riguarda la nuova denominazione 
dei prodotti con InfoPrint - Information 
Presentation Internet. E ora i prodotti. 

IBM risponde alla richiesta di produtti¬ 
vità conseguente all'aggiornamento dei 
processi aziendali nel commercio elet¬ 
tronico "e-business" e annuncia IBM 
InfoPrint 40. una stampante laser di 
rete da 40 pagine per minuto (ppm) con 
buone prestazioni di output e migliori 
caratteristiche gestionali. 

InfoPrint 40 è la nuova soluzione lea¬ 
der per il workgroup e si può arricchire 
con i sofisticati software IBM InfoPrint 
Manager e Network Printer Manager 
(NPM), che permettono di comunicare 
con la macchina per monitorarne 
costantemente i lavori di stampa. 

InfoPrint Manager trasferisce agli 



J 


1 

i— 




ambienti di rete l'esperien¬ 
za maturata nella stampa di lavori com¬ 
plessi e vitali per il business aziendale, 
con miglior controllo, gestione ed ese¬ 
cuzione dei lavori che possono essere 
indirizzati e distribuiti sulle stampanti 
collegate in rete in maniera trasparente. 
I vantaggi di IBM InfoPrint Workflow 
vanno oltre il concetto della sola pagina 
stampata infatti il software può gestire 
tutte le fasi nella produzione di un docu¬ 
mento. Le aziende potranno adattarlo 
alle proprie esigenze personalizzando 
output, gestione e dispositivi per la pre 
e post-elaborazione. 

Caratteristiche principali 

Utilizzo mensile: 200.000 pagine, qua¬ 
lità di stampa eccellente con risoluzione 
a 600 x 600 dpi e una modalità a 1200 
dpi per una grafica professionale, fun¬ 
zione "RePro" per riproduzione di copie 
multiple, monitoraggio della disponibi¬ 
lità residua di carta in entrata e uscita, 
dell'utilizzo di toner con registrazione 
del numero di pagine stampate, con 
NPM, possibilità di setup e monitorag¬ 
gio remoto della stampante e dei lavori 
tramite i software IBM Network Printer 
Manager, InfoPrint Manager e Network 
Port Monitor per Windows NT 4.0, fun¬ 
zione di risparmio toner per aumentare 
la durata della cartuccia fino al 40%. 
mantenendo la qualità di stampa, 16 
MB di memoria standard II supporto 
per applicazioni ERP permette di stam¬ 
pare con InfoPrint 40 a velocità elevate 
e soprattutto di controllare il processo 
di stampa attraverso Internet. 

Tutte le stampanti di rete IBM condivi¬ 
dono materiali di consumo, dispositivi 
opzionali, e dispongono anche di una 


scheda Fast Ethernet 10/IOOBaseTX. 
Per salvaguardare i precedenti investi¬ 
menti della clientela, IBM ha studiato 
una procedura che permette un agevo¬ 
le upgrade per le nuove funzionalità 
Basta scaricare il software dal sito Web 
IBM - |www prmters.ibm.coni - provve¬ 
dendo cosi all'aggiornamento 
automatico delle stampanti 
via Rete. È una procedura di 
aggiornamento innovativa 
che elimina i tradizionali costi 
di upgrade manuale 

I prezzi 

InfoPrint 40, configurazione base 
5.867.000 lire; InfoPrint 32, configura¬ 
zione base 5.197.000 lire e un -20% 
rispetto alla precedente configurazione 
comprensiva di fronte retro; InfoPrint 
20, configurazione base 3.395.000 lire e 
un -26% rispetto alla precedente confi¬ 
gurazione; Network Printer 17, configu¬ 
razione base 2.431 000 lire (incluso 
fronte-retrol con un -22% rispetto alla 
precedente configurazione; Network 
Printer 12. configurazione base 
2.180.000 lire e un -7% rispetto alla 
precedente configurazione. 

Le stampanti di rete IBM sono Euro e 
Anno 2000-ready; supportano gli 
ambienti operativi IBM S/390, RS/6000 
e AS/400 e gli ambienti di rete basati su 
PC LAN operativi con Windows, OS/2, 
AIX, Macintosh e UNIX, potendo inter- 
scambiare le informazioni tra tali diversi 
ambienti. Joint venture con Java, 
Adobe, IPP protocol. 

Con IBM InfoPrint Hi-Lite Color si pos¬ 
sono aggiungere fino a tre colori highli- 
ght su una pagina. Si può scegliere fra 
12 colori standard o richiedere a IBM di 
creare uno specifico colore secondo 
necessità. Il sistema è in grado di 
aggiungere i colori su un'area ampia 
fino a 216,7 mm con il modello a 240 
dpi e 173,35 mm con il modello a 300 
dpi Hi-Lite Color usa tecnologia a getto 
d'inchiostro ed è dotato di 8 testine di 
stampa a colori indipendenti che posso¬ 
no essere posizionate separatamente, 
sovrapposte o affiancate per stampare 
un'area massima di 216,7 mm 


Per informazioni: 

IBM, 

Iwww mm.conl 


38 


MCmicrocomputer n. 194-aprile 1999 










Tutti i marchi citati sono di proprietà dei rispettivi produttori 



VENTUS TORINO 


Flash Bprorn 
aggiornabili 
V la software 


•**ONLM 


**J»ui*, 


OMNI SERIES 


ELITE SERIES 


PRESTIGE SERIES 

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Terminal Adapter ISDN semplici e 
affidabili per trasmettere dati 
fino a 128K! 

La scelta giusta: sfruttare la rete 
ISDN per trasmissioni dati. Le porte 
analogiche del TA permettono di 
continuare ad utilizzare il modem e 
il telefono tradizionali. 


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pleto prodotto! 

Velocità digitale e funzioni analogi¬ 
che all'ennesima potenza. 

Riceve e stampa i fax a PC spento, 
gestisce caselle vocali multiple e 
segreteria telefonica. 


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working facile e veloce via ISDN! 

Routers per ogni esigenza di con¬ 
nettività ISDN e con possibilità di 
accesso analogico. I routers multi- 
protocollo gestiscono Lan to Lan, 
Diai on Demand, Spoofing. Firewall 
e traslazione degli indirizzi. Accesso 
ad internet mediante un solo indiriz¬ 
zo IP statico o dinamico. 




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TEL 011-535040 - FAX 011-540722 

Per informazioni e aggiornamenti: 

|http://www.sidln.it/| 


Oltre 50.000 dispositivi 
di comunicazione 
venduti nel 1997! 


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• INTERNET 

di F. Fulvio Castellano 


• PALMARI 





Con Webldentity identificazione utente Ma che bella "Jomada" 


e protezione in intranet e Internet 


Nel corso di una confe¬ 
renza slampa a Milano, 

Eutron SpA di Bergamo ha 
presentalo alla stampa il 
primo dispositivo haidwa- 
re per l'identificazione di 
un utente connesso da un 
Client Internet da parte di 
un'applicazione Web- 
based Oltre all'identifica¬ 
zione dell'utente, la tecno¬ 
logia Eutron Webldentity 
mette a disposizione degli 
ICP un'altra importante possibilità; inviare 
dati autografati in Internet Risulta, infatti, 
molto semplice, una volta identificato II 
Client, poter inviare il contenuto ipertestuale 
delle pagine e ricevere i dati inseriti in un 
form dall'utente sul Client in modo sicuro, 
vale a dire autografati. Eutron Webldentity 
permette di fornire un accesso sicuro ad 
informazioni riservate residenti su un server 
Web collegato ad Internet, La protezione è 
basata sulle potenzialità della chiave 
hardware Webldentity 

Questo particolare dispositivo elettronico, 
collegato ad un personal computer, per¬ 
mette, alla stregua di una carta bancomat o 
una SIM card GSM, di identificare l'utente 
al quale questo e associato Inoltre grazie a 
tecnologie crittografiche d'avanguardia, 
Eutron Webldentity permette di assicurare 
uno scambio di dati sicuro, cioè cifrato, 
sulla Rete 

Il device Webldentity è caratterizzato dalla 
presenza nei suoi circuiti di un chip realizza¬ 
to con tecnologia ASIC che ne permette la 
programmazione Tale dispositivo, secondo 
la versione prescelta, è collegato al perso¬ 
nal computer tramite porta parallela o attra¬ 
verso una porta USB Risulta cosi possibile 
l'utilizzo di Eutron Webldentity su tutti i per¬ 


sonal computer, senza la 
necessità di dover acqui¬ 
stare costoso hardware 
aggiuntivo, 

L'ICP (Internet Contents 
Provider), che desidera 
rendere accessibili, solo 
alle persone autorizzate, le 
informazioni riservate con¬ 
tenute nelle pagine del 
suo sito o in un database 
consultabile tramite inter¬ 
faccia Web, non dovrà 
fare altro che fornire ai suoi clienti un 
Webldentity opportunamente programma¬ 
to Dal canto suo, il cliente, per accedere 
alle informazioni di sua pertinenza, deve 
soltanto collegare il proprio Webldentity al 
suo personal computer ed accedere al sito, 
come se questo non fosse protetto. 

I sistemi crittografici implementati sono in 
grado di personalizzare la chiave di codifica, 
e quindi la codifica stessa dei dati, in base 
al codice dell'utente ed ad un numero iden¬ 
tificativo della sessione di connessione. 

Eutron Webldentity rappresenta quindi un 
efficace strumento in tutti i casi in cui risul¬ 
ta indispensabile 

• Consentire l'accesso al sito Web esclu¬ 
sivamente ai propri clienti 

• Effettuare un riconoscimento personale 
dell'utente. 

• Evitare l'uso di servizi Web da parte di 
persone non autorizzate (punto debole di 
sistemi basati su password)., 

• Garantire uno scambio di dati "sensibili" 
attraverso un canale reso sicuro da critto¬ 
grafia ad elevata sicurezza. 

Per informazioni: 

Eutron , 

Tel 035697011 



Sempre più folta la schiera dei palmari 
Windows CE compatibili, è la volta di 
Hewlett-Packard, che presenta il Jomada 
420 

La caratteristica fondamentale del nuovo 
PC è l'essere dotato di un bellissimo 
schermo da 240x320 pixel a 256 colori 
con una leggibilità nettamente superiore 
rispetto ai precedenti monocromatici, lo 
schermo è inoltre protetto da un flìp-up 
trasparente che lo protegge permettendo 
comunque la lettura di eventuali messag¬ 
gi- 

li peso di soli 250g e le ridotte dimensio¬ 
ni (13x8x12,2 cm). fanno del Jornata 420 
un apparecchio da portare comodamente 
nel taschino o in borsa 

Oltre allo schermo a colori, il Jornata si 
distingue anche per la dotazione software 
sviluppata da HP e orientata ad un uso 
aziendale; infat'i oltre ai programmi stan¬ 
dard Windows CE, la società ha sviluppa¬ 
to TopTooIs DMI (Desktop Management 
Interface) attraverso il quale gli am¬ 
ministratori di rete 


possono configu¬ 
rare e gestire il 
palmare nell'ambi¬ 
to della rete azien¬ 
dale 

Jornada e dotato 
anche di comode 
utility per il back/ 
restore dei dati e 
una funzionalità 
che permette di 
adattare lo scher¬ 
mo in base alle 
caratteristiche del 
l’ambiente in cui 
viene utilizzato. 

Per informazioni: 

Hewlett Pj, ■ 



• INTERNET 


Con fiscali FreeNet Internet diventa gratis 


Sull'onda del grande successo ottenuto da 
FreeServe nel Regno Unito, anche in Italia 
arriva II primo servizio di connessione ad 
internet senza abbonamento Ad offrirlo è 
Tiscali con il nome di FreeNet FreeNet 
offre un accesso ad Internet completamen¬ 
te gratuito, l'unico costo per l'utente rimane 
la telefonata urbana. L'adesione al servizio è 
una cosa estremamente semplice e veloce, 


si può ottenere in due modi attraverso la 
procedura di registrazione via Web, oppure 
presentandosi presso i negozi affiliati "Punti 
Tiscali" e presso la rete vendita esterna 
"Business Partner” La procedura via Web 
è veramente semplice e veloce; nella home 
page di Tiscali si ha accesso alle pagine dei 
siti che collaborano alla campagna di diffu¬ 
sione del servizio, su queste pagine si lascia 


il proprio nome e la propria e-mail e in 
tempo reale si ottiene il codice di abilitazio¬ 
ne, Con tale codice si accedere alle pagine 
di abilitazione di Tiscali FreeNet, dove basta 
inserire i propri dati anagrafici e fiscali per 
ottenere l'abilitazione in pochi minuti 

Per informazioni: 

www, tiscah.it 


40 


MCmicrocomputer n 194 - aprile 1999 













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• SOFTWARE 


dì F. Fulvio Castellano j 

Anteprima per i nuovi BackOffice Small 
Business Server e BackOffice Server 


La nuova release della soluzione 
BSB server per le piccole aziende, 
che può ora supportare fino a 50 
Client, include un'ampia gamma di 
nuove tecnologie e funzionalità. 
Semplificata l'implementazione di 
ambienti server nelle filali e nei 
dipartimenti 'enterprise' per BOS. 


E' ora disponibile la versione beta di 
Microsoft BackOffice Small Business 
Server 4.5, la famiglia di applicazioni 
server per l'elaborazione nelle piccole 
imprese. Questa nuova release forni¬ 
sce una serie completa di strumenti 
per aumentare la flessibilità e la faci¬ 
lità d'installazione, le capacità di 
gestione della rete e la connettività 
Internet. Microsoft BackOffice 
Small Business Server 4.5 include il 
sistema operativo di rete Windows 
NT Server 4.0 con Service Pack 4, 
Microsoft Exchange Server 5.5, 
Microsoft SQL Server 7 0. Proxy 
Server 2 0, Fax Service 4.5 e Modem 
Sharing Service 4.5. Il prodotto è stato 
testato per la conformità all'Anno 2000, 
è completamente integrato con Office 
2000 e il suo limite di connessioni 
Client è stato innalzato a 50. 

Microsoft BackOffice Small Business 
Server 4.5 include numerose nuove 
caratteristiche. 

Anzitutto la versione di aggiornamen¬ 
to di BackOffice Small Business Server 
4.5 sarà inviata gratuitamente (salvo 
spese di spedizione) agli utenti che 
possiedono la licenza di BackOffice 
Small Business Server 4.0 al momento 
del rilascio. La versione beta di 
Microsoft BackOffice Small Business 
Server 4.5 può essere ordinata per un 
periodo di tempo limitato via Web 
all'indirizzo: www.microsoft.com/direc- 
taccess/. Gli utenti interessati al beta 
program di Microsoft BackOffice Small 
Business Server 4.5 possono parteci- 
pare inviando una e-m ail all'indirizzo 
bbeta'ffmierosott,coir! con i seguenti 
dati: nome, titolo, società, e-mail, indi¬ 
rizzo e numero telefonico. 


BackOffice Small Business Server 4.5 
è una famiglia completa e integrata di 
applicazioni server progettate per offri¬ 
re alle piccole aziende il potente server 
per le applicazioni e di rete Windows 
NT Server 4.0, un sistema per il messa- 
ging interno ed esterno, un database 
relazionale, un accesso rapido e sicuro 
a Internet, servizi di condivisione di fax 
e modem e una console di facile utiliz¬ 
zo per le fondamentali operazioni di 
amministrazione. Non è stato ben defi¬ 
nito il prezzo, che però dovrebbe aggi¬ 


rarsi sui 3,5 milioni di lire per cinque 
licenze cltent. Comunque saremo più 
precisi non appena il prodotto sarà 
disponibile in versione inglese in mag¬ 
gio. 

BackOffice Server 4,5, invece, è la 
nuova versione della famiglia di sistemi 
server integrati e ottimizzati per 
Windows NT. Attualmente in fase di 
beta testing, Microsoft BackOffice 
Server 4.5 integra nuove funzionalità 
per l’implementazione di soluzioni che 
permettono di gestire una filiale o una 
struttura dipartimentale aziendale, e 
include BackOffice Server Manager, un 
set di strumenti per le comuni opera¬ 
zioni amministrative. BackOffice Server 
4.5 integra il setup dei più recenti com¬ 
ponenti e dei "service pack" della fami¬ 


glia BackOffice, tra cui Microsoft SQL 
Server 7.0, System Management 
Server 2.0 e Windows NT Server 4.0 
Service Pack 4. 

BackOffice Server semplifica lo svi¬ 
luppo e accelera la configurazione ser¬ 
ver individuando automaticamente 
quella corrente, suggerendo le compo¬ 
nenti necessarie e gli aggiornamenti, 
fornendo per default molti parametri 
standard e riducendo il tempo e la 
complessità del setup. Introduce inol¬ 
tre nuovi strumenti che rendono auto¬ 
matica l'implementazione di più server 
di filiale o dipartimentali, tra cui: 

• Script di setup riutilizzabili. Una 
volta definita una configurazione stan¬ 
dard, è possibile generare automatica- 
mente uno script di setup per installa¬ 
re, ad esempio, più server in diversi 
dipartimenti della stessa azienda 

• Deployment Wizard. Gli ammini¬ 
stratori di sistema possono replicare 
un singolo script su centinaia di ser¬ 
ver, aggiornando automaticamente i 
nomi dei PC e l'impostazione dei 
parametri secondo quanto richiesto. 

• Setup di filiale. E' possibile ese¬ 
guire automaticamente le impostazio¬ 
ni corrette per siti remoti, come la con¬ 
nessione con un sito Microsoft 
Exchange Server e l'impostazione di un 
sito Systems Management Server 
secondario. 

BackOffice Server 4.5 semplifica 
l'amministrazione grazie al nuovo 
BackOffice Server Manager, che utiliz¬ 
za la tecnologia Microsoft 
Management Console. BackOffice 
Server Manager offre un unico punto 
per l'amministrazione di tutte le opera¬ 
zioni più comuni e include quattro con¬ 
sole per gli amministratori di rete. Ogni 
console può essere facilmente perso¬ 
nalizzata per incorporare strumenti di 
gestione sviluppati in azienda o da 
terze parti. 

BackOffice Server 4.5 permette di 
implementare e gestire facilmente 
un'architettura Windows DNA 
(Distributed interNet Applications), for¬ 
nendo i componenti server fondamen¬ 
tali, tra cui quelli per il Web, per la mes- 
saggistica, la collaborazione, il databa¬ 
se, i servizi di integrazione host, di 
accesso a Internet e di gestione del 



42 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 











desktop. Fornisce inoltre tutti i compo¬ 
nenti della piattaforma BackOffice 
necessari per creare soluzioni compati¬ 
bili con le applicazioni Office 2000, 
inclusi un OLAP Server, contenuto in 
SQL Server 7.0, che si integra con 
Microsoft Excel, funzionalità di posta 
elettronica e di collaborazione basate 
su Exchange Server, il Client di collabo¬ 
razione e messaggistica Outlook 2000 
e il Web server per implementare le 
Office Server Extensions. 

BackOffice Server consente di avviare 
immediatamente lo sviluppo Web 
impostando automaticamente un 
"Intranet starter site” pronto all'uso, 
con 7 applicazioni (che includono news, 
document library, il calendario degli 
eventi, le discussioni, il tracking delle 
spese e le applicazioni di help desk). E' 
infatti possibile creare solide soluzioni 
Web integrando più componenti della 
famiglia BackOffice; le applicazioni 
sono state aggiornate per includere il 
supporto a Site Server 3.0, a Microsoft 
Transaction Server e ai componenti 
Web di Office 2000. 

BackOffice Server è utilizzato oggi 
come standard di filiale in numerose 
banche, assicurazioni e altre importanti 
organizzazioni che offrono servizi di 
sportello; è stato anche implementato 
in oltre metà delle prime 200 società 
censite da Fortune, in 45 dei 50 gover¬ 
ni degli Stati Uniti e in tutte le agenzie 
federali americane di livello governati¬ 
vo. 

BackOffice Server 4.5 include inoltre i 
seguenti software Client; Outlook 2000 
(Client Access License di Exchange o 
di BackOffice), FrontPage 2000 (licenza 
per singolo utente), Visual InterDev 6.0 
(licenza per singolo utente) e Seagate 
Crystal Info 6.0 (licenza per 5 utenti). 

La BackOffice Client Access License, 
aggiornata a questa release, riduce i 
costi di amministrazione fornendo una 
singola licenza per l’accesso a un 
numero qualsiasi o a tutti i componenti 
server. BackOffice 4.5, attualmente in 
beta testmg, sarà disponibile indicativa¬ 
mente entro la prima metà del 1999 
(estate). 

Glauco Ferrari, Direttore della Divi¬ 
sione Platform & Application ha illustra¬ 
to l'impatto delle nuove tecnologie in 
ambito aziendale, mentre Emanuel 
Arnaboldi, Product Manager Soluzioni 
BackOffice ha presentato le innovative 
funzionalità delle due nuove release. 


• HARDWARE 


Acer: revisione totale 


Per informazioni: 

Microsoft. 

Tel. 02703921 

MCmicrocomputer n. 194-aprile 1999 




Nuovi ingressi in tutte le famiglie di 
prodotti per Acer una delle più 
importanti realta informatiche italia¬ 
ne. 


Iniziamo dai nuovi ultraportatili Acer 
TravelMate serie 330, caratterizzati da 
un peso di soli 1,8 Kg e uno spessore di 
2,35 cm. 

Due le nuove versioni presentate: il 
TravelMate 330 con Pentium II Mobile 
PE a 300 MHz e disco da 4,8 GB e il 
TravelMate 332 con Pentium Mobile PE 
a 366 MHz e disco da 6,8 GB. 

Entrambi hanno 256 KB di cache di 
secondo livello, 64 MB di memoria 
SDRAM, display a matrice attiva da 
12,1 ” con risoluzione 800x600 pilotato 
da una scheda grafica 3D AGP 2x. 

La dotazione di porte I/O è completa 
con parallela, seriale, USB, Infrarossi, 
VGA, porta PS/2, IDE, audio e uno slot 
PCMCIA tipo II 

Per l'utenza domestica e ufficio arriva¬ 
no i nuovi Aspire 6100R computer confi¬ 
gurati in modo da poter essere utilizzati 
anche da chi si accosta per la prima 
volta all'informatica. 

Equipaggiati con processori Pentium II 
e III da 400 a 500 MHz hanno un mim¬ 
mo di 64 MB di SDRAM PCI00 com¬ 
pliant, espandibile a 384 MB, disco 


ULTRA DMA/33 a tecnologia SMART, 
lettore CD-ROM 40X o DVD-ROM fino a 
6X. 

Le configurazioni sono completate da 
una scheda grafica AGP 3-D con 8Mb di 
VRAM, scheda audio Sound 3D e 
modem interno 56K V90. 

Il settore professional verrà invece 
coperto dagli AcerPower 8000 con pro¬ 
cessore Pentium III a 450 e 500 MHz, 
disponibili con dischi ULTRA DMA/33 a 
tecnologia SMART da 13 GB SDRAM da 
64 a 384 MB, scheda di rete Intel 
10/100 e SCSI. 

A completamento dei desktop, sono 
stati presentati due nuovi monitor e un 
display LCD 

l'Acer 15e è un 15" con tecnologia Di- 
namic Focus per una migliore visualizza¬ 
zione delle immagini. 

l'Acer 99sl è invece un 19" caratteriz¬ 
zato da una profondità che risulta inferio¬ 
re di circa 2cm rispetto ai 17" standard e 
ben 5cm rispetto agli altri 19". il dot 
pitch è di 0,26mm e può arrivare a una 
risoluzione di 1600x1200 pixel. 

Per chi ha problemi di spazio, presenta¬ 
to l'Acer FP551, un 15" con tecnologia 
TFT che può raggiungere la risoluzione 
massima di 1024x768 pixel. 

Chiudiamo con la stampante fotografi¬ 
ca FOTO 300P che impiega la tecnologia 
"Dye sublimation" per produrre immagi¬ 
ni di qualità a 24 bit. 

La FOTO 3OOP opera a una risoluzione 
di 600x300 dpi a tono continuo con un 
nastro inchiostrato CMY e produce 
stampe formato A6 (105x148mm) su 
carta con spessore 0,2mm. 

Per informazioni: 

Acer ttaly, 
hviviv ai: i?771 


43 





















• SOFTWARE 


di Mauro Gandini 


IGrafx: la grafica entra nelle aziende 


Micrografx ha introdotto sul mercato 
i primi componenti di una serie di 
prodotti che rivoluzioneranno il 
modo di fare grafica in azienda. Il 
sistema si chiama iGrafix System e 
comprende una serie di applicazioni 
nell'area grafica associabili a piacere 
su un unico core. 


Prima di studiare il prodotto, Micrografx 
ha raccolto una serie di informazioni sulle 
necessità grafiche nell'ambiente ufficio 
grazie alla collaborazione con società di 
consulenza come Gartner Group, 
Dataquest, AMR Research, Bench- 
marking Partners, Canopus Research, 
Patricia Seybold Group e In-Stat 
Research. 

La bellezza del sistema sta nel fatto che 
si basa sullo standard Microsoft Office 
per quanto riguarda lo scambio delle 
informazioni (drag&drop di tutti i disegni, 
diagrammi o altri elementi direttamente 
nei documenti di Office) e Microsoft 
Visual Basic for Application per rendere 
le applicazioni flessibili e integrabili con 
specifiche funzionalità richieste dai clienti 
più evoluti. 


iGrafx System e i suoi 
componenti software 

iGrafx System è stato progettato come 
soluzione estensibile che consente agli 
utenti di sfruttare al meglio l'impiego 
della grafica nell'intero ambito aziendale. 
iGrafx System può essere scalato dal 



livello dell'utilizzatore aziendale inesperto 
che vuole arricchire una presentazione, 
fino a quello dei disegnatori, degli specia¬ 
listi di rete e dei professionisti IT, che 
operano normalmente con grafici, dia¬ 
grammi e processi di grande comples¬ 
sità. Inoltre iGrafx System fornisce agli 
utenti IT una soluzione personalizzabile, 
che consente loro di effettuare agevol¬ 
mente la personalizzazione del software 
nell'intero ambito aziendale. 

iGrafx System comprende al momento 
i seguenti componenti software: 

• iGrafx Share - permette di accedere in 
modo intuitivo al patrimonio di grafica e 
di contenuti aziendali attraverso strumen¬ 
ti di consultazione, di controllo e dei file; 

• iGrafx Business - consente a tutti gli 
utenti di comunicare in modo più effica¬ 
ce grazie alla grafica, combinando funzio¬ 
ni per la realizzazione di disegni e dia¬ 


grammi, l'editing di immagini e capacita 
per arricchire qualunque documento 
Microsoft Office; 

• iGrafx Professional - una soluzione 
integrata per la produttività dedicata ai 
responsabili di processo, addetti alla qua¬ 
lità, manager e professionisti IT che desi¬ 
derano realizzare diagrammi e grafica ad 
alto livello; 

• iGrafx Process - un tool integrato che 
permette agli utenti di creare diagrammi 
di processo e processi modello, effettua¬ 
re simulazioni e analisi del tipo "what if?", 

• iGrafx EnterpriseCharter for R/3 - un 
facile strumento di diagramming che 
contiene le funzionalità necessarie a 
visualizzare, documentare e assistere le 
procedure di implementazione del siste¬ 
ma SAP R/3. 

• iGrafx ISO - una potente e flessibile 
soluzione software per ottenere e man¬ 
tenere la certificazione ISO/QS-9000, 
ISO 14000 e di altri standard qualitativi 
simili; 

• iGrafx Development - un SDK 
(software development kit) per aiutare le 
aziende a sviluppare applicazioni grafiche 
personalizzate; 

• iGrafx Designer - una suite di tool gra¬ 
fici professionali che colmano il vuoto 
esistente tra gli ambienti CAD/CAM 
aziendali e i reparti responsabili del mate¬ 
riale grafico documentativo in formato 
cartaceo o elettronico; 

• iGrafx Deploy - permette agli ammini¬ 
stratori IT di personalizzare e installare le 
soluzioni iGrafx su tutti i desktop e i ser¬ 
ver presenti nell'intero ambito aziendale 

Per informazioni: 

Micrografx. 

.1 ' 1 ■ : ■ T7 | 


• PERIFERICHE 


Arowana presenta il nuovo Ice Mouse "USB-ready" 


Il nuovo Ice Mouse della gamma Arowana 
presenta caratteristiche molto avanzate. 
Pesa solo 100 grammi e, grazie al design 
ergonomico molto avanzato e alla costruzio¬ 
ne realmente opto-meccamca, si adatta 
facilmente al palmo della mano rendendo¬ 
ne l'uso sicuro e agevole. E' dotato di tre 
bottoni, che possono essere dedicati a fun¬ 
zioni specificamente selezionate in relazio¬ 
ne al programma. Con una capacità di pun¬ 


tamento molto accurata che arriva fino a 
420 dpi, il mouse è già pronto per il nuovo 
USB (Umversal Serial Bus) con Windows 
98. Alfredo Merlo, responsabile marketing 
di Poso in Italia, la società che distribuisce i 
prodotti con marchio Arowana, è sicuro che 
nel prossimo futuro un numero sempre 
maggiore di utenti PC sceglierà l'interfaccia 
USB per la velocità, l'economicità e la faci¬ 
lità d’uso. Il gruppo Poso ha sede ad 


Appiano (Bolzano) ed è stato fondato nel 
1993 per produrre la gamma di prodotti 
multimediali con marchio Arowana, ora 
noto in tutto il mondo, con periferiche, 
video, dispositivi informatici ed elettronici e 
apparecchiature di comunicazione 

Per informazioni: 

Poso, _ 

liVU'tV ’ I 


44 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 












EVOLVETEVI FRAEL 




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PC. per avere una soluzione realmente a misura 
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la vostra configurazione solo tra le soluzioni più 
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DMA 5400 rpm • CD ROM ASUS 50x Ultra-DMA 
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• HARDWARE 


di F. Fulvio Castellano 

Pentium III Xeon e altre novità 
per le workstation Dell Computer 


Nuovo acceleratore grafico per Dell 
Precision WorkStation, nuovi pro¬ 
cessori Intel Pentium Ili Xeon, Dell 
Precision WorkStation e PowerEdge 
6300 e 6350. Dell offre e installa sui 
server PowerEdge il software Novell 
Internet Caching System. Dell 
annuncia un accordo con Nuview 
per il software Windows NT Cluster 
Management. Guerra' aperta dei 
prezzi con la concorrenza. 


La performance delle Dell Precision 
WorkStation aumenta grazie al nuovo 
acceleratore grafico lntense3D Wildcat 
4000 OpenGL, che offre tra le caratteri¬ 
stiche principali la capacità di costruire 
piu velocemente modelli 3D, 16 MB di 
frame buffer, elevata risoluzione in 
’true color’ e 64 MB di texture 
memory. Il prezzo di una Dell Precision 
WorkStation 410, con chàssis 
MimTower, lntense3D Wildcat 4000, 
un processore Pentium II a 400 MHz, 
128 MB RAM, disco fisso IDE 6 4 GB, 
CD-ROM 17/40x, Monitor da 17" (vis 
15.9") e Windows Nt 4 0 (service pack 
4) è di lire 9.820.760 
Sono annunciati nuovi Processori Intel 
Pentium III Xeon 500 e 550 MHz per le 


Dell Precision WorkStations 610 e per i 
nuovi PowerEdge 6300 e 6350: il prez¬ 
zo di una Dell Precision WorkStation 
610, con chàssis MiniTower. scheda 
grafica Diamond Permedia2, un proces¬ 
sore Pentium III Xeon a 500 MHz e 512 
KB di cache, 128 MB RAM, disco fisso 
da 4 GB, CD-ROM 14/32x Windows NT 
4 0 e Monitor da 17” (vis 15.9") è di lire 
5.934.667. 

Il prezzo di un PowerEdge 6300 con 
processore Pentium III Xeon 500 MHz 
e 512 KB di cache. 128 MB ECC RAM, 
disco fisso da 4 GB SCSI LVD, CD¬ 
ROM 14/32x, Network card Intel Pro 
100 Plus 100 Mbit Ethernet PCI e 
Monitor da 15” è di lire 13.379.505. Il 
prezzo di un PowerEdge 6350 con pro¬ 
cessore Pentium III Xeon 500 MHz e 
512 KB di cache, 128 MB ECC RAM, 
disco fisso da 4 GB SCSI LVD, CD¬ 


ROM 14/32x, Network card Intel Pro 
100 Plus 100 Mbit Ethernet PCI e 
Monitor da 15" è di lire 15 180.237. 

Inoltre, Dell ha annunciato che 
amplierà la propria gamma di server 
enterprise con l'introduzione di sistemi 
ad otto processori entro questa estate, 
basati sull'architettura di Intel 
Profusion. E ancora, il software Novell 
Internet Caching System viene ora 
offerto nella linea network server 
PowerEdge. che lo installa direttamen¬ 
te in fabbrica ai clienti che ne fanno 
richiesta, accelera l'accesso a Internet 
e riduce cosi i costi di trasmissione. 

Infine, Dell annuncia un accordo con 
Nuview per il software Windows NT 
Cluster Management. NuView Ine , 
società che sviluppa software studiato 
per migliorare la gestione e l'uptime di 
sistemi PC in configurazione cluster e 
in ambiente Microsoft Windows NT, 
rappresenta per Dell un nuovo passo in 
avanti nell'evoluzione di soluzioni clu¬ 
ster di server e Storage per i clienti 
enterprise. Come parte dell'accordo, 
Dell è licenziataria del software 
ClusterX di Nuview che ottimizza l'in¬ 
stallazione, la configurazione, il monito¬ 
raggio e la gestione di sistemi server 
NT in soluzione cluster. 

Per informazioni: 

Dell Compu ter, 

Ivvvvr. dellùl 


• MEMORIE Eli 


Fulvio Castellano 



AMD: Memorie Flash 32 Mbit ad alte prestazioni 


AMD ha annunciato la Am29LV033, la più 
veloce memoria flash da 32 Mbit alimenta¬ 
ta a 3 V presente sul mercato industriale. 

La Am29LV033 è l'ultima nata all'interno 
della già ampia offerta di AMD di dispositivi 
flash ad alta densità 

Progettata con l'avanzata tecnologia flash 
da 0 32 micron, il dispositivo è offerto con 
tempi di accesso fino a 70nS Per risponde¬ 
re alle esigenze sempre più stringenti di 
riduzione dei consumi, la Am29LV033 è 
dotata di sofisticati sistemi di gestione dei 
consumi. Il dispositivo ha dei consumi 
estremamente bassi durante l'uso norma¬ 


le. e prossimi a zero (zero-power operation) 
durante lo stand by o lo sleep mode auto¬ 
matico. Inoltre, per la Am29LV033, AMD 
garantisce un mimmo di un milione di cicli 
di scrittura ed una ritenzione dei dati di 20 
anni, La Am29LV033 è stata progettata per 
applicazioni che necessitano di grandi den¬ 
sità di Storage per dati o codice, e alte 
performance L’architettura del dispositivo 
diviso in 8 settori di memoria fra loro unifor¬ 
mi. le alte velocità di accesso, ed i package 
miniaturizzati come FBGA e TSOP sono l'i¬ 
deale per applicazioni ad alta densità come 
le flash card e gli array residenti di memoria 


flash nel campo delle telecomunicazioni e 
del networking. 

La Am29LV033 è disponibile in un packa¬ 
ge TSOP 40 pin. Il dispositivo e anche 
disponibile in package FBGA 0.8 mm 48 
bali (Fine pitch BGA) Il package FBGA è 
particolarmente adatto ai sistemi in cui ci 
siano problemi di spazio, in quanto le sue 
dimensioni sono più piccole rispetto agli 
altri package disponibili. 

Per informazioni: 

AMD, 

Ilvvvvv cimili 


46 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 














Diagnosi: 

visioni troppo potenti 



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• SOFTWARE 


In arrivo la versione italiana di 
Office 2000 Developer 


Il nuovo prodotto consente agli svi¬ 
luppatori di creare e programmare 
rapidamente soluzioni personalizzate 
utilizzando Microsoft Office 2000. La 
versione italiana disponibile da fine 
giugno, più verosimilmente dal pros¬ 
simo settembre. 


Nel corso di una conferenza stampa in 
anteprima a Milano Microsoft ha annun¬ 
ciato Office 2000 Developer. la prima 
edizione della famiglia di applicazioni per 
gli sviluppatori in lingua italiana II prodot¬ 
to offre strumenti per semplificare l'ac¬ 
cesso alle informazioni contenute in ban¬ 
che dati di vario tipo, nonché tool per la 
produttività e la documentazione, per la 
gestione e la distribuzione di soluzioni 
con Microsoft Office 2000 La nuova 
applicazione permette lo sviluppo di 
soluzioni con caratteristiche simili fra loro 
con cui gli utenti possono immediata¬ 
mente acquisire familiarità. Office 2000 
Developer rende infatti più brevi i cicli di 
sviluppo ed è perfettamente aderente 
alle esigenze di fruizione degli utenti 
Office. "Le soluzioni create con 
Microsoft Office Developer - ha dichiara¬ 
to Giovanni Zoffoli, Product Manager di 
Office 2000 Developer - vengono ora svi¬ 
luppate e distribuite in modo più rapido. 
Gli sviluppatori possono infatti riutilizzare 
la potenza e le funzionalità dell'applica¬ 


zione host per creare soluzioni con VBA 
(Visual Basic Applications), il più cono¬ 
sciuto e diffuso linguaggio e ambiente di 
sviluppo con cui è stato sviluppato un 
gran numero di applicazioni di terze parti 
La versione piu recente di VBA è infatti 
integrata con Office 2000 ed è disponibi¬ 
le in ogni applicazione Office, anche 
FrontPage e Outlook: si possono integra¬ 
re più applicazioni basate su VBA. in 
modo da creare soluzioni con caratteristi¬ 
che simili per tutte le applicazioni azien¬ 
dali". Office Developer è stato progetta¬ 
to in modo specifico per ottenere il mas¬ 
simo grado di riutilizzo del codice, sup¬ 
portare i team di sviluppo e offrire stru¬ 
menti per creare rapidamente soluzioni 
con codice affidabile Gli eventi in Office 
consentono di scrivere codice che per¬ 
metta alle applicazioni Office di interagire 
con gli utenti in modo personalizzato Ad 
esempio, è possibile scrivere codice per 
l'evento di "apertura" di un foglio di cal¬ 
colo di Excel in modo da preparare il 
foglio di lavoro con dati del database 
sulle vendite aziendali. Oltre agli eventi. 
Microsoft Office 2000 offre più di 600 
oggetti programmabili tramite COM 
sono quindi disponibili milioni di righe di 
codice scritte e testate dagli sviluppatori 
Microsoft sotto forma di oggetti riutilizza¬ 
bili (come il controllo ortografico di Word, 
il modulo di gestione dei report di 
Access e così via). 

Nella gestione delle informazioni. 
Office 2000 Developer offre gli strumen- 


• TECNOLOGIE 


Prestazioni raddoppiate per le nuove laser a 


La prima soluzione per la stampa basata 
su DSP (Digital Signal Processor), presenta¬ 
ta dalla Texas Instruments consente agli 
utenti di stampare in pochi secondi, e non 
più in vari minuti, layout complessi con gra¬ 
fica e immagini a piu colori. La tecnologia 
xStream DSP permette agli OEM di svilup¬ 
pare stampanti laser a colori aggiornabili a 
livello software, rispondendo cosi alla richie¬ 
sta di maggiore qualità e velocità di stampa 
e superando le soluzioni alternative attual¬ 
mente disponibili sul mercato. 


La tecnologia xStream DSP TI è un siste¬ 
ma completo per il controllo delle stampanti 
laser a colon II nucleo centrale del sistema 
e costituito da un DSP TI. I DSP sono dispo¬ 
sitivi a semiconduttore estremamente velo¬ 
ci e rappresentano la scelta ideale per task 
di elaborazione ad alta velocità che richiedo¬ 
no notevoli capacità di calcolo numerico, ad 
esempio l'accelerazione della stampa a 
colori o l'elaborazione di immagini raster. Il 
DSP traduce i dati da un personal computer 
e li elabora in tempo reale, permettendo di 


Microsoft 


ti adatti per progettare soluzioni affidabili, 
la connessione ai dati avviene in modo 
astratto e indipendentemente dal forma¬ 
to, utilizzando un'interfaccia grafica 
Questo significa che le soluzioni Office 
personalizzate funzionano allo stesso 
modo qualunque sia il loro host (forni 
Microsoft Visual Basic, documenti Office 
o browser Web) Allo stesso tempo e 
possibile creare report basati su fonti 
dati attive, grazie a una semplice inter¬ 
faccia Office 2000 Developer è stato 
progettato per semplificare il completo 
controllo del processo di distribuzione, 
compresa la preinstallazione delle dipen¬ 
denze dei file e dell'associazione delle 
funzionalità II prodotto include inoltre gli 
strumenti per creare funzionalità di assi¬ 
stenza per l’utente all'interno delle appli¬ 
cazioni Office o delle soluzioni aziendali, 
in modo da ridurre al mimmo il supporto 
degli sviluppatori Office Developer inclu¬ 
de Microsoft Office Premium, che com¬ 
prende Microsoft Word. Excel, Out'ook, 
PowerPoint. Access e FrontPage In 
tutte queste applicazioni é disponibile 
Visual Basic Applications Edition (VBA) 
6 0 II rilascio del prodotto e previsto per 
giugno '99. ma verosimilmente la versio¬ 
ne 'italiana', che italiana non lo è molto, 
non potrà essere sul mercato prima del 
prossimo settembre 

Per informazioni: 

Microsoft, 

inm.miaasolt.LQr.l 


colori Texas 

raggiungere la velocità massima di stampa 
della pagina consentita fisicamente dal 
motore di stampa. La tecnologia xStream 
DSP TI stabilisce quindi un nuovo standard 
di prestazioni, eliminando i punti critici asso¬ 
ciati tipicamente alla funzione di elaborazio¬ 
ne delle immagini raster 
L'elaborazione di immagini raster è com¬ 
posta da due funzioni principali, l'interpreta¬ 
zione e il rendering Gli attuali processori 
RISC (Reduced Instruction Set Computing) 
sono idonei all'interpretazione dei comandi 


48 


MCmicrocomputer n, 194 - aprile 1999 











dei linguaggi di descrizione della pagina 
iPage Description Languages, PDL) quali 
Adobe PostScript, ma non sono adatti per 
eseguire il rendering, cioè la conversione 
di grafica, testi e immagini digitali in punti 
di colore sulla pagina I controller basati su 
RISC risultano quindi piu lenti con i file di 
grafica e di immagini complesse, mentre i 
DSP TI ad alte prestazioni assicurano risul¬ 
tati eccellenti Le soluzioni basate su RISC, 
inoltre, richiedono acceleratori hardware 
quali ASIC multipli. Grazie alla tecnologia 
xStream DSP. l'accelerazione può oggi 
essere gestita esclusivamente dal DSP 
Il design di riferimento hardware iniziale 
della tecnologia xStream DSP e basato su 
un DSP TI a 60 MHz, con la previsione di 
migrare a un DSP TI a 200 MHz nella 
seconda metà del 1999. La memoria di 
sistema è scalabile, per ottenere i minori 
costi di sistema con il massimo di presta¬ 
zioni per i layout di pagina complessi. La 
memoria flash offre la possibilità di aggior¬ 
nare il software, aggiungendo nuove fun¬ 
zioni e migliorando la qualità di stampa gra¬ 
zie ad algoritmi avanzati II design basato 
su PCI si interfaccia agevolmente con la 
rete, grazie a uno stack TCP/IP e a una 
porta Ethernet 10/IOOBaseT che opera 
direttamente dalla scheda, evitando cosi di 
ricorrere a costose schede di rete separa¬ 
te Disponibilità: TI e attualmente impe¬ 
gnata sul sistema di sviluppo per la tecno¬ 
logia xStream DSP in collaborazione con i 
principali OEM di stampanti e prevede di 
avviare la produzione su grandi volumi nel 
terzo trimestre del 1999. Texas 
Instruments è quotata alla New York Stock 
Exchange con il simbolo TXN 

Per informazioni: 

Texas Instruments. 

haa.&aial 


HARDWARE 


di F. Fulvio Castellano 


Vobis PC Highscreen 


Nel 1987 Vobis Microcomputer ha iniziato 
a produrre una propria linea di PC denomi¬ 
nata Highscreen, creando un sistema inte¬ 
grato di produzione e distribuzione diretta: 
nel mercato tedesco hanno raggiunto la lea¬ 
dership e nel '98 ne sono stati venduti oltre 
un milione di unita in tutta Europa I PC 
Highscreen sono realizzati seguendo rigide 
normative in fatto di sicurezza e rispetto 
ambientale, il sistema BTC (built-to-custo- 
mer) e possibile, in ogni punto di vendita, 
personalizzando la configurazione del siste¬ 
ma per un PC 'su misura' I nuovi PC 
Highscreen di Vobis sono dotati del nuovis¬ 
simo processore Intel Pentium III e costano 
intorno ai 4 milioni nella versione high end. 

A partire dal '94, Vobis Italia ha avviato il 


HARD-DISK 


di F Fulvio Castellano 


Maxtor DiamondMax Plus 5120: 
superdischi per il DV 


Nel corso di una conferenza stampa, la 
statunitense Maxtor Corp ha annunciato la 
nuova sene di hard disk drive DiamondMax 
Plus 5120, ultimo aggiornamento della nota 
famiglia di drive a 7.200 rpm DiamondMax 
Plus II DiamondMax Plus 5120 prevede 
capacità fino a 20,4 GB (5,120 megabyte 
per disco), compatibilità UltraDMA e un 
tempo medio di seek di soli 9,0 ms. 

Questa nuova famiglia condivide con la 
famiglia precedente - la DiamondMax Plus 
2500 - numerose prestazioni. Tra queste, 
un'architettura elettronica basata su digitai 
signal processor (DSP) e dei canali di lettura 
in tecnologia "partial response maximum 
likelihood" (PRML). La combinazione di 
queste tecnologie garantisce dei drive con 
capacità e prestazioni superiori I drive 
DiamondMax Plus 5120 sono Digital Video 
Ready essi garantiscono il totale supporto 
per i data rate continui e i tempi di risposta 
imposti dal DV-format, caratteristica che li 
rende una soluzione ideale nelle applicazioni 
audio/video, grafiche e data-intensive 

I primi drive DiamondMax Plus 5120 ad 
essere consegnati prevedono la compatibi¬ 
lità UltraDMA 33. Una volta disponibili i chi- 
pset UltraDMA a livello di sistema, i drive 
DiamondMax Plus 5120 saranno equipag¬ 
giati con una interfaccia avanzata in tecnolo¬ 
gia UltraDMA 66 I drive DiamondMax Plus 
5120 compatibili UltraDMA 66 recheranno 
nella sigla del modello la lettera "U" La 
tecnologia UltraDMA 66 migliora le velocita 



di throughput raddop¬ 
piando - rispetto alla tec¬ 
nologia UltraDMA 33 - il 
tasso di trasferimento 
dati da/verso l'interfac¬ 
cia e portandolo a 66 
MB per secondo. La 
tecnologia UltraDMA 66 
migliora anche il livello di integrila dei dati, 
eseguendo dei controlli di ridondanza ciclica 
che permettono di rilevare errori di trasferi¬ 
mento tra il sistema e l'hard drive 

Sin dalla sua introduzione, avvenuta a fine 
1996, la serie di drive DiamondMax di 
Maxtor è stata accolta dal mercato con 
estremo favore. La serie DiamondMax ha 
ricevuto numerosi riconoscimenti da parte 
delle pubblicazioni tecniche piu prestigiose, 
tra le quali BYTE Magazme, Computer 
Reseller News, PC Computing, 
VARBusiness, Windows Sources e 
Window Magazme. 

Il prezzo di vendita previsto per il drive 
DiamondMax Plus 5120 da 20.4 GB sul 
canale retai! è di 429 dollari. Per una facile e 
veloce installazione, gli hard drive Maxtor in 
confezione retali prevedono tutte le dotazio¬ 
ni necessarie, compresi i cavi d'interfaccia, 
una guida illustrata e Max8last IM Plus, l’e¬ 
sclusivo software di installazione Maxtor. 

Per informazioni: 

Maxtor. 


con Pentium III 


sistema di affiliazione in franchising per 
garantire piu vicinanza al cliente I principali 
partner strategici di Vobis sono: Intel, 
Microsoft, HP, Epson, Acer. Telecom Italia 
Mobile, Infostrada, Creative Labs, Trust, 
Logitech, Canon e Sony II fatturato italiano 
(303 miliardi) della catena Vobis ha portato 
ad una crescita di piu del 10% nel '98 sul 
'97 e le previsioni '99 prevedono il raggiun¬ 
gimento di 330 miliardi di lire II Gruppo 
Vobis, a livello europeo, nel '98 ha fatturato 
quasi 5 miliardi di DM, con previsione '99 di 
un piu 10% Infine. Vobis ha annunciato di 
aver siglato un importante accordo com¬ 
merciale con Infostrada. il secondo operato¬ 
re di telefonia fissa in Italia in base all'accor¬ 
do, Vobis Microcomputer metterà a disposi- [ 


zione la sua rete di oltre 200 punti vendita 
per la distribuzione dei prodotti e la gestione 
dei servizi di Infostrada I punti vendita 
Vobis potranno distribuire i kit Internet di 
Infostrada-ltalia Online e gestire i servizi di 
telefonia fissa Pronto 1055 e linea 1055, 
destinati rispettivamente alle famiglie e alle 
piccole imprese. Il futuro di Vobis vedrà la 
nascita di un'altra 'insegna' in Italia che sara 
denominata 'FateVobis', per fare in modo 
che chi lo desidera potrà costruirsi da solo e 
'su misura' il suo PC o stampante o altro, 
con i 'pezzi' che troverà in quei negozi 

Per informazioni: 

Vobis. 

SD 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


49 











• MONITOR 


di F Fulvio Castellano 

Da LG Electronics: Flatron, tecnologia 
a schermo piatto 


Uno spettacolo per gli occhi affatica¬ 
ti. Il nuovo monitor adotta la tecnolo¬ 
gia Flatron di LG: un 17" con 0.24 di 
dot pitch e uno schermo piatto al 
100 %. 


La nuova tecnologia Flatron, un'esclusi¬ 
va di LG Electronics, regala emozioni mai 
provate prima d'ora con un monitor, for¬ 
nendo immagini prive di distorsioni su 
uno schermo completamente piatto, 
dotate di luminosità e precisione impa¬ 
reggiabili e con fenomeni di riflesso prati¬ 
camente assenti Flatron rappresenta la 
nuova generazione di monitor ergonomi¬ 
ci dal design high-tech con tecnologie 
all’avanguardia nell’integrazione dei com¬ 
ponenti: risoluzioni elevate (fino a 1.600 x 
1.280 punti e velocità di refresh verticale 
di 85 Hz) con uno ’stripe pitch' di soli 
0,24 mm, rivestimento anti-riflesso e 
anti-statico ARAS (Wide Anti-Reflection 
& Anti-Static) che riduce al mimmo le 
emissioni elettromagnetiche e tubo com¬ 
pletamente privo di curvatura. 

Il punto di rottura con la generazione 
dei monitor precedenti è rappresentato 
da due pannelli di visualizzazione - inter¬ 
no ed esterno - perfettamente piatti e 
antiriflesso, che permettono all’angolo di 
visione di raggiungere un valore prossi- 


• INTERNET 



mo ai 1 80° e che producono immagini - 
fisse e in movimento - senza distorsioni 
su tutta l’area dello schermo. I due pan¬ 
nelli di nuova concezione consentono 
anche di massimizzare l'area di visualiz¬ 
zazione 16,02 pollici permettono di 
vedere piu cose a panta di dimensione 
rispetto ai 15,7-15,9 di un 17 pollici tradi¬ 
zionale. 

Grazie al trattamento ''Dark-Tint’’ del 
pannello esterno, la percentuale di luce 
ritrasmessa dallo schermo Flatron è tra 
le piu basse del mercato: 38% rispetto 
ad una fascia media oscillante tra il 40 e il 
52%. Quindi si può passare diverso 


tempo davanti al monitor Flatron senza 
subire il tipico affaticamento visivo gene¬ 
rato dall’utilizzo dei monitor tradizionali. 

La purezza del colore raggiunge nuovi 
vertici con Flatron: il rivoluzionario pro¬ 
cesso di produzione “Near Contact 
Exposure” riduce in modo significativo lo 
spazio tra la maschera e il pannello, per¬ 
mettendo ai fasci di elettroni di essere 
incanalati senza significativi "sconfina¬ 
menti” in aree contigue. Il monitor 
Flatron garantisce il massimo della com¬ 
patibilità con la maggior parte dei disposi¬ 
tivi hardware e software in commercio e 
in particolare con Windows 98, DDC2B 
(specifica per la comunicazione tra moni¬ 
tor e PC) e la nuova interfaccia di trasferi¬ 
mento dati USB Nata nel 1947, LG 
attualmente è uno dei più importanti 
gruppi internazionali a livello mondiale 
LG è presente in diversi settori: chimica, 
energia, finanza, edilizia, impiantistica, 
lavorazione dei metalli e elettronica 

Gli stabilimenti del gruppo LG sono 
circa un centinaio, mentre 80 laboratori di 
Ricerca e Sviluppo sono impegnati nello 
sviluppo di nuove tecnologie con oltre 
100.000 dipendenti; il fatturato comples¬ 
sivo annuo è di circa 120 000 miliardi di 
lire. 

Per informazioni: 

LG Electronics, 

Tel 02-26968202 


Novell Internet Caching System: il nuovo supporto per Te-Commerce 


Internet Caching System si installa su 
reti NetWare, UNIX, Cisco o NT in pochi 
minuti e offre scalabilità. flessibilità e un 
ottimo rapporto prezzo/prestaziom II pro¬ 
dotto offre, tra l'altro 

• Cache Obiect Store con funzionalità di 
fault tolerance (Disk Cloning. Disk 
Mirroring e Cache Clustering) per adattarsi 
alle esigenze di tutti, dal piccolo ufficio alla 
grande azienda o ISP, ottimizzando l’am¬ 
piezza di banda e supportando le nuove 
applicazioni Internet, 

• Facilità di amministrazione da qualun¬ 


que postazione tramite interfaccia di 
gestione standard (Browser, Telnet. FTP e 
Serial Connection) e supporto SNMP per 
integrarsi facilmente con le console di 
gestione di rete; 

• Utilizzo molteplice, dalla filiale al centro 
operativo di rete. Internet Caching System 
supporta tutte le piattaforme - Unix. Cisco. 
NT, NetWare - nducendo le necessità di 
ampiezza di banda e utilizzando le reti esi¬ 
stenti. Il software supporta in modo nativo 
gli switch Layer 4 per lavorare anche ai 
confini della rete; 


• Accesso selezionato agli indirizzi URL 
con monitoraggio e connessione tramite 
browser sul traffico e le statistiche dei 
dati In seguito a questo annuncio, Dell 
Computer è il primo produttore a licenziare 
e a collaborare con Novell Internet Caching 
System per la propria famiglia di server di 
rete PowerEdge Dell commercializzerà i 
propri server con il software Novell per 
migliorare l'efficienza globale della rete e 
le prestazioni di Web Stime indicano che il 
mercato di caching raggiungerà i 2 miliardi 
di dollari entro il 2002 (Fonte: Collaborative 


50 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 









News 


• INTERNET 


Allunga il passo Internet2 


Research "Internet Caching Report" 
19981 e che l'80% delle periferiche utiliz¬ 
zerà questo tipo di soluzioni. 

Intanto Novell ha presentato una tecno¬ 
logia rivoluzionaria, indispensabile per il 
commercio elettronico: si chiama Novell 
'digitaline', che garantisce l'identità digita¬ 
le degli utenti di Internet grazie agli NDS 
Gli utenti vogliono che siano gestite e 
protette le informazioni personali che 
viaggiano in Internet, mentre le aziende 
cercano di differenziare le proprie attività 
e creare servizi personalizzati e sicuri per i 
clienti online. 'digitaline' è una specie di 
carta di identità personale per Internet, 
che include un set di strumenti che per¬ 
mettono a ciascuno di creare, personaliz¬ 
zare e gestire la propria identità digitale, 
'digitaline' capovolge il concetto tradizio¬ 
nale di gestione di rete condotta da 
un'entità esterna, in quanto offre agli 
utenti la possibilità di amministrare perso¬ 
nalmente le proprie informazioni. Gli uten¬ 
ti controllano le informazioni condivise e 
sanno quando e chi ha utilizzato i propri 
dati personali Novell 'digitaline' offre un 
sistema di controllo sui moduli utilizzati 
per registrarsi e fare ordini in molti siti 
Web. La seconda volta che l'utente acce¬ 
de a un sito, il software gestisce automa¬ 
ticamente l'accredito, inoltre aiuta gli 
utenti a sviluppare una migliore coscienza 
della privacy, in quanto crea una memoria 
dei siti ai quali sono state passate infor¬ 
mazioni personali. Il prodotto sarà disponi¬ 
bile gratuitamente entro i prossimi sei 
mesi. 

Per informazioni: 

\ovell, _ 

Itviiwv.navéZD] 


Per chi non lo sapesse, negli Stati Uniti 
ha fatto un passo importante in avanti 
una rete ad altissima velocità che parte 
da una costa e va verso quell'altra. Si trat¬ 
ta del progetto Internet2, mirato a 'velo¬ 
cizzare' in modo consistente le prestazio¬ 
ni dell'attuale Internet. 

Ormai nota con il nome in codice di 
Abilene'. Internet2 opererà come infra¬ 
struttura per lo sviluppo e il collaudo di 
applicazioni e servizi di rete di nuova 
generazione. Sono stati necessari 
oltre 10 mesi per la realizzazione di 
Abilene, la quale è costituita da più 
di 20mila km di cavi in fibra 
ottica che vanno da Seattle, 

Stato di Washington, a New 
York, N.Y. 

Internet2 collegherà inizial¬ 
mente settanta istituzioni di 
ricerca e opererà all'impressio¬ 
nante velocità di 2,4 Gbps 
Abilene è la chiave di volta 
del progetto Internet2 soste¬ 
nuto da istituzioni universitarie, dal 
Governo USA a da numerose aziende del 
settore IT. che lavorano per risolvere pro¬ 
blemi vari di avvio e per sviluppare nuove 
frontiere impossibili da realizzare con l’at¬ 
tuale Web proprio per l'alta congestione 
del traffico. Attualmente gli utenti finali 
non potranno collegarsi a Internet2 come 
si fa oggi con Internet. 

La nuova rete è per ora 'riservata' alla 
comunità accademica 


Ma questa infrastruttura permetterà di 
mettere a punto una sene di tecnologie 
che, quando perfezionate, verranno rese 
disponibili anche sui collegamenti di 
Internet come li conosciamo oggi. Tra 
queste tecnologie troveremo ITP multica- 
sting, le applicazioni di sicurezza avanzate 
e la possibilità di offrire servizi affidabili in 
assoluto per supportare le applicazioni 
mission criticai. Abilene è sostenu¬ 
ta da Cisco, Nortel e Qwest 
Communications International, 
che hanno donato milioni di dol¬ 
lari in infrastrutture, equipaggia- 
■ ■ mento e risorse di supporto. 
In prima fila c'è anche IBM, 
che ha recentemente presen- 
_ tato I'lnternet2 Distri- 
buted Storage Infrastruc- 
ture (sigla 12-DSI), considerato 
un elemento fondamentale nella nuova 
iniziativa. E proprio 12-DSI è stata proget¬ 
tata per applicazioni avanzate quali il 
broadcast in reai time e i video digitali 
Componente di questa infrastruttura è il 
Web Cache Manager di IBM. un prodotto 
sviluppato proprio per il progetto 
Internet2: il sistema ha una capacità di 
sei terabyte e verrà collegato alla rete ad 
alta velocità presso l'Università del 
Tennessee. 

Inutile aggiungere che il mondo accade¬ 
mico - e non solo quello - è in fermento 
e c'è grande attesa per l’attuazione della 
superveloce Internet2. 




AntiViral Toolkit Pro 


L'antivirus 


Distribuito in Italia da 



Sicurezza 
nformatica srl 



Future Time 
Tecnologie Antivirus 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


51 















• HARDWARE 


ai F Fulvio Castellano 

IBM "sposa" Linux e landa una famiglia 
completa di prodotti con l'OS "Open Source" 


Con questo annuncio, che prevede 
alleanze strategiche, prodotti all'a¬ 
vanguardia e gamma di servizi com¬ 
pleta, Big Blue dimostra di essere 
l'unica azienda asso pigliatutto' in 
grado di tornire una soluzione globa¬ 
le per Linux comprensiva di softwa¬ 
re, hardware e supporto tecnico. Un 
bel’ colpo (basso) a Windows NT. 


Quando IDC Research ha comu¬ 
nicato che Linux è l'ambiente ser¬ 
ver caratterizzato dalla piu alta 
crescita nel '98 e che le installa¬ 
zioni sono aumentate del 
212% rispetto al '97 con 
circa 750 000 nuovi server 
Linux, il 17% di tutte le 
nuove installazioni server, 
tutti si sono chiesti cosa 
farà Linux nel 1999? Bene, 
la risposta e arrivata Si è mossa IBM e 
ha assunto una presa di posizione - o 
scelta di campo - che ha suscitato inte¬ 
resse e un po' di scompiglio al 
LinuxWorld (ricordiamo che il prodotto 
è gratuito) con l'annuncio di alleanza e 
di supporto completo a Linux, il sistema 
operativo 'open source'. 

All'osso l'annuncio si articola nei 
seguenti punti: 

IBM supporterà globalmente le princi¬ 
pali versioni di Linux, offrendo ai clienti 
un unico punto di riferimento per tutte 
le richieste di supporto tecnico; 

per assistere i clienti, che vogliono 
implementare soluzioni basate su 
Linux, IBM lavorerà con quattro distri¬ 
butori Linux - Caldera Systems Ine., 
Pacific HiTech Ine., Red Hat Software 
Ine., e S.u.S.E. Holding AG - attraverso 
iniziative di commercializzazione con¬ 
giunta, sviluppo, formazione e suppor¬ 
to; 

nel corso dell’anno verranno distribuiti 
alcuni prodotti strategici IBM 
WebSphere che includeranno due ser¬ 


ver applicativi e un performance pack, 
essi consentiranno ai clienti Linux di 
sfruttare il Web per eseguire una serie 
di processi che spaziano dal semplice 
Web publishmg a processi transazionali 
basati su Java; 

sarà rilasciato IBM Host On-Demand, 
il primo emulatore per Linux basato su 
Java disponibile sul mercato che, 
mediante un semplice browser Web, 
fornisce un accesso sicuro ad applica¬ 
zioni e dati aziendali strategici; 
nel secondo trimestre 1999, 
IBM darà il via ai beta test per 
On-Demand Server for Linux, 
un prodotto che gestisce l'ac¬ 
cesso alle applicazioni di e- 
business da parte di utenti, 
gruppi e periferiche; 

IBM collabora con la 
comunità Linux per 
fare il porting di Linux 
su alcuni modelli IBM 
RS/6000 selezionati 
‘Più di 10 milioni 
k di utenti utilizza¬ 
no il software 
Linux e molti dei 
nostri clienti ci chie¬ 
dono espressamente 
soluzioni Linux’, è stato affermato 
durante la conferenza stampa di IBM a 
Milano da Jon Pnal, Director of 
Integrated Solutions and Linux 
Marketing di IBM. 'I nostri business 
partner e i clienti devono avere la cer¬ 
tezza che nel momento in cui vorranno 
utilizzare Linux potranno rivolgersi a noi. 
sapendo che li supporteremo come 
stiamo già facendo per gli altri sistemi 
da loro utilizzati' E questo non è l'unico 
annuncio IBM relativo a Linux; altri 
comunicati riguardano 
la pianificazione del rilascio di Red Hat 
Linux (come vedremo più avanti) per 
sistemi server e Client IBM appartenen¬ 
ti alle famiglie IBM Netfinity, 
Intellistation e ThinkPad, 
i beta test della versione per Linux di 
IBM DB2 Umversal Database, che sarà 
generalmente disponibile nel secondo 
trimestre del '99. 

la pianificazione del supporto Linux da 
parte di Lotus Domino - Domino, il ser¬ 
ver di messaggistica e collaborazione 
leader di mercato, e WebSphere rap¬ 



presentano la gamma piu completa di 
server applicativi per il Web; 

la distribuzione del file System AFS 
per Linux da parte di Transarc, una 
società controllata da IBM 

IBM collaborerà con i principali distri¬ 
butori commerciali di Linux per ottimiz¬ 
zare le prestazioni delle proprie offerte 
destinate alle diverse versioni Linux, 
consentendo ai clienti di sfruttare al 
massimo le potenzialità di questo siste¬ 
ma operativo I progetti di collaborazio¬ 
ne pianificati includono il porting di pro¬ 
dotti IBM su piattaforma Linux, la for¬ 
mazione e il training e progetti selezio¬ 
nati di sviluppo e commercializzazione 
dei prodotti 

Come si posiziona Open 
Source/Linux? Da tempo IBM supporta 
gli standard aperti che costituiscono le 
fondamenta della sua strategia softwa¬ 
re e che hanno permesso di aiutare i 
clienti a cogliere tutte le opportunità 
derivanti da un mondo connesso in 
rete Fedele a questa strategia, IBM 
supporta gli ambienti estremamente 
eterogenei dei clienti fornendo prodotti 
software destinati a una vasta gamma 
di sistemi operativi II movimento 'open 
source' rappresenta l'ultima iniziativa 
del mercato finalizzata alla diffusione di 
standard aperti. In risposta alle richieste 
dei clienti, IBM ha reso disponibile il 
codice di molte tecnologie in forma di 
software 'open source'. Tra questi sono 
inclusi il software IBM Secure Mailer - 
progettato per migliorare sicurezza, affi 
dabilità e prestazioni di servìzi standard 
di posta elettronica basati su Internet - 
e il compilatore Jikes Java Jikes aiuta 
gli sviluppatori a creare rapidamente 
applicazioni 100% pure Java 

Per il server applicativo WebSphere. 
IBM utilizza Apache, il server basato su 
HTTP piu diffuso sul mercato. Inoltre, 
l'azienda ha contribuito ad Apache intro¬ 
ducendo alcuni miglioramenti tra cui il 
supporto a Windows NT Per quanto 
riguarda Linux, un sistema operativo 
open source, IBM ha individuato possi¬ 
bilità di espansione soprattutto per le 
aree database, file e stampa e Web ser- 
ving II software applicativo di e-busi- 
ness che IBM ha portato in ambiente 
Linux include DB2 Umversal Database, 
MQSeries e il file System AFS. Lotus ha 


52 


MCmicrocomputer n 194 - aprile 1999 



UnixWare 7 s'interscambia con Linux 


Al recente Linux World di San Jose, in California, SCO ha 
dimostrata l'effettiva eseguibilità su UnixWare 7 delle appli¬ 
cazioni pensate per Linux e per l'iniziativa Open Source. 
Inoltre è stata presentata la nuova interfaccia WebTop per 
l'accesso alle applicazioni a partire da UnixWare 7 "Il porting 
delle applicazioni su Linux è di fatto il porting a Unix, e poi¬ 
ché UnixWare e attualmente la piattaforma Unix a crescita 
più rapida il successo di Linux è un enrome vantaggio anche 


per Sco e per i suoi clienti", ha dichiarato Ray 
Anderson, VP marketing di SCO, 

In qualità di sponsor di Linux International, 

SCO supporta sia questo sistema operativo 
che il movimento Open Source L'interesse 
del mercato in questi due argomenti non fa 
che mettere in evidenza l'importanza di reali alternative alle 
soluzioni di un unico fornitore, che sono spesso vincolanti. 



inoltre annunciato che, entro la fine del¬ 
l'anno, anche il server applicativo e di 
messaggistica Domino supporterà 
Linux. 

In contemporanea, Red Hat Software, 
Ine ha annunciato l'accordo con IBM 
finalizzato alla distribuzione di Officiai 
Red Hat Linux per i personal IBM, attra¬ 
verso i Business Partner IBM. IBM e 
Red Hat collaboreranno per ottimizzare 
i sistemi hardware IBM dotati di 
software Red Hat Linux, con l'obiettivo 
di offrire ai clienti le massime prestazio¬ 
ni e affidabilità al migliore costo, per 
realizzare soluzioni e-business basate 
su questa piattaforma. 

Le due società lavoreranno insieme 
per fornire supporto tecnico sia sulla 
piattaforma hardware che software per 
iniziative di commercializzazione con¬ 
giunta Le prime soluzioni di e-business 
con prestazioni elevate costituite da 
Red Hat Linux e da sistemi hardware 
IBM saranno rappresentate da alcuni 
siti Web Red Hat, caratterizzati da un 
intenso traffico, basati sulla famiglia di 
server Netfinity. 

A questo punto è bene aprire una 
parentesi molto importante. Linux con¬ 
tro Windows è guerra dei computer. E 
cosa c'entra Red Hat? Ma è semplice. 
Linux e il software del momento e non 
è un caso, infatti, che alcuni tra i più 
accesi concorrenti di Microsoft (vedi 
IBM, Oracle e Novell) abbiano preso 
una partecipazione nella Red Hat, la 
società che distribuisce Linux. Non 
solo. IBM e Compaq hanno già messo 
sul mercato alcune macchine con Linux 
come sistema operativo al posto di 
Windows. 

Tra le aziende che distribuiscono ver¬ 
sioni commerciali di Linux, Red Hat pro¬ 
pone, oltre all’unica versione aggiornata 
del sistema operativo ufficialmente 
localizzata per gli utenti italiani, comple¬ 
ta del server Web Apache (Red Hat 
Linux 5.2, a lire 130 000), anche una 
serie di prodotti aggiuntivi, come per 
esempio una collezione di programmi 
applicativi. Red Hat (sito Web, 


Iwww.redhat.itll ha aperto da meno un 
anno la filiale italiana e organizza corsi di 
formazione ed eventi volti a favorire la 
diffusione di Linux soprattutto tra i pro¬ 
fessionisti e le imprese Tanto per dare 
un'idea del fenomeno Linux in atto al 
LinuxWorld, importanti aziende fornitrici 
all’inseguimento di Linux come esposi¬ 
tori hanno effettuato annunci di rilievo; 
Caldera, Compaq, Computer 
Associates, Dell, Graph On, Hewlett- 
Packard, IBM, Informix, Infoseek, 
LinuxWare, Netscape. Oracle, Red Hat, 
SAP, S.u.S.E., quest'ultimo distributore 
Linux che entro la fine di aprile renderà 
disponibile su Linux il database DB2 di 
IBM. 

E qui apriamo una seconda parentesi 
Intel annuncia un investimento in Red 
Hat e ne segue anche il supporto tecni¬ 
co. Intel ha specificato che tali investi¬ 
menti sono finalizzati a 'unificare' l'ar¬ 
chitettura futura sulla piattaforma Intel 
indipendentemente dal sistema operati¬ 
vo, aiutando anche Microsoft, Sun 
Microsystems, SCO e altri nella migra¬ 
zione sui chip IA-64. Hewlett-Packard, 
visto l'ampio sostegno di IBM a Linux 
come abbiamo visto sopra, non ha volu¬ 
to essere da meno e ha aperto la nuova 
divisione Open Source Solutions 
Operations, con l'intenzione di aggiun¬ 
gere il supporto per Linux alla sua linea 
di server di fascia alta su PA-RISC, com¬ 
pletando cosi il già annunciato supporto 
di Linux nei suoi server NetServer e la 
piattaforma IA-64 di Intel Insomma, c'è 
grande fermento attorno a Linux 

Linux e dintorni: una storia vera. Una 
storia a dir poco sorprendente Un gior¬ 
no, un certo Bill Gates compra il siste¬ 
ma operativo DOS, lo trasforma in 
Windows e diventa l'uomo piu ricco 
della terra Improvvisamente un certo 
Lmus Torvalds, un giovane finlandese, 
ne inventa uno di sistema operativo, nel 
'91, che chiama Linux, e diventa l'idolo 
degli hacker e degli utenti di PC che 
non vogliono 'assuefarsi' agli, stan¬ 
dard del mercato. Lo studente Torvalds 
pensa, progetta e realizza il cuore di un 


OS molto simile a UNIX ma dotato di 
caratteristiche che sono in grado di 
andare incontro ai desideri dell'autore e 
che non aveva trovato disponibile sul 
mercato. Torvalds però non ha in mente 
l'arricchimento con il suo OS e lo rende 
disponibile a tutti liberamente, gratis. 
Intanto Windows si diffonde rapida¬ 
mente nel mondo fino a raggiungere 
una quota di mercato del 90% e da qui 
nascono i problemi con l'Antitrust ame¬ 
ricana per Bill Gates. 

Intanto, gli altri sistemi operativi, dal 
MacOS di Apple a OS/2 di IBM, passan¬ 
do per le decine di versioni commerciali 
di UNIX, non riescono a tenere il passo. 
Cosi il software prodotto da Bill Gates, 
di fronte a una concorrenza debole, 
diventa il sistema operativo di riferimen¬ 
to. Nel frattempo lo studente finlandese 
continua a distribuire gratuitamente il 
codice sorgente del suo Linux che, con 
l'arrivo di Internet, si diffonde ancora 
piu rapidamente tra gli studenti, gli 
appassionati di informatica e quelli che 
non vogliono stare con la... massa E' 
indubbio che una maggiore predisposi¬ 
zione al marketing avrebbe aiutato a 
gonfiare le tasche di Linus Torvalds, 
che oggi lavora presso una società che 
progetta microprocessori nella Silicon 
Valley. 

A confermare il momento 'boom' di 
Linux ci sono i dati di mercato: nel '98 
sono stati venduti 3 milioni di copie del 
sistema operativo di Torvalds, più 48% 
sul '97, e quasi tutti gli utenti affermano 
di apprezzarne le spiccate doti di 'perso¬ 
nalizzazione', di stabilità e velocità ope¬ 
rativa e alcuni, addirittura, lo hanno 
installato su PC dove è presente 
Windows. Linux oggi non è più soltanto 
un sistema operativo ma è diventato 
una religione e i veri discepoli dell'OS 
alternativo usano soltanto i comandi in 
stile UNIX, senz'altro difficili da usare, 
ma molto vicini alle origini, quando 
l'informatica era un 'regno' per pochi 
eletti. 

Il sito Web? Eccolo per tutti 
|www nnux.orgi 


MCmicrocomputer n. 194-aprile 1999 


53 










N e ws 


AZIENDE 


• STRATEGIE 


Microsoft si divide in quattro 


Il gigante del software si prepara ad 
una ristrutturazione (con divisioni 
anche per sfuggire all'Antitrust) e 
mentre nel mondo sono sempre più 
di moda le concentrazioni, la società 
di Redmond crea 4 Divisioni. 

Dopo la 'bomba' Hewlett-Packard, 
anche Microsoft si prepara ad una ristrut¬ 
turazione, La più grande società di 
software del mondo annuncerà a breve 
una divisione in quattro settori diversi. 

L'annuncio dello 'split' è stato dato dal 
Presidente Steve Ballmer, che da molti 
anni affianca Bill Gates nella direzione 
della società, e da lui voluto fortemente 
in seguito ai deludenti dati economici del 
primo trimestre '99, che ha visto il fattu¬ 
rato in calo di ben 400 milioni di dollari, 


'anche' a causa del ritardo nell'introduzio¬ 
ne di 0ffice2000. Dunque, Microsoft 
sarà cosi divisa in quattro aree: consu¬ 
mer, sviluppo software, applicazioni e 
vendite alle aziende.Tra i motivi della rior¬ 
ganizzazione figurano anche i problemi 
incontrati da Microsoft per lo sviluppo del 
suo settore 'Media', che include tra gli 
altri il magazine Siate, lanciato alla grande 
due anni orsono. A pensare male... non 
è comunque estraneo alla mossa il ben 
noto processo in atto a carico dell'azien¬ 
da per violazione delle norme Antitrust 
USA. Infatti, in caso di condanna, 
Microsoft sarebbe comunque costretta a 
dividere le proprie attività sulla base di 
una ristrutturazione 'forzata' e imposta 
dall’Alta Corte. 

Per informazioni: 

Microsoft, 

Tei. 02703921 


MERCATO 




Infoware cresce 


Intoware una delle realtà più significative 
per la distribuzione e la vendita di Personal 
Computer e prodotti add-on a Roma, dal 1 
aprile 1999 si e trasformata in Infoware Italia 
Spa con capitale sociale di 200 000 000 inte¬ 
ramente versato La Infoware inaugura anche 
il nuovo nome "Run" per la linea di computer 
assemblati, che vanno da configurazioni con 
K6 a le piu potenti con Pentium III a 500 
MHz. Al momento dell'acquisto il cliente può 
scegliere ogni componente, realizzando cosi la 
configurazione che meglio si addice alle pro¬ 
prie esigenze. Infoware è presente a Roma 
con tre punti vendita: Via M Boldetti 27/29, 
Tel. 0686321576, Centro "Commerciale Re 
di Roma" Via Albalonga 18, Tel 0677203815; 
Centro commerciale "Auchan" Via Alberto 


Podio 50, Tel. 0643562602 


• Il listino aggiornato e tutte le 
offerte piu recenti sono dispo¬ 
nibili sul sito Internet 
Iwww.intoware iti informazioni 
possono essere richieste all'e- 
mail infoware® mfoware.it 



• MERCATO 


ASA Italy, per la media azienda... e non solo 


Non capita spesso che un’azienda 
americana decida di lavorare in 
Europa per l'Europa. 

ASA, con sede principale in Boston, ha 
diversi uffici sparsi nel territorio norda¬ 
mericano. Approda ora in Europa con 
una sede operativa in Italia insediata nel 
nuovo Parco Tecnologico Scientifico di 
Venezia Marghera, Negli "States" si rivol¬ 
ge principalmente alle medie aziende, 
ponendo particolare attenzione ai mercati 
verticali, specialistici, Oltreoceano si 
occupa principalmente di software per la 
distribuzione e la vendita di pneumatici, 
di soluzioni per gli studi legali di media 
dimensione (che in USA impiegano da 
25 a 250 professionisti!); di gestione area 
vendita per le aziende che fanno busi¬ 
ness tramite catalogo, di "rilevazione pre¬ 
senze" per le aziende, con contabilizzazio¬ 
ne del consumo di ore/uomo. 


Da noi la media azienda (in Italia come 
in Francia e in Germania, ad esempio) ha 
delle caratteristiche di complessità eleva¬ 
ta, soprattutto nell'area vendita (meno 
nell'area produttiva) ed è a queste che 
ASA Italy si rivolge offrendo dalla gestio¬ 
ne integrata alle soluzioni più specialisti¬ 
che capaci di governare un modello 
distribuito. Aziende con anche 50 deposi¬ 
ti periferici, 150 negozi che fanno rivendi¬ 
ta e con competenze in diversi settori, 
cui fornire applicazioni non solo di tipo 
gestionale. Dalle esigenze tradizionali 
(finanze, ciclo attivo e passivo, magazzi¬ 
no) fino a terreni specifici strettamente 
integrati in determinati settori. 

Le soluzioni proposte da ASA Italy 
riguardano i processi ad alta intensità 
lavorativa. Applicazioni integrate con 
automazione dei sottoprocessi ad ogni 
livello da quelli più semplici e quelli più 
complessi 

La gamma GX proposta da ASA Italy 
comprende principalmente prodotti dedi¬ 


cati alle imprese di complessità medio 
alta che non possono utilizzare i prodotti 
"standard" maggiormente diffusi. Aziende 
caratterizzate da una discreta complessi¬ 
tà' operativa, con grande diffusione terri¬ 
toriale, magazzini, fabbriche, centri di 
distribuzione locale solitamente prive di 
un proprio comparto informatico dedica¬ 
to e con un numero di utenti elevato. 
Imprese interessate ad un sistema infor¬ 
mativo appositamente realizzato, che 
rispecchi questa loro elasticità' 

Prodotti implementati all'interno delle 
stesse imprese nella consapevolezza 
che il mercato sia già maturo per questo 
tipo di approccio. Soluzioni che non siano 
cementificanti nella struttura aziendale, 
ma ben intenzionate ad essere esse 
stesse "lubrificanti" per le imprese. 

Per ASA Italy, infatti, un buon prodotto 
informatico non nasce solo in laboratorio 
e la tecnologia è usata bene quando 
aiuta l'azienda a crescere, sotto tutti i 
punti di vista. 


54 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 
















MACINTOSH 


• IC ? I ? V (J1 I 


Sony pensa a Mac Pico: musica e immagini 


Sony ha presentato due nuove versione 
del suo Drive CD-Riscrivibile, si tratta dello 
Spressa USB e Spressa i.LINK. 

Spressa USB, come si può chiaramente 
intuire dal nome, si collega tramite l'inter¬ 
faccia USB, è in grado di registrare CD con 
una velocità 4X, riscriverli a 2X e leggerli alla 
massima velocità di 6X. 

Il drive è perfettamente compatibile con 
le specifiche USB, può quindi essere colle¬ 
gato e scollegato senza bisogno di riawiare 
il computer. 

Spressa i.LINK si collega invece attraver¬ 
so l'interfaccia FireWire (IEEE 1394) e, a dif¬ 
ferenza dell’USB, arriva a velocità di lettura 
24X. I due drive vengono venduti con il 
software CD Creation composto da Sony 
Discribe for Macintosh, per masterizzare, e 
CD Stomper Pro, per la creazione di eti¬ 
chette. 

Per informazioni: 

_ 

Iivyvvv sony com/stoisgeDysoni] 


• HARDWARE 


Macintosh sempre 


Ampliando la già vasta sene di prodotti 
distribuiti, Pico di Reggio Emilia ha annun¬ 
ciato la disponibilità di nuove raccolte clip- 
art professionali. 

La prima, Art Explosion 525.000, contiene 
oltre 525.000 immagini divise in 37 CD (+2 
per il browser) e raggruppate in immagini 
vettoriali, bitmap, simboli, illustrazioni ad 
alta definizione, foto, grafica web animazio¬ 
ni e font; la raccolta contiene anche una 
serie di plug-in di effetti speciale e il softwa¬ 
re Cyberstudio PE. Art Explosion 525.000 è 
disponibile per Mac a lire 315.000 IVA 
esclusa e per Windows (Art Explosion 
600.00 29+2 CD) a lire 179 000 
IVA esclusa La seconda, Bee- 
Lme ArtProFile di Kehlet Reklame. 
è una collezione di clip-art vettoria¬ 
li realizzate da illustratori profes¬ 
sionisti europei Le illustrazioni 
sono raggruppate in 100 argo-' 
menti per una più semplice ricerca, gli argo¬ 
menti trattati sono dei più svariati, tra que¬ 
sti: agricoltura, economia, computer, amma¬ 
li, mestieri, amore, musica, arte, stagioni, 
persone ecc. I file sono in formato EPS 
Adobe lllustrator 88 quindi apribili e modifi¬ 
cabili da qualsiasi programma di grafica vet¬ 
toriale o importabili da tutti i programmi di 
impagmazione La raccolta è divisa in due 



• ^ 




prò 

- fes *° r! 11 




volumi compatibili Mac e Windows e acqui¬ 
stabili separatamente a lire 445.000 IVA 
esclusa l'uno o in bundle a lire 795 000 IVA 
esclusa. Pico ha presentato inoltre Magix 
Music Maker Professional, un 
software in grado di offrire 24 
piste utilizzabili per audio, video, 
grafica midi o effetti speciali 
MMP permette di effettuare com¬ 
plesse elaborazioni audio/video in 
modo semplice e di avere filmati e 
suoni di qualità. Il programma è completato 
con 14 CD contenenti una raccolta di musi¬ 
che e filmati liberi da diritti, utilizzabili per le 
proprie creazioni. Music Maker Professional 
per Windows costa lire 832 500 + IVA. 

Per informazioni: 

Pico, 

Tel. 0522511332,. iwwwyiccuìl 


• SISTEMA OPERATIVO 


Veronica è in fase finale 


piu su 

Adeguandosi a quella che è diventata 
ormai una dura legge di mercato, e dopo 
appena tre mesi dalla presentazione, Apple 
si appresterebbe di nuovo ad aggiornare i 
propri computer 

Alla conferenza di presentazione dei risul¬ 
tati del secondo trimestre fiscale, dovrebbe 
essere presentata la revisione D dell'iMac; 
la nuova versione dovrebbe avere il proces¬ 
sore a 333 MHz, invariate le altre specifiche 
e la disponibilità dei colori. Salto in avanti 
anche per i nuovi G3, dovrebbe sparire la 
versione a 300 MHz e fare il suo ingresso la 
più potente a 450 MHz. 
Automaticamente il G3 350 
e il 400 scenderebbero di 
prezzo andando a posizio¬ 
narsi rispettivamente al 
posto del 300 e del 350 

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Mac OS 8.6 attualmente conosciuto con il 
nome in codice "Veronica" é stato inviato 
agli sviluppatori in versione Beta3 
La release contiene ormai molti compo¬ 
nenti con il codice "fc" cioè "final candida¬ 
te" quindi in versione definitiva, chiaro 
segnale che il tutto è in via di chiusura e il 
nuovo sistema dovrebbe essere a breve 
disponibile su Internet (gratuitamente per i 
possessori di 8.5 e 
8.51). Tra le novità 
dell'8.6 troviamo la 
possibilità, per iMac e i 
nuovi G3. di seleziona¬ 
re un disco di rete 
come disco di avvio o 
avviare il computer da 
un disco di rete pre¬ 
mendo il tasto “N" allo 
startup. 


Le novità più importanti non saranno inve¬ 
ce direttamente visibili perché riguarderan¬ 
no la parte più interna del sistema operativo 
che. come da previsione, inizia l'avvicina¬ 
mento a Mac OS X La gestione dei task 
sarà molto migliorata e questo dovrebbe 
portare a un notevole aumento della velo¬ 
cità di esecuzione delle applicazioni. 

Veronica non conterrà invece QuickTime 
4, la cui presentazione è stata ancora rinvia¬ 
ta, nell'8.6 troveremo QuickTime 3.02. A 
detta di alcuni sviluppatori già la versione b3 
risulta essere molto più stabile del Mac OS 
8.51, che è già, secondo noi, uno dei siste¬ 
mi più stabili realizzati da Apple. 

Per informazioni: 

Apple Computer, 

Tel 02273261, 
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MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


55 




























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CeBIT '99 

CeBIT: la più grande fiera dell’informatica mondiale, quest’anno con oltre 7000 
espositori, si prepara per il 2000; i prodotti in esposizione rappresentavano lo stato 
dell’arte dell’lnformation Technology e anticipavano quelli che saranno gli strumenti 

che useremo neM’immediato futuro. 


di Franco Paiamaro 



Il CeBIT quest'anno era 
veramente imponente, 
nuovi padiglioni (ben 
261), rinnovate superfici 
espositive e moltissime 
cose da vedere Novità 
assolute, degne di esse¬ 
re definite rivoluzionane, 
non sono state presenta¬ 
te, forse anche in vista 
di quello che promette di 
essere il CeBIT 2000.. 

Molto interessante il pa¬ 
diglione delle comunica¬ 
zioni, dove si esponeva¬ 
no molti oggetti ibridi, a 
metà tra il cellulare e il 
PDA; quest'ultimo sta vi¬ 
vendo il suo momento di 
gloria, visto il proliferare 
di proposte, per la mag¬ 
gior parte basate su 
WinCE. Siemens propone il PIC, Perso¬ 
nal Intelligent Communicator, un og¬ 
getto grande più o meno come lo Psiori 
5 e dotato di funzionalità GSM e di 
PDA; integra una tastiera, uno schermo 
sensibile alla pressione e implementa 
WinCE; permette anche (con un set di 
cuffie e microfono) di utilizzare il telefo¬ 
no contestualmente all’uso del PDA. 
Psion ha presentato i prototipi della se¬ 
rie Jedi; una stella che brilla in mezzo 
alla moltitudine di prodotti basati su 
WinCE rimanendo ben alla larga da 
questo. Il progetto di Psion si articola 
su due prodotti che integrano Java nel¬ 
la piattaforma Epoc. Più specificamen¬ 
te, il nome Jedi si riferisce al prototipo 
dotato di tastiera, mentre l'altro (basato 
su schermo sensibile e penna solamen¬ 
te) è denominato Quantum; le caratteri¬ 
stiche di semplicità ed efficienza del si¬ 
stema operativo e del software Epoc 
permetteranno a queste macchine di 
essere molte volte più veloci dei loro 
equivalenti basati su WinCE. Questi 
prodotti non sono per il mercato consu¬ 
mer, ma si rivolgono piuttosto all'Enter- 
prise, come PC-Companion di fascia 


decisamente alta; il fatto di essere dei 
dispositivi interamente a stato solido 
implica una robustezza pressoché im¬ 
possibile da ottenere con tecnologie da 
PC portatili tradizionali. Entrambi i pro¬ 
totipi implementano la CPU Stron- 



Al precedente CeBIT, una delle stelle era il REX 
PC-Companion della Franklin Electronics un dispo¬ 
sitivo delle dimensioni di una carta di credito, con 
un display LCD e solo qualche tasto per cercare i 
dati in memoria , oggi , la Franklin presenta la ver¬ 
sione aggiornata, il REX Pro, molto più interessan¬ 
te m quanto permette non solo di visualizzare i dati 
immessi dal proprio PC. ma anche di editarli ed im¬ 
metterli direttamente. 


gARM a 140 MHz di In¬ 
tel, utilizzano batterie agli 
ioni di litio con autono¬ 
mia di 10 ore, e integra¬ 
no 24 Mbyte di RAM. Lo 
Jedi è un subnotebook 
dalle dimensioni circa 
doppie del modello serie 
5, con monitor a colori e 
la possibilità di imple¬ 
mentare un telefono 
GSM, e Psion spera di 
metterlo in commercio 
ad un prezzo inferiore al¬ 
le 800 sterline. Il Quan¬ 
tum è un pen-pad, al mo¬ 
mento è solo un concet¬ 
to (non ci sono previsioni 
su quando e se verrà 
prodotto) ed e indirizzato 
a quegli utenti che prefe¬ 
riscono non usare una ta¬ 
stiera (un po' come il Newton di Ap¬ 
ple...). 

Molto attivo il settore della grafica, spe¬ 
cie per quanto riguarda l'accelerazione 
3D: quasi tutti i maggiori produttori di 
chip video presentavano nuovi prodotti, 
alcuni dei quali veramente interessanti, 
Tra gli altri, da segnalare ATI; con la sua 
All-in-wonder Pro 128, dotata di 16 o 
32 Mbyte di RAM e di I/O video, oltre 
ad essere dotata di funzionalità DVD, è 
anche in grado di acquisire direttamen¬ 
te in Mpeg 2 da format PAL a trame ra¬ 
te costante. 3Dlabs ha presentato il 
Permedia3, un chip che promette pre¬ 
stazioni veramente interessanti in cam¬ 
po OpenGL, ma che non è stato ancora 
massicciamente adottato dagli OEM 
Matrox presentava la nuova architettu¬ 
ra, basata su due pipeline di rendering 
(ormai di uso comune...), denominata 
G400: tra le altre cose, permette l'utiliz¬ 
zo contemporaneo di due monitor (con 
schermate diverse) con una sola sche¬ 
da equipaggiata di due connettori 3dfx 
ha finalmente presentato il successore 
del Voodooll, e, con la solita fantasia 
che impera nel mondo informatico, è 


58 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 










stato battezzato Voodoo3. Il nuovo chi- 
pset è finalmente una vera soluzione 
all-in-one, ed è disponibile in varie con¬ 
figurazioni, AGP e PCI, con quantità dì 
memoria SDRAM fino a 16 Mbyte, e 
con un DAC da 300 e 350 MHz. Il sup¬ 
porto 2D viene assicurato dal core chip 
della Voodoo Banshee; la nuova Voo- 
doo3 implementa una serie di interes¬ 
santi novità, oltre all'accelerazione 3D 
(Glide 3 e OpenGL. oltre le DirectX 5 e 

6) e il sup¬ 
porto di ri¬ 
soluzioni 
oltre le ca¬ 
pacità dei 
monitor 
umani" 
(qualcosa co¬ 
me 2046x1536 
a 16 milioni di colori...), ed è la possibi¬ 
lità di cattura video CCIR-601, supporto 
per Mpeg 1. 2 e Indeo, DVD, e I/O Vi¬ 
deo e S-Video. Inizialmente, il nuovo 


soluzioni interessanti in campo TFT, da 
15 e 18,1 pollici; Sony, Nec e Mitsubi¬ 
shi non erano da meno, con proposte 
anche maggiori. 

Al CeBIT la tecnologia USB (Umversal 
Serial Bus) la faceva da padrone: si trat¬ 
ta del bus esterno in assoluto più utiliz¬ 
zato dalle periferiche di nuova conce¬ 
zione presentate dalle aziende, a co¬ 
minciare da Iomega, che presentava il 
nuovo Zip e lo Jaz (quest'ultimo non 
ancora in produzione) con interfaccia 
USB, a molti produttori di dispositivi di 
input, con tastiere, 
mouse e joystick 
USB, a Microtek, 
che presentava uno 
scanner piano da 
tavolo compieta- 
mente pilotato con 
USB, e per finire a 


Mermaid Ventura, un 
Sistema coordinato 

TFT/touchscreen o 

tastiera, per punti 
intorniativi e POS 


molti altri (senza 
però dimenticare 
Apple, che con 
iMac ha dato un 
impulso significati¬ 
vo al mercato 
USB). Questa in¬ 
terfaccia è da se¬ 
guire da molto vi¬ 
cino, in quanto 
rappresenta lo 
standard di comu¬ 
nicazione tra peri¬ 
feriche in assoluto 
più veloce già im¬ 
plementato sui PC 
di produzione, con 
ben 12 Mbit/s; la 
possibilità di colle¬ 
gare fino a 127 pe¬ 
riferiche ad un sin¬ 
golo PC, inoltre, permetterà di rendere 
praticamente obsolete le interfacce se¬ 
riali RS232 e parallele, entro l’anno 


2002, con 400 milioni di PC venduti ba¬ 
sati su USB venduti Asustek propone¬ 
va una interessante serie di portatili 
(serie F e L). con una scelta impressio¬ 
nante di CPU: Amd, Celeron, Pentium 
e Pentium II; era presente il prototipo 
del "Maserati" (nome interno), con una 
interessante soluzione doppia per il dri¬ 
ve DVD-RAM esterno e floppy/super- 
floppy Veramente entusiasmante la di¬ 
mostrazione della nuova scheda accele- 
ratrice basata su TNT2, la AGP-V3800, 
dotata di un connettore per occhiali 
3D (denominati VR Stereoscope): con 
Incoming, è praticamente possi¬ 
bile distinguere i vari piani pro¬ 
spettici. ed è quasi possibile 
immergere le mani nello scher¬ 
mo... e il bello è che funziona 
praticamente con tutti i giochi 
(ed applicativi!) che fanno uso 
delle API D3D o DirectX! Anche 


erC ha presentato una tastiera per PC standard 
senza tili al prezzo più basso di rutto il CeBIT 70 
dollari La tastiera ha un raggio d azione di circa 5 
metri e tunziona con qualsiasi angolazione; imple¬ 
menta una serie di rasti dedicati per la navigazione 
su Internet, per le funzioni multimediali e per le ap¬ 
plicazioni piu utilizzate, tunziona a batteria ed è con¬ 
traddistinta da un design decente ed ergonomico 


chipset sarà offerto esclusivamente su 
schede di produzione 3dfx, le 2000 e 
3000 Voodoo3 (la 3500 non sembra sia 
ancora disponibile). 

Si è visto molto ''design", arrivati ad un 
livellamento di prestazioni per fascia di 
prezzo, si tende ad offrire un valore ag¬ 
giunto di ergonomia ed estetica, oltre 
alla funzionalità ed alle prestazioni; mol¬ 
ti produttori proponevano "concept de¬ 
sign" (come Vadem, il creatore del T i- 
pad Compamon di Sharp, che offre 
Clio, dal design veramente eccezionale, 
o come Intel, che esponeva i nuovi PC 
Concepts per Katmai). 

Molti produttori offrono ora pannelli 
TFT di grandi dimensioni ormai 
prezzi relativamente accettabili: 
mo visto un 21 e un 24 pollici allo 
stand Samsung, e anche Eizo offre 


Il terminale EPOS di 
Baytek, un oggetto parti¬ 
colarmente interessante 
ed innovativo 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


59 




















Reportage 





Blaxxun (Vir¬ 
tual Design 
Rooml e il 
gioco Lego 
Racers di Le¬ 
go Media, 
molti altri ti¬ 
toli seguiran¬ 
no. Altra no¬ 
vità riguarda 
la presenza 
(veramente 
massiccia) di 
aziende che 
supportavano 
il nuovo standard RIMM pro¬ 
mosso da Intel (con tanto di 
esemplari funzionanti), in vista 
del nuovi chipset (Camino in 
testa) che implementeranno 
questa tecnologia Amd pre¬ 
sentava la nuova linea di pro¬ 
dotti basati sul K6-2 progettati 
per l'uso in dispositivi portatili, 
a basso consumo; contestual¬ 
mente, in altri punti della fiera, 
i partner che implementano 
queste CPU presentavano a lo¬ 
ro volta prototipi funzionanti 


AMDtl 

AMD-K6E 


Creative proponeva un acce¬ 
leratore grafico 3d basato sul 
nuovo chip grafico Riva TNT 2 
di Nvidia, con supporto fino a 
ben 32 Mbyte di RAM, per il 
doublé buffer fino a 
1920x1440 a 16 milioni di co¬ 
lori: la 3D Blaster TNT2. 

Allo stand Intel si promuove¬ 
va la tecnologia basata sul co- 
re Katmai. con il Pentium III 
nelle sue varie versioni e la 
presentazione ufficiale del già 
annunciato Pentium III Xeon, 
funzionante alle frequenze di 
500 e 550 MHz, per il merca¬ 
to delle Workstation e Server 
di fascia medio-alta basati su 
IA32, queste CPU sono di¬ 
sponibili con la cache L2 di 
512 Kbyte. 1 e 2 Mbyte. Più 
che quello che abbiamo visto, 
sarebbe da segnalare ciò che 
non abbiamo visto, Merced e 
IA64 in testa, per non parlare 
dei chipset dedicati al Pen¬ 
tium III o alle tecnologie con 
FSB a 133 MHz, tutte novità 
promesse al CeBIT dell’anno 
scorso, ma che probabilmen¬ 
te vedremo solo dopo il fatidi¬ 
co 2000 Abbiamo potuto 
però "toccare con mano" i 
nuovi concetti per il PC di do¬ 
mani, sempre basati su Pen¬ 
tium III, prototipi cioè che in¬ 
troducono nuove morfologie 
e dimensioni per l'ingegneriz- 
zazione dell'hardware, studia¬ 
ti dal dipartimento interno di 
R&D di Intel; apparsi anche i 
primi esempi di software ap¬ 
positamente compilato per 
trarre vantaggio dalle KNI del 
Pentium III Tra gli altri, il mo¬ 
tore di ricerca Excite offre un 
ambiente 3D che utilizza co¬ 
dice per Pili, un software di 
visualizzazione 3D della 


(tra gli altri Asustek e Toshiba, 
quest’ultima ha già in catalo¬ 
go il suo Satellite 2520 con 
CPU a 300 MHz); il K6-2 Mo¬ 
bile ha una frequenza massi¬ 
ma operativa di 333 MHz. ed 
è disponibile per piattaforme 
utilizzanti il Socket 7 e il Su- 
persocket 7, quest'ultimo do¬ 
tato dell'FSB a 100 MHz e 
grafica AGP. Interessante la 
dimostrazione sul nuovo K6- 
III, del quale abbiamo diffusa- 
mente parlato sullo scorso 
numero, ma la stella dello 
stand, il K7, è stato dimostra¬ 
to a porte chiuse, ad una fre¬ 
quenza operativa di 600 MHz, 
e senza poter fare confronti 
con la concorrenza, tornere¬ 
mo presto sull'argomento. Ol¬ 
tre a questo, AMD propone 
anche una versione Embed- 
ded del suo processore K6 
per socket 7, la CPU, con 8.8 
milioni di transistor, è in grado 
di eseguire codice per i SO 
WmCE. Windows 95 e 98, 
utilizzando la collaudata tec¬ 
nologia da 0,25 micron. Que¬ 
sti processori potremo trovar¬ 
celi persino nei forni a mi¬ 
croonde. E questo non do¬ 
vrebbe stupire affatto, visto 
che Samsung ha sviluppato 
un forno a microonde in grado di cerca¬ 
re le ricette su Internet, sfruttando la 
tecnologia Jim di Sun, anche se 
quest'ultimo utilizza un processore Ja- 
va. 

Sul versante delle schede madri, novità 
assolute non c'erano, solo variazioni su 
chipset BX e GX; ma aspettatevi novità 
veramente interessanti nei prossimi 
mesi (vedi il supporto alle RIMM dei 
produttori di memorie!) Allo stand 
Cyrix l'unica cosa da segnalare era la 
presenza della versione definitiva del 
"reference design" (un prototipo che 
chiunque può utilizzare o modificare, 


60 


MCmicrocomputer n. 194 - apnle 1999 













posto che acquisti 
la licenza e la tec¬ 
nologia dal proprie¬ 
tario) per un siste¬ 
ma di navigazione 
su Web basato su 
MediaGX' il Web- 
Pad L'apparecchio 
(presentato al 
Comdex in versio¬ 
ne provvisoria) è 
composto da una 
stazione ricetra¬ 
smittente operan¬ 
te a 2,4 GHz, il 
WebPad propria¬ 
mente detto (dota¬ 
to di 16 Mbyte di 
RAM e 8 di ROM) 
e un caricabatterie; 
permette di colle¬ 
garsi in qualsiasi 
momento ad Inter¬ 
net senza fili (fino 
a 180 metri circa 
dalla stazione base), più o meno come 
un telefono cordless, ed implementa 
uno schermo a matrice attiva a colori 
dotato di touchscreen; è multimediale 
e consente di ricevere e spedire posta 
elettronica e file su Web Sono suppor¬ 
tati i seguenti sistemi operativi: QNX, 
Windows CE ed embedded Windows 
NT IBM presentava un nuovo disco ri¬ 
gido per desktop PC dalla capacità re¬ 
cord di 25 Gbyte il disco ha un regime 
di rotazione di 5400 RPM, ha un buffer 
di 2 Mbyte, ed è uno dei primi ad im¬ 
plementare la nuova interfaccia Ultra 
ATA/66. Il DeskStar 25 implementa la 
tecnologia magneto-resistiva GMR, che 
consente una densità aerale di ben 
3,74 miliardi di bit per pollice quadrato. 


Forse uno dei più interessanti prodotti 
realizzati nel .campo dei sistemi di me¬ 
morizzazione è rappresentato dal Mi- 
crodrive IBM, un disco rigido da un pol¬ 
lice di diametro, che misura appena 
42.8x36,4x5,0 mm, pesa solo 20 gram¬ 
mi e permette di archiviare fino a 340 
Mbyte di dati: IBM lo propone come il 
dispositivo ideale per memorizzare im¬ 
magini in fotocamere digitali (come la 
Canon Powershot Pro 70), per l'imple- 
mentazione in palmtop e PDA, o nei 
prodotti ibridi per la comunicazione cel- 
lulare/dati; al momento, non è stato an¬ 
cora preso in considerazione da un nu¬ 
mero sufficiente di aziende (e lo prova 
il fatto che solo in pochissime hanno 
presentato qui ad Hannover prodotti 
implementanti questo disco, conside¬ 
rando che la presentazione ufficiale di 
quest'ultimo non è recentissima), ma 
visto il prodotto, non dubitiamo che lo 
troveremo presto in moltissimi appa¬ 
recchi... Un prodotto interessante, nota¬ 
to allo stand di Panaso¬ 
nic, era il DVD-Ram 
LFD101 per montaggio 
interno: un drive da 5,25 
con la possibilità di uti¬ 
lizzare supporti riscrivibi¬ 
li da 2,6 e 5,2 Gbyte, a 
singola e doppia faccia 
(quest'ultima non può 
essere rimossa dalla 
sua cartuccia protettiva 
per essere utilizzata in 
un drive DVD standard), 
il prodotto veniva pre¬ 
sentato come SOHO, o 
"prosumer" (per utilizzo 
sia casalingo evoluto sia 
professionale), con un 
costo attraente per en¬ 
trambi i campi di utiliz¬ 
zo, attualmente sono di¬ 
sponibili il software e i 
driver per Windows NT 
4 0 II drive legge anche 
tutti i formati CD, oltre 
agli standard DVD-ROM 
ed è compatibile, in let¬ 
tura e scrittura, con il formato PD 
da 650 Mbyte. A proposito di siste¬ 
mi di memorizzazione rimovibili, 
Sony proponeva HIFD, un innovati¬ 
vo sistema per sostituire il floppy 
standard da 3,5 pollici (dalla stessa 
Sony inventato); la capacita di me¬ 
morizzazione e di ben 140 volte 
quella di un floppy disk, con 200 
Mbyte, ed è capace, utilizzando 
una testina a doppia funzione, di 
leggere e scrivere anche sul floppy 
da 1,44 standard. 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


61 


















Perché questa stupenda scienza applicata che risparmia lavoro e rende la vita 
più facile ci porta così poca felicità? Perché non abbiamo ancora imparato a 
farne un uso assennato. Albert Einstein 


AMBIENTI SENSIBILI 
Esperienze tra 
interattività e 


narrazione 


di Ida Gerosa 


Studio Azzurro 

Al Palazzo delle Esposizioni a Roma, fi¬ 
no al 24 maggio 1999, una mostra di Stu¬ 
dio Azzurro, una mostra che dichiara di 
aver imparato a "fare un uso assennato" 
della tecnologia, 

A cura di Maria Grazia Tolomeo, un 
evento importante che guida il pubblico 
nel mondo delle Videoinstallazioni e intro¬ 
duce nella comprensione di quest'arte 
che m questo periodo storico è l'unica, a 
mio avviso, a rappresentare il contempo¬ 
raneo. 

Una mostra affascinante, interessante 
da tanti punti di vista, soprattutto per i di¬ 
versi aspetti del tema che propone, 
aspetti che spingono alla riflessione e 
che portano ad indagare sui tanti risvolti 
sociali e filosofici. 

Una mostra rilevante in particolare per 
noi che facciamo arte elettronica perché, 
compiendo un percor¬ 
so solitario, abbiamo 
cominciato a speri¬ 
mentare, a lavorare e a 
proporre sempre 
sollecitati o frenati 
da dubbi incalzanti 
Dubbi che sono stati 
determinanti per arri¬ 
vare a considerare, a 


ogni pensiero che ci ac¬ 
compagnava, ogni indiriz¬ 
zo che volevamo intra¬ 
prendere. 

Ognuno di noi, sorretto 
dalle proprie convinzioni, 
ha abbracciato uno svilup¬ 
po personale, ha progetta¬ 
to ed esposto opere, in¬ 
stallazioni diverse. Ma poi, 
quando ci ritroviamo e ci 
confrontiamo, scopriamo 
di aver raggiunto lo stesso 
pensiero filosofico. 

Dicevo, una mostra im¬ 
portante per noi, ma so¬ 
prattutto per i visitatori 

L'arte contemporanea, 
e in particolare l'arte che 
usa la tecnologia, spesso è guardata ini¬ 
zialmente con sospetto da un pubblico 
che subito dopo, forse in maniera istinti¬ 
va, avverte non so- 



"Ambienti sensibili" 


A cura di Maria Grazia Tolomeo, 
un evento importante che guida 
il pubblico nel mondo delle 
Videoinstallazioni e introduce nella 
comprensione di quest’arte che in 
questo periodo storico è l’unica, a 
mio avviso, a rappresentare il 


soppesare, a verificare 


contemporaneo. 


lo la poetica insita 
nell’opera, ma tutta 
l'aura di contempo¬ 
raneità di cui è for¬ 
temente intrisa. 

E piu lo spetta¬ 
tore ha la mente 
sgombra da pre¬ 
concetti e da riferi¬ 
menti al passato, 


più si pone con uno spinto puro, piu facil¬ 
mente sente che l'opera interpreta la 
sensibilità, le emozioni della nostra epo¬ 
ca, e viene quindi ammaliato dalla magia 
che questi lavori emanano. 


L’arte è 

un concetto mobile 

Come giustamente dice Paolo Rosa 
(l'artista che insieme a Fabio Cirifino, 
Leonardo Sangiorgi e altri ha fondato 


62 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 






&A0, liiferanrlfoa 


Sono assolutamente d'accordo con 
Paolo Rosa e. nelle sue parole, ritrovo 
tanti miei pensieri, tante mie convinzioni. 
L'arte non può e non deve essere sem¬ 
pre, solo "denuncia", ma deve saper tro¬ 
vare il suo spazio per regalare un mo¬ 
mento di estasi, per concedere ad ogni 
spettatore un appuntamento intimo con 
se stesso, con i propri ricordi, per arrivare 
a trasmettere la malia dell'incontro. 


IDA GEROSA 

Artista Computer art 

Direttore del giornale web "Artnet-Tentra'' 
|hnp://www.mclink.iVmclirt k/arte 


“Il nuotatore va troppo spesso ad Heidelberg" - 1984 


Finalmente, 
questa è arte pura 

Le opere che Studio Azzurro presenta 
sono pregne di arte pura. 

L'arte non può e non deve 
essere sempre, solo "denun¬ 
cia”, ma deve saper trovare il suo 
spazio per regalare un momento di 
estasi, per concedere ad ogni 
spettatore un appuntamento intimo 
con se stesso, con i propri ricordi, per 
arrivare a trasmettere la malia 
dell’incontro. 

Finalmente (cosa abbastanza rara per 
le manifestazioni di arte elettronica) i 
mezzi tecnologicamente usati sono na¬ 
scosti, dimenticati, superati. 

Rimangono in evidenza, nell'aria solo 
le emozioni che trasmettono, forse an¬ 
che un'inquietudine che induce a verifica- 
re i pensieri che ci accompagnano ogni 
giorno, che. quasi aH’improwiso, ci porta 
a comprendere che il mondo è trasfor¬ 
mato. 


''Videoambienti 1982-1992“ Museo Laforet di Tokyo - 1993 


"Studio Azzurro" nel 1982) "l'arte è un 
concetto mobile, che si modifica nel tem¬ 
po, che cambia fisionomia, che muta col- 
legandosi alle caratteristiche del¬ 
le epoche in cui si manife¬ 
sta. Ma il problema di ride¬ 
finirla è arduo, ma cosi af¬ 
fascinante da sollecitare 
una passione intellettuale 
vivissima ", 

E ancora Paolo Rosa 
dice: "ci dovrebbe esse¬ 
re un esercito di studiosi 
pronti a 'ri-estetizzare'... 

Invece c'è un vuoto, 
un'assenza. 

Pochi sono i contributi inte¬ 
ressanti e spesso provengono da 
altri ambiti di riflessione. Il pensiero 
dell'arte sembra un pensiero sospeso, 
spaesato. Proprio ora che il suo punto di 
vista appare cosi necessario ..." e conti¬ 
nua "Bene, in questo vuoto, in questa as¬ 
senza del Sistema Arte, confortati più 
che dagli sguardi spaesati dei critici, da 
quelli incuriositi dei nostri spettatori, ab¬ 
biamo cercato di mettere a frutto le no¬ 
stre esperienze, conoscendone i limiti, 
ma apprezzandone le indicazioni... Abbia¬ 
mo cercato di mettere insieme pezzetti 
di suggestioni, rispetto allo scenario che 
abbiamo intorno, con uno spirito costrut¬ 
tivo e propositivo che consapevolmente 
ci ha fatto abbandonare "l'apparenza del¬ 
la trasgressione", la "retorica della provo¬ 
cazione", di cui tuttora è impregnato il 
mondo dell'arte contemporanea e di cui 
si è appropriato il sistema delle comuni¬ 
cazioni in genere. 

Crediamo, infatti, che in un periodo 


storico cosi trasgredito, cosi collassato, 
cosi frantumato nella complessità, al 
punto tale che tutto ciò è diventata la re¬ 
gola, l'unico atto seria¬ 
mente trasgressi¬ 
vo sia quello pre¬ 
positivo. costrut¬ 
tivo 

Non l'urlo, 
ma. appunto, 
la sottile ritra¬ 
ma tura di un 
racconto Un 
"racconto" 
costruito su 
radici che in¬ 
trecciano la nostra 
storia, penetrano la no¬ 
stra identità retta da una presenza dell'ar¬ 
te incomparabile in ogni angolo del no¬ 
stro territorio, in ogni fessura del nostro 
sguardo". 


l’arte è un 

concetto mobile, che si 
modifica nel tempo, che cambia 
fisionomia, che muta collegan¬ 
dosi alle caratteristiche delle 
epoche in cui si manifesta. Ma il 
problema di ridefinirla è arduo, ma 
cosi affascinante da sollecitare 
una passione intellettuale 
vivissima". 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


63 











éiTlt- Infem., 


"Rilievo della parte 
emersa" Particolare 
- 1988 


Finalmente le opere non parlano solo 
di tecnologia, ma anzi la superano per 
raccontare la loro poetica, l'essenza degli 
autori con la loro origine, la loro vita, il lo¬ 
ro immaginano 

Finalmente lo spettatore si rende con¬ 
to che le pareti dello spazio pittorico tra¬ 
dizionale sono letteralmente esplose, per 
la non contemporaneità degli eventi, per 
la fine di un rapporto diretto e sensibile 
con la materia, per il sorgere al contrario 
di un rapporto indiretto che rifonda la co¬ 
noscenza e l’approccio con l'arte. 

Certo queste opere fanno nascere in 
chi guarda l'urgenza di raggiungere un'ar¬ 
monia con la realtà che sta osservando, 
realtà che gli appare piu complessa e piu 
fluida Nasce cosi l’urgenza di compren¬ 
dere come guardare senza dover ricon¬ 
durre tutto allo stretto controllo dei sensi. 

E' necessario guardare con "purezza 
spirituale" per lasciarsi cullare dai mes¬ 
saggi lanciati 

In alcune di queste opere, come 
"Frammenti della battaglia", che hanno 
un'interazione con il visitatore, tutta la 
realtà diventa carica di messaggi, la ma¬ 
teria concreta e tangibile si smaterializza 


esposto nell'atrio 
del Palazzo delle 
Esposizioni, 1999 


esposto al Palazzo 
delle Esposizioni, 
1999 


mata, fluida, labile, 
ibrida .ma soprat¬ 
tutto arte come ca¬ 
pacità di elaborare 
immagini metafora 
del mondo, arte co¬ 
me problematica, 
arte come gioco, ar¬ 
te come pensiero, 
arte che aiuta l'uo¬ 
mo a riflettere e a 
elaborare dubbi sul 
suo ruolo e su quel¬ 
lo della stessa tec¬ 
nologia che usa, ma 
anche e soprattutto 
arte dalla profonda 
vocazione etica ", 


per diventare essa stessa messaggio. 

Dal concreto e tangibile si arriva ai flus¬ 
si energetici e mvisibili. 

Finalmente una 
mostra di arte con¬ 
temporanea vera¬ 
mente rappresenta¬ 
tiva, una mostra 
che. come dice la 
curatrice Maria Gra¬ 
zia Tolomeo "et aiu¬ 
ta a comprendere la 
realtà ormai frantu- 


E’ una 
sfida a noi 
stessi 


Ed 


l'unione di energia, di 
spazi sovrapposti a spazi, di 
potenziale umano unito al coin¬ 
volgimento "sensibile” del cor¬ 
po e della mente, permette di 
pensare che quest'arte, e solo 
questa, sia la via per riproporre 
il nostro spirituale. 


Del resto rappresentare il mondo che 
assorbiamo e facciamo nostro attraverso 
i nuovi linguaggi dell'arte, è la conse¬ 
guenza logica degli avvenimenti artistici 
che si sono succeduti attraverso questo 
secolo. 

Ed oggi, l'unione di energia, di spazi 
sovrapposti a spazi, di potenziale umano 
unito al coinvolgimento "sensibile" del 
corpo e della mente, permette di pensa¬ 
re che quest'arte, e solo questa, sia la via 
per riproporre il nostro spirituale. 

E' una sfida a noi stessi, ma por¬ 
terà a garantire il riflesso piu so- 
ogg'. migliarne della realtà che vi¬ 


viamo. 

Lasciamoci irretire, 
quindi, dal fascino di 
opere che "non esisto¬ 
no", dall'evento 
transitorio, dalla par¬ 
tecipazione ad un mo¬ 
mento suggestivo. E 
poi, concluso il "prodi¬ 
gio", l'opera che "non 
esiste" torna nel suo imbal¬ 
laggio lasciando in noi una scia di ricordi, 
di sensazioni, da cui usciamo diversi, 
coinvolti, completamente catturati dalla 
forza leggera, invisibile, penetrante di 
quest'arte che ci somiglia e ci rappresen¬ 
ta. 

Permettetemi, infine, di ringraziare il 
Presidente del Palazzo delle Esposizioni, 
Renato Nicolim, che, fedele alle sue pro¬ 
messe, ha voluto concedere l'ingresso 
gratuito a tutta la prima parte di accesso 
al Palazzo. 

E' questo un primo passo verso la tra¬ 
sformazione di cui parlava nell’intervista 
che mi ha concesso a settembre dello 
scorso anno e pubblicata su questo stes¬ 
so giornale nel mese di novembre 1998? 


64 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 






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a cura di Andrea de Prisco 



E' primavera, fioriscono 
i microprocessori! 

di Raffaello De Masi 




Beh, primavera comincia a marzo, certo, 
ma Intel ritarda un pochino e presenta il 
suo nuovo "pezzo" solo questo mese. 

Niente paura; con il ritmo che le macchi¬ 
ne stanno assumendo nel riprodursi of¬ 
frendo nuove caratteristiche, tempo po¬ 
chi mesi e sarà tutto obsoleto. 

Sembra, infatti, che il trend sia stato av¬ 
viato, con le aziende che si contendono 
il primato a forza di prestazioni e di nuo¬ 
va componentistica. Il "portentoso" 

PS/2 dell'IBM è già vecchio di due anni 
e sembra una vecchia lumaca, malata e 
stanca. 

Apple presenta un nuovissimo llcx, ter¬ 
zo modello della gamma Mac II, caratte¬ 
rizzato dal Superdrive, floppy 3 1/2 da 
1 4 MB utilizzabile anche con floppy for¬ 
mattati MS-DOS, interfaccia grafica 
QuickDraw a colori, disco rigido da 
"ben" 40 MB e processore 68030, 
gioiello di Motorola, che adotta una me¬ 
moria cache da 2b6 byte, una PMMU 
integrata e la possibilità di adottare diversi sistemi operativi, 
tra cui A/UX, il sistema Unix Apple derivato da Unix System 
V AT&T (release 2, versione 2) capace di supportare XWin- 

dows e compatibile Posix. 
Con 2 MB di RAM e l'HD 
da 40 MB costa oltre 9 
milioni, che divengono 
quasi dodici se si rad¬ 
doppia la memoria. 
Raffica di novità al Ce- 
bit di Hannover, con 
Toshiba che presenta 
un avveniristico moni¬ 
tor a colori LCD da 
11 ", Philips che fa 
lo stesso (però 
monocromati¬ 
ci), Sony che 
espone un 
disco da 296 


L ’Atarì PC-lolio è stato uno dei primi computer palmari, 
Pesava 450 grammi e nei 256 KB di ROM incorporava quattro pro¬ 
grammi di produttività personale: lùglio elettronico compatibile 1-2-3, word 
processor, agenda-rubrica, calendario-orologio-sveglia. 


MB a tecnologia termo-ottica. 

Ed eccoci alla perla del fascicolo, 
I'80860 di Intel, affidato all'incomparabi¬ 
le penna di ADP: se desiderate osare 
baciargli la mano, la trovate apposita¬ 
mente mostrata nella copertina di quel 
numero. Tornando all'Intel 80860, le 
promesse sono allettanti: 33 VAX MIPS, 
80 megaflops, 120 MOPS (nuova unità 
di misura appositamente coniata da In¬ 
tel per l'occasione), 86.000 dhrystones, 
fanno un bel vedere (se non ci capite 
niente nessun problema - recitate a 
memoria quando ne parlate e farete un 
figuroneI) E se proprio insistono, citate 
testualmente ADP che riferisce come 
queste prestazioni "calzano più a pen¬ 
nello se riferite a un supercomputer, an¬ 
che se di quelli piccoli Insomma un 
RISC a 32 bit che esegue istruzioni a 
una velocità mai vista prima, con unità a 
virgola fluttuante contenente due subu¬ 
nità separate di addizione FP e moltipli¬ 
cazione FP a 32-64 bit. E, se vi dicessi che finiscono qui, le 
caratteristiche del nuovo microprocessore già sarebbero stu¬ 
pefacenti, ma ... non finiscono quii", parola di ADP (N.d.R.) 
Ovviamente, per dimostrare la potenza del nuovo "cuore" la 
prova sul campo è data dalla visualizzazione di alcune videate 
marca Mandelbrot, scoglio su cui si rompono i denti fior di 
processori e pacchetti. Ma l'inossidabile mio reggitore ne sa 
una più del diavolo e subodora, poi ricredendosi sgomento, 
che gli stiano vendendo la gatta nel sacco. Quanto è bravo! 
Come si dice dalle mie parti, "beato quella guaglione che se 
lo piglia!" 


Il PC di turno. 

Prova sul campo per l'Olivetti P500, un PS/2 compatibile do¬ 
tato del nuovo 80386SX, un ibrido dotato di MicroChannel, a 
metà strada tra un 286 e un 386 e caratterizzato da un paral¬ 
lelismo interno a 32 bit appoggiato a un bus a 16. La mac¬ 
china incorpora di serie 1 MB di memoria, un HD da 40 MB, 
un adattatore VGA incorporato e la possibilità di montare fi¬ 
no a 4 unità di memoria di massa su moduli standard da 
3,5". La macchina è completamente costruita in Italia, negli 
stabilimenti di Scarmagno, ed è completamente realizzato 
utilizzando tecnologie SMD ovvero componentistica a mon¬ 
taggio superficiale. Particolare curioso (ma non per i tempi) 


66 


MCmicrocomputer n. 194 - apnle 1999 





anni fa 





Adobe llluslrator 88 è stalo di certo 
una pietra miliare nel campo desktop 
publishing almeno per quel che ri¬ 
guarda la produzione di illustrazioni 
a colori. A distanza dì 10 anni e pas¬ 
sa, rimane ancora un prodotto im¬ 
battibile. "Fatto per lare sul serio", 
n.d. ADPI 


è che la macchina non viene 
fornita di alcun sistema ope¬ 
rativo (neppure l'MS-DOS), 
che va acquistato (almeno si 
spera...) a parte. 

Segue una prova che non è 
proprio una prova, ma un 
confronto delle interfacce di 
due pacchetti, due veri pesi 
massimi dell'area database, vale a dire Paradox e dB IV 
Francesco Petroni va a leggere la trama dei due programmi, 
evidenziando i prò e i contro delle due interfacce utente, 
con un debito occhio anche alle prestazioni e rimandando al 
numero successivo per un vero e proprio test sul campo ba¬ 
sato sulla gestione di cinque pesanti archivi. 

Illustrator 88, il bell'applicativo grafico di Adobe, gira su un 
Mac II e fa ben intendere quali siano le sue prestazioni, in 
una lunga prova di ben otto pagine. Segue la prova di una 
sofisticata stampante di tipo professionale, la Bull HN Com- 
puPrint 4/68, che, pur se a impatto, offre prestazioni di ele¬ 
vata qualità 600 caratteri al secondo, ottenuti per impatto, 
sono tanti anche per tempi odierni, e la possibilità di alimen¬ 
tazione contemporanea multipla ne rende la periferica ideale 
per ufficio, anche se a un prezzo intorno ai cinque milioni 
Bella anche la ATI Professional Image Board, una scheda 


grafica destinata a digitalizza¬ 
re immagini provenienti dal 
mondo reale e capace di ma¬ 
nipolare in vario modo le 
stesse; la scheda costa un 
paio di milioni, ma l'aggiunta 
di numeroso software spe¬ 
cializzato in particolari proce¬ 
dure di manipolazione può 
raddoppiare il costo totale. 


Il re è morto 


E' Il titolo che Gandini dà al 
suo articolo destinato alla 
prova del PageMaker 3, 
neoapparso sulla scena in formato completamente rivisita¬ 
to, e presentato stavolta in versione Windows. Ancora di 
Petroni e Sandulli è un'interessante applicazione di Lotus 
Agenda per la gestione di biblioteche, mentre Truscelli cer¬ 
ca di trasformare uno Z88 in un terminale telematico, abbi¬ 
nandolo a un accoppiatore acustico con una tecnica case¬ 
reccia ma piuttosto efficace. Archimedes, splendida mac¬ 
china mai veramente compresa, presenta il suo primo wp 
professionale, e Amiga offre il test di un pacchetto per la 
produzione di video didattici Per Mac, ecco SuitCase II, 
grande programma che integrava una serie di utility per la 
gestione di font, accessori di scrivania, suono, messaggisti- 
ca personalizzata. L'utility è sopravvissuta a sé stessa in 
forme diverse, anche se l'evoluzione del sistema operativo 
Apple ne ha appannato molto lo smalto, incorporando diver¬ 
se delle sue prestazioni. 




Se vi interessa una lettura "leg¬ 
gera" andate agli appunti di 
informatica di ADP, che vi per¬ 
metteranno di godere del fresco 
degli "alberi"; e se non vi è ba¬ 
stato, ecco una "leggerissima" 
trattazione sulla visibilità degli 
oggetti in C e sulla struttura ri¬ 
corsiva dei dati in Turbo Pascal 
Duri a morire? Beccatevi una so¬ 
porifera trattazione sulle fasi di 
costruzione di un programma 
r Prolog scritta dall'impareggiabile 

De Masi; e, udite udite, è di Pa- 
“— ' ■ ■ -il ’ u - . —J . 1 Ì- - -.-I nunzi una "peila" sui processoti 

alternativi, vera anticipazione di 
quello che dopo dieci anni sarà normale prassi di mercato. 
Dure a morire le rubriche "a listato", che ci insegnano a 
scoprire le stringhe presenti in un listato, a spezzare file lun¬ 
ghi per inserirli su più dischi, a generare sequenze Ansi su 
Amiga, a giocare a "Paroliamo" su Atari o a caccia la tesoro 
su C-128. Basta cosi. 

Ma per finire, la solita curiosità. Niente di nuovo sotto il so¬ 
le, un lettore si lamenta di ricevere, con un ritardo di alcuni 
giorni, la rivista rispetto alle edicole. Beati tempi, oggi (sem¬ 
pre per colpa delle Poste e non certo nostra) arriva il mese 
successivo! E una pubblicità annuncia che sono disponibili 
Maestri Programmi (per gli Alunni si staranno attrezzando!) 
gratuiti a migliaia ... per i quali è necessario pagare un costo 
di "elaborazione" di circa diecimila lire per programma. 
Chissà se lo avesse saputo Lubranol. A risentirci. MS 


Questo mese (aprile 89) il buon Truscelli 
et propone l'inossidabile (mica tantol) 
Cambridge Computer ■ by Sir Sinclair - 
Z8B in veste nientepopodlmeno che di 
terminale telematico portatile. Quanta ac¬ 
qua dovrà ancora passare sotto i ponti 
per una vera e propria (ancorché salubre) 
“Comunicazione Globale Portatile"... 


Ben quattro elastici tenevano ben salda 
la cornetta telefonica all'accoppiatore 
acustico proposto per lo Z88. E, Incredi¬ 
bile a credersi, non si tratta di un cartone 
animato degli Antenati! 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


67 















di Francesco Cariò 


PW SPECIALI; "GIOCARE" a WALL ST 


Come sapete, era dal 
1995 che frequentavo con 
assiduità quello che è ancora 
oggi il più completo dei siti 
di informazione finanziaria su 
Internet, Yahoo Fmance 
(quote.vahoo.com) e avevo 
già scoperto la grande effer¬ 
vescenza nel mercato azio¬ 
nario americano, anche se a 
quei tempi la presenza di 
società attive su Internet in 
borsa era molto relativa. Da 
Il a poco sia Netscape che 
Yahoo sarebbero state quo¬ 
tate e America on line (Aol) 
muoveva i passi decisivi tra 
molto scetticismo dei cosid¬ 
detti esperti. Un'altra cosa 
che avevo scoperto da poco 
e che mi aveva davvero 
eccitato, era la possibilità 
che Yahoo dava di farsi il 
proprio portfolio dove sce¬ 
gliere e gestire in automati¬ 
co l'attività dei propri titoli 
Cosi mi sono fatto il mio 
portfolio virtuale pieno 
zeppo di azioni di società hi- 
tech, informatica, software, 
telecomunicazioni e video- 
giochi: le società che dai 
primi anni Ottanta seguivo 
come giornalista, come 
imprenditore e come studio¬ 
so (l'analisi dei brokers on 
line e uno dei temi del mio 
Corso alla Sapienza del 
1999). Adesso le seguivo 
anche come potenziale inve¬ 
stitore. Già. potenziale. 


Infatti trovavo davvero 
disturbante essere ormai 
totalmente inserito nella pul¬ 
sante realtà finanziaria ame¬ 
ricana, sentire battere il mio 
cuore a Wall Street (beh, più 
o meno ), e non poter tra¬ 
sformare il mio portfolio vir¬ 
tuale in reale. Interpellai la 
mia banca per comprare 
qualcuno dei titoli di mio 
interesse, ma le risposte 
non furono eccessivamente 
incoraggianti: commissioni 
alte, minimi di acquisto 
ancora piu alti, rischi sul 
cambio, e soprattutto tempi 
di esecuzioni degli ordini 
molto lunghi. Troppo lunghi 
per un mercato velocissimo 
come quello della finanza 
tecnologica. Andò a finire 
che mi comprai delle 
Microsoft giusto per avere 
un titolo vero nel mio lan¬ 
guente portfolio. 

Sempre in quei giorni su 
Yahoo finance erano compar¬ 
si i primi banner (i ntaglini 
pubblicitari ormai cosi fre¬ 
quenti su Internet) dei 
brokers on line pionieri: 
Datek, E*trade (www.etra- 
de.com) e Suretrade (www. 
suretrade.coml. Facevano 
marketing aggressivo e 
garantivano velocità e com¬ 
missioni ridicole, esattamen¬ 
te quello che non avevo tro¬ 
vato in banca Un pomeriggio 
che avevo più tempo del soli- 


Note da PW 


Mandare duemila dollari veri ad un virtualissimo sito di 
brokeraggio on Ime, per di piu con sede nel New Jersey, 
due anni fa aveva davvero l'aria di una mattata. Dal mio 
punto di vista invece era una specie di iscrizione ad un 
Master on line: quello della finanza via Internet. Cosi li ho 
mandati 

Questa è la storia di co me sono diventato il primo clien¬ 
te italiano di Datek on line t'www datek comi e di come ho 
partecipato fin dall'inizio alla rivoluzione della finanza sul 
Web, il più grande e attraente (ma periglioso) game on 
line che ci sia Un gioco "per adulti". 

Seguitemi 


to, cliccai il banner di Datek 
per saperne di più. 

Per abbonarsi si poteva 
fare tutto on Ime e sarebbe 
arrivato quasi subito altro 
materiale per posta ordinaria 
Arrivò e conteneva due o tre 
moduli in tutto senza tante 
complicazioni burocratiche 
Bastava rimandarli indietro 
per avere una password e 
poter frequentare per un 
mese il sito, anche senza 
mandare un solo dollaro nel 
conto che mi avrebbero 
aperto. Fu cosi che trascorsi 
il mio primo pomeriggio a 
Wall Street. 

Il mese di prova mi rivelò 
tutti i misteri della finanza 
on line e mi sintonizzò sui 
ritmi di Wall Street: apertura 
alle 15,30 ora italiana e chiu¬ 
sura alle 22 sempre del 
nostro orologio. Dal lunedi al 
venerdì, escluse feste 
comandate locali, 

Thanksgivmg e Martin 


Luther King Day. La vigilia di 
Natale mi fecero avere una 
e-mail con la quale si scusa¬ 
vano di dover ridurre il servi¬ 
zio di help al cliente a 
"sole" otto ore. Li scusai. 

Finita la prova mi decisi a 
mandare il mimmo di fondi 
necessari per aprire il conto 
e cominciare ad operare sul 
serio: duemila dollari. 

Una settimana dopo mi 
fecero avere una e-mail con 
la mia nuova password ope¬ 
rativa che imparai a memo¬ 
ria come James Bond e che 
ricordo meglio della mia 
data di nascita. Da quel 
momento in avanti diventai 
un vero trader a Wall Street 
e cominciai la mia lunga 
escalation nel mondo della 
finanza americana su 
Internet. Trattasi di strada 
lunga e perigliosa, ma anche 
molto affascinante. La Borsa 
americana è cosa molto più 
importante per gli statum- 


I Top 10 brokers on line: 


indirizzi e caratteristiche 


Ecco la classifica dei dieci principali brokers on Ime di 
Internet con il numero dei loro abbonati 


Schwab. 2 2 milioni Iwww sci iwah.comi 
Fidelity, 2 milioni (www.lidelily.coml 

E'Trade. 676,000 (w ww strade comi _ 

Waterhouse, 529,000 Eww.watL'Uiuuse.cQi ni 
DLJdirect, 529,000 (www.dljdirect.com) 

Amentrade, 354,000 (www.ameritrade.com) 

Datek, 152,000 (www.datek.com) 

Discover, 112,000 (www.discover.com) 

Suretrade, 109,000 (www.suretrade.com) 

National Discount Brokers, 85,000 twww.nationaiaiscQuntproKers.cQml 


Index 

Questo mese ho deciso di dedicare uno spazio speciale al 
financial game e per questo state per leggere un diario del 
giocatore di borsa on line. A seguire la megareview del bellis¬ 
simo Roller Coaster Tycoon e in chiusura Panorama: le news 
più attese del mese. 

I mercati finanziari stanno aprendo, corro. 


68 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 



















tensi di quanto non sia il 
mercato azionario per gli ita¬ 
liani o gli europei. Una fami¬ 
glia su due vi è coinvolta ed 
esistono migliaia di pubblica¬ 
zioni di varia qualità che 
danno informazioni e consi¬ 
gli agli investitori. Bisogna 
distinguere con attenzione il 


buono dal meno buono. Il 
tutto sotto lo sguardo vigile 
e implacabile della SEC (la 
Consob di Wall St.) che ha 
potere di vita o di morte su 
tutto quello che si agita da 
quelle parti. Ed è molto. 

Datek mi ha sempre fatto 
avere regolari estratti conto 


cartacei a riprova di tutte le 
mie operazioni on line e, ad 
oggi, non ho mai avuto pro¬ 
blemi di sicurezza. 

Cosi, abbinando la mia 
esperienza dei nuovi media e 
delle nuove tecnologie agli 
strumenti di informazione e 
ai miei brokers on line su 


Internet, ho potuto parteci¬ 
pare in pieno ad una delle 
prime autentiche esperienze 
di globalizzazione: quella 
finanziaria. Una specie di 
prova generale del mondo 
che verrà. E un gioco davve¬ 
ro affascinante. Da prendere 
con le molle. 


Roller Coaster Tycoon 

Autore: Hasbro - Chris Sawyer (Usa) / 

Format:Pc cdrom / Giud: -i-h-h- 



Come avrete notato, miei 
carissimi lettori, ho dato 
moooooolto raramente i 5 
asterischi che rappresenta¬ 
no la perfezione. E questo 
perché è davvero difficile 
che un game abbia tutte le 
caratteristiche necessarie e 
l'equilibrio che le amalgama 
per meritarsi il massimo dei 
voti Decisamente questo è 
successo stavolta con Roller 
Coaster, ed è forse per que¬ 
sto che non riesco più a 
smettere di giocare 
Vediamo insieme perché. 

I parchi 

All'inizio ci sono cinque 
scenari da completare, 
ognuno differente in dimen¬ 
sione e località, da un parco 
già pronto che deve essere 
solo sviluppato ad un parco 
che è sistemato vicino ad 
un grande lago 

Lo scopo del gioco è di 
avere abbastanza visitatori 
per ciascuno dei vostri par¬ 
chi (nostri) e svilupparli fino 
al raggiungimento dell'obiet¬ 
tivo di punteggio di qwello 
specifico parco, Una volta 
che avrete colpito questo 
target (differente per ogni 


^•(disastro), -H- (non simulare), 
*+ (interagire con cautela), 
++++ (da simulare). +++++ 
(interagisci o muori) 


parco) quello scenario sarà 
stato completato e la volta 
successiva comincerete un 
nuovo gioco con un nuovo 
parco (non uno dei cinque di 
default) che sarà reso dispo¬ 
nibile. 

Volendo potrete anche 
continuare a sviluppare il 
vostro vecchio parco per 
renderlo più grande e 
migliore, ma non avrete più 
una sfida da vincere (cosa 
che rende questo game cosi 
avvincente...) né una sco¬ 
perta da fare. Il primo nuovo 
parco che ho scoperto è 
stato quello di Bumbly 
Beach, un'area compatta di 
fronte al mare. Un altro 
extra-park è Trinity Islands, 
un gruppo di piccole isole 
connesse con dei ponticelli 

Siccome ogni parco pren¬ 
de ore per essere completa¬ 
to e ce ne sono 21, Roller 
Coaster è davvero una risor¬ 
sa semi-infinita di sfide e 
divertimento. 

Le cinque locazioni iniziali 
variano per difficoltà da una 
foresta dove avremo biso¬ 
gno di trovare 250 visitatori, 
ad un parco da 650 situato 
in una zona desertica (una 
specie di Las Vegas). Ogni 
scenario si porta dietro pro¬ 
blemi diversi. Il deserto ha 
un sacco di spazio, ma ci 
sono le dune. La foresta è 
piatta, ma intricata. Ci sono 


sfide e difficoltà per ogni 
gioco, ma sono TUTTI diver¬ 
tentissimi. 

Di base l'obiettivo del 
gioco è di guadagnare punti 
ed attrarre visitatori. E si fa 
in modo assai semplice: 
costruisci il parco migliore 


che puoi, con gli ottovolanti 
più eccitanti e popolari, falli 
diventare un buon affare per 
i soldi che la gente spende, 
tienili puliti e sicuri, assicura¬ 
ti che i visitatori abbiano 
roba da bere e si diverta¬ 
no... 


MCmicrocomputer n, 194-aprile 1999 


69 














Quello che davvero conta 
è la qualità e la varietà delle 
montagne russe. E ce ne 
sono di molti tipi: tranquille, 
velocissime, con l'acqua, 
con un mucchio di saliscen¬ 
di. Attenzione alla manuten¬ 
zione e alla gestione finan¬ 
ziaria. 

Per costruire le montagne 
russe si possono usare i 
tracciati standard oppure 
disegnarseli da soli. 
All'inizio è certo meglio 
usare il layout di default fino 
a quando non avrete capito 
bene come si maneggiano 
le montagne. Dopo un po' vi 
divertirete come matti a far- 
vele da soli, con il classico 
sistema del montaggio 
pezzo dopo pezzo, un po' 
alla Sim City, giusto per 
intenderci. C'è anche un 
tutorial per spiegarvi meglio 
come si fa. Poi potete pro¬ 
varle prima di metterle a 
disposizione del pubblico 
per vedere come vanno e se 
sono divertenti. Alcuni pezzi 
sono disponibili per specifi¬ 
che montagne russe. Per 
esempio non tutti gli ottovo¬ 
lanti hanno l'opzione di inse¬ 
rire loop. La progettazione 
delle montagne russe è 
molto divertente, ma ho 
anche trovato che è un po' 
complicatuccio alle volte, 
perché spesso non si riesce 
a prevedere come giuntarle 
esattamente. Si possono 


anche personalizzare i pezzi 
di ottovolante rinominandoli 
o colorandoli 

Ma ricordiamoci che tutto 
questo si fa per attrarre visi¬ 
tatori. Se per esempio gli 
ospiti avranno la sensazione 
che le nostre montagne 
sono troppo costose, finirà 
che non le useranno e il 
nostro parco andrà incontro 
a sicuro fallimento. Se si 
faranno un'idea che tutto è 
troppo sporco e che il 
nostro parco è il regno dei 
vandali, il pubblico calerà 
vistosamente con le stesse 
conseguenze di cui sopra 
Comunque, c'è un intenso 
dialogo tra noi e il nostro 
pubblico: quindi sapremo se 


pensano che le nostre mon¬ 
tagne russe sono troppo 
lente o troppo veloci. Troppo 
intense o troppo rilassanti. 
In modo che si possano 
effettuare le ragionevoli e 
determinanti modifiche. 

Attenzione anche ai servi¬ 
zi accessori che spesso 
faranno la differenza nel rap¬ 
porto con i vostri ospiti 

La cosa stupenda di Roller 
Coaster è che non vi distrae 
mai dal vero obiettivo del 
gioco con questioni acces¬ 
sorie: quello che davvero 
bisogna sempre fare è 
costruire il parco più diver¬ 
tente possibile e riempirlo di 
visitatori entusiasti. 

L'interfaccia è fantastica: 


si può giocare da 640 x 480 
fino a 1024 x 768, si può 
zoomare la mappa in e out e 
ruotarla per step di 90 gradi, 
e cliccare sulla medesima 
mappa per far aprire finestre 
dove controllare meglio il 
punto in questione. Il suono 
è di ottimo livello e specifico 
di ogni singola locazione: si 
sentono le urla dei visitatori, 
i rumori delle montagne 
russe che funzionano, l’ac¬ 
qua che spruzza... 

Dello stesso eccezionale 
livello è la grafica e senza 
aver bisogno di accelerazioni 
particolari. Dettagliata e pre¬ 
cisa, sia nella visualizzazione 
di un enorme ottovolante 
che per i minuti particolari 
del paesaggio di ogni singo¬ 
la location Mi sono divertito 
moltissimo anche solo a 
guardare i miei visitatori 
andarsene in giro felici con i 
loro drink e i fast food, 
molto molto americani Ci 
sono dozzine di particolari e 
microanimaziom bellissime 
e sorprendenti. Realistiche. 

L'unico punto di riferimen¬ 
to è naturalmente Theme 
Park di Bullfrog del 1995, 
ma qui c'è moltissimo di piu 
e molto meglio realizzato. 
Chris Sawyer (quello di 
Railroad Tycoon Deluxel è 
davvero pronto per il parago¬ 
ne con grandi designer del 
passato-presente come Sid 
Meier Buon divertimento. 


Pw Panorama 

Come ogni mese vi presenterò i titoli più attesi in uscita, 
raggruppati per generi, per vostra estrema comodità 




Zero Criticai 


La prima volta che ho visto Zero 
Criticai si chiamava ancora Satin Rift e 


il suo autore, Istvan Pely, stava ancora 
cercandosi una casa di produzione. Il 
suo game mi era piaciuto subito per¬ 
ché mi riportava d'incanto ai vecchi 
tempi dei videogame dei primi anni 
Ottanta e fine Settanta, cosi diretti e 


puri, così forti e divertenti, senza 
orpelli e pezzi di video di scarsa qua¬ 
lità. In tempi come quelli attuali dove 
invece un videogame è una faccenda 
di stato, cento persone ci lavorano per 
un anno, il budget sfiora i 20 miliardi, 


70 


MCmicrocomputer n, 194 - aprile 1999 







Sports Car GT 


Sports Car GT permette al driver di 
unirsi ad uno dei 50 team disponibili e 
competere per la categoria GT. Il GT 
racing è una serie un po' spuria, ma 
molto divertente perché ci corrono le 
automobili sportive più potenti del 
mondo sottoposte ad opportune pre- 


beh, in tempi come questi un'operina 
come Zero Criticai, fatta da un solo 
testardo autore, mi faceva tenerezza 
Quasi. 

Noi siamo Chatt Rhuller, un agente 
interstellare trasformato seduta stante 
in un investigatore tutto preso a rac¬ 
cattare un assassino sul pianeta 
Rheom1. 

Un grande piccolo game. 


rattivo. In più la satira versione game 
proprio non decolla (ammesso che in 
american slang dei suburbi californiani 
qualcuno di noi possa afferrare il 
senso...), 

E per finire è anche troppo corto 
(ma direi che forse questo è un pregio 
considerandone la qualità...) e non 
manca di frustrantissimi problemi di 
interfaccia che mi fanno desiderare di 
mettere immediatamente Asteroids 
sulla mia Vectrex. 


Wargasm 

In Wargasm le guerre sono combat¬ 
tute più per la conquista del cyberspa¬ 
zio che per lo spazio tradizionale 
Magari fosse così anche nella realtà 
Solo che anche qui le battaglie si vin¬ 
cono con carri ed elicotteri. Il campo 
di battaglia è il mondo divìso in conti¬ 
nenti. Molto difficile. Africa e Sud 
America sono i più abbordabili, ma dif¬ 
ficili anche loro. Per il resto ottima 


grafica e buon livello di tutta la parte 
tattica e strategica. Ma scarso testing 
della giocabilità. Tutto davvero troppo 
difficile. 

Ci sono wargame molto più equili¬ 
brati e divertenti. Magari anche più 
diffìcili di questo, ma solo verso la 
fine. 


parazioni. Alcune sono proprio le auto 
di serie che capita di vedere per stra¬ 
da (BMW M3, Saleen Mustang and 
Mercedes CLK GTR, per esempio...), 
altre sono assurde automobili prototi¬ 
po, potentissime e impossibili, che 
nascono e muoiono per correre le GT 
race. Il tutto con una qualità grafica ed 
una velocità (e la colonna sonora è 
dello stesso livello) che fanno venire 
voglia di correre sul serio. Il modello 
fisico e il realismo di questo simulato¬ 
re non è però all'altezza del capolavo¬ 
ro della Papyrus dedicato alla Formula 
1 del passato. 



Beavis and Butthead: Do U 

Questi due pericolosi soggetti, asso¬ 
lutamente "politicamente scorretti”, li 
conoscete tutti per averli visti su MTV, 
immagino. Questo Beavis and 
Butthead: Do U è il sequel del prece¬ 
dente. non esaltante game dedicato 
alla coppia di guastatori del video che 
fanno (molto male) il verso ai 
Simpsons. Il risultato è molto deluden¬ 
te, e proprio non poteva essere diver¬ 
samente, visto che un cartoon sipa¬ 
rietto come questo di certo non si pre¬ 
sta ad un credibile adattamento inte- 


Championship Manager 3 


Certo che vedere ancora cosi popo¬ 
lare (e giustamente devo dire) un 
simulatore manageriale privo di qua¬ 
lunque, anche la più piccola, conces¬ 
sione allo spettacolo visivo e alla grafi¬ 
ca action, fa un po' impressione. Ma 
gli appassionati di CM proprio non 
sanno cosa farsene della parte visiva 
Quello che gli interessa davvero è la 
profondità e la perfezione del modello 
di simulazione calciofila che CM ha 
imposto e che CM3 porta a radicalizza- 
zioni incredibili (per esempio il com¬ 
mento delle azioni è ad un punto di 
raffinatezza tale che sa quando un cal¬ 
ciatore è al suo debutto e lo sottoli¬ 
nea, dando un'impressione di realismo 
davvero stupefacente e molto gratifi¬ 
cante per l'appassionato vero...). 

Per il resto c’è tutto quello che vi 
aspettereste dal più conosciuto e più 
venduto ed apprezzato simulatore 
manageriale calcistico del mondo. E, 
benché davvero perfetto per la 
Premier League Inglese, anche la ver¬ 
sione italiana non delude. Calcio simu¬ 
lato al suo best. 


Vs. Francesco Carlà 

£3S 







MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


71 














di Corrado Giustozzi 


Fox and Geese 



mucchio di soldi) 
non posso far finta di nulla 
sono tenuto quanto meno a leggerlo, 
e a cavarne fuori qualcosa 

Winning Ways II tratta di una gran 
serie di giochi Zompettando fra l'uno e 
l'altro, casco su Fox and Geese, la Volpe 
e i Paperi (sarebbe Oche, ma mi piace di 
piu cosi). Si gioca su una scacchiera da 
Dama; il Bianco ha 4 pezzi, i Paperi, che 
all'inizio sono posti sulla linea di base, le 
prime 4 caselle della Dama II Nero ha 
un pezzo, la Volpe, che all'inizio pone 
dove vuole. I Paperi si muovono come le 
pedine della Dama, un passo alla volta In 
diagonale, in avanti La Volpe si muove 
come... una Dama della Dama: un passo 
alla volta In diagonale, avanti o indietro 
Non si può mangiare né saltare un 
pezzo avversario. I Paperi avanzano, cer¬ 
cando di stringere la Volpe in una rete; la 
Volpe cerca di superare la barriera pape- 
resca e scorrazzare indenne finche i 
Paperi, che possono solo avanzare, non 
vanno a spiaccicarsi sulla riga di fondo 
Chi per primo non può muovere ha 
perso. In figura 1 avete una tipica posi¬ 
zione di partenza 

Dice la teoria che a gioco perfetto i 
Paperi vincono, ma che un'abile Volpe 


Era da molto, moltissimo tempo che su queste pagine non ci 
occupavamo di come far giocare un computer ad un gioco da 
tavoliere. Persi nei giochi matematici più astratti, o nelle que¬ 
stioni crittografiche più complesse, abbiamo perso l’abitudi¬ 
ne di rimboccarci le maniche e sporcarci le mani col codice, 
sudando le proverbiali sette camicie per implementare in 
modo efficiente una strategia vincente con cui meravigliare 
gli amici. Per fortuna ci ha pensato il malefico Dani, che 
questo mese ci racconta come ha insegnato al suo 
Attanasio a giocare al gioco della Volpe e delle Oche. 


Mai stuzzicare il Dani che dorme Tutti 
oramai sanno che provocare Dani Ferrari 
può avere conseguenze imprevedibili, e 
sicuramente destabilizzanti per il siste¬ 
ma nervoso dei poveretti coinvolti nella 
sua immancabile reazione Quindi e 
ovvio che Adam Atkinson e Dario Un 
l'hanno fatto apposta, e oggi voi vi bec¬ 
cate le conseguenze Che tuttavia que¬ 
sta volta sono meno drammatiche del 
solito, perche Dani si limita a raccontarci 
la sua esperienza nell'implementazione 
di un gioco al computer, senza proporci 
alcun micidiale quesito o quasi 
Comunque tremale da quando Adam e 
Dario hanno regalato a Dani anche il 
secondo volume di Winning Ways for 
your Mathematica! Plays, il mondo non 
può più dormire sonni tranquilli. Il mici¬ 
diale Dani tornerà sicuramente alla cari¬ 
ca con qualcuna delle sue trovate .. 

Nel frattempo, mentre attendete 
preoccupati le nuove elucubrazioni del 
Nostro, leggetevi la cronistoria di come 
ha scritto un programma in grado di gio¬ 
care (e vincere ) a Fox and Geese. uno 
dei simpatici giochini analizzati da 
Conway e compagni Noi ci risentiamo il 
prossimo mese 

C G 

Vi ho già parlato di Winning Ways, la 
grande Bibbia degli Intelligiochisti di cui 
uno degli autori è John H'orton Conway 


(si, il matematico inglese auto¬ 
re del gioco Life ) Sono due 
volumonl grossi cosi, lo mi ero 
comprato il primo e, dato che lo 
stile ò accattivante e scherzoso, avevo 
comincialo a leggermelo come se fosse 
uno dei libretti di Martin Gardner. Dopo 
40 pagine mi sono reso conto che avevo 
completamente perso il contatto non ci 
capivo più niente Ho dovuto affrontarlo 
come affrontavo un tempo gli esami uni¬ 
versitari; schemi, diagrammi, riassunti, 
esercizi. Sono riuscito a arrivare in 
fondo, ma ho preparato molti esami uni¬ 
versitari assai piu facili 
Dopo questa esperienza, naturalmen¬ 
te. ho accuratamente evitato di compra¬ 
re il secondo volume di capelli bianchi 
ne ho già abbastanza. Questo ha scon¬ 
volto lì buon Adam Atkinson, che di 
Winning Ways è il sommo profeta (si 
dice che ne abbia sei copie, in modo da 
averne sempre una sotto mano a letto, 
in bagno, in macchina, in ufficio lo non 
ci credo che se ne fa? Lui Winning 
Ways lo conosce a memoria!) Adam ha 
attirato più volte la mia attenzione su 
questa mia grave lacuna e infine, visto 
che facevo orecchio da mercante, si è 
messo d'accordo con Dario Uri (altro 
intelligiochista che chi mi segue da 
tempo conosce benissimo) e me lo 
hanno regalato Accidenti mi hanno 
incastrato Noblcssc oblige. se mi rega¬ 
lano un libro (che fra l'altro costa un 


72 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 



può render loro la vita 
molto difficile, riuscendo 
spesso a sfuggire anche 
se il conducente dei 
Paperi non è un pivello. 
Bene, il problema non 
mi sembra poi tanto dif¬ 
ficile: la Dama è stata 
completamente analiz¬ 
zata, ed è certamente 
molto ma molto più 
complicata di questa 
robetta (e non parliamo 
di Deep Blue, che ha 
battuto il Campione 
Mondiale di scacchi.,.) 



Figuri i I - Una tipica posizione pi partenza 


Diamine, un programma 
per giocare a Fox and Geese lo scrivo in 
quattro e quattr'ottoi (pensavo, ahi tapi¬ 
no. .). E cosi, con molta incoscienza, mi 
accingo all’opera 

Vista la fatica che ci ho fatto, dovrei 
concludere che sono solo un pirla, e che 
quindi e del tutto stupido scrivere su 
questa mia esperienza: ma che vi devo 
dire? Ho dovuto fare tante di quelle 
capriole, che mi sembra valga la pena di 
raccontarvi il tutto Magari uno più bravo 
se la sarebbe cavata assai piu semplice¬ 
mente 

Allora parte prima. Insegniamo al 
computer a giocare perfettamente coi 
Paperi Abbiamo detto che secondo la 
teoria i Paperi partono in posizione vin¬ 
cente, si tratta solo di non fare errori 
Ora, quanto sono le posizioni possibili 7 I 
4 Paperi occupano 4 delle 32 caselle, 
32 C ( , 35960: la Volpe sta in una delle 28 
caselle restanti: 35960x28 -1006 880 
Non e un numero enorme, poco piu di 
un milione di posizioni Possiamo esami¬ 
narle tutte, e dividerle in due categorie: 
quelle in cui, con tratto alla Volpo, a gioco 
corretto vincono i Paperi, e quelle in cui 
vince la Volpe (se non fa errori). In omag¬ 
gio a una tradizione che risale alle analisi 
del Nim, chiameremo "Safe" le prime. 
" Unsafe" le seconde Come facciamo a 
stabilire se una posizione e Safe? Beli, 
almeno in teoria C facile Abbiamo detto 
che tocca alla Volpe se non può muove¬ 
re. i Paperi hanno vinto (in zero mosse), 
quindi queste sono posizioni Safe per 
eccellenza. Una volta che le conosciamo, 
possiamo trovare le posizioni in cui i 
Paperi vincono in una mossa: sono quel¬ 
le In cui, qualsiasi cosa faccia la Volpe, 
c’e una contromossa dei Paperi che 
porta a una posizione vincente Trovate 
queste, possiamo analogamente trovare 
le posizioni in cui i Paperi vincono in due 
mosse, e cosi via. 

Una volta trovate tutte le posizioni 
Safe. il gioco è fatto Sappiamo dalla teo¬ 
ria che i Paperi partono vincenti, cioè 


dovunque si metta la Volpe inizialmente, 
i Paperi possono sempre muovere in 
modo da portarsi in una posizione Safe 
Quindi ogni volta che tocca ai Paperi, il 
computer considera una a una le mosse 
possibili e le posizioni cui danno ongine. 
finche non ne trova una che porta a una 
posizione Safe (una almeno c’è per 
forza, altrimenti la posizione precedente 
sarebbe Unsafe) 

Bene, ora cominciamo ad andare nel 
tecnico Dobbiamo evidentemente regi¬ 
strare un sacco di posizioni (vi anticiperò 
che le posizioni Safe'' sono 51 332). fra 
le quali dovremo continuamente cercare 
se una posizione e 'Safe" o no. Come 
le registriamo 7 

Una posizione" è costituita dalle 
posizioni del quattro Paperi e dalla 

E osizione della Volpe Sembra allora 
igico registrarla come un array di 5 
byte. Solo che andare a cercare uno 
specifico array fra 51.332 diventa una 
faccenda un po' complicata (a parte lo 
spreco di spazio) Sarebbe meglio se 
ogni posizione fosse rappresentata da 
un numero: ma come fare? 
Semplicissimo Ricordiamoci che stia¬ 
mo lavorando su sistemi a 32 bit II 
primo bit di un numero viene interpre¬ 
tato dal computer come bit di segno (» 
o -) ed è meglio lasciarlo stare I pezzi 
si muovono su 32 caselle numeriamo¬ 
le 0 31. e ogni posizione sta in 5 bit 
Le posizioni dei 4 Paperi e della Volpe 
occupano in tutto 5x5=25 bit ci stanno 
comodamente in un longint del Pascal, 
e avanza anche spazio (che utilizzere¬ 
mo poi). Cosi, un numero intero basta 
a riassumere tutta una posizione Non 
c e bisogno di ricorrere all assembler 
essendo PosP[1]..PosP[4] le posizioni 
dei quattro Paperi e PosV la posizione 
della Volpe, ecco che la formula 

Posiz= ( PosP(41 shl 26i»lPosPI3l shl 
21 » » IPosP12 I shl 16) ♦ IPosPUJ shl 
11)»(PosV shl 61; 



ci da in un numero la rappresentazione 
completa della posizione 

Bene Generare tutte le posizioni pos¬ 
sibili non e certo difficile, bastano dei cicli 
for.next nidificati 

lor PosP(l]:= 0 to 28 do 

for PosP|2|:=(PosPI1I*1I to 29 do... 

eccetera Ora. la prima cosa che dobbia¬ 
mo fare e vedere se queste posizioni 
corrispondono o meno a posizioni bloc¬ 
cate, in cui i Paperi hanno vinto perche la 
Volpe non ha mosse Bene, come si fa? 

Sembra una domanda scema, e del 
tutto ovvio die si può fare, e non è certo 
difficile La Volpe ha al massimo 4 
mosse: basta verificare che in ciascuna 
delle caselle in cui può andare c'è un 
papero Beh, scrivete il programma e 
vi accorgete che per fare questa banalis¬ 
sima operazione finite per far eseguire al 
computer un bel po’ di istruzioni E inve¬ 
ce ne basta una. ma occorre un certo 
lavoro preparatorio. Anzitutto, per ciascu 
na delle 32 posizioni possibili della Volpe 
elencate le mosse possibili, e mettetele 
in un set, diciamolo SetMV Poi. quando 
generate le varie posizioni possibili dei 
Paperi, ogni volta che ne avete generata 
una mettetela in un altro set SetPosP 
Se tutte le mosse possibili della Volpe 
coincidono con posizioni occupate dai 
Paperi, allora e solo allora avrete che 
SetMV<=SetPosP Pensateci un po e 
vedrete quanto C carino una sola istru¬ 
zione stabilisce se la Volpe e bloccata 
Chissà perche i programmatori usano 
tanto poco i set 

Bene, riepiloghiamo Sappiamo come 
generare tutte le posizioni possibili, sap¬ 
piamo come vedere se la Volpe è bloc¬ 
cata e possiamo elencare queste posi¬ 
zioni come Safe: se non lo sono, non ci 
vuol molto a scrivere una routine che 
prova tutte le mosse possibili della 
Volpe, e vede se per ciascuna esiste una 
risposta dei Paperi die porta a una posi 
zione già elencata come Safe Se e cosi, 
elenchiamo anche questa posizione 
come Safe. e andiamo avanti. Insomma 
come abbiamo detto all'inizio, a una 
prima passata, possiamo elencare tutte 
le posizioni in cui i Paperi hanno già vinto 
(la Volpe e bloccata), armati di questa 
conoscenza, possiamo procedere a una 
seconda passata, in cui determiniamo le 
posizioni in cui i Paperi vincono in una 
mossa, a una terza passala, determinia¬ 
mo le posizioni in cui vincono in due 
mosse: e cosi via Mamma che tedio. 
Dio sa quante passate dobbiamo fare 
Tutto chiaro? 

Bene, e allora, in perfetto stile da 
Ellery Queen. lancio la Sfida al lettore 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


73 



Figura 2 - Si vince in una 
mossa, ma il computer lo 
vede? 



Sapete come generare tutte le posizioni 
possibili Sapete come stabilire se la 
Volpe ò bloccata. Avendo elencato certe 
posizioni come Safe (in prima istanza, 
quelle in cui la Volpe è bloccata) sapete 
come valutare se una posizione porterà 
inevitabilmente alla mossa successiva a 
posizioni giù elencate come Safe E ora, 
in nome di Dio, come fate a trovare 
tutte le possibili posizioni Safe (incluse 
le posizioni dì partenza) senza passare 
qualche decina di volte attraverso tutte 
le posizioni possibili? 

Rileggete accuratamente Bestem¬ 
miate un po', per questa volta il 
Padreterno vi perdonerà Maledite il mio 
nome, tanto non ci fo caso. E... se non 
avete ancora capito il trucco, preparatevi 
a sentirvi molto stupidi. Perché la solu¬ 
zione e davvero banale... 

Beh. per quei pochi che non hanno 
visto il trucco non ve la prendete, suc¬ 
cede anche ai migliori di non vedere 
cose ovvie. Alzate la coda e sedetevi, e 
meglio che siate seduti quando vi diro 
come stanno le cose., Se Ellery Queen 
avesse lanciato questa sfida a Sherlock 
Holmes e al suo fido Watson, il buon 
Sherlock avrebbe certamente detto 
Ma caro Watson, e del tutto evidente! 
Dani Ferrari ha cercato di confonderci le 
idee con un trucchetto assolutamente 
infantile. Lui ci ha proposto di generare 
tutte le situazioni possibili con dei cicli 
for. , next che iniziano con 

for PosP|tli= 0 to 28 do... 

eccetera. E sufficiente rovesciare l'ordi¬ 
ne; iniziamo con 


for PosPM|i=31 downto 3 do 

lo i PosP|3|:=(PosP|41-l) downto 2 do 

e cosi via. In questo modo generiamo ed 
analizziamo per prime le posizioni in cui i 
Paperi sono più avanzati Se la Volpe è 
bloccata, bene: registriamo la posizione 
come Safe Se non ù bloccata, vediamo 
le possibili mosse della Volpe e le contro¬ 
mosse dei Paperi E. dato che i Paperi 
possono solo avanzare, finiamo inevita¬ 
bilmente in una situazione che abbiamo 
giù analizzato, e per la quale pertanto giù 
sappiamo se è Safe o no Non c'ò nes¬ 
sun bisogno di decine di passate . ne 
basta una Elementare, mio caro 
Watson.. " 

Bene, vi e piaciuta? è una cosa tal¬ 
mente banale e evidente, che uno non 
capisce come sia possibile non vederla 
Ma io per vederla ci ho perso una gior¬ 
nata 

Bene Ora il sistema gira, e genera le 
sue 51.332 posizioni Safe La faccenda 
diventa elementare: qualsiasi cosa fac¬ 
cia la Volpe (a partire dalla scelta della 
posizione iniziale), i Paperi esaminano le 
mosse possibili, e vedono se le posizio¬ 



ni che ne conseguono sono Safe o no. 
Trovata una posizione Safe, eseguono la 
mossa relativa; e siccome il numero di 
mosse che si possono fare in una parti¬ 
ta e limitato (altrimenti i Paperi vanno a 
spiaccicarsi sulla linea di fondo), arriva¬ 
no automaticamente alla vittoria. 
Tuttavia, c'è un inghippo. Consideriamo 
la posizione di figura 2: e evidente che 
ai Paperi basta una mossa per vincere; 
ma come fa il programma a saperlo? Lui 
comincia considerando le mosse del 
primo papero, quel poveretto rimasto 
indietro, e trova che avanzandolo si arri 


stessa situazione, è 
come minimo confon¬ 
dente. 

Bene, quali sono i risul¬ 
tati? Favolosi. Vedete, se 
io gioco coi Paperi, avan¬ 
zo le mie truppe ordina¬ 
tamente, mantenendole 
quanto possibile in linea, 
e senza lasciare varchi, Il 
programma invece gioca 
speso in modo brillante 
ed estroso: i Paperi pro¬ 
cedono in ordine sparso, 
tanto che nei primi test 
spesso dicevo: Ah, ma 
qui c'ò un bug! Ha fatto 
una mossa sbagliata, 
ormai ha perso"... 
Manco per il cavolo: 
quando la mia Volpe cer 
cava di irrompere attraverso le ampie 
apeiture dello schieramento paperesco, 
veniva Irrimediabilmente fermata. 
Insomma, abbiamo costruito non solo un 
giocatore terribilmente efficiente, ma 
anche un giocatore brillante, estroso, 
imprevedibile... umano, insomma. 

Bene, questa è la prima parte, la piu 
facile. Ora bisogna affrontare le secon¬ 
da insegnare al computer a giocare 
abilmente con la Volpe E questo è 
rognoso Dunque: quando deve muove¬ 
re, la Volpe per prima cosa esamina la 
situazione e vede se e Safe (cioè vìn- 


va a una posizione Safe; ottimo, proce¬ 
diamo. Certo, alla fine vince, ma. Per 
evitare queste spiacevoli evenienze, 
occorre registrare per ogni posizione 
Safe il numero di mosse necessario per 
vincere Non è difficile: se la Volpe è 
bloccata, il numero di mosse per vince¬ 
re è 0: se non è bloccata, si guardano le 
possibili mosse della Volpe, le possibili 
contromosse dei Paperi, quante mosse 
sono necessarie per vincere in tali posi¬ 
zioni, e si aggiunge uno. In ogni situazio¬ 
ne, si sceglierà la mossa che consente 
di vincere piu rapidamente. Per non 
sporcare spazio (se uno volesse distri¬ 
buire il programma dovrebbe allegare 
dei file con questi dati) possiamo regi¬ 
strare i numeri di mosse necessari per 
vincere nella stessa dword in cui abbia¬ 
mo registrato le posizioni Safe: vi avevo 
detto che lo spazio rimasto libero ci 
sarebbe servito Air nella posizione ini¬ 
ziale risulta che, dovunque si metta la 
Volpe, si vince in 22 mosse 
Manca solo un ultimo tocco di raffina¬ 
tezza. Assai spesso ci sono situazioni in 
cui i Paperi possono scegliere fra varie 
mosse tutte egualmente efficaci In tal 
caso, affidiamo la scelta a una routine di 
randomizzazione: cosi l'avversario si tro¬ 
verà di fronte a strategie mutevoli, e non 
alla piatta ripetizione di una sequenza di 
mosse. Un computer che una volta gioca 
in un modo e una volta in un altro, nella 


cente per i Paperi) Se non lo è. la Volpo 
sa di avere la partita in pugno: le basta 
non permettere all'avversario di riportar 
si In una posizione Safe. Quindi la Volpe 
esamina tutte le sue possibili mosse, e 
per ciascuna considera tutte le possibili 
contromosse dei Paperi Ci sara per 
forza almeno una mossa contro la quale 
nessuna risposta paperesca riesce a 
ripristinare una posizione Safe, e tanto 
basta la Volpe deve solo tirare avanti 
nell'attesa che i Paperi vadano a spiacci¬ 
carsi sulla linea di fondo 

Ma sappiamo che i Paperi partono da 
una posizione teoricamente vincente. 
Finché non commettono un errore, 
lasceranno delle posizioni Safe Cosa 
vuol dire "giocar bene" in tali situazioni 7 
Giocar bene in una posizione teorica¬ 
mente persa, una posizione in cui non ci 
sono mosse "giuste? c'è solo la speran¬ 
za di Indurre l'avversario a commettere 
un errore? Beh, giocar bene vuol dire 
rendere la vita difficile all'avversario, cer¬ 
care di indurlo in errore Ma... come si fa 
a insegnare a un computer a indurre l'av¬ 
versario in errore? Quali sono gli errori 
che può più facilmente commettere? 
Come si creano posizioni in cui l'avversa¬ 
rio può più facilmente sbagliare? 
Insomma. come si inducono i Paperi a. 
prendere una papera? 

La prima cosa che viene in testa è di 
dire: in ogni posizione, i Paperi avranno 


74 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 



Figura 3 - Troppo Tacile vince¬ 
re per il Biancol 


a disposizione un certo 
numero di mosse possi¬ 
bili Se qualsiasi mossa 
va bene, non c'e speran¬ 
za che sbaglino; quindi, 
bisogna cercare posizio¬ 
ni in cui almeno alcune 
mosse siano sbagliate 
Maggiore e il rapporto 
fra mosse sbagliate e 
mosse giuste, meglio è. 

Non funziona Consi¬ 
derate la posizione di 
figura 3,11 tratto è ai 
Paperi, che hanno la 
scelta fra ben otto 
mosse; sette perdono, 
una vince subito. 

Quante sono le probabi¬ 
lità che i Paperi sbagli¬ 
no? Prossime allo zerol 
Solo un mentecatto potrebbe sbagliare 
in questa posizione, e se state giocando 
con un mentecatto non c'è bisogno di 
fare complicati calcoli, vincerete comun¬ 
que . Ma allora, perché la scelta in que¬ 
sto caso è cosi evidente? Per due ragio¬ 
ni. La prima e principale; con una mossa 
si vince subito, e quando si vince in una 
sola mossa è difficile non vederlo. La 
seconda: con tutte le altre mosse, è evi¬ 
dente che la Volpe si libera; il Bianco 
non pud non accorgersene, e le evita. 
Quindi abbiamo già calcolato per ogni 
posizione Safe quante mosse ci voglio¬ 
no per vincere Se ce ne vogliono 
poche, è probabile che il conduttore dei 
Paperi veda la mossa giusta e faccia 
quella: meno mosse ci vogliono per vin¬ 
cere, e più è probabile che ciò accada 
Possiamo inventarci una funzione che ci 
dice che probabilità ci sono che i Paperi 
vedano che con quella mossa si vince 
rapidamente e la facciano. Sarà eviden¬ 
temente una funzione arbitraria: è inuti¬ 
le farci su tanti studi, tanto mica sappia¬ 
mo con chi dovrà giocare il programma; 
un esperto vedrà certamente una vitto¬ 
ria in cinque mosse, un pivello certa¬ 
mente non la vedrà In secondo luogo, 
se una mossa porta evidentemente a 
lasciar libera la volpe, il conduttore dei 
Paperi la eviterà. Qui la faccenda è più 
delicata; ma possiamo definire le condi¬ 
zioni in cui è del tutto ovvio che la Volpe 
è ormai scappata, e possiamo vedere in 
caso di mossa errata quanto occorre 
perché tali condizioni si materializzino 
Tanto prima si materializzano, tanto più 
e probabile che il conduttore dei Paperi 
se ne accorga e eviti la mossa. 

Basta? Non basta Vedete, può darsi 
che i Paperi siano guidati da un tipo spor¬ 
tivo, che si butta all'avventura, ma in 
genere chi li guida cercherà di tenerli alli¬ 
neati, o quanto meno di costruire una 
struttura che non lasci varchi alla Volpe. 
Finche può pervenire a una struttura del 
genere, il conduttore dei Paperi sa di 



avere la partita in pugno. Il discorso è il 
solito: se i Paperi possono disporsi in 
una tale struttura, di norma lo faranno; se 
non possono, cercheranno di vedere se 
possono raggiungere tale struttura in un 
certo numero di mosse, contro il miglior 
gioco della Volpe; tanto minore 6 tale 
numero di mosse, tanto piu facilmente 
vedranno la mossa giusta 

Bene, ci facciamo anche questo calco¬ 
lo (quanti calcoli si è dovuto fare il mio 
fido Attanasio! Per fortuna c era quel 
trucchetto scoperto da Sherlock Holmes, 
che torna utile per tutta questa roba). E, 
finiti i conti, siamo pronti per l’assalto 
finale 

Consideriamo una per una le 51.332 
posizioni Safe. Se la Volpe è bloccata, il 
gioco è finito con la sconfitta della Volpe; 
le sue probabilità di vincere sono quindi 
zero Se la Volpe non 0 bloccata, consi¬ 
deriamo tutte le sue possibili mosse. Per 
ciascuna, ci saranno varie contromosse 
possibili da parte paperesca. Alcune di 
queste saranno delle papere, o porte¬ 
ranno a posizioni Unsafe; se il Bianco 
sceglie una di queste, la probabilità di vit¬ 
toria della Volpe è del 100%. Se sceglie 
una delle altre, si finirà (come ci ha detto 
Sherlock) in una situazione già esamina¬ 
ta, teoricamente vincente per i Paperi, 
ma in cui la Volpe ha una probabilità di 
vincere che abbiamo già calcolato. Ora, 
basta stabilire che probabilità che i Paperi 
scelgano una particolare mossa. 
Dunque: 

• per le mosse che portano a situazioni 
Safe. per ogni posizione abbiamo calcola¬ 
to in quante mosse si vince, e abbiamo 
realizzato una funzione che stima quali 
sono le probabilità che il Bianco "veda" 
la vittoria e quindi effettui la mossa; 
abbiamo anche considerato se i Paperi 
sono allineati in modo da bloccare 
comunque la fuga della Volpe e, se non 
lo sono, abbiamo calcolato in quante 
mosse il Bianco riesce a allinearli; abbia¬ 
mo anche messo insieme una funzione 



che valuta le probabilità che il Bianco si 
accorga di ciò, ed effettui la mossa relati¬ 
va. Con ciò, abbiamo già sistemato il 
grosso delle probabilità di scelta: 

• per le mosse che portano a situazioni 
Unsafe. abbiamo calcolato quante 
mosse ci vogliono perche la posizione 
della Volpe diventi chiaramente vincente, 
e abbiamo messo su una terza funzione 
che ci dice quante sono le probabilità 
che il bianco si accorga di ciò, e quindi 
non effettui tale mossa: 

• le probabilità residue si distribuiscono 
sulle scelte residue. 

In realtà, il problema è un po più com 
plicato di quel che ho detto: bisogna 
introdurre delle ipotesi su come il Bianco 
procede nell'analisi, e fare alcuni esercizi 
di alta acrobazia. Butto nel frullatore un 
bel po' di calcolo delle probabilità, qual¬ 
che formula inventata per l'occasione, 
una certa dose di faccia tosta e faccio 
girare. Il programma, non il frullatore 

Bene, vi ho detto die si parte con l'a¬ 
nalisi delle posizioni in cui i Paperi sono 
piu avanzati, e si risale man mano, sulla 
base dei dati via via calcolati, fino ad arri¬ 
vare alle posizioni di partenza. Allora, se il 
programma valuta correttamente il da 
farsi nella posizione di partenza ò presu 
mibile che sia corretto. All'inizio, abbiamo 
detto che la Volpe può piazzarsi dove 
vuole Gli esperti di Winning Ways, che 
questo gioco se lo sono studiato Dio sa 
quanto, dicono che la miglior posizione di 
partenza per la Volpe è la terza casella 
della seconda riga; segue a ruota la quar 
ta casella. Con un po’ di trepidazione vo 
a vedere: e il programma mi dice esatta¬ 
mente le stesse cose! 

Francamente non ci speravo Che tutto 
questo bailamme di calcoli basati su ipo 
tesi a dir poco arrischiate abbia prodotto 
dei risultati validi... beh, è stata una bella 
soddisfazione Ma... e in pratica? come 
gioca la Volpo computerizzata? 

Ecco. Fox and Geese non è il gioco 
degli scacchi Se il Bianco non prende 
abbagli, la Volpe 6 spacciata. Il numero di 
mosse è limitato (a gioco perfetto, la 
Volpe può resistere al massimo per 22 
mosse); le prime e ultime mosse sono 
inoltre molto facili. Insomma, un esperto 
difficilmente sbaglia. E io, con tutto il 
lavoro che ci ho fatto, ormai sono 
senz'altro un esperto, per di più adde¬ 
strato dal miglior maestro del mondo, il 
programma stesso, che quando gioca 
coi Paperi è insuperabile Perciò pensavo 
che nessuna Volpe potesse battermi 
Bene, in effetti di regola riesco a vince¬ 
re . ma solo se gioco concentratissimo 
con estrema prudenza e senza correre 
rischi. Se fo tanto di allargarmi un po', di 
giocare coi Paperi come gioca lui, subito 
squilla irridente la musichetta di Win '95, 
e quello mi infilza Ho creato un 
mostro 

Dani Ferrari WS 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


75 



*i 


di Luca Angelelli 


Dual Celeron 


Dove finisce 


ciò che è possibile e inizia l'impossibile? 



Uno dei modi più diretti pei aumenta¬ 
re la potenza di calcolo di un PC è quel¬ 
lo di innalzare la frequenza di lavoro del 
processore. Questa è la ragione sostan¬ 
ziale della corsa a quello sempre più ve¬ 
loce intrapresa da tutti i costruttori di 
CPU, corsa che oggi ha come traguardo 
il GHz, limite che probabilmente sarà 
superato nel 2000 Esiste un'altra stra¬ 
tegia per aumentare la potenza di calco¬ 
lo di un sistema, si tratta di una strate¬ 
gia che potremmo definire cooperativa 
immaginiamo la CPU come un operaio 
intento in una operazione manuale, co¬ 
me ad esempio la realizzazione di un 
muro in mattoni. L'obiettivo è l’erezione 
del muro nel più breve tempo possibile 
Un operaio è tanto più veloce quanto 
minore è il tempo che impiega ad ordi¬ 
nare i mattoni. Se il muro è molto gran¬ 
de ed i mattoni numerosi, forse non ha 


molto senso impiegare un grosso ope¬ 
raio molto, molto veloce e dunque bra¬ 
vissimo La stessa operazione probabil¬ 
mente può essere svolta da più operai, 
non necessariamente grossi e ben ad¬ 
destrati. in un tempo anche minore. Il 
concetto e questo: piu processori appli¬ 
cati nella esecuzione di una serie di 
operazioni possono essere più veloci di 
uno solo, anche se rapidissimo. Ovvia¬ 
mente e necessario che il compito da 
svolgere sia divisibile in singole opera¬ 
zioni eseguibili contemporaneamente. 
L'esempio del grande muro di mattoni 
ben si presta ad una azione "parallela" 
di più operai, visto che parti di muro 
possono essere erette con qualsiasi 
mattone contemporaneamente da di¬ 
versi esecutori. In altri casi la presenza 
di più operatori potrebbe essere del tut¬ 
to mutile: se dobbiamo trasportare al di 


là di un fiume un grosso sacco di farina 
e sufficiente un barcaiolo e una barca. 
Di più non ne servono, se non per re¬ 
stare a guardare il compagno al lavoro 
(stiamo parlando di marmai appartenenti 
ad una compagnia privata con nessun 
collegamento con entità statali italiche) 
La soluzione potrebbe esser quella di 
dividere il grosso sacco m piccoli sac¬ 
chetti ed utilizzare tutti i barcaioli ed i 
relativi natanti. In questo caso abbiamo 
diviso il lavoro, ovvero il problema, in 
tante azioni più piccole eseguibili con¬ 
temporaneamente Lasciamo l'analogia 
e torniamo alla realtà più processori 
operanti in parallelo possono fare il lavo¬ 
ro di uno solo molto veloce e l'incre¬ 
mento della potenza di calcolo è propor¬ 
zionale al numero di processori utilizza¬ 
ti Il processo si chiama elaborazione 
parallela. Ora, la presenza di piu CPU 


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MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 










Ùàitkim 




Ecco come appare il Celeron SEPP modificalo per l'uso in dual processor La proceduta 6 un po' comples¬ 
sa e delicata ma non impossibile per degli appassionali volenterosi. La tensione sul piedino BRI Ir. pari a 
Vcore 12 0 VI, va sostituita con I 5 V Inoltre il piedino va messo m contatto con il pm 875 sul pettine di 
connessione 


non garantisce affatto che i programmi 
possano effettivamente trarre vantag¬ 
gio dalla presenza di più processori, per¬ 
ché è necessario che il programma sia 
strutturato in modo che le sue parti sia¬ 
no eseguibili in parallelo senza che lo 
svolgimento di una operazione sia con¬ 
dizionato necessariamente dal termine 
della precedente, Inoltre il sistema ope¬ 
rativo deve essere in grado di smistare 
il lavoro sulle varie unità di calcolo, co¬ 
me farebbe un buon capomastro con i 
suoi operai, Programmi "segmentati" in 
modo da poter essere eseguiti anche 
su sistemi di elaborazione parallela si 
chiamano multi thread 
Dunque, alla fine di questa chiacchie¬ 
rata possiamo sintetizzare alcuni punti 
importanti: 

1) Più processori operanti in parallelo 
possono essere più efficaci e più eco¬ 
nomici di uno solo velocissimo e per 
questo costoso. 

2) L’elaborazione parallela è efficace so¬ 
lo con problemi divisibili in tante opera¬ 
zioni semplici eseguibili contempora¬ 
neamente. 

3 ) Il software deve essere del tipo multi 
thread. 

4 ) Il sistema operativo deve essere in 
grado di operare con più processori in 
parallelo. 


In pratica abbiamo definito dei requi¬ 
siti hardware e software, i quali devono 
essere contemporaneamente soddi¬ 
sfatti 


Hardware e software 
per sistemi 
multiprocessore 

Ad oggi sul mercato consumer è la 
sola Intel a proporre chipset e CPU uti¬ 
lizzabili per realizzare sistemi multipro¬ 
cessore, Tutti i Pentium sono stati 
pensati per quest'impiego in abbina¬ 
mento con i chipset normalmente uti¬ 
lizzati nei sistemi dotati di una sola 
unità: il vecchio e "obsoleto" Pentium 
Pro era stato concepito per l'utilizzo di 
n unità in parallelo, in pratica il chipset 
Intel 440FX poteva supportarne senza 
eccessive difficoltà costruttive della 
scheda madre fino a 4 unità II suo 
successore, il Pentium II, rappresenta 
in questo caso una involuzione, essen¬ 
do possibile impiegarne solo due unita 
in parallelo in abbinamento ai chipset 
440LX o 440BX, Le cose cambiano an¬ 
cora con lo Xeon, con il quale possono 
essere realizzati sistemi con quattro 
processori. Questa è fondamentalmen¬ 
te la ragione per la quale il "vecchio” 
Pentium Pro è ancora reperibile con 
una certa facilità sul mercato, ovvero 
m questo settore (ma anche per altre 
ragioni) non e affatto un processore 
obsoleto 1 

Fino ad oggi sistemi multiprocesso- 
re, normalmente bi-processore, sono 


Il primo passo è quello di eliminare il piedino che va dal processore alla scheda di supporto L operazione 
va fatta utilizzando una punta da trapano da 0.5 mm ed operando manualmente L'ablazione del pin deve 
esser fatta per una profondità appena superiore allo spessore della vetromte 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


77 










Saltai 



Ora il pm BRUÌ va alimentato con I 5 V e connes¬ 
so a B 75 Ovviamente avendo sconnesso il piedino 
dalla scheda madre, il contatto va preso dal lato 
processore 


cessing è destinata necessariamente a 
crescere. 

Facciamo ora un po’ di conti: una 
scheda madre dual processor basata su 
chipset Intel BX, in pratica uno stan¬ 
dard di mercato, parte dalle 350.000 li¬ 
re, due processori Pentium II 350 circa 
300.000 lire cadauno, Windows NT 4.0 
Workstation OEM circa 400.000 lire. A 
spanna siamo decisamente vicini al mi¬ 
lione e mezzo e non abbiamo conside¬ 
rato l'IVA. Visto che l’onere maggiore è 
dovuto ai processori, perché non utiliz¬ 
zare al posto dei P II i Celeron? Non ci 
hanno sempre ribadito i signori della In¬ 
tel che un Celeron è un Pentium II dalla 
cache ridotta? Allora perché non . 


stati utilizzati per realizzare server o co¬ 
munque macchine nelle quali l’alta po¬ 
tenza di calcolo doveva accompagnarsi 
ad una altrettanto elevata affidabilità. 
Essendo questo il mercato, l'industria 
si è adeguata proponendo schede ma¬ 
dri, sistemi operativi, applicativi ade¬ 
guati e dunque costosi. La discesa dei 
prezzi dell’hardware (mother board) e 
dei sistemi operativi (Windows NT 
Workstation, IBM OS/2, Linux) ha mo¬ 
dificato solo parzialmente la situazione. 
Il problema è rimasto il software: la 
stragrande maggioranza dei programmi 
in circolazione sono progettati e scritti 
per Windows 95/98 che, ahinoi, non 
supportano il multi processing. Benché 
questi applicativi possano essere ese¬ 
guiti sotto Windows NT su sistemi con 
più processori non si ottengono vantag¬ 
gi in termini di velocità di esecuzione 
per il tipo di codice utilizzato (non multi 
thread). A trarne vantaggio sarebbero 
solo quegli utenti che normalmente uti¬ 
lizzano piu applicativi contemporanea¬ 
mente, anche se questi non fossero 
singolarmente multi thread, visto che 
comunque il sistema operativo riusci¬ 
rebbe lo stesso a smistare il lavoro dei 
vari task sulle varie CPU. Questa situa¬ 
zione è comunque propria di un nume¬ 
ro limitato di utenti, ovvero una nicchia 
del mercato 

Le cose stanno progressivamente 
cambiando, è prossimo il rilascio di 
Quake III, uno dei primi giochi di gran¬ 
de diffusione in grado di sfruttare la 
presenza di più processori. Se conside¬ 
riamo il numero dei patiti dei game per 
PC e se altre software house seguiran¬ 
no l’esempio dei creatori di Quake, la 
fascia di pubblico interessata al bi-pro- 



convertitore Socket 370 Slot 1 


ben oltre i suoi limiti utilizzando un 
dissipatore con ventola di dimensioni 
adeguate e pasta termoconduttrice fra 
dissipatore e CPU. L A. 

Bit Shop Computer 
Via Nino Bixio 1 
35131 Padova. 

Tel 049 8753048 

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Come abbiamo visto sullo scorso numero di MC una delle peculiarità del convertitore for¬ 
nitoci da Bil Shop di Padova è la possibilità di far funzionare i Celeron PPGA a 100 MHz 
semplicemente spostando il iumper presente sulla schedina Questa operazione inter¬ 
rompe la connessione con il pm B21 e impone l’uso da parte della scheda madre di un 
bus a 100 MHz al posto dei 66 canonici per i Celeron. Con questa operazione un Celeron 
300A, caratterizzato da un fattore di moltiplicazione 4 5x (66 x 4.5 = 300) diviene un Cele¬ 
ron 450 (100 x 4 5 = 450) Si tratta chiaramente di una operazione di overclockmg, invero 
tollerata dalla grande 
maggioranza dei Cele¬ 
ron 300A presentr sul 
mercato Attenzione, la 
maggioranza non coinci¬ 
de con la totalità degli 
esemplari in vendita. 

Inoltre chiedere più di 
quanto certificato dalla 
casa madre ad un pro¬ 
cessore è una operazio¬ 
ne i cui rischi deve as¬ 
sumersi chi la pone in 
atto. 

Per i ''temerari", la rac¬ 
comandazione da ag¬ 
giungere è quella di dis¬ 
sipare il calore prodotto 
dal processore portato 


78 


MCmicrocomputer n. 194 - apnle 1999 

































Al lavoro 

Due sono i tipi di Celeron presenti sul 
mercato: quelli adatti al montaggio su 
Slot 1 (SEPPI e quelli adatti all'uso su 
Socket 370 (PPGA). Iniziamo con i Cele¬ 
ron per Slot 1 
I passi necessari sono tre: 

1) Il contano BRI# sulla CPU deve esse¬ 
re collegato con il pin B75 sul penine di 
connessione. Questa connessione non è 
attiva sui Celeron, mentre lo è sui Pen¬ 
tium II. 

21 Eliminare la connessione di BRI# a 
Vcore (2.0 V). 

3 ) Connettere BRI# ad una tensione di 
1.5 V, come avviene sui Pentium II. 

Dunque, per prima cosa il piedino 
BRI# deve essere sconnesso dalla sche¬ 
da di supporto del processore. È un'ope¬ 
razione delicata che va eseguita manual¬ 
mente con una piccola punta da trapano 


La sostituzione dei due Pentium II 450 con i due 
Celeron 300A sulla macchina test dà l'impressione 
di uno svuotamento Impressione che non è con¬ 
fermata dalle prestazioni del nostro Dual Celeron 

Dual Celeron? 

Orbene non è possibile, il Celeron non 
funziona in configurazione multi proces¬ 
sor. La ragione è semplice: il Celeron na¬ 
sce come un prodotto destinato ad un 
uso in PC di fascia medio-bassa, dove 
l'opzione dual processor non è contem¬ 
plata Per questo motivo Intel non ha 
certificato il Celeron per questo utilizzo, 
inibendo conseguentemente il funziona¬ 
mento in configurazione duale. Che si¬ 
gnifica certificare un processore? Signifi¬ 
ca sottoporre il prodotto ad una serie lun¬ 
ghissima di test tale che, alla fine, si ab¬ 
bia la sicurezza assoluta del perfetto fun¬ 
zionamento del processore in tutte le 
condizioni Si tratta di una operazione 
lunga e costosa, il cui onere sarebbe ri¬ 
caduto sull'utente finale come un au¬ 
mento del prezzo di acquisto. Aumento, 
stante il target commerciale, ingiustifica¬ 
to. Solo il Pentium II è stato certificato 
da Intel per l'uso in dual processing, cer¬ 
tificazione che ne garantisce la sicurezza 
di funzionamento, requisito fondamenta¬ 
le in tutte quelle "missioni vitali": utiliz¬ 
zereste un sistema con un processore 
non certificato come server in un reparto 
di ospedale oppure nel controllo di pro¬ 
cessi industriali? Certamente no! 

Consideriamo ora un'altra questione: 
utilizzereste un processore non certifica¬ 
to per giocare a Quake o ottenere una 
maggiore potenza di calcolo in missioni 
non critiche? Quasi sicuramente si. Or¬ 
bene, sappiate che è possibile rimuovere 
il blocco all'utilizzo dei Celeron in sistemi 
dual processor. 




MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


79 





















































da 0.5 mm: si poggia l'utensile, 
montato su di mandrino "a ma¬ 
no". sul piedino BRI# sul lato 
scheda di supporto e si inizia 
pian piano ad erodere il pin tra¬ 
panando (foto 2). L'operazione 
si conclude quando la profon¬ 
dità dell'erosione è di qualche 
decimo di mm superiore allo 
spessore della vetromte Suc¬ 
cessivamente un filo sottile 
(diametro inferiore o uguale a 
0 26 mm) va saldato fra i se¬ 
guenti punti: sul lato processo¬ 
re della piastra di supporto 
BRI# va saldato (foto 3) con il 
piedino superiore destro di 
RP6 (dopo aver connesso con 
lo stagno i tre piedini superiori 
sinistri di RP6, foto 4), entram¬ 
bi vanno collegati con il pin 
B75 (foto 5) situato sull'altro la¬ 
to della scheda di supporto. 

Per questo il filo elettrico deve 
passare attraverso uno dei fori 
necessari al fissaggio del dissi¬ 
patore di calore La saldatura 
del filo elettrico a B75 è piutto¬ 
sto critica: il filo deve essere 
ben sottile e ben saldato sul 
pin per evitare che all'inseri¬ 
mento nello zoccolo venga trascinato 
via 

Obiettivamente si tratta di una proce¬ 
dura complessa, delicata ed alla portata 
di pochi volenterosi dotati di buona ma¬ 
nualità ed un pizzico di esperienza. 


Non è detto che sìa necessario utilizzare due Celeron dello stesso tipo, ovvero è possibile usare Celeron PPGA e SEPP 
insieme a patto che lavorino alla stessa frequenza di clock 


Quanto al Celeron PPGA di fatto non 
esistono schede madri con due zoccoli 
Socket 370, né avrebbero senso alcuno 
Esistono invece delle schede che per¬ 
mettono di utilizzare i Celeron PPGA su 
mother board Slot 1. Alcune di queste 


La macchina usata 


Per i nostri test sui processori modificati abbiamo utilizzato il PC bi-processore provato 
sullo scorso numero di MC (193), a pagina 116 La scheda madre è un'Asus PB-2S dotata 
di controller SCSI Ultra Wide 2, oltre che ovviamente due connettori Slot 1 per i due pro¬ 
cessori La configurazione provata comprende 128 MB di RAM, HD Quantum UW2SCSI 

da 4 1 GB. CD-ROM ASUS 40X._ 

scheda video ATI 3D Rage Pro 
AGP 2x con 4 MB di memoria 
video La Pacai Products ha al¬ 
tresì coraggiosamente fornito i 
processori Celeron 300A SEPP 
boxed sottoposti a modifica 
presso i nostri laboratori Che 
dire, il sistema è sopravvissuto 
a tutte le prove e sevizie, non è 
certo poco! 

LA 


Facal Products s.r.l. 
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schede hanno già il pin B75 connesso 
con la tensione di 1.5 V. Non resta che 
connettere il piedino ANI5 (il corrispon¬ 
dente del BRI# sui Celeron PPGA) con 
B75 Modifica semplice e consistente in 
due sole saldature da effettuarsi non sul 
processore ma su di una economica 
schedina (foto 6). Certamente questa e 
la soluzione preferibile per facilità di ese¬ 
cuzione e per rischio Purtroppo non tutti 
gli adattatori Socket 370 Slot 1 sono 
eguali e la modifica descritta funziona 
certamente sul modello della MSI (il 
6905) e su quello distribuito in Italia da 
Bit Shop di Padova (Mod 35-7712-00 
01). dal costruttore ignoto, di cui abbia¬ 
mo parlato sullo scorso numero della rivi¬ 
sta È possibile che altri modelli di adat¬ 
tatore siano "compatibili", ma non ne 
abbiamo la sicurezza. 

Torniamo ora ai conti due Celeron 
366A PPGA costano circa 450 000 lire 
comprensivi di schede adattatrici (ma 
non dell'IVA), certamente meno dei due 
PII 350. Due Celeron 300A PPGA do¬ 
vrebbero attestarsi su di una cifra pari a 
circa 300.000 lire, enormemente inferio¬ 
re al costo di due PII 450 (circa 
1 600.000lire) Confronto improponibile? 
Vi siete forse scordati che quasi la tota¬ 
lità dei Celeron 300A è overclockabile a 
450 MHz? Stiamo esagerando? Be', in 
fondo vogliamo solo prepararci all'avven¬ 
to di Quake UH O no?l ^ 


80 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 
























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di Pierfrancesco Fravolini 



MP3 

Il suono del 2000 è su Internet 


Chi, come me. è appassionato di fan¬ 
tascienza. non può non conoscere un 
film che è diventato uno dei "cult" 
del genere Sto parlando de "Il piane¬ 
ta proibito" (Forbidden Pianet - U S A. 
19561 In quello storico film un'astro¬ 
nave terrestre, la United Planets Crui¬ 
ser C-57-D. capitanata da un giovanis¬ 
simo Lesile Nielsen (il comandante 
J.J Adamsl, sbarca su Altair-4. un pia¬ 
nata dove, anni prima, una preceden¬ 
te spedizione sull'astronave Belle- 
rophon aveva fatto perdere le sue 
tracce Su Altair-4 il comandante 
Adams incontra il Dottor Morbius 
([/Valter Pidgeon) e la sua bella figlia 
Altaira (Anne Francis), oltre al simpati¬ 


co robot Robby, il primo robot mai 
presente m un film di fantascienza, 
che segue le leggi della robotica di 
Asimov. tanto da autoimbtrsi quando 
gli viene impartito l'ordine di sparare 
ad un uomo L'enigmatico Dottor 
Morbius mostra al comandante 
Adams i resti di una avanzatissima ci¬ 
viltà, i Krell (nome ripreso poi da una 
famosissima casa costruttrice di elet¬ 
troniche di altissima fedeltà). Tra le 
tante fantastiche ed incredibili inven¬ 
zioni dei Krell che il Dottor Morbius 
mostra al comandante c'è un minu¬ 
scolo riproduttore di musica il Dott 
Morbius prende un piccolo parallelepi¬ 
pedo nero, di due o tre centimetri di 


lato, e lo inserisce m un altrettanto 
piccolo apparecchietto. sempre nero, 
posto sulla scrivania; subito l’ambien¬ 
te dove si trovano i personaggi viene 
avvolto da una musica che definire 
strana è dir poco. 

Come al solito gli autori di fantascien¬ 
za hanno, anche in questo caso, previ¬ 
sto delle cose che poi si sono pun¬ 
tualmente avverate. La corsa alla mi¬ 
niaturizzazione ha toccato non sola¬ 
mente le apparecchiature elettroni¬ 
che. ma anche i supporti sui quali re¬ 
gistrare i dati e la nascita di Internet 
ha portato alla miniaturizzazione dei 
dati stessi! Cosi mentre solo una 
quindicina abbondante di anni fa per 


82 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 




MP3 




La locandina de "Il pianeta proibito con Walter 
Pidgeon. Anne Francis e Lesile Nielsen 


ascoltare musica si doveva avere un 
giradischi ed un bel disco in vinile da 
30 cm di diametro, il compact disc e, 
ormai anche le memorie flash RAM, 
unite alla compressione dei dati, han¬ 
no reso possibile il sogno di tanti an¬ 
ni: apparecchi musicali piccoli, portati¬ 
li ed estremamente fedeli, 



i ■> 3 .4 * 

R«c*«c* Hon* R«ic* Gud* 
^ * Saputa / Insinuo |t«p /tvema icpot cofM 


UBI 


COM 


, Votar >mirrai tur 


V/-li om- tu Mìo Muri. 

Uovo ilo ni alili- Mu>H • 


II • (ftflrUI min*.' 

•• (iromotlrx) Ugn*m*i* iMmrtai riioii- 
•*>d .**♦»•» • urlio r-u.Un». piirnmily if, Ih* 
MtO »#im|l MioPoi» mio. «oiao'l, ululai 
/Jav#loprn*n» •• •-|.»odi>.«4 I» »i>i»i 
ioni.a lo» -Jo«olo.H»KU "Oil'ir m-.-i. 


Il Sito Invi-v d'nPrr' rr-rrl è completamente dedicato alla musica in formato MP3 ed al lettore Rio , Da 
questo sito e possibile collegarsi direttamente ad altri siti che distribuiscono musica e software per lo 
standard MP3 RioPort. al quale collaborano molte aziende dì spicco nel settore multimediale, è ancora in 
versione sperimentale. Supporter di questa iniziativa troviamo tra gli altri Acme Entertainment, Audible, 
Audio Explosion. AudioSoft. Liquid Audio. Mp3com e Music Match 


L’audio per Internet 

La nasata di Internet ha certamente 
favorito lo sviluppo della compressio¬ 
ne dei dati. I programmi sempre più 
complessi, le applicazioni ed i file di 
dati sempre più grandi hanno reso ne¬ 
cessario il ricorso a metodi di com¬ 
pressione sempre più sofisticati. E 
questo è ancora più valido quando si 
parla di file audio, dove l'ordine di 
grandezza è delle decine di megaby¬ 
te. La sofisticazione raggiunta dagli 
algoritmi di compressione ha ormai 
raggiunto risultati ragguardevoli. I file 
MP3, che oggi chiunque può scarica¬ 


re dalla Rete, sono in media lunghi un 
decimo della grandezza dei file origi¬ 
nali, senza le perdite della qualità so¬ 
nora a cui ci avevano abituato altri 
metodi di compressione. 

Ma cosa sono i file MP3? Non sono 
altro che file audio dove però le infor¬ 
mazioni sono compresse. Il metodo 
di compressione adottato è l'MPEG 
Layer 3, dove MPEG sta per Moving 
Picture Experts Group, cioè un grup¬ 


po di lavoro che si occupa di standar¬ 
dizzare la codifica e la compressione 
di filmati ed audio. Il decoder MP3 
permette di ridurre di altre il novanta 
per cento la lunghezza dei file audio 
utilizzando un metodo di codifica mol¬ 
to evoluto, come descritto più ap¬ 
profonditamente nel riquadro a parte. 
Vediamo di fare un po' di conti: senza 
la riduzione un secondo di dati audio 
con qualità CD stereo è costituito da 
ben 176.400 byte, con un bit-rate di 
circa 1,3 megabit al secondo, ed un 
file di 3 minuti occupa ben 31 me¬ 
gabyte Utilizzando la codifica MP3 
questi dati vengono ridotti di un fatto¬ 
re 12 con una perdita minima di qua¬ 
lità. 0 meglio, la perdita di qualità può 
essere scelta prima della codifica uti¬ 
lizzando bit-rate variabili tra 32 e 128 
megabit/secondo La tabella 1 mostra 
il rapporto tra bit-rate e prestazioni 
sonore, come si vede più è alto il bit¬ 
rate del segnale codificato e migliori 
sono le prestazioni audio, a discapito 
però di un minore rapporto di com¬ 
pressione. Alcuni programmi per la 
codifica MP3 (scaricabili da Internet, 
come vedrete più in là nel resto dello 
speciale) consentono inoltre di arriva¬ 
re fino a 256 o 320 megabit/secondo, 
con conseguente minore compressio¬ 
ne ma migliore qualità. 


Bibliografia 


ISO/IEC - "Information technology - Codtng ol moving pictures and associated audio for 
digitai Storage media at up to about 1,5 Mbit/s" - Part 3: Audio - ISO/IEC 11172-3 Interna¬ 
tional Standard, 1993. 

E. Eberlein, H. Popp, B Grill, J. Herre - "Layer III - A Flexible Codtng Standard" - 94th 
Convention, Berlino 1993, Preprint 3493. 

F. Baumgarte, C. Ferekidis, H. Fuchs - "A Nonlinear Psychoacoustic Model Applied to thè 
ISO MPEG Layer 3 Coder" - 99th Convention, New York 1995, Preprint 4087. 

K. Brandenburg, M Bosi - "OverView of MPEG-Audio: Current and Future Standards for 
Low Bit-Rate Audio Coding" - 99th Convention, New York 1995, Preprint 4130 

U Gbur, M Werner, M Dietz - " Realtime Implementation of an ISO/MPEG Layer 3 Enco- 
deron Pentium PCs" - lOIst Convention, Los Angeles 1996, Preprint 4386 

G. A. Soulodre. T. Grusec. M Lavoie, L. Thibault - "Subiective Evaluation of State-of-the- 
Art 2-channel Audio Codecs" - 104th Convention, Amsterdam 1998. Preprint 4740. 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


83 


















Prestazioni tipiche delia codifica MPEG Layer 3 


QUALITÀ' SONORA 

LARGHEZZA DI BANDA 

MODO 

BIT-RATE 

RIDUZIONE 

migliore di una radio AM 

7.5 kHz 

mono 

32 kbps 

24 1 

simile ad una radio FM 

11 kHz 

stereo 

56...64 kbps 

26..24.1 

quasi CD 

15 kHz 

stereo 

96 kbps 

16:1 

CD 

>15 kHz 

stereo 

1 12 .. 128 kbps 

14 12:1 


MP3 per tutti 

Come c'era da aspettarsi 
la tecnologia applicata ai 
file MP3, nel momento 
stesso in cui è stata ap¬ 
plicata ad Internet ha po¬ 
tuto godere della enorme 
diffusione che la Rete 
consente Cosi sono ora 
disponibili numerosi siti 
dedicati all’MP3, dove si possono 
scaricare file musicali e programmi 
per crearsi da soli i propri MP3. Da 
poco sono poi stati messi in com¬ 


mercio dei lettori portatili in prova 
proprio su questo numero. Con que¬ 
sti minuscoli apparecchi è possibile 
riprodurre i file scaricati dalla rete o, 


sempre tramite computer, compri¬ 
mere i file dei propri CD audio e an¬ 
darsene a spasso sentendo la pio- 
pria musica preferita 


La codifica percettiva MPEG 


un modello psicoacustico per "comprimere" la musica 


La compressione dei dati permette, nel caso di dati '‘informatici" 
un notevole risparmio di sia spazio sugli hard disk che di tempo 
nei trasferimenti da Internet Applicare dei metodi di compressio¬ 
ne anche ai file audio ci permette allora di risparmiare spazio e 
tempo anche utilizzando questi file, di solito "enormi", se rappor¬ 
tati alla grandezza media di un file zippato Basti pensare che la 
versione professional di Netscape, completa quindi di tutti i plugin. 
è un file EXE autoscompattante di poco piu di 18 megabyte. men¬ 
tre un brano musicale di appena quattro minuti e mezzo (una can¬ 
zone di Sanremo, per intenderci! occupa sul nostro hard disk la 
bellezza di 47 mega e rotti 

Purtroppo nel caso dei file audio non è possibile applicare gli stes¬ 
si algoritmi che vengono utilizzati per i file dati. Nel caso che ab¬ 
biamo fatto prima, zippando il solito file da 47 mega otteniamo un 
altro file ZIP di quasi 46 megabyte Questo avviene perche mentre 
i byte contenuti nei file dati sono "organizzati" (in una immagine 
possono esserci molti byte uguali, ad esempio quelli dello sfondo, 
mentre in un programma possono esserci molti byte nulli o se¬ 
quenze ricorrenti) i dati contenuti in un file audio non lo sono, al¬ 
meno non in una maniera utilizzabile per un algoritmo di compres¬ 
sione tradizionale. Facciamo un esempio: supponiamo di avere un 
segnale audio costituito da una sinusoide di frequenza 980 Hz. vi¬ 




sibile in figura 1 , e immaginiamo che questo segnale sinusoidale 
duri ad esempio 10 secondi Se il segnale è campionato a 16 bit 
ad una frequenza di 44 100 Hz ogni secondo (immaginando un se¬ 
gnale stereofonico) è costituito da 44 100 x 4 byte (si moltiplica 
per 4 perché ci sono due byte per campione e due canali), quindi 
176 400 byte. Il file sarebbe lungo quindi 1 764.000 byte, trascu¬ 
rando un eventuale header iniziale Se consideriamo perù un solo 
periodo della sinusoide in esso vi sono 44 100/980, e quindi 45 
campioni Dato che questo periodo poi sarebbe ripetuto per tutta 
la durata del brano, basterebbe registrare i campioni di un periodo 
e II numero di "repliche” del periodo. In pratica, in un secondo ci 
sono 980 periodi ed in dieci secondi 9 800 periodi Quindi tale file 
potrebbe essere compresso in un altro file cosi costituito; 45 x 4 
byte per periodo, più due byte per contenere il numero 9.800 

La soglia di udibilità 

Il problema è che un file musicale è costituito da un numero infini¬ 
to di sinusoidi, e per di piu di durata diversa, e per ognuna di que¬ 
ste andrebbe applicato questo algoritmo, cosa chiaramente non 
attuabile Nel caso dei file musicali e quindi necessario utilizzare 
una codifica di natura psicoacustica, che tiene conto cioè della ma¬ 
niera con cui l'orecchio percepisce i suoni Le codifiche di questo 
tipo si basano sul fatto che. proprio per come funziona l'orecchio 
umano, alcune informazioni presenti nel segnale musicale non 


84 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 




















































































Mp 3 (Si^fi^La) 


Schema di principio per la creazione 
di file MP3 


Nelle pagine seguenti tro¬ 
verete la prova d'uso dei 
lettori MP3 portatili, il Rio 
della Diamond e l’MPMan 
della Saehan più una pa¬ 
noramica sui software e 
sui siti piu interessanti de¬ 
dicati all'argomento. Buo¬ 
na lettural 



vengono percepite, e quindi possono essere eliminate, risparmian¬ 
do spazio prezioso. Facciamo un altro esempio: ammettiamo di 
avere una sinusoide a 15 Hz Tale sinusoide non verrà percepita da 
nessuno, neanche dalle orecchi più allenate, perché è al di fuori 
dello spettro udibile Chiaramente eliminando questa sinusoide, 
come tutti i se¬ 
gnali al di fuori 
della porzione 
di banda udibi¬ 
le, si risparmia 
un po' di spa¬ 
zio, Inoltre la 
soglia di udibi¬ 
lità dell'orec¬ 
chio non è co¬ 
stante ma va¬ 
ria con il livello 
e con la fre¬ 
quenza del se¬ 
gnale, secon¬ 
do delle curve, 
riportate in fi¬ 
gura 2. dette 
di Fletcher e 
Munson, dal 
nome degli 
sperimentatori 
che per primi 

le rilevarono, Basta quindi eliminare tutti i suoni al di sotto della 
soglia di udibilità ad ogni frequenza per risparmiare ancora spazio. 

L'effetto di mascheramento 

Ma la caratteristica psicoacustica dell'orecchio che se sfruttata 


80 

70 

60 

50 

40 

30 

20 

10 

0 



0 1 2 3 4 5 

Soglia di mascheramento 
in funzione della frequenza 


fig-3 






output 







audio 

► 

spacchettamento 




Banco di filtri 

PCM 


del dati 




di sintesi 



Decoder Layer 3 





fig. 4 


fig.5 

consente il maggiore risparmio di spazio è l'effetto di maschera¬ 
mento. Questo effetto si manifesta quando nel segnale che viene 
inviato all'orecchio sono presenti piu segnali: se abbiamo ad 
esempio un segnale sinusoidale ad una data frequenza ed un al¬ 
tro segnale, di livello più basso e ad una frequenza leggermente 
superiore, quest'ultimo viene "mascherato" dal primo e l'orec¬ 
chio non lo percepisce Per utilizzare positivamente questo effet¬ 
to basterà ''scovare" nel segnale musicale tutti i segnali di livello 
alto ed eliminare tutti i segnali immediatamente adiacenti e di li¬ 
vello piu basso. In figura 3 vediamo II grafico di alcune soglie di 
mascheramento Come si vede anche queste variano a seconda 
della frequenza. 


L'algoritmo di compressione 

In figura 4 vediamo lo schema di principio di un Encoder MPEG 
Layer 3 In pratica il segnale in ingresso viene inviato ad un banco 
di filtri che divide lo spettro in 32 bande equispaziate in frequenza 
Contemporaneamente lo stesso viene portato nel dominio della 
frequenza tramite una FFT (Fast Founer Trasformi a 512 linee 
Quest'ultimo segnale viene trattato dal blocco denominato "mo¬ 
dello percettuale” che tiene conto di tutte le caratteristiche 
dell'orecchio prima descritte Tale segnale viene poi utilizzato co¬ 
me maschera per la parte di codifica vera e propria. Questo 
blocco utilizza una quantizzazione non uniforme, codificando 
con un numero di bit differenti le varie porzioni più o meno im¬ 
portanti del segnale, ed in questo modo in pratica elimina la ri¬ 
dondanza dei dati. Infine i dati quantizzati, e le informazioni di 
canale vengono multiplexati in un flusso costante di dati 
Lo schema del decoder è molto più semplice. Il primo blocco 
si occupa di estrarre i dati audio codificati dal flusso di dati im¬ 
pacchettati, il blocco centrale ricostruisce il segnale originale 
basandosi sulle informazioni fornite dal codificatore e impac¬ 
chettate insieme ai dati In pratica il decoder non fa altro che 
estrarre dal segnale codificato le varie informazioni sul numero 
di bit assegnati ad ogni porzione del segnale e a riassegnare ad 
ogni parte i canonici sedici bit. In questo modo la fase di deco¬ 
difica è estremamente semplice e molto più veloce della codi¬ 
fica. 

PF. 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


85 






























































MP3 


Diamond Rio PMP 300 


di Pierfrancesco Fravolini 



L'assenza totale di parti 
meccaniche e la presenza di 
una sola pila a stilo rendono 
il Rio leggerissimo, talmente 
leggero che quasi si dimenti¬ 
ca di averlo in tasca Sul lato 
posteriore c'è una comodis¬ 
sima clip che consente di 
agganciare abbastanza sta¬ 
bilmente il Rio alla cintura, 
specialmente quando lo si 
usa mentre si fa attività fisi¬ 
ca in palestra o quando si fa 
logging'le perché no mentre 
si scia?) Proprio per questo, 
lateralmente è presente un 
cursore a slitta denominato 
HOLD, che blocca tutti i ta¬ 
sti, ed è utile anche quando 
si porta il Rio in tasca, tra le 
chiavi, il telefonino, l'agenda, 
ecc. Sempre di lato trovia¬ 
mo anche la presa per la connessione 
con il computer, che utilizza un cavo che 
assomiglia molto a quelli utilizzati nei te- 
lefonini, Tale cavo si connette da un lato 
al Rio, dall'altro ad una piccola interfaccia 
che va connessa alla porta stampante del 
computer Quest'ultima ha inoltre anche 
un connettore di uscita per consentire di 
utilizzare anche la stampante senza scol¬ 
legare o collegare fili. 

I comandi sono quasi tutti disposti sulla 
parte frontale, appena sotto il display. Ol¬ 
tre ai due tasti Stop, Play/Pause e ai due 


per navigare tra i brani, troviamo anche 
due tasti per la regolazione del volume, e 
tre tasti per la scelta della modalità di ri¬ 
produzione. RANDOM, che salta casual¬ 
mente tra un brano e l'altro, REPEAT e A- 
B, che consentono di riprodurre uno o 
una serie di brani. Sul lato superiore tro¬ 
viamo tre tastim: uno denominato MENU, 
la cui pressione fa comparire sul display 
alcune informazioni, come la quantità di 
memoria interna e quella esterna even¬ 
tualmente presente. Un altro tastino de¬ 
nominato EQ, consente di scegliere tra 


diversi dpi di equalizzazione 
"rock’', "classic”, "jazz" e 
"normal". Infine il tastino 
INTRO ci fa ascoltare in se¬ 
quenza la parte iniziale di 
ogni brano, 

Il display è piccolo ma com¬ 
pleto. Le indicazioni riguarda¬ 
no il numero del brano, il 
tempo trascorso, il livello del 
volume di ascolto, lo stato 
della batteria e il bit-rate del 
segnale MPEG. Sul fondo 
dell'apparecchio troviamo 
una fessura che consente 
l'inserimento di una scheda 
di memoria aggiuntiva, per 
incrementare la durata com¬ 
plessiva o la qualità della 
musica riprodotta; ma anche 
con i 32 megabyte di dota¬ 
zione iniziale si ha ben 
un’ora di buona musica. 

Per l'alimentazione è sufficiente una pila 
stilo, alcalina o ricaricabile. Le pile ricarica- 
bili sono da preferire se non volete sve¬ 
narvi comprando batterie; non è però pre¬ 
visto nessun dispositivo per la ricarica, 
che dovrà essere quindi acquistato a cura 
dell'utihzzatore Comprate una bella stilo 
da 1300 milliampère-ora, un cancabatte- 
rie di quelli piccoli che si trovano anche al 
supermercato e con poche decine di mi¬ 
gliaia di lire vivrete felici e contenti per 
qualche anno. 



Il cavo di connessione con il computer assomiglia molto a quelli utilizzati nei 
telefonini, a causa del connettore multipolare extrapiatto. 

L'intertaccia verso il computer è molto comoda e consente di utilizzare con¬ 
temporaneamente anche la stampante. 



Sul lato superiore trovia¬ 
mo tre tastirii uno. deno¬ 
minato MENU, se premu¬ 
to ta comparire sul display 
alcune informazioni. come 
la quantità di memoria in¬ 
terna e quella esterna 
eventualmente presente: 
un altro tastino, denomi¬ 
nato EO. consente di sce¬ 
gliere tra diversi tipi di 
equalizzazrone "rock ", 

"classic". "jazz" e "nor¬ 
ma/" Infine, il terzo tastino INTRO ci fa ascoltare in sequenza la parte iniziale di 
ogni brano 


Sul fondo dell'apparec¬ 
chio troviamo una fessu¬ 
ra che consente l'inseri¬ 
mento di una scheda di 
memoria aggiuntiva, per 
incrementare la durata 
complessiva o la qualità 
della musica riprodotta 



86 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 














MP3 (St-^daì 


Diamond Rio PMP 300 


Produttore: 

Diamond Multimedia 

Per informazioni. 

OWERTY - Tel 028134488 
www.diamondmm.com 

Prezzi UVA inclusa! 

Rio PMP 300 
Flash Card da 30 minuti 
Flash Card da 60 minuti 


l 449.000 
L 90.000 
L 180 000 



La costruzione interna è 
eccezionale in due 
schedine di circuito 
stampato disposte a 
sandwich, poco più gran¬ 
di di una carta di credito, 
troviamo una quantità 
impressionante di com¬ 
ponenti SMD e di circuiti 
integrati VLSI Su una 
delle schedine troneggia 
lo slot per l'inserimento 
della scheda di espansio¬ 
ne di memoria. 


Utilizzazione 
e ascolto 

L'uso del Rio come solo lettore è 
estremamente intuitivo. Non c'è l'in¬ 
terruttore di accensione: l'apparecchio 
si accende alla pressione di un qual¬ 
siasi tasto e si spegne automatica- 
mente dopo qualche minuto di inatti¬ 
vità La disposizione razionale dei tasti 
consente di utilizzare facilmente il let¬ 
tore anche senza vederlo, ad esempio 
quando è in tasca. 

Insieme al lettore vengono forniti due 
CD-ROM contenenti il programma di 
gestione e caricamento dei file MP3, 
il MusicMatch Jukebox che consente 
di convertire file WAV in MP3 e vice¬ 
versa e una notevole lista di file musi¬ 
cali. Anche il programma per organiz¬ 
zare I file MP3, e scaricarli nella me¬ 
moria del lettore, è estremamente 
semplice da usare. Si tratta infatti di 
un vero e proprio "lettore virtuale" di 
file MP3, che esteticamente sembra 
un vero apparecchio in carne ed ossa, 
anzi, in "metallo e plastica”. Premen¬ 
do un tastino, sempre virtuale, si può 
accedere alla finestra di visualizzazio¬ 
ne della memoria interna del Rio. dal¬ 
la quale si possono caricare, scaricare 
o cancellare i vari file, oppure ordinarli 
come ci fa più comodo. Assieme al 
manager di Rio viene fornito in bund- 
le il software MusicMatch, che con¬ 
sente di ascoltare i propri MP3 prefe¬ 
riti, organizzandoli in playlist, e di con¬ 
vertire file wav in MP3 e viceversa, 
per scaricare gli MP3 cosi ottenuti 
nella memoria del Rio oppure ricavare 
file wave. da registrare, ad esempio, 
su un CD audio. Anche in questo ca¬ 
so l'interfaccia è molto intuitiva Insie¬ 
me al programma viene inoltre fornita 
un'ampia libreria di brani, alcuni dei 
quali piuttosto belli. 

Per quanto riguarda la qualità intrinse¬ 
ca della riproduzione c'è da dire che 
nel caso dei lettori MP3 due sono i fat¬ 


tori che più influiscono: la codifica del 
segnale e la qualità della cuffia. Quella 
intraurale fornita in dotazione è abba¬ 
stanza buona, e consente ascolti godi¬ 
bili in tutte le situazioni. Nel confronto 


diretto con un lettore CD portatile n 
Rio non è uscito sconfitto. Nell'ascolto 
in cuffia si perdono tutte le informazio¬ 
ni spaziali che consentono di ricreare 
la scena sonora, e per questo nel test 
comparato degli 
stessi brani non è 
apparsa poi cosi 
netta la differenza 
tra il Rio ed un ot¬ 
timo CD player 
portatile. La ripro¬ 
duzione con il Rio 
appare solo un 
po' più "piatta", 
specialmente con 
la musica classi¬ 
ca Ho provato co¬ 
munque a collega¬ 
re il Rio anche 
all'impianto di ca¬ 
sa. Qui le diffe¬ 
renze si notano di 



Intemoi Memory 

or -or 

Nome 

Sire 

@ 1 when_lhe_lightj_go_down mp3 

4939... 

@ 2. Aqua_-_B«bie_Girtmp3 

2725... 

© 3 chei mp3 

3825... 

@ 4 ernia mp3 

3233. 

® 5 live mp3 

4072 

© 6 liozen mp3 

1697. 

® 7 goo_goo_dofa-_nt.inp3 

4095 

@ 8 boxe mp3 

2511... 



11.... i. r- —• — » 


Il programma di gestione e caricamento dei hle MP3 nella memoria del Rio e 
molto semplice da usare All'accensione compare un lettore virtuale di lite MP3, 
che esteticamente sembra proprio un apparecchio in "metallo e plastica " Da 
qui si puO accedere alla linestra di visualizzazione della memoria interna del Rio, 
dalla quale si possono caricare , scaricare, ordinare o cancellare i vari file. 





Il software MusicMatch consente di ascoltare i propri MP3 preferiti, organiz¬ 
zandoli m playlist, e anche, soprattutto, di convertire file wav in MP3 e vicever¬ 
sa Anche in questo caso l'interfaccia è molto intuitiva. Insieme al programma 
viene inoltre fornita un 'ampia libreria di brani, alcuni dei quali piuttosto belli. 


più, e sicuramen¬ 
te in questo caso 
il Rio, ma tutti i 
lettori MP3, viene 
sconfitto. Sconfit¬ 
to ma non pesan¬ 
temente. I cultori 
dell'alta fedeltà si¬ 
curamente aborri¬ 
ranno l’uso di 
questi "orridi" ap- 
parecchietti. In 
realtà, se si vuole 
ascoltare la "mu¬ 
sica" e non il suo¬ 
no di questo o 
quell'amplificato¬ 
re, o di questa o 
quella valvola (che 
se non è General 
Electric non viene 
presa nemmeno 
in considerazio¬ 
ne), la "musica" 
che esce dai file 
MP3 è assoluta- 
mente godibile. 


MCmìcrocomputer n. 194 - aprile 1999 


87 




























Saehan MPMan 


di Pierfrancesco Fravolini 



L'MP3 è sicuramente il forma¬ 
to audio per Internet. Basta 
rendersi conto di quanti siti so¬ 
no nati sulla Rete dove si pos¬ 
sono trovare e scaricare file 
MP3, per rendersi conto che 
questo non è un fenomeno 
passeggero I file MP3 sono 
piccoli (pochi megabyte a con¬ 
fronto dei 30 megabyte circa 
per un brano di musica da tre 
minuti) e quindi scaricabili con 
facilità, fedeli, con buone ca¬ 
ratteristiche audio. L'unico di¬ 
fetto è che ci vuole un compu¬ 
ter per ascoltarli, oltre che per 
"reperirli". Ora questo difetto 
non esiste più. Con i lettori di 
file MP3 portatili, come l’MP- 
Man, potremo ascoltare la no¬ 
stra musica preferita, non ne¬ 
cessariamente scaricata da Internet, 
ovunque vogliamo 


Costruzione 

Le dimensioni dell'MPMan sono quasi 
minuscole; all'interno dell'apparecchio 
non ci sono infatti cassette o dischi ma 
solamente circuiti integrati e memoria 
flash RAM Su una delle due facce più 


grandi troviamo il display, piuttosto pic¬ 
colo ma completo Vi sono riportati lo 
stato delle batterie e del volume, il nu¬ 
mero del brano in ascolto ed il tempo 
trascorso. Una minuscola segnalazione 
riporta inoltre l'indicazione del numero di 
kbit al secondo in cui è codificato il bra¬ 
no. Due tastini laterali servono per sce¬ 
gliere se ascoltare i brani di seguito o in 
sequenza casuale, oppure per ripetere 
uno o più brani Pigiando il tasto INFO 


appare invece l'indicazio¬ 
ne della quantità di me¬ 
moria totale installata o 
di quella ancora disponi¬ 
bile. I controlli principali 
sono tutti sul lato supe- 
riore del dispositivo. Qui 
troviamo il tasto 
play/stop ed i tasti pei 
passare da un brano 
all'altro, oltre a quelli per 
la regolazione del volu¬ 
me Lateralmente trovia¬ 
mo un deviatore a slitta, 
a tre posizioni, che per¬ 
mette di scegliere l'equa- 
lizzazione. esaltando di 
più o di meno gli estremi 
dello spettro audio Un 
interruttore marchiato 
HOLD consente inoltre 
di bloccare il funzionamento dei tasti ed 
è molto utile, ad esempio, quando si uti¬ 
lizza il lettore mentre si fa jogging. L’in¬ 
terno mostra una realizzazione industriale 
di elevatissima qualità l'unico circuito 
stampato è zeppo di componenti SMD 
ed integrati LSI Sono presenti inoltre 
due slot, di cui uno occupato nel modello 
m prova, dedicati alle espansioni di me¬ 
moria Per l'alimentazione sono previste 
due batterie ricaricabili, extrapiatte ad alta 



I controlli principali sono lutti sul lato superiore Pel dispositivo Qui troviamo il 
tasto piay/stop ed i tasti per passare da un brano all'altro Sono inoltre presenti 
i tasti per la regolazione del volume. 


MSB HOLD—fc. 

lllLll lì! 1 


Lateralmente troviamo il controllo dell'equahzza- 
zione. a tre posizioni, ed un interruttore che con¬ 
sente di bloccare il funzionamento dei tasti, utile 
quando si utilizza il lettore, ad esempio, mentre si 
fa togging 



Il display mostra lo stato 
delle batterie e del volu¬ 
me. oltre al numero di 
brano in ascolto ed il 
tempo trascorso, è inol¬ 
tre riportato il numero di 
kilobit al secondo in cui è 
codificalo il brano I due 
tastmi laterali servono 
per scegliere se ascolta¬ 
re i brani in sequenza, 
oppure con una sequen¬ 
za casuale, oppure per ripetere uno o più brani, Pigiando il tasto INFO appare invece 
quantità di memoria totale installata o di quella ancora disponibile 


l'indicazione della 


88 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 





















MP3 (PPS4S) 





Saehan MPMan 


Costruttore: 

Saehan Information System Ine. - Corea • 

wyvw. f i ipi i mi iuhi 

Distributore: 

Spider Electronics • Via Boucheron, 18 - 
10122 Tonno - Tel. 011540003 

Prezzi (IVA esclusal. 

MPMan 32MB L 468.000 

MPMan 64MB L 624 000 


che con questa ap¬ 
pare molto "nasa¬ 
le". Al contrario, 
collegando all'MP- 
Man una cuffia co¬ 
me si deve l’ascol¬ 
to è molto buono, 
anni luce dai vecchi 
Walkman a casset¬ 
te e comparabile 
con quello dei letto¬ 
ri CD portatili A ta¬ 
le scopo ho colle¬ 
gato al lettore la 
mia AKG K240 (per 
intenderci quella 
che hanno tutti, ma 
proprio tutti i gior¬ 
nalisti della Rai du¬ 
rante i loro collega¬ 
menti, a mio avviso 
una delle migliori 
cuffie mai prodotte 
dalla casa tedesca) 
e le cose sono cam¬ 
biate m maniera so¬ 
stanziale Certa¬ 
mente non è pen¬ 
sabile andare in giro 
con un apparec- 
chietto microscopi¬ 
co in tasca ed una 
cuffia che se ti ve¬ 
de un bambino si 
mette ad urlare 
"aiuto sono arrivati i 
marziani!!!"; infatti 
consiglio vivamente 
di acquistare una di 
quelle cuffiette in 
commercio di prez¬ 
zo attorno alle 
50.000 lire (se ne 
trovano anche di 
eccellente qualità). 

E’ collegando il let¬ 
tore all'impianto 
stereo che si met¬ 
tono m evidenza i limiti della compres¬ 
sione MPEG La timbrica è quasi invaria- 


L interno mostre una realizzazione industriale di elevatissima Qualità l'unico 
circuito stampato e zeppo di componenti SMD ed integrati LSI Sono presenti 
inoltre due slot, di cui uno occupato nel modello in prova, dedicati alle espan¬ 
sioni di memoria 


la, mentre è la scena sonora ad essere 
modificata in maniera apprezzabile: in 
particolare il suono che esce da un file 
MP3 è piatto, con poca profondità e 
troppa presenza. Naturalmente il genere 
musicale che più risulta danneggiato è la 
musica classica, mentre con programmi 
rock o pop le differenze con un originale 
inciso su CD si notano meno Nell'uso 
per cui è stato concepito, e cioè come 
apparecchietto portatile, l'MPMan appa¬ 
re invece imbattibile, soprattutto in ter¬ 
mini di praticità e comodità. Provate a fa¬ 
re jogging o a sciare con un lettore CD 
player attaccato alla cintola, che salta le 
tracce ad ogni passo e che pesa molto 
di più. 


capacità, che consentono un ascolto inin¬ 
terrotto per ben 9 ore. La ricarica avviene 
montando il lettore sulla sua docking sta¬ 
tion e collegando quest'ultima all'alimen¬ 
tazione di rete per mezzo di un alimenta¬ 
tore fornito a corredo. 


Utilizzazione e ascolto 


La docking station fa anche da tramite 
tra l'MPMan ed il computer, permetten¬ 
do di collegare i due apparecchi per cari¬ 
care i file MP3 da riprodurre. Il collega¬ 
mento utilizza la porta stampante e un 
programma di gestione che consente di 
salvare o cancellare i file MP3 dalla me¬ 
moria del dispositivo. L'interfaccia intuiti¬ 
va ne rende oltremodo semplice l'uso. 
Da notare che nella memoria interna 
dell'MPMan possiamo salvare anche file 
diversi dagli MP3 In questo caso l'MP¬ 
Man diventa una vera e propria memoria 
di massa, che ci consente di trasferire fi¬ 
le tra computer diversi. 

La disposizione dei tasti non è comodis¬ 
sima. Quelli principali sono molto piccoli 
e non consentono una navigazione age¬ 
vole tra i brani se si è impegnati, ad 
esempio, in auto, mentre il tasto HOLD 
è utilissimo. La cuffietta mtraurale fornita 
a corredo non è purtroppo di buona qua¬ 
lità; sostituendola con un modello più 
performante l'ascolto ne guadagnerà si¬ 
curamente sia m impatto che in timbrica, 


Assieme al lettore viene 
tornito un programma che 
consente di caricare o 
cancellare i file MP3 dalla 
memoria del dispositivo 
L interfaccia intuitiva ne 
rende oltremodo semplice 
l'uso Ci sono due fine¬ 
stre in quella a sinistra 
troviamo i file presenti sul 
computer, quella a destra 
visualizza la memoria 
dell'MPMan A questo 
punto e possibile trasferi¬ 
re un file dal computer al 
lettore o viceversa, ordi¬ 
nare i lite nella memoria 
del lettore o cancellarli 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


89 





































MP3 


MP3: anche il software 
si scarica dalia Rete 

Moltissimi sono i programmi e le utility che consentono di ascoltare, codificare ed organizzare 
file MP3. Tutti sono scaricabili, in versione completa o demo, dalla Rete. Ne abbiamo 
selezionato alcuni che ci sono parsi i più validi ed interessanti. I programmi sono stati suddivisi 
in tre categorie: "Players", programmi che eseguono i file MP3, singolarmente o in sequenza, 
secondo delle playlist, "Encoders ", per la codifica in MP3 dei file WAVe e "Grabbers ", 
programmi specializzati cioè nel l'estrarre le tracce sonore dai CD audio. 


di Pierfrancesco Fravolini 


Players 

programmi per l'esecuzione dei file MP3 


Apollo 30 

Apollo è un semplice lettore di file MP3 con un'interfaccia Windows 
standard. Nella finestra principale sono visualizzate tutte le proprietà 



dei file MP3 ed è possibile gestire delle playlist, cioè delle liste di file 
da eseguire in sequenza Tra le caratteristiche interessanti si può no¬ 
tare l'interfaccia Drag and Drop e la possibilità di visualizzare la forma 
d'onda e lo spettro dei file in esecuzione, di utilizzare un equalizzato¬ 
re grafico software a 16 bande e la possibilità di convertire i file MP3 
in file WAV. 

Freeware - aDollo.groveclub.com 

Sistemi operativi: Windows 95. Windows 98 


Sonique 0.92b 

E' un programma per l'ascolto dei file musicali in formato MP3 
freeware E' dotato di un'interfaccia utente particolarmente gradevo¬ 
le ed innovativa, intelligente e con numerose animazioni Tra le carat¬ 


teristiche principali 
troviamo una buona 
gestione delle playli¬ 
st, controlli per modi¬ 
ficare la velocità di ri¬ 
produzione e del bi¬ 
lanciamento dei brani, 
equalizzatore grafico 
a 20 bande e il sup 
porto per i formati IT, 
MP3. MP2, WAV, 
MOD, XM, S3M e CD 
audio 

Freeware - www so- 
niQue.com 

Sistemi operativi: 

Windows 95, Win¬ 
dows 98 


WinAinp 2.10 

WinAmp è considerato il 
miglior player di MP3 Ol¬ 
tre all'analizzatore di spet¬ 
tro e all'equalizzatore grafi¬ 
co. il programma vanta 
un'interfaccia semplice ed 
intuitiva, e la possibilità di 
gestire una playlist. Tra le 
caratteristiche più interes¬ 
santi la possibilità di gesti¬ 
re dei plug-in che permet¬ 
tono di personalizzare il 
programma mediante l'ag¬ 
giunta di effetti sonori e vi¬ 
suali, e di modificare l'in¬ 
terfaccia utente mediante 
l'utilizzo di "skin", cioè 






r~ tu \\o 

: :i: : 


W PO ito too ■ H M W * 


2 - Ut* 

3 •• NUfcnjrt.lt> ! 

•1 fl>* r«jtvr« Or Tri* tutu»» 

IH IH EI lESJ 


90 
































MP3 


pannelli di controllo aggiuntivi, scancabili da Internet o modificabili 
dall'utilizzatore 

Il programma è inoltre capace di eseguire anche i normali CD audio e 
supporta pienamente il CDDA, cioè l'archivio su Internet dei CD dal 
quale il programma è in grado di ricavare tutte le informazioni (titolo, 
autore e titoli dei brani) del CD in esecuzione. 

Shareware - wmamp.lh.net 

Sistemi operativi: Windows 95, Windows 98, Windows NT 


Windows Media Player 

Il Windows Media Player 
è il player di file multime¬ 
diali "definitivo" di Micro¬ 
soft ed è incluso in Win¬ 
dows 98 Questo pro¬ 
gramma è in grado di ese¬ 
guire anche i file musicali 
MP3 ed e sicuramente la 





soluzione preferibile per chi non vuole utilizzare programmi com¬ 
plessi. _ 

Freeware Iwww mini nani 1 r.finl 

Sistemi operativi: Windows 95, Windows 98 


XingMPEG Player 

XmgMPEG Player è 
un lettore di filmat 
MPEG a tutto scher 
mo in full motion au 
dio e video. E' uno de 
migliori player per fil 
mali MPEG. Il prò 
gramma supporta pie 
namente i file MP3. 


Quel che la paui.i mp3 • XingMPEG PI... HHC 


E 

f> ¥«*» Seita»! H«*> 

Jj J- 


I 000 1 00 
i | 00000200 


200 300 


433 

nU 




Shareware - 

Sistemi operativi: Windows 95 (versione 3.3), Windows 3.x (versio¬ 
ne 1 1) 


Encoders 


programmi per la codifica in MP3 dei file WAV 


XingMPEG Encoder 2.20 

Questo software di conversione per Windows 95 è in grado di 
comprimere in formato MPEG, non solo audio, qualsiasi file multi- 




utilizza per la codifica l’algoritmo Faunhofe Gesellschaft Labora¬ 
tori Oltre a convertire file WA'v in MP3 il programma fa anche il 
contrario, cioè converte file MP3 in WAV. Il programma è molto 
semplice da usare e completo, con la possibilità di configurare sia 
la codifica che la de¬ 
codifica audio. ___ 

Shareware - www.au- 
dioactive.com 
Sistemi operativi: 

Windows 95. Win¬ 
dows 98 


• • 


. . , 


NexEncode 
Studio 2 0 

Questo programma ha 
come particolarità l'in¬ 
terfaccia utente dav¬ 
vero singolare e "futu¬ 
ribile" Il programma è 
in grado di codificare 
file WAV in MP3 con 


mediale (WAV, AVI, BMP e 
JPEG), oppure di modificare i pa¬ 
rametri dei file MPEG già esi¬ 
stenti. E' uno dei migliori enco¬ 
der MP3 in circolazione La ver¬ 
sione dimostrativa termina di fun¬ 
zionare dopo 30 giorni. 


iVÀ'.v.'j»:tiit'iownw*THl 


Sistemi operativi: Windows 95, 
Windows NT 


Audioactive 
Production Studio 1.5 

Audioactive MP3 Production Stu¬ 
dio è un programma per la codifi¬ 
ca e decodifica di file MP3, che 



bit-rate anche maggiori del solito 
128 kbit/sec. Inoltre esegue an¬ 
che la conversione inversa, da 
MP3 a WAV Come WinAmp ha la 
possibilità di modificare l'interfac¬ 
cia utente tramite editor di skin e 
di shape e il supporto per plug-in. 
Freeware - ng.xg.e.n,hlOnliae,.CQffi 
Sistemi operativi: Windows 95, 
Windows 98, Windows NT 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


91 



















































MP3 


(Si-ocKulU» 


Grabbers 

programmi per l'estrazione audio 


AtidioCatalyst 32-bit 1.5 

Questo programma è in grado di leggere i CD audio e trasformarli in 
formato MP3 in pochi e semplici passi AudioCatalyst è basato sul fa¬ 
moso encoder XingMP3 della Xing Technology II programma è in 
grado di normalizzare i file audio in maniera da utilizzare tutta la dina¬ 
mica dei 16 bit e supporta il database dei CD su Internet. CDD8 La 
versione demo consente di estrarre meta delle tracce presenti sul CD 
mentre la versione registrata consente inoltre di codificare i file fino a 



320 kilobit al secondo, per una migliore qualità audio 
Shareware - i.vww amnoeataryst coni 

Sistemi operativi: Windows 95, Windows 98, MacOS (versione 1.0) 


AudioGrabber 1 41 

AudioGrabber e in pratica il progenitore di AudioCatalyst I due pro¬ 
grammi sono infatti praticamente identici L'unica differenza è che 
AudioGrabber è privo di encoder incorporato e consente di utilizzare 
quindi altri Encoder MP3, e non solo quello della Xmg 
Shareware |www audioqtabbei coni us nel 
Sistemi operativi: Windows 95, Windows 98 


Audioqi Abbui HMD 


E* CO 

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CD Copy 4 717 

Questo semplice programma consente di leggere le tracce audio dei 
CD e salvarle sull'hard-disk in uno dei formati: AU. RAW, WAV, Ya 
maha VQF, Realaudio, MPG, MPA (MPEG 2 Layer 31 o MP3 (MPEG 
1 Layer 3) Consente inoltre la memorizzazione di piu tracce in un 
unico file. 

Shaieware - iwww uu.uiiy ;.»i 

Sistemi operativi: Windows 95, Windows 98, Windows NT. Ma 
cOS (versione 2 021 



MusicMatch Jukebox 3.10.005 

Oltre la cattura dei brani dai CD audio e la successiva conversione 
automaticamente in formato MP3 o Realaudio, questo programma 
consente anche di gestire delle raccolte musicali. Un database prov¬ 
vede infatti a archiviare tutti i dati dei singoli album e può memoriz¬ 
zarne anche l'immagine della copertina Oltre a convertire file WAV 
in MP3 è capace anche della conversione inversa, da MP3 a WAV. 
Shareware Iwww.musiLrnaiLh.L'J'il 
Sistemi operativi: Windows 95, Windows 98 



MCmicrocomputer n, 194 - aprile 1999 














































































MP3 (s L 


Spiegando le vele 
sull'oceano Internet 

di Raffaello De Masi 


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Ma. 10 | 

Ma. 1 c 




Ancora Lycos m azione, si noti la disponibilità di notizie aggiornate alla corrente 
settimana e i link . sulla destra, alle ultime novità. hardware e software 


WWW è la principale fonte d'approvvi¬ 
gionamento MP3, siano esse utility 
d'uso o brani musicali. Recuperare ma¬ 
teriale è facile, anche se non sempre si 
naviga in acque certamente cristalline. 
Ma da dove cominciare? Qualche con¬ 
siglio per gli acquisti. 

WWW è il supermarket di MP3, senza 
dubbio. Basta prendere il largo in que¬ 
st'incantato mare per ritrovare atolli 
che, a mo" d'isole dei Caraibi di fronte 
ai marmai delle tre caravelle, offrono a 
chi approda fiori, frutta e fanciulle in¬ 
cantevoli. Internet è talmente ricco 
d'approdi di tal genere che resta solo 
l'imbarazzo di dove gettare l'ancora e 
sistemarsi per una vacanza piena di so¬ 
le e di canti di sirene. 

Il primo punto di riferimento è, senza 
dubbio, I ntto://wwvv mo3 còmi vero faro 
nel grande mare. Si parla, attualmente, 
di almeno duecentomila accessi giorna¬ 
lieri e di quasi venti milioni d'accessi to¬ 
tali, ed è un sito perfettamente "lega¬ 
le ", vale a dire che distribuisce solo ma¬ 
teriale Isoftware, brani, accessoristica) 
non coperto da divieto di copiatura. 


A caccia di file 

Il sito, anche se non brilla per la sua 
grafica accattivante, è perfettamente 
organizzato e la sua pagina home è un 
grande quadrivio e punto d'incontro di 
cultura, spettacolo, opinione Innumere¬ 
voli le sezioni presenti, dai significativi 
titoli "Play MP3", "Make MP3", "MP3 
for beginners", "MP3 for experts" e 
cosi via II sito è tenuto aggiornato alle 
ventiquattr'ore, offre un costante servi¬ 
zio di update per il software (player, rip- 
per ed encoder - vedi riquadro, N.d.R.) 
ed ha in linea una serie di servizi nazio¬ 
nali per musica locale. 

La biblioteca di brani MP3, tutti, ripetia¬ 
mo, legali, è davvero sconfinata (alme¬ 
no 18 milioni) e per permettere all’uten¬ 
te di orizzontarsi con facilità e rapidità 
sono organizzati in dieci sezioni (musica 


alternativa, per 
bambini, classica, 
country, easy liste- 
ning, elettronica, 
hip/hop&rap, jazz 
blues e R&B, pop & 
rock e musica loca¬ 
le. Non manca una 
buona sezione rela¬ 
tiva alla carta stam¬ 
pata e un’area di di¬ 
scussione e di new¬ 
sletter La libreria 
può essere anche 
sfogliata per conti¬ 
nente e paese, co¬ 
me pure esiste un 
motore di ricerca 
(non molto veloce) 
per la selezione del 
singolo artista. 

Il sito offre anche 
un esauriente tuto- 
rial per chi si avvicina per la prima volta 
all'argomento, MP3 for beginners, que¬ 
sto il titolo della sezione, da cui sono 
stati anche tratti gli argomenti del riqua¬ 


dro L'home page contiene un link a 
Rio. IhttnV/www rliamonrlrnm comi 
products/current/rio.cfm della Diamond 
Ine,, il primo riproduttore portatile per 
brani MP3, del qua¬ 
le avete già letto la 
prova nelle pagine 
precedenti 
La passione per 
l’argomento è tanto 
alta da aver dato 
origine a 

http://wwwmp3.ly- 
cos.com, primo dei 
siti offerto dai clas¬ 
sici motori di ricerca 
e dedicato a questo 
scopo. La grande 
qualità e potenza 
del motore origina¬ 
rio si rispecchia in 
questo suo figlio di¬ 
retto, che offre una 
libreria di oltre 
500.000 file, un po¬ 
tente ambiente di 
ricerca per nome 


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Over 500.000 fl 



l'.'-.r. ".vi,: .y., .-.vT] motore di ricerca di Lycos per gli MP3 e lutto quanto 

vi è correlato, disponibili circa 500.000 Irle 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


93 













































(fi[: MP3 


dell'artista o del titolo, una buona sezio¬ 
ne per chi comincia, un'area di test e di 
download per player, ripper ed enco- 
der. Il sito offre ospitalità a siti FTP e di¬ 
spone di un servizio abbastanza aggior¬ 
nato (anche se non giornalmente) sulle 
novità in linea. Ovviamente dispone di 
tutto quello che parallelamente può of¬ 
frire uno dei più potenti e articolati mo¬ 
tori di ricerca, vale a dire un'area di 


messaggistica dedicata e una chatroom 
specifica sull’argomento, 

Mai fermarsi 
alla prima osteria 

Accanto a questi nomi ''storici'', la fio¬ 
ritura di siti di grande livello è quanto 


mai varia e articolata Uno dei più arti¬ 
colati e completi, forse addirittura il mi¬ 
glior punto di parten za per chi si avvia 
su questa strada, è htip /Avvu'.v r-ir:3| 
box.sk, a prima vista un sito modesto, 
ma che se ben analizzato offre servizi e 
prestazioni di tutto rispetto. Organizza¬ 
to in maniera da consentire un imme¬ 
diato orientamento a chi lo visita, box 
si basa su un albero organizzativo di 


Brevi dal mondo 


✓ Green Witch Internet Radio tnttpy/www.greenwncn comi ha in¬ 
serito a tempo pieno nel suo staff il programmatore Jack Moffit, 
con lo scopo di realizzare un software sorgente aperto II progetto, 
provvisoiiamente definito "Open Source MP3", dovrebbe dare vita 
a un codice, IceCast, oggi già in fase di prerelease, che gratuita¬ 
mente (al contrario di Shoutcast, lo streamer dominante nel mondo 
MP3) metterà a disposizione degli utenti un tool di sviluppo alta¬ 
mente sofisticato e articolato. L'ultima versione di IceCast e dispo¬ 
nibile a l'tip //www irecasi nói e gli utenti sono invitati a scaricare 
tale sorgente e a dare il loro contributo nello sviluppo del software 

✓ iiuip //www vuioomusn r.om| il popolare sito Web che si pregia 
di offrire una amplissima biblioteca MP3 tutta legale, ha annunciato 
di aver raggiunto un accordo con Entertainment Blvd (fornitore di 
video musicali digitali) per la distribuzione congiunta dei suoi pro¬ 
dotti. Curiosa e divertente è la possibilità di godersi un video duran¬ 
te le operazioni di downloading 

✓ AltaVista, luti.' //■■ v.vw i-in.wr-.v-i i;nin| potentissimo motore storico 
di ricerca, ha annunciato di essere pronto ad offrire il suo motore 
MP3 in diretta concorrenza con quello di Lycos, AltaVista ha annun¬ 
ciato che supporterà ogni forma di file multimediali, compresi video 
e immagini La data di rilascio non e stata ancora annunciata (l’an¬ 
nuncio è del 31 marzo 1999). ma è prevedibile che. al momento 
della pubblicazione di questo fascicolo, esso sia già disponibile 

✓ La RIAA (Recording Industry Association of America), che rap¬ 
presenta la maggioranza delle etichette musicali negli USA, ha pub¬ 
blicato un complesso studio da cui si evince come la comparsa di 
MP3 abbia determinato un'improvvisa caduta di vendite di musica 
su supporto tradizionale nella fascia d'età compresa tra 15 e 22 an¬ 
ni (bella scoperta!), mentre pare abbia avuto scarsa influenza nelle 
fasce d’età maggiori. Mark Hardie, della Forrester Research (niente 
a che fare con le 'telenovelas'), ha affermato che il tutto va imputa¬ 
to alla molto maggiore disponibilità, verso Internet, di questa cate¬ 
goria d'età e ha invitato l'industria musicale ad adattarsi a questo 
inevitabile cambio di interessi (negli ultimi sei mesi si è passati dal 
32% al 28% di apporto cliente per questa fascia) indicandolo come 
"senza ritorno" 

✓ La RIAA sta considerando la possibilità di chiamare in giudizio Ly¬ 
cos perché elimini II suo motore di ricerca MP 3. La RIAA sostiene 
che la presenza di |hnp.//www mp;i lycos con| promuove lo scam¬ 
bio e il prelievo illegale di brani musicali. Particolare curioso, un 
partner di Lycos, Fast Search, è stato citato in giudizio recentemen¬ 
te dalla IFPI (International Federation of Phonographic Industry) per 
lo stesso "copyright infringement", con l'accusa di non avvisare 
l'utenza che tra I suoi link potevano essercene di potenzialmente il¬ 
legali. 

✓ MusicMatch, ritto. //www musicmatcn comi leader nella rivolu¬ 
zione MP3, distribuisce, dalla fine di r arzo. le versioni 3.1 dei suoi 
pacchetti di codifica, riproduzione e registrazione. Il software ha già 
ricevuto significativi riconoscimenti da parte di firme prestigiose, 
come MP3.com, Casio e Diamond Multimedia 

✓ Casio annuncia (23 3.99) di stare per distribuire il nuovissimo 
C ;siopea E-500, destinato a competere con Diamond Rio, Il pro¬ 


dotto, distribuito dagli inizi di aprile, ha come standard il sistema 
operativo WCE e avrà premontato MusicMatch e un browser Web 
Dotato di uno schermo 340x220, offrirà audio digitale via MP3 e po¬ 
trà essere connesso a un CD-ROM 

✓ MS Audio 4.0 potrebbe essere il nuovo standard Microsoft ha 
annunciato che potrebbe essere parte di una futura versione di Mi¬ 
crosoft Media Player, considerando che i suoi file avrebbero un in¬ 
gombro ridotto a metà rispetto all'MP3 II nuovo formato (potrebbe 
essere disponibile presto) avrebbe inserito un sistema di protezione 
contro il downloading illegale. 

✓ Sempre Microsoft ha deciso di investire 15 milioni di dollari nel 
supporto a Recipricol, produttore di Micropayment Technology; Re- 
cipricol permetterebbe ai rivenditori di distribuire file crittografati, 
per l'apertura dei quali occorrerà il pagamento di una tariffa 

✓ Nullsoft, produttore del piu popolare player di MP3, WinAmp, e 
stato chiamato in giudizio per un danno di 20 milioni di dollari da 
Playmedia, creatore del player AMP MPEG, che sostiene che il mo¬ 
tore di decodifica proprietario di Nullsoft. prodotto da Justm Frank- 
nel, è stato ricavato dal suo codice Nullsoft ha immediatamente 
reagito, citando Playmedia di false affermazioni verso di essa e di 
diffamazione contro Franknel. Il tutto a colpi d'ufficio legaie da cen¬ 
tinaia di migliaia di dollari 

✓ Secondo Mark Cuban, presidente di Broadcast.com, MP3 sparirà 
nel giro di un anno, questo sia per l'evoluzione degli standard, sia 
perché nessuno ha interesse a sviluppare prodotti per un mercato 
senza ritorno finanziario; ditelo a quelli di Line- 

✓ Colin Crowel. dì MP3.com, riporta le percentuali di prelievi illegali 
in una settimana di monitoraggio di 3500 u' riti. I risultati sono di 
seguito: 


prelievi illegali n° utenti percentuale sul totale 


0% - 20% 715 20% 

21%-40% 112 3% 

41%-60% 136 3% 

61%-80% 226 6% 

81%-99% 718 20% 


✓ Una curiosità; in alcune località del Colorado, i rei d'inquinamento 
acustico musicale sono condannati ad ascoltare, ad alto volume, 
per una giornata, musica loro non gradita. Fanatici del rock e del rap 
sono stati costretti - sorbirsi, per otto ore, musica da camera e stu¬ 
di sperimentali di quartetti d'archi, e, per i recidivi, sono in arrivo 
canti gregoriani. Niente da eccepire, riteniamo abbiano avuto un 
j ande effetto! 

✓ Anche Metasearch, gigante deH'omonima tecnica, si prepara a 
introdurre sul mercato una sua tecnologia, denominata MP3meta. 
Niente di nuovo, tranne che gode della buona velocità di questo 
servizio. 

✓ E, per finire. Creative Labs non poteva mancare all'appuntamen¬ 
to, con il suo Digital Audio Player, che sarà probabilmente il mag¬ 
gior concorrente all'inossidabile Rio, anche per il prezzo (< di 
200 $) 


94 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 






















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Notevole la disponibilità di player e codificatori, per diversi sistemi operativi, 
anche tnusuali, come BeOS e Iris 


grande chiarezza (informazioni generali, 
codificatori e decodificatori, riprodutto¬ 
ri, aree dedicate a gruppi e, ancora, 
una serie di link a numerosi altri motori 
di ricerca specializzati), 

E per gli adoratori di Linux? Sono sicuro 



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un ottimo sito europeo 

dedicato esclusivamente all'argomento; non timo quello che si ottiene dalla ricerca tqui come altrovel 6 di 
chiarezza adamantina . 


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che un invito a Zanetti a riprendere l'ar¬ 
gomento non cadrà nel vuoto. Nel frat¬ 
tempo, per gli esti¬ 
matori di questo si¬ 
stema operativo, 
converrà visitare la 
pagina di MP3-Stu- 
dio (http.//www 
mp3 nederland. 
net), dove si potrà 


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MP.i. «hi: MP-J EAO 




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scaricare una pregevole suite integrata 
di riproduzione e registrazione, realizza¬ 
ta attingendo alle utility MP3 del 
Fraunhofer Institute, integrate da una 
programmazione originale in TCL e in C. 
E, onore al merito, occorre ricordare 
anche un prodotto di casa nostra; Ga¬ 
briele Cannata, I 1 1 • : /'/.y.y.v .a• ■ ii■ 

.com/ga/cannamp3, offre sul suo sito il 
Canna MP3 Maker, che onestamente 
ricorda quanto d'illegale e di legale ci 
possa essere nel suo uso. 


Conclusioni 


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Una sene di motori di ri¬ 
cerca specializzati in 
MP3; non sempre l'ac¬ 
cesso è rapido, specie in 
certi orari Quasi tutti of¬ 
frono a larghe mani an¬ 
che encoder. rippet e 
player 


L'universo MP3 e la sua presenza su 
WWW è tanto grande, e farli stare su 
queste paginette è come tentare di 
sollevare il mondo con la leva 
dell’aneddoto storico. A tutto questo 
c'è da aggiungere l'evoluzione davve- 


Mi' i in IHi»«- NontcHv-t Nvw. No* Sory- Advertising inToimalion 


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MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


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II silo di Rio. il primo riproduttore portatile 


MP3, Quick & Dirty 
Per chi desidera conoscere il minimo 


E per me che non ne so niente, potrebbe chiedere qualcuno? Co¬ 
me faccio ad acculturarmi in materia e a tenere discussioni dotte 
senza fare il vaso di coccio in mezzo a quelli di ferro? Certo, Fra- 
volim è grande, ci ha sbalordito con la sua competenza, si vede 
che è uno "bbuono", ma per me che non ne capivo, finora, un'ac¬ 
ca è come trovarmi al volante di una formula uno il giorno 
dell’esame di patente Semplice, leggete le noterelle di questo ri¬ 
quadro e potrete guardare fisso negli occhi il sapiente di turno 
(non dubitate, piu i suoi paroloni sono grossi e meno ne sa) 

Senza tante stregonerie, MP3 (che sta per Movmg Picture Ex- 
perts Group Technology, layer 3) è un sistema per comprimere 
musica digitalizzata trasformandola dai pesantissimi file con cui 
sono rappresentati sui CD in documenti più maneggevoli, po¬ 
tremmo dire piu "densi", e quindi capaci di spostarsi sulla Rete in 
maniera rapida e di occupare, su un computer, non troppo spazio; 
questo perché, se su un CD musicale, l'ingombro può essere po¬ 
co significativo (una dozzina di brani, con tutto lo spreco di spazio 
possibile, ci stanno comodi), sulle nostre macchine lo spazio non 
è mai abbastanza, e i nostri collegamenti Internet non sono mai 
troppo brevi 

MP3 è una via relativamente nuova per conservare, copiare e 
ascoltare musica sul nostro PC Bill Wolfe, del Luisville Courier 
Journal, scrisse una volta che MP3 sta alle registrazioni tradizio¬ 
nali come l'e-mail sta a quella con francobollo; e non è lontano 
molto dal vero. E, soprattutto, MP3 ha il pregio di permettere, an¬ 
che a un utente non smaliziato, di ricevere e inviare musica sul 
Net senza difficolta. Inoltre, permette di costruire musica perso¬ 
nale, distribuirla ad amici, recuperare brani musicali gratuiti da In¬ 
ternet o comprarne dal produttore in linea, giusto il tempo di sca¬ 
ricarla. E questa tecnica e divenuta talmente popolare su Web 
che dall'inizio dell'anno il traffico relativo si è più che raddoppiato 
Prima di MP3 lo standard corrente per la produzione e la conser¬ 
vazione di file musicali ad alta qualità si basava su un altro forma¬ 
to, il WAV. Nulla da eccepire, qualità del suono eccellente, ma 
una canzone, più o meno della lunghezza di tre minuti, occupava 
almeno 30 MB di spazio; impensabile trasportare quindi musica 
su floppy e anche un removibile da un centinaio di mega poteva 


fare ben poco Inoltre, trasmettere una canzone su WWW poteva 
significare anche diverse ore di collegamento 
La stessa canzone, in formato MP3, occupa meno di due MB, su 
uno ZIP ce ne stanno diecine comodamente e il trasferimento su 
WWW può impiegare solo qualche minuto. Ma non e finita qui. 
Credo che ognuno di noi, fino all'anno scorso, abbia avuto occa¬ 
sione di ascoltare file musicali di formato diverso da MP3 La qua¬ 
lità era modesta, sembrava di ascoltare da una radiolina portatile 
comprata sulla bancarella di un extracomunitario MP3. anche in 
funzione della scheda audio a disposizione e della qualità delle 
casse, può fornire risultati non troppo distanti da quelle di un qua¬ 
lunque CD musicale, espressamente realizzato e letto in un'at¬ 
trezzatura dedicata. Il vantaggio in termini di ingombro e ottenuto 
non solo dalla tecnica intrinseca di compressione ma anche per¬ 
che lo standard MP3 prevede l'eliminazione del suono al di qua e 
al di là della banda udibile. Inoltre MP3 elimina anche suoni coper¬ 
ti da altri e utilizza algoritmi di compressione tra i più sofisticati e 
potenti esistenti oggi I puristi dell'audio sosterranno che anche le 
frazioni "purgate" hanno il loro compito nell'ascolto totale, e que¬ 
sto è certamente vero, ma si tratta di differenze sottili, cosi da 
poter essere, a volte, non percepite da ascoltatori non allenati; ol¬ 
tre tutto bisogna tenere anche presente che la qualità delle casse 
di un computer, ancorché eccellente, non è certo paragonabile a 
quella di un impianto hi-fi professionale. Ma i vantaggi, viceversa, 
sono enormi portabilità elevata, possibilità di realizzare brani tratti 
da registrazioni personali, missaggio di compilazioni formate dai 
nostri brani preferiti, trasferimento per e-maii o via WWW-FTP di 
file altrimenti scarsamente maneggiabili. E se si dispone di un 
masterizzatore. è possibile perfino realizzare CD musicali da utiliz¬ 
zare nel nostro impianto musicale 

Le ragioni di un successo 

Inutile nascondere la testa sotto la sabbia, il grande successo di 
MP3 è legato quasi del tutto allo scambio legale o ai limiti della le¬ 
galità di brani tra utenti Internet. La domanda spontanea è; "Cosa 
è permesso e cosa si può fare?" 

La risposta sta, come al solito, nella capacità di discernimento 


96 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 












































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Transf orni your CDs into MP3s in one easy step 


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ro giornaliera del set¬ 
tore, che ribolle come 
un magma di un vul¬ 
cano a scudo. Se si 
tiene conto (fonti Ly¬ 
cos) che il traffico re¬ 
lativo all'MP3, su 
WWW. è secondo so¬ 
lo all’argomento "ses¬ 
so", si ha idea di quali 
forze e quanti interes¬ 
si siano in gioco. 

E le nostre considera¬ 
zioni finiscono qui 
Una raccomandazio¬ 
ne; prelevare file ille¬ 
gali è un furto. Nessu- 


MP3 


— ^•1»-.» ^i-i' *+ -j»T«4ayfl«*. 
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(S^ji ) 


iNwiMiiijNiiiiiv MniPiMwirniMmiw V».MI i.iim» 


no forse saprà mai quello che abbia¬ 
mo fatto, ma la nostra coscienza sii 

MS 


Alni siti dove scaricare software di ge¬ 
stione e di riproduzione. Alcuni di essi 
sono buoni, altri un po' meno, alcuni so¬ 
no gratuiti, altri no. 


che il Padre Eterno ci ha dato; certo, distribuire l'ultimo CD di Pe¬ 
ter Gabriel o la collezione completa delle canzoni dei Beatles non 
sta né in cielo né in terra, in termini d’onestà, ma prelevare un 
brano musicale per creare un sottofondo al filmato del complean¬ 
no della nostra bambina non sarà sicuramente perseguito da nes¬ 
suno Certo, finora non si è verificato ancora nessun caso di per¬ 
sona perseguita dalle case produttrici per infringement del copy¬ 
right, ma questo non vuol dire non essere punibili. Il fatto è che il 
mercato e la diffusione di MP3 si stanno diversificando molto. 
Molti artisti, quasi sempre sconosciuti, offrono gratuitamente le 
loro produzioni, pur di farsi conoscere. Altri mettono in vendita di¬ 
rettamente tramite una pagina WWW le loro canzoni, sovente in 
fine canzoni tradizionali, di anonimo, possono essere prelevate e 
utilizzate senza problemi. Il discorso è che la maggior parte delle 
compagnie di produzione musicale hanno visto con crescente 
preoccupazione il fenomeno, che le taglia fuori dal mercato e ad¬ 
dirittura stanno pensando a una tecnologia che sostituisca MP3 e 
che impedisca la duplicazione dei brani (difficile pensare che que¬ 
sta strategia possa avere successo tra gli utenti). 

Il successo travolgente dello standard è difficilmente quantizza- 
bile in termini numerici. Lycos riporta che il traffico relativo a 
MP3 e raddoppiato nel giro di due mesi, esso ha messo a punto 
un motore di ricerca specializzato per questo settore e ha ripor¬ 
tato che lo spider implementato ha trovato, in ventiquattro ore, 
qualcosa come un paio di milioni di siti. E niente impedisce di 
pensare che. quando questo fascicolo sarà in edicola, il numero 
non possa essere raddoppiato. Si tratta, davvero, di un fiume in 
piena difficile da fronteggiare; la Recordmg Industrv Association. 
un’organizzazione che riunisce le più importanti compagnie di¬ 
scografiche americane, ha impegnato i suoi uffici legali, alla fine 
dell’anno scorso, ad intimare ai siti WWW che offrivano MP3 pi¬ 
rata di smettere, prima di desistere, quando ha verificato che 
nuovi siti comparivano a velocità doppia o tripla di quelli che 
scomparivano. 

Ma di cosa ho bisogno? 

Ovviamente di una macchina (Pentium o Mac9 con scheda e cas¬ 
se), e di un software per decodificare i file MP3. E di questi ce 
n’è un mucchio, prelevagli da WWW Microsoft offre il suo Win¬ 
dows Media Player, che maneggia, oltre i nostri, anche diversi al¬ 
tri formati. Ma non è il meglio in circolazione. Ottimi player gratui¬ 
ti sono Somque e Free Amp. e WinAmp. dotato di molte opzioni, 


è shareware e costa 10$ In area Macintosh sono di facile reperi¬ 
mento SoundApp e MacAmp, ambedue gratuiti. 

E per i brani? Eh, qui cominciano i grattacapi! I siti dedicati sono 
praticamente infiniti, ma la maggior parte di essi offrono down¬ 
load illegali. Conviene partire quindi da pagine come 
iniipv/www mo3 còni o rnuo //www mpiinow. comi perfettamen¬ 
te in regola con legge e coscienza. 

Per convertire un brano da un CD in MP3 occorre, ancora, un 
software specializzato, anzi due, vale a dire un "ripper" e un "en- 
coder" Anche di questi ce ne sono diversi in giro (http://www.fi- 
lepile com, |mp //www shareware comi |ntp //www tiieminel 
coiti e i tanti numerosi siti di download di software), e un buon 
pacchetto di facile e intuitivo uso è MusicMatch Jukebox, che è 
possibile prelevare in forma demo, che consente di convertire 
cinque tracce CD prima di disabilitarsi (registrarlo costa 30$), in 
area Mac altrettanto buono è Mpecker Encoder. Questi pacchetti 
permettono anche di creare MP3 da registrazioni personali; ba¬ 
sta, infatti, recuperarle attraverso la sezione d'input della scheda 
del computer e poi trasformarli in MP3. 

E infine, sono gli MP3 legati indissolubilmente al nostro compu¬ 
ter? La risposta e no. certamente. Esiste già sul mercato una se¬ 
rie di riproduttori (Sony, Thomson, Samsung, GE, ITTI portatili, il 
cui prezzo si sta sempre più stabilizzando in basso 

Conclusioni 

Il genio é uscito dalla bottiglia, e non ci vuole più tornare Le 
compagnie discografiche si stanno rendendo conto che il feno¬ 
meno si sta diffondendo a macchia d'olio, e frenarlo è al di fuori 
di qualunque forza umana. Il fenomeno della pirateria e delle co¬ 
pie illegali è talmente avanzato da essere divenuto regola, e alcu¬ 
ni autori, pur di vendere, sono giunti ad offrire direttamente le lo¬ 
ro registrazioni su WWW in questo formato. 

E' giusto tutto ciò? Difficile dirlo! Escludendo il fenomeno della 
pirateria, mai giustificabile, niente c'impedisce di pensare a MP3 
come a una delle scoperte fondamentali in un campo ben defini¬ 
to, scoperte che danno una scossa mortale ai vecchi equilibri e 
ne creano di nuovi. Questo riquadro è in formato Q&D, e quindi 
non gli si possono chiedere implicazioni sociali, culturali e filosofi¬ 
che; quindi le considerazioni finiscono qui, anche se una fiammel¬ 
la sessantottina mai spenta mi spinge a guardare con simpatia al¬ 
lo scompiglio che MP3 sta provocando In fondo, è pur sempre 
una rivoluzione, fosse pure solo di uno standard. 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


97 































































CD f ■*« 


CDRWIN - CD Recoiding Tools - 3.7B 


I programmi 


Seconda parte 








di Luca Angelelli e Pierfrancesco Fravolini 


Sul numero scorso abbiamo visto come sia possibile utilizzare il computer ed il 
masterizzatore di CD per creare CD audio, video e archiviare documenti. 
Abbiamo anche verificato come copie di CD audio, registrati a velocità diverse 
e che "suonano" diversamente tra loro, risultino perfettamente uguali alle 
misure. Vale la pena naturalmente approfondire tali argomenti e questo verrà 
fatto nei numeri successivi. In questo numero, intanto, prendiamo in esame i 
più diffusi programmi di masterizzazione. 


' l Um 


98 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 














































Masterizzare che passione! 




Dite la verità: da quando avete com¬ 
prato il vostro masterizzatore non ave¬ 
te fatto altro che usarlo, usarlo e usar¬ 
lo, Ci avete copiato tutti i dischetti che 
avevate archiviati dalla notte dei tempi, 
ci avete memorizzato tutti i dati, pre¬ 
senti nel vostro computer, che non 
usavate da tempo, e avete di conse¬ 
guenza liberato spazio sull'hard disk, 
prezioso per installarci altri programmi, 
Ci avete anche copiato qualche CD 
musicale per sentirvelo in macchina 
senza rischiare di rovinare il prezioso 
originale. Probabilmente non avete 
avuto grossi problemi nell'utilizzo del 
programma di masterizzazione fornito 
in bundle con il CD recorder, sicura¬ 
mente fornito di un'interfaccia utente 
intuitiva e semplice da utilizzare. Ora 
però vi state chiedendo cosa sono tut¬ 
te quelle opzioni che vi permette il pro¬ 


gramma come si possono modificare 
per le proprie esigenze. Quello che vo¬ 
gliamo fare noi è prendervi per mano e 
guidarvi nell'esplorazione del fantastico 
mondo della masterizzazione, spiegan¬ 
dovi in maniera semplice tutte le parti¬ 
colarità e svelandvi i trucchi, immanca¬ 
bilmente presenti. 

Troverete di seguito la prova dei 
quattro programmi più conosciuti per 
masterizzare CD: CDRWm, Easy CD 
Creator, NeroBuring Rom e Win On 
CD. Ognuno di questi programmi può 
essere utilizzato profiquamente ed in 
maniera semplice per creare i vostri 
CD preferiti. Non tutti però sono uguali 
e non tutti permettono di fare le stesse 
cose. CDRWin è, ad esempio, quello 
che consente il miglior controllo sulla 
modalità di registrazione, con la gestio¬ 
ne dei cuesheet e la possibilità di colle- 


garsi al database dei CD su Internet 
(CDDB) per reperire le informazioni sui 
dishi audio (titolo, autore, titoli dei brani 
ecc.); Win On CD è al contempo sem¬ 
plicissimo da usare (e affidabile) e piut¬ 
tosto potente. Offre la possibilità per 
esempio di creare Video CD, ed incor¬ 
pora anche un encoder MPEG per la 
conversione di filmati. Easy CD Creator 
è uno tra i più completi, mentre Nero 
Burning Rom è uno dei programmi più 
stabili. Questo in pochissime parole 
quello che troverete nelle prossime pa¬ 
gine. Sul prossimo numero si parlerà, 
naturalmente, ancora di masterizzazio¬ 
ne, con la creazione "in diretta" di un 
CD Video. Ecco intanto un piccolo glos¬ 
sario dei termini utilizzati nei program¬ 
mi di masterizzazione, termini con i 
quali avrete a che fare per ancora mol¬ 
to tempo. 


Piccolo glossario della masterizzazione 


Tracce - Un CD-ROM è diviso logicamente in tracce. Fisicamente 
invece esiste una singola traccia, a spirale, che occupa tutto quan¬ 
to il disco. Ogni traccia può contenere un singolo brano musicale 
oppure più file dati, fino a contenere un'intera sessione. In un Vi¬ 
deo CD invece questa suddivisione viene utilizzata per separare dif¬ 
ferenti dati MPEG, Un CD Mixed Mode contiene una prima traccia 
per i dati del computer, mentre ogni singola traccia successiva con¬ 
tiene un brano musicale per traccia. 

Sessioni - Ogni volta che registriamo su un CD apriamo una nuo¬ 
va sessione. Anche le sessioni sono quindi suddivisioni nel CD, co¬ 
me le traccie. Ogni sessione è contrassegnata da un lead-in nel 
punto di inizio della sessione, e da un lead-out nel punto di fine del¬ 
la sessione. Alcuni CD, come i CD audio, devono essere scritti in 
un'unica sessione, mentre i normali CD-ROM sono in genere multi- 
sessione. Per masterizzare un CD multisessione, è necessario che 
tutte le sessioni, inclusa la prima, siano masterizzate in modalità 
multisessione. Ogni sessione poi può contenere più tracce, ed 
ogni CD può contenere più sessioni. Alcuni lettori di CD non sono 
in grado di leggere le vane sessioni del disco, ma solo l'ultima. Un 
lettore che ha invece questa possibilità legge contemporaneamen¬ 
te i dati di tutte le sessioni come se fossero stati scritti nella nella 
stesso momento. Fanno eccezione i computer Mac che visualizza¬ 
no un CD multisessione come più CD differenti. 

Dimensioni - I CD masterizzabili sono commercializzati nelle dura¬ 
te di 74 e 80 minuti, corrispondenti alle dimensioni utili, cioè for¬ 
mattate di 650 e 700 megabyte. 

ISO 9660 - Lo standard ISO 9660 è un formato dati, introdotto nel 
1984 dall'ISO, International Standards Organization, E' il formato 
dati CD più diffuso. Tale formato stabilisce anche la lunghezza del 
nome dei file (che deve essere nel formato 8.3) e delle cartelle (8 
caratteri senza estensione). Non sono inoltre consentiti più di 8 li¬ 
velli di profondità di cartelle. 

Joliet - Poiché le restrizioni imposte dallo standard ISO 9660 sono 
piuttosto limitative per i sistemi operativi odierni, quali Windows® 
'95 o Macintosh OS, sia la Microsoft che la Apple hanno definito 
autonomamente delle estensioni proprietarie dell'ISO 9660. Natu¬ 


ralmente queste estensioni possono essere pienamente imple¬ 
mentate solo dai sistemi operativi per cui sono nate. Sugli altri si¬ 
stemi è probabile che il CD non possa essere letto affatto. Le spe¬ 
cifiche di masterizzazione di CD-ROM della Microsoft, dette "Jo- 
liet" sono estensioni dello standard ISO 9660, che consentono 
l'uso di nomi di file fino a 64 caratteri Unicode Tutti i CD Joliet 
contengono due file System: uno conforme alle specifiche ISO 
9660 per assicurare una completa compatibilità con altri sistemi, 
ed il secondo di tipo Joliet, attualmente leggibile soltanto da Win¬ 
dows® 95 e da Windows® NT. Tutte le altre piattaforme ricono¬ 
scono solo la parte ISO. 

Track-at-Once - Nella registrazione in modalità "Track-at-Once" 
il laser del recorder viene tenuto acceso solo per la durata della 
traccia. Registrando in questa modalità viene però inserito un gap, 
cioè una pausa, di 2 secondi tra una traccia e l'altra. Questa pausa 
alle volte può risultare indesiderata, come nel caso di copie di CD 
audio composti da più tracce concatenate che all'ascolto non pre¬ 
sentano interruzioni. 

Disc-at-Once - Nella registrazione in modalità "Disc-at-Once" il 
laser del recorder viene tenuto acceso per tutta la durata del CD. 
Ciò evita i problemi di discontinuità che, invece, si rilevano nella 
modalità Track-at-Once. 

CD Mixed Mode - Questi CD contengono sia tracce dati che au¬ 
dio. In particolare è presente un'unica traccia dati (che come sap¬ 
piamo può a sua volta contenere più file), posta all'inizio del disco, 
e una o più tracce audio. E' il caso, ad esempio, di alcuni CD musi¬ 
cali che contenegono anche un programma da utilizzare sul compu¬ 
ter. I normali lettori di CD audio domestici, sono in grado di ricono¬ 
scere la prima traccia dati e di saltarla durante la normale riprodu¬ 
zione del CD. 

CD Extra - Come i CD Mixed Mode anche i CD Extra contengono 
sia tracce audio che dati In questo caso però le tracce dati sono 
poste alla fine del CD, ed incise in una sessione successiva alla pri¬ 
ma Le tracce audio invece sono incise nella prima sessione. Il let¬ 
tori CD audio, che non supportano le sessioni multiple, leggono so¬ 
lo la prima sessione e ignorano i dati 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


99 





<£u. ^ Masterizzare che passione! 


CDRWIN 

di Pierfrancesco Fravolini 


CDRWIN è un software commerciale 
per masterizzare CD, acquistabile, con 
un collegamento Internet, presso il sito 
della GoldenHawk, http://www.gol- 
denhawk.com al prezzo di 59 dollari. Il 
programma è abbastanza diverso, so¬ 
prattutto nell'impostazione e nell’usabi- 
iità, dagli altri software dello stesso ti¬ 
po All'apertura il programma si pre¬ 
senta con una finestra toolbox dalla 
quale si accede alle vane sezioni che 
sono: 

✓ Record Disc 

✓ Backup Disc 

✓ Extract Disc/Tracks/Sectors 

✓ File Backup and Tools 

✓ Devices and Settings 

✓ Table of Contents 

✓ CD-TEXT Editor 

✓ Sector Viewer 

✓ Help online 

La sezione Record Disc è la sezione 
di masterizzazione vera e propria. Per 
registrare un CD è sufficiente specifi¬ 
care i file da copiare (audio o dati) pre¬ 
senti sul vostro hard disk, e avviare la 
registrazione. E' possibile utilizzare un 
file "cuesheet" nel quale sono descrit¬ 
te tutte le informazioni del disco. Nel fi¬ 
le cuesheet di un disco audio, ad 
esempio, sono riportati tutti i file wave 
che andranno registrati ed il tempo di 
inizio di ciascun brano. L'utilizzo dei 
cuesheet da all'utilizzatore il controllo 
completo della masterizzazione; è pos¬ 
sibile infatti definire la spaziatura tra le 
varie tracce, definire sub-index ecc. I 
dati possono già risiedere nell'hard di¬ 
sk oppure venire a loro volta "estratti" 
da un alto CD, come, ad esempio, nel 
caso di creazione di una compilation di 
brani musicali Nella sezione Extract 
Disc/Tracks/Sectors è possibile 
estrarre un intero disco, creando sia il 
file immagine sull'hard disk, da utilizza¬ 
re poi nel backup successivo, che il file 


Produttore. 

oldenHawk _ 

hnu //w\vw Qolcienhawk coni 

Prezzo: $59 



All apertura il programma si presenta con una finestra toolbox 
dalla anale si accede alle varie parti del programma 



Finestra Record Disc Qui siamo nella sezione di creatone di un 
disco audio o dati E‘ sufficiente specificare le tracce da caricare, 
che dovranno quindi necessariamente presenti sul vostro hard 
disk, e avviare la registratone. E'possibile utiliziate un file "cue¬ 
sheet ~ nel quale sono riportati tutti i file che andranno registrati 
ed il tempo di inizio di ciascun brano L’utilizzo dei cuesheet dà 
all'utilizzatore il controllo completo della masterizzazione. 



Finestra di estrazione dei dati in questa sezione è possibile 
estrarre un intero disco, creando sia il file immagine sull'hard di¬ 
sk che il file cuesheet relativo, estrarre una o più tracce, estrar¬ 
re una parte di dati o audio o controllare se il disco è leggibile. 


□ cueihanl lui (Hocco noi» 


Eh 2 


FILE C:\IRIICKt.WAU VBUE 

—□ 

i rock ni nuoio 

INDIX 01 110:00:00 


r ILE C:\TRACK7 . WAU WRUE 


IROCK o? nuoio 


INOEX 01 00:00:00 


F ILE C:\IHACK3.WAU WAUl 


IRAI’.K 03 AUDIO 


INDEX 01 00:00:00 


•ILE C:\TRACK».. WAU WAUi 


IROCK Ilo nuoio 





Esempio di file cuesheet relativo ad 
un disco audio con quattro tracce 
Ogni traccia utilizza un file WAV dif¬ 
ferente e non ci sono pause tra le 
tracce 


cuesheet relativo, E' possibi¬ 
le inoltre l’estrazione di sin¬ 
gole tracce, l’estrazione di 
una parte di dati o audio, 
l’estrazione di singoli settori 
del disco e si può inoltre con¬ 
trollare se il disco è leggibile 
o no. Questo programma 
non è in grado di copiare di¬ 
schi multisessione, come i 
CD Extra e i Photo CD, alcuni 
dischi registrati con l’opzione 
track-at-once, e dischi con 
una traccia dati inserita nella 
parte iniziale della prima trac¬ 
cia audio (molto rari in verità). 

Nella sezione Backup Disc 
si può eseguire la copia diret¬ 
ta di un CD. Si può anche 
eventualmente utilizzare un fi¬ 
le immagine temporaneo Ta¬ 
le opzione è utile quando si 
devono fare piu copie dello 
stesso CD. Anche in questo 
caso il controllo sulla registra¬ 
zione è completo: si può atti¬ 
vare un metodo di correzione 
degli errori o di correzione del 
jitter, o attivare l’analisi e quin¬ 
di la scrittura dei subcode. 

Con questo software è 
possibile utilizzare il CD re¬ 
corder come unità di backup. 
Andando nella sezione File 
Backup and Tools è infatti 
possibile copiare il contenuto 


100 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 























































Masterizzare che 


P assione! (jggjscfclj») 





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Finestra di copia dei dischi II programma può ese¬ 
guire la copia diretta da un CD ad un altro. Anche 
in questo caso il controllo sulla registrazione 6 
completo si può attivare un metodo di correzione 
degli errori o di correzione del jìlter, o attivare l'ana¬ 
lisi dei subcode 


dell'hard disk o di alcune sue parti, 
creando poi un CD-ROM di boot che le 
contenga, Molte le opzioni offerte dal 
programma; è ad esempio possibile 
decidere se includere i file di sistema e 
quelli nascosti, o registrare solamente 
quelli con l'attributo "archive" settato. 

Nella finestra Devices and Settings 
troviamo tutte le informazioni relative 
al registratore ed al lettore CD-ROM 
presente sul vostro computer, come 
pure dell'hard disk installato o 
dell'eventuale controller. Sempre in 
questa sezione è possibile configurare 
i parametri del File/Disc caching. Il ca- 
ching dei dati riduce la possibilità di 
avere "buffer underruns" e permette 
di utilizzare in maniera più efficiente la 



Finestra di Backup. Con questo software e possibi¬ 
le utilizzare il CD recorder come unita di backup. E 
intatti possibile copiare il contenuto dell'hard disk o 
di alcune sue directory, ed eventualmente creare 
un CD-ROM di boot. E' possibile decidere se inclu¬ 
dere i file di sistema e quelli nascosti, o registrare 
solamente quelli con l'attributo "archive" sellato 



CPU ed le altre risorse del sistema. 
Con CDRWIN è possibile lavorare con 
altri programmi mentre è in atto una 
sessione di registrazione. 

Le informazioni 
relative al disco in¬ 
serito nel lettore 
CD-ROM sono visi¬ 
bili nella sezione 
Table of Contents 
Possiamo vedere il 
numero delle ses¬ 
sioni presenti, il nu¬ 
mero delle tracce e 
la durata totale del 


Finestra dei device Qui troviamo tutte le intornia 
ziorn relative al registratore ed al lettore CD-ROM 
presente sul nostro computer, come pure dell'hard 
disk installato o dell'eventuale controller 



Nella finestra "Seclor 
Viewer " possiamo visua¬ 
lizzare singoli settori del 
disco, sia in formato 
ASCII che in esadecimale. 



*l-F 


Uff»»» 


Coi 


CD Rccording Software 




Walrnma 1» Galli*)* Hawk Iaihnalnijy 

Ow» tB-nciB»! itaahipi ioni» c* th» Irfheil <su*à, «k al s*u» fcaiatì COOOM •* -Ano 
kMiM te4«f That* t**">*J «(«WatoM (Ho» pò lo pada tamil ir. l»p# WPili Ao*»i. 

v CC* pa** »«■* ctapi»lp «anlroi w ih» din U ( a<ii and l»«k afta** 

D*u-M-enc» t« pad»{| lo • cr*atmg maitara »h« ara taadi lo* fonwnal iBphcalta a» •*•« a* m»n, 
ofha* mora common ut»* tei CO laccudab*» iath*io»*fl» 

Ow ld-r* -a net inda» torni 0*0 iatc*ta* * aaao *ver«1t ttac* al onta ISOfcfiO 

»*< maala*»*. cornammo a pwtaW *%< back»*» uli*, W» cm»m,»* r updata <v 

«da»* IO luppoli ma laiatl CDOOM i»«wd»*» a*i Ih# mattai tesata» **» **•**!•» front II»* 

-ab ad*) 

W« h*w baan Mlntulmg ow CD-B acB-** airt ua tafr IUrov^h Ih* Marnai «uva 'WS * Fatatati 

199?. « i»iaatad osa tal *ar»«n. to* W* h« , ut trma.» Mdnfhi —«d 

«W*! Caimani. Japan EngtaMl. Fianca, «a»,. Star-taa». AuifaM ami 5 mM> Amare* ai taci 


- ju ca ^ 



Finestra "Table 01 Contents Sono qui riportate 
tutte le mlormazioni relative al disco inserito nel 
lettore CD-ROM Possiamo vedere il numero delle 
sessioni presenti, il numero delle tracce e la durata 
totale del disco. Nel caso sia inserito un CD-TEXT e 
possibile visualizzare anche le informazioni come 
titolo del disco e dei brani 



Finestra CD-TEXT E 1 usala per definire tutte le 
informazioni aggiuntive che sono registrate in un 
CD-TEXT enhanced audio disc 


disco. Nel caso sia inserito un CD- 
TEXT è possibile visualizzare anche le 
informazioni come titolo del disco e dei 
brani. Nella versione registrata è inoltre 
possibile accedere al database dei CD 
online (CDDB) dal quale ricavare tutte 
le informazioni del CD audio da regi¬ 
strare, come titolo e titoli dei brani, au¬ 
tore ecc. Nella finestra CD-TEXT Edi¬ 
tor è possibile definire tutte le informa¬ 
zioni aggiuntive che sono registrate in 
un CD-TEXT enhanced audio disc, Al¬ 
cuni lettori CD audio dell'ultima gene¬ 
razione possono utilizzare questo nuo¬ 
vo standard In questo caso sul display 
del lettore viene visualizzato il titolo e 
l'autore del disco e. in seguito, i titoli 
dei vari brani presenti sul CD 
Nella sezione Sector Viewer possia¬ 
mo accedere ai vari settori del CD e vi¬ 
sualizzarne (non modificarne) il conte¬ 
nuto, sia in formato ASCII che in esa- 
decimale. 


MCmicrocomputer n, 194 - aprile 1999 


101 





















































































(s[Làet4S* 


Masterizzare che passione! 


Adaptec Easy CD 
Creator De Luxe 3.5 

di Luca Angelelli 


Easy Cd Creator più che un program¬ 
ma singolo va considerato come un in¬ 
sieme di diverse applicativi in grado di 
soddisfare praticamente tutte le neces¬ 
sità riguardanti la masterizzazione di CD- 
R di ogni genere. Easy CD Creator è il 
nome del programma da usare per il pro¬ 
getto e la scrittura dei supporti e da il no¬ 
me a tutto il pacchetto, ma non vanno di¬ 
menticati assolutamente gli altri applicati¬ 
vi: CD Spin Doctor. Picture CD Creator, 
Video CD Creator, Sound Editor, Session 
Selector, CD Copier Deluxe. 

• CD Spin Doctor serve essenzialmente 
per estrarre e registrare, prima su HD poi 
eventualmente su CD-R file audio. La 
sorgente può essere un qualsiasi tipo di 
apparecchio audio connesso con la sche¬ 
da sonora del PC oppure il lettore CD in¬ 
serito nel PC. In tutti i casi sono disponi¬ 
bili una serie di filtri per ripulire la registra¬ 
zione di eventuali difetti come il rumore 
di fondo o rumori impulsivi, possibilità 
particolarmente utile nel caso la sorgente 
sia un disco in vinile 

• Picture CD Creator è un applicativo 
che permette di creare un proprio Photo 
CD selezionando le immagini, in formato 
Corel Pro Photo CD o Kodak Photo CD, o 
da un archivio pre esistente oppure 
dall'HD. 

• Video CD Creator permette di creare 
un Video CD ovvero un CD-ROM conte¬ 
nete una serie di filmati o immagini. 

• Sound Editor, come il nome stesso 
suggerisce, è un programma che per¬ 
mette di elaborare brani audio consen¬ 
tendo un editing fine ad esempio dei 
pezzi registrati con CD Spin Doctor. 

• Session Selector permette di visualiz¬ 
zare e selezionare la sessione che sarà 


Produttore: Adaptec, Ine 
691 South Milpitas Boulevard 

Milpitas, CA 95035 _ 

Internet liuti).//www aaaptec.corrl 

Prezzo £ 199.000 IVA esclusa 


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Figura I La schermala 
principale di Easy Cd 
Creator permette la vi¬ 
sione sui tre layout di¬ 
sponibili, Quello della 
parte dati, Quello della 
parte audio ed il layout 
confezione, ovvero lo 
strumento che serve a 
creare e stampare le 
copertine del CD 


realizzare il progetto 
e la scrittura del 
CD-R. All'avvio (fi¬ 
gura 21 parte il wi¬ 
zard, una sequenza 
di finestre nelle 
quali l'utente è chia¬ 
mato a fare delle 
scelte: che tipo di 
disco vuole realizza- 


aperta al momento dell'Inserimento del 
CD (multisessione) in un comune lettore. 
• CD Copier Deluxe è uno strumento 
che consente la copia di CD-ROM da let¬ 
tore a scrittore eventualmente passando 
per una immagine sul disco rigido, 
Illustrati brevemente i diversi program¬ 
mi presenti nel "pacchetto" Creator De 


re (Audio o dati), l’origine dei dati, l'inseri¬ 
mento dei dati nel layout e infine se lan¬ 
ciare o meno la masterizzazione, ovvia¬ 
mente preceduta dalla possibilità di ese¬ 
guire la prova di scrittura. Sembra di es¬ 
ser portati per mano dal programma e 
tutto appare estremamente facile, easy 
appunto. Utenti esperti possono saltare il 


Luxe veniamo al 
programma di ma¬ 
sterizzazione vero e 
proprio. La sua ca¬ 
ratteristica fonda- 
mentale è la facilità 
con cui anche 
l'utente meno pre¬ 
parato è in grado di 


Figura 2 All'apertura di 
Easy Cd Creator parte 
immediatamente II wi¬ 
zard, l'amico mago, in 
grado di guidare l'utente 
nella realizzazione del 
progetto del CD-R con 
una sepuenza di sempli¬ 
ci scelte Al termine II 
progetto è bell'e pronto 
e non resta che lanciare 
al registrazione 



«?-] c 4 FUTI- .w w ■ .-.c <•> 


r^~i.~.i • I 


102 


MCmicrocomputer n, 194 - aprile 1999 














































Figura 3 Layout del CD Da questa finestra è pos¬ 
sibile controllare diversi parametri del CD crean¬ 
do l'ottimizzazione della disposizione dei file, il ti¬ 
tolo per i CD Audio, i tipi di file da aggiungere al 
progetto, l'importazione di una sessione prece¬ 
dente ecc 

wizard ed entrare direttamente sulla pa¬ 
gina principale del programma. Anche 
qui la parola d'ordine dei programmatori 
Adaptec è stata semplicità e chiarezza 
Sott'occhio si hanno i due layout possibi¬ 
li. quello del CD Audio e quello del CD 
dati. Trascinando nell'uno t dati e nell'al¬ 
tro ovviamente i file musicali si può rea¬ 
lizzare rapidamente la sequenza voluta. 
Se in entrambe le finestre sono presenti 
file allora il CD che andremo a creare 
sarà un cd misto composto appunto da 
dati e brani musicali. La terza finestra vi¬ 
sualizzabile dalla schermata principale 
serve alla realizzazione delle copertine 
dei CD. 

La semplicità con cui è possibile scri¬ 
vere i CD-R non deve far pensare che le 
possibilità di controllo messe a disposi¬ 
zione siano limitate: le varie opzioni sono 
distribuite nei diversi menù. Ad esempio 
le proprietà del layout del CD si raggiun- 


JaLUitCM» UfiJ 



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Figura 5 Fra gli strumenti messi a disposizione v’é 
una serie di test m grado di determinare se il siste¬ 
ma sia adatto alla masterizzazione dei CD e con 
quali velocità possa farlo in sicurezza, ovvero senza 
incorrere in errori Test che consigliamo vivamente 
di eseguire appena installato il programma 



Figura 4 La possibilità di controllare la velocità di 
estrazione dei file audio è una opzione importante 
perche permette, adeguandola, di evitare problemi 
con i lettori piu vecchi Ima non soloI spesso inca¬ 
paci di leggere correttamente una traccia audio al¬ 
la massima velocità di estrazione 

gono dal menù file (fig 3). Da questa fine¬ 
stra. nei vari sotto menù è possibile fare 
una serie di scelte ed ottenere informa¬ 
zioni importanti sul disco che si va a crea¬ 
re. Ancora dal menù strumenti (fig 41 è 
possibile impostare le opzioni di estrazio¬ 
ne dei file audio, importantissime per ot¬ 
tenere registrazioni corrette ovvero prive 
di rumori impulsivi e disturbi dovuti 
all'impossibilità del lettore a fornire con 
continuità i dati raw. 

Fra gli strumenti disponibili è presente 
una serie di test sul disco rigido (figura 
5). sul lettore CD e sullo scrittore, in gra¬ 
do di evidenziare i limiti del sistema ov¬ 
vero la massima velocità alla quale i file 
possono essere letti da CD e HD e scritti 
con il masterizzatore. Eseguendo questi 
test subito dopo l'installazione è possibi¬ 
le evidenziare e risolvere eventuali pro¬ 
blemi hardware o software del sistema. 

Preparato il progetto non resta che 
passare alla registrazione È il momento 
più delicato nel quale vanno fatte scelte 
importanti (fig.6) come l'impostazione 
della velocità di scrittura, l'esecuzione 
della prova preliminare, la scelta di una 
scrittura disc at once o track at once 
Con le compilation audio. Easy CD Crea¬ 
tor non è in grado di selezionare la dura¬ 
ta dell'intervallo di tempo da inserire fra 
le diverse tracce. Non è certo una opzio¬ 
ne determinante ma altri programmi 
concorrenti lo permettono ed effettiva¬ 
mente in alcuni casi l’inserimento obbli¬ 
gato di una pausa di 2 secondi fra un 
brano e l’altro è decisamente fastidiosa 
(es.: concerto dal vivo diviso in varie 
tracce, al passaggio da un brano e l'altro 
l'improvviso silenziamento e decisamen¬ 
te antipatico). 

Sul campo Easy CD Creator si com¬ 
porta decisamente bene e. a patto che il 
sistema sia correttamente configurato, è 
difficile che si incorra in errori con conse¬ 


Masterizzare che passione! ( t ^ j 1 



Figura 6 La finestra di scrittura permette di sce¬ 
gliere sia il masterizzatore da usare che la velocita 
di scrittura L 'operazione di bruciatura " pud ov¬ 
viamente essere eseguita immediatamente oppu¬ 
re preceduta da una emulazione completa Da 
questa finestra, spuntando la voce Avanzate, e 
possibile selezionare la modalità di scritture, disc 
at once o track at once, la chiusura della sessione 
o dell'intero disco 


guente perdita di supporti. La chiave del 
successo di questo prodotto va dunque 
ricercata nella sua completezza, nella 
sua facilità d'uso e nella sua affidabilità. 
Non si tratta comunque di un prodotto 
perfetto mostrando in alcuni casi lacune 
inspiegabili come ad esempio l'impossi¬ 
bilità di creare CD di boot, oppure l'im¬ 
possibilità di regolare l'intervallo tempo¬ 
rale fra tracce audio; non è possibile poi 
superare il limite nominale di capienza 
dei supporti (overburning) come accade 
invece su altri programmi concorrenti, 
manca nella sezione prova di registrazio¬ 
ne la possibilità di misurare effettiva¬ 
mente la velocità di lettura dei file da in¬ 
cidere, sia da CD che da HD. Questo te¬ 
st, riesce spesso ad evidenziare i proble¬ 
mi delle sorgenti con un risparmio di 
tempo rispetto ad una emulazione di 
scrittura completa. 

È sempre bene controllare sul sito del¬ 
la Adaptec la presenza di aggiornamenti, 
rilasciati regolarmente, che spesso mi¬ 
gliorano il funzionamento del program¬ 
ma implementando o migliorando alcu¬ 
ne funzioni. Inoltre l'aggiornamento per¬ 
mette l'utilizzo del programma con tutti i 
masterizzatori presentati sul mercato dal 
momento del rilascio della versione ini¬ 
ziale. Attualmente Easy CD Creator è al¬ 
la versione 3.5b. Gli aggiornamenti dalla 
versione 3 5 sono gratuiti ed hanno il 
piccolo neo di esser file piuttosto volu¬ 
minosi (circa 10 MB in totale) dunque il 
loro download è abbastanza oneroso 
quanto a bolletta telefonica. 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


103 

































































(gjT Masterizzare che passione! 


Nero Burning ROM V 4.0 

di Luca Angelelli 


Nero è un piccolo fenomeno nel 
mondo dei programmi di masterizzazio¬ 
ne. Pur essendo sul mercato da poco 
tempo ha conquistato una solida fama 
di affidabilità presso tutti gli appassio¬ 
nati ed i professionisti della scrittura di 
CD-R Nero è prodotto dalla tedesca 
Ahead fondata nel 1995 da Richard 
Lesser allo scopo appunto di sviluppare 
e distribuire software per la masterizza¬ 
zione da lui creato. La diffusione di Ne¬ 
ro. giunto oramai alla versione 4, relea- 
se 4 0 1.3. è stata rapidissima e tuttora 
un numero sempre crescente di utenti 
si affidano al programma teutonico. 

Le ragioni del successo sono diverse: 
principalmente Nero supporta pratica- 
mente tutti i formati possibili di CD-R. 
con una completezza comune a ben po¬ 
chi concorrenti: il programma è molto 
affidabile, veloce e decisamente ben 
fatto; la casa madre rilascia gratuita¬ 
mente gli aggiornamenti utili a fissare 
eventuali problemi ed incompatibilità e 
per supportare i nuovi masterizzaton: il 
costo del programma è contenuto tanto 
che l'utente finale non è affatto tentato 
di ricercare una copia pirata con tanto di 
crack ma preferisce spendere una cifra 
onesta per ottenere la versione origina¬ 
le ed il supporto della casa madre 

Inoltre Nero è stato uno dei primi 
software a permettere l'overburning, 
ovvero la possibilità di superare i limiti 
di capienza nominale del supporto: nor¬ 
malmente i CD-R hanno una capienza 
pan a 650 MB di dati pari a 74 minuti di 
musica, secondo gli standard fissati per 
i supporti. Nella realtà il supporto vero e 
proprio si estende su di un'area del di¬ 
sco superiore a quella necessaria per 
raggiungere la capacità nominale. Ba¬ 


Produttore: 

Ahead software gmbh, Germania 
Iwww.aheati.ael 

Distributori: 

Man s a s. 

Centro Direzionale Isola Gl 
80143 Napoli 
Tel 0817879503 
|vvwvv verywelì cor| 

Prezzo: £ 90.000 + IVA 



Figura 1 All'avvio di un 
nuovo progetto l'utente 
deve scegliere il tipo di 
CD da realizzare fra 8 
diverse possibilità II 
menù a scorrimento 
presenta praticamente 
tutti i formati possibili 
più l'opzione Copia CD, 
dedicata appunto alla 
copia fisica dei CD 
ROM di qualsiasi tipo 
essi siano 

Figura 2 Selezionato il 
tipo di CD da realizzare 
appaiono due finestre, 
una del tipo gestione ri¬ 
sorse. l'altra relativa al 
contenuto del CD da 
realizzare Ouest'ultima 
finestra, inizialmente 
vuota, va riempita tra¬ 
scinandovi i file di inte¬ 
ressa dall'altra 



«altri- 


^ l «t— ». r—w»i *HBm*m*i ■» 


sandosi su questo 
fatto il software di 
scrittura continua a 
scrivere anche ol¬ 
tre l'area "certifica¬ 
ta" dal produttore 
del CD-R. sfruttan¬ 
do tutto lo spazio 
disponibile Si trat¬ 
ta di una operazio¬ 
ne che ha dei ri¬ 
schi perché l'effet¬ 
tiva capacità di un 
supporto non e di¬ 
chiarata dal co¬ 
struttore (varia da 
prodotto a prodot¬ 
to). dunque non è 
noto a priori dove 
bisogna fermarsi 
La massima di¬ 
mensione sfruttabile va dunque ricerca¬ 
ta empiricamente per ogni tipo di sup¬ 
porto usato. Se si esagera con le di¬ 
mensioni il rischio è quello di buttare il 
CD-R che non potrà essere completato 
ne chiuso per mancanza di spazio Gra¬ 
zie a questa possibilità molti utenti so¬ 
no riusciti a scrivere, sui normali CD-R, 
ben più di 74 minuti di musica o 650 
MB di dati arrivando fino a 700 MB su 
alcuni supporti In pratica con l'uscita 
sul mercato di CD-R dalla dimensione 
nominale e certificata di 700 MB o 80 
minuti, questa funzione un poco ha per¬ 


so il suo "fascino" e la sua necessità 
pur rimanendo peculiare di pochi 
software di masterizzazione 
L'installazione di Nero è molto sem¬ 
plice e porta via pochi minuti. All'avvio il 
programma chiede il tipo di disco che 
intendiamo realizzare. Le possibilità so¬ 
no 8 (figura 1)' CD ROM Iso. CD ROM 
bootable. CD ROM Ibrido, CD ROM 
UDF, CD ROM UDF/ISO. CD Audio. CD 
Mixed Mode e Copia CD Evidente¬ 
mente ve ne è per tutti i gusti e neces¬ 
sità. Per ogni opzione vanno poi impo¬ 
stati i vari parametri per la corretta rea- 


104 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 

































































— 


■-lai»! 


Masterizzare che passione 1 




Figura 3 Quanto alle compilation audio è possibile 
selezionare l'intervallo temporale fra i vari brani ed 
eseguire una sene di operazioni come la dissolven¬ 
za m chiusura ed apertura di traccia, la possibilità di 
ridurre il rumore di fondo ed i rumori impulsivi, la 
normalizzazione e la esaltazione dell'effetto stereo 


lizzazione. Evidentemente Nero non è 
tanto amichevole quanto altri program¬ 
mi concorrenti e richiede all'utilizzatore 
una conoscenza di base e la consape¬ 
volezza di ciò che vuol fare e che sta fa¬ 
cendo. A questo proposito è molto utile 
e ben fatto il manuale, in italiano, in do¬ 
tazione in formato pdf. Si tratta di un 
documento di oltre 100 pagine molto 
interessante ed in grado di erudire ogni 
utente. La sua lettura è consigliabile an¬ 
che ad utilizzatori esperti per tutta la se¬ 
rie di informazioni teoriche e pratiche 
che contiene. 

Una volta selezionato il tipo di CD da 
realizzare appaiono due finestre (figura 

2) : una è del tipo gestione risorse dalla 
quale è possibile selezionare e trasci¬ 
nare il file di interesse nella finestra do¬ 
ve va creato il progetto del CD. È un 
procedura oramai comune a tutti i pro¬ 
grammi di masterizzazione tanto da po¬ 
ter essere considerata uno standard. 

Nel caso di compilation audio (figura 

3) è possibile selezionare dal menù 
Proprietà per ogni traccia una serie di 
controlli ed opzioni fra cui la durata del¬ 
la pausa temporale fra un brano e l'al¬ 
tro ed eseguire una serie di operazioni 
sul brano come la riduzione del rumore 
di fondo, l'eliminazione dei click, la dis¬ 
solvenza in apertura e chiusura, la nor¬ 
malizzazione ad dato livello ecc. Un 
buona versatilità. Il passo successivo, 
terminato il progetto, è la realizzazione 
del disco. Esiste una finestra di scrittu¬ 
ra per ogni tipo di disco da scrivere in 
modo che l’utente sia in grado di sele¬ 
zionare le opzioni relative e specifiche 
per ogni modalità. Fra le diverse opzio¬ 
ni è interessante sottolineare quella 
denominata "Determina velocità mas¬ 
sima", presente in tutti i menù (figura 

4) . La funzione analizza rapidamente i 
file da scrivere per determinare ed im- 



Figura 5 Nel caso si volesse creare una immagine 
di un CD o di un progetto di CD su HD è necessa¬ 
rio selezionare quale masterlzzatore l'Imago recor¬ 
der 

postare automaticamente la massima 
velocità di lettura possibile dalla sor¬ 
gente, sia esso CD-ROM o HD, tale 
che il flusso di dati sia continuo e sen¬ 
za interruzioni. In questo modo even¬ 
tuali problemi relativi alle sorgenti con i 
file selezionati sono rapidamente evi¬ 
denziati senza che sia necessaria la 
completa, e lunga, emulazione di scrit¬ 
tura. Il vantaggio è particolarmente 
sensibile con i file audio dove imposta¬ 
re la corretta velocità di estrazione per¬ 
mette di evitare il verificarsi di brevi ma 
percepibili interruzioni del flusso dati 
(click) e la limitazione del jetter del let¬ 
tore CD. 

Nel caso si volesse realizzare una im¬ 
magine di un CD-ROM o del progetto 
realizzato su HD è necessario selezio¬ 
nare come masterizzatore lo scrittore 
"virtuale’’ ovvero l’Image recorder. In 
questo modo il disco o la copia proget¬ 
tate possono esser memorizzate tem¬ 
poraneamente sul disco rigido e prele¬ 
vate per essere scritte effettivamente 
in un secondo tempo (figura 5). 

A partire dalla versione 4.0.1.1 è sta¬ 
ta introdotta una nuova funzione che 
permette di eseguire il backup comple¬ 
to ed il ripristino di tutto un HD com¬ 
prendendo il sistema operativo e tutte 
le partizioni. 

Dunque Nero Burmng Rom è un pro¬ 
gramma versatile e completo, probabil¬ 
mente fra i migliori quanto ad affidabi¬ 
lità. Questo non significa che non abbia 


Figura 4 Finestra di scrittura relativa ad un CD au¬ 
dio, menù scrivi, Il programma permette ovvia¬ 
mente di selezionare la velocità di scrittura e le 
operazioni da eseguire prima della masterizzazio¬ 
ne vera e propria, Una delle opzioni più interessan¬ 
ti e Determina velocità massima Con questa op¬ 
zione il programma legge velocemente da CD o 
HD i file che andranno scritti e seleziona automati¬ 
camente la massima velocità di lettura possibile 
senza incorrere in errori Questa opzione è utile 
perche permette di evidenziare rapidamente pro¬ 
blemi delle sorgenti e preziosa con i file audio per¬ 
che il programma imposta la velocità di estrazione 
massima esente da / etter . 


difetti e problemi, Fra gli altri dobbiamo 
segnalare l'iniziale incompatibilità con 
alcuni programmi di scrittura UDF co¬ 
me Direct CD e PacketCD, risolta que- 
st'ultima nelle ultime versioni mentre 
per Direct CD è necessario scaricare ed 
eseguire una procedura manuale non 
semplicissima, descritta in una pacht 
da scaricare via internet; il file 
SCSI1HLP vxd presente nella directory 
Wmdows/system/iosubsystem crea 
qualche malfunzionamento, con possi¬ 
bili blocchi del programma, durante al¬ 
cune operazioni e con alcuni lettori 
DVD per cui è bene eliminarlo; questo 
problema dovrebbe esser stato risolto 
con la versione 4.0.1.3. 

Dunque Nero è un programma in 
continua evoluzione e questo va consi¬ 
derato un vantaggio Gli upgrade per 
passare da una versione all’altra sono 
gratuiti ma vanno scaricati via internet. 
Si tratta di file dalla dimensione di 2 MB 
circa, quantità non grandissima ma 
neanche trascurabile. Il prezzo di acqui¬ 
sto della versione 4.0 prevede la possi¬ 
bilità di utilizzo di tutti gli aggiornamenti 
fino alla futura versione 5.0 senza la ne¬ 
cessità di un'altra registrazione. 

Nero è acquistabile direttamente nei 
negozi oppure via internet dai distribu¬ 
tori italiani oppure direttamente dalla 
casa madre. E anche possibile scaricare 
dai relativi siti una demo funzionante 
del programma per poter provare il 
software, demo che ovviamente ha una 
data di scadenza oltre la quale il pro¬ 
gramma va registrato pena il blocco. 
Non male, veramente. 


MCmicrocomputer n. 194-aprile 1999 


105 










































( if Masterizzare che passione! 


WinOnCD 

di Pierfrancesco Fravolini 


Tra i vari software di masterizzazion Wi¬ 
nOnCD è sicuramente uno dei più cono¬ 
sciuti, se non altro perchè viene allegato, 
in bundle, nella confezioni di diversi ma- 
sterizzatori. In Italia viene venduto in con¬ 
fezione singola dalla Traxdata. che lo alle¬ 
ga, chiaramente, anche ai suoi prodotti 
La versione attuale è la 3.5 mentre è pre¬ 
visto a maggio il rilascio di una nuova ver¬ 
sione, la 3.6. 

All'avvio del programma compare una fi¬ 
nestra dove si può scegliere il tipo di CD 
da creare. Oltre i classici CD-ROM e CD 
audio, è possibile masterizzare CD video, 
CD extra. CD Mixed Mode. CD ibridi sia 
per Macintosh che per PC e CD di avvio. 
Inoltre è possibile fare la copia diretta di 
un CD o estrarre l'immagine da memo¬ 
rizzare su hard disk per copie multiple. 
Selezionando CD-ROM si accede ad una 
finestra con due sezioni distinte: in quella 
superiore troviamo i file e le directory dei 
nostri hard disk, con una visualizzazione 
simile all'Explorer di Windows 95 In 
quella inferiore troviamo una descrizione 
dei file presenti sul CD che dobbiamo co¬ 
piare su CD. Per copiare un determinato 
file sarà sufficiente selezionarlo nella fi¬ 
nestra superiore e, con un semplice drag 
and drop, trascinarlo in quella inferiore. 
Niente di più facile quindi Per ogni file è 
possibile configurare alcune proprietà: il 
nome, la data e l’ora di modifica (sia in 
formato ISO9660 che in formato Joliet), 
il posizionamento fisico sul disco (secon¬ 
do livelli di priorità). E' possibile applicare 
dei filtri per i file, un po' come si fa per i 
messaggi di posta elettronica: ad esem¬ 
pio possiamo registrare solo i file che 
hanno una determinata estensione, op¬ 
pure con una specifica data di modifica, 
senza doverli per questo selezionare uno 
per uno. Naturalmente è possibile creare 
CD-ROM multisessione importando ses¬ 
sioni precedenti ed aggiungendo file 
Se invece si vuol masterizzare un CD au¬ 
dio la finestra è leggermente differente 


Produttore: CE Quadrat - www ceque- 
drat.com 

Distributore: Traxdata - Via Poncielli 4, - 
20063 Cernusco Sul Naviglio (MI) - Tel 
0292 il 2092 - ix 0292112097 internet 
Iwww naxdata il - e-mail: traxdata@traxda- 
ta.it 

Prezzo: L 199.000 IVA inclusa 



Finestra di avvio Oltre > classici CD-ROM e CD au¬ 
dio. e possibile mas terizzare CD video, CD extra, 
CD Mixed Mode. CD ibridi sia per Macintosh che 
per PC e CD di avvio 

Anche in questo caso la parte inferiore vi¬ 
sualizza il contenuto del disco da maste¬ 
rizzare. In questo caso però i dati sono 
audio. Il programma gestisce direttamen¬ 
te file audio in formato WAV; tali file pos¬ 
sono essere visualizzati e modificati 
all'interno di un piccolo editor minimale 
Meglio utilizzare per questa funzione pro¬ 
grammi più efficienti, come GoldWave 
Iwww qoldwave comi e Cool Edit 
llwww.syntrillium.comt disponibili anche 
su Internet, oppure programmi profes¬ 
sionali come Wave Lab, Samplitude o 
Sound Forge 

Se il file audio è ricavato da una vecchia 
registrazione, ad esempio da un disco in 
vinile, è possibile agire sul segnale e "ri¬ 
pulirlo'', riducendo frusci! e click II pro¬ 


gramma da la possibilità di ascoltare in 
diretta l'esito della "ripulitura", ed inoltre 
è possibile anche ascoltare solamente il 
rumore Purtroppo non c'è modo di rego¬ 
lare la soglia di intervento del denoiser 
cosicché spesso viene tolto anche una 
porzione (seppur minima) del segnale au¬ 
dio originale. Anche questa opzione va 


G«v(è| ISO 9660 
(jote |ctdchtdv!> 

e*»modfc«|'2<W» 
Qiamodfc* |l5 54 00 

Anifaa r Banana 

Pacano 


1 * 

amia 




Finestra CD-ROM Nella sezione superiore trovia¬ 
mo i file e le directory presenti sull'hard disk, in 
Quella inferiore vediamo invece i file presenti sul 
CD che dobbiamo masterizzate Con un' operazio¬ 
ne di drag and drop, possiamo trascinare i file dalla 
finestra superiore a Quella inferiore 




£ possibile applicare dei 
filtri per i file ad esempio 
possiamo registrare solo 
i file che hanno una de¬ 
terminata estensione 


Per ogni file è possibile 
sellare alcune proprietà, 
come il nome, la data e 
l'ora di modifica ed il po¬ 
sizionamento fisico sul 
disco, secondo livelli di 
priorità 


106 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


























































Masterizzare che passione! 


il. Bodlc y—fa. lutt. 0»- > 




D|*|H| »NB| = M »H A I 


Finestra CD audio IN questo caso sono visibili di¬ 
rettamente le tracce dati, in questo caso audio II 
programma gestisce direttamente hle audio in for¬ 
mato WAV 

quindi usata con accortezza, riservandola 
ai casi più disperati. Altra opzione interes¬ 
sante è la possibilità di eliminare la pausa 
tra le tracce, utile quando si vuole realiz¬ 
zare un file dove tutti i brani sono legati 
tra loro 

Nei CD Extra è possibile mescolare una 
traccia ISO ed una o più tracce audio. In 

O Oi (parta baco» 

C Di lutato baci* 4 guMolavcio 
r Di UU la bacca 

Ciato® | lido | Pii amala | 

T Efcya®qaqa£ij 

Con («Jesi* opaorw u «érmwn ovatto • gtvcctanvrto 


Editor di file wave I file 
WAV possono essere 
visualizzati e modificati 
all'interno di un piccolo 
editor minimale 



Bl OUIgM ^1=131 -I -lll-l * 1*1 al-Bl-Bl &l ol-l 

[fc ni *, |u»ijii.i |a'07 * 

10 b] 14 115MB.Orna» 


piira- Iroaco-oJ 


■1 


e-m.% 




questo caso la visualizzazione delle trac¬ 
ce ci fa vedere tutto il contenuto del CD 
che andremo a realizzare. Se invece di 
un CD Extra si vuole realizzare un CD 
Mixed Mode (che differisce da un CD 
Extra perché in quest’ultimo i dati sono 
posti dopo le tracce audio, mentre nel 


Se il file audio e ricavato 
da una vecchia registra¬ 
zione, ad esempio da un 
disco in vinile, e possibile 
agire sul segnale e “ripu¬ 
lirlo ", riducendo fruscio e 
click 


Finestra CD Video. La 
creazione di un Video 
CD è semplicissima; 
Basterà trascinare nella 
parte inferiore della fi¬ 
nestra il file AVI conte¬ 
nente il filmato ed il pro¬ 
gramma si occuperà sia 
della sua conversione in 
MPEG che dell'aggiunta 
dei file necessari per lo 
standard Video-CD 



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Fienstra CD Extra La vi¬ 
sualizzazione delle trac¬ 
ce ci fa vedere tutto il 
contenuto del CD che 
andremo a realizzare, in 
questo caso abbiamo 
una traccia ISO ed una o 
piu tracce audio 


CD Mixed Mode, 
c'è una sola traccia 
dati all’inizio del CD) 
si dovrà agire in ma¬ 
niera manuale, an¬ 
dando nella gestio¬ 
ne tracce ed inse¬ 
rendo prima una 
traccia dati e poi una 
o più tracce audio. 

Con WmOn CD è 
possibile realizzare anche dei CD Video, 
leggibili con il vostro computer ma anche 
con lettori CDI, Video CD e DVD In que¬ 
sto caso il programma inserisce anche il 
file System ed il software necessario per 
l’esecuzione su altre macchine. Un enco- 
der integrato consente poi di codificare 
direttamente in MPEG i filmati da maste¬ 
rizzare. Anche in questo caso quindi la 
creazione di un Video CD è semplicissi¬ 
ma: Basterà trascinare nella parte inferio¬ 
re della finestra il file AVI contenente il fil¬ 
mato ed il programma si occuperà sia 
della sua conversione in MPEG che 
dell’aggiunta dei file necessari per lo 
standard Video-CD. 

Tra le altre cose interessanti notiamo 
l'editor grafico di copertine e di CD, mol¬ 
to bello e completo. E’ possibile ad 
esempio inserire dei testi posti su un 
tracciato circolare, oppure utilizzare im¬ 
magini Bellissimo l'help in linea, che 
contiene anche una guida abbastanza 
esaustiva sui fondamenti della masteriz¬ 
zazione, con la descrizione dei vari forma¬ 
ti e modalità di registrazione. «B 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


107 
















































































di Franco Pai amaro 



Computer Union 

2000 Pili 500 


Anche questo mese proviamo delle 
macchine dotate di Pentium III. ormai in 
produzione di grande serie, e si può af¬ 
fermare che l'era del Pentium II volge 
oramai al termine 

Questo, quando software applicativi o 
giochi specifici per la nuova piattaforma 
non sono ancora disponibili al pubblico, e 
l'unico vantaggio resta, di fatto, la mag¬ 
giore frequenza di clock, il potenziale di 
questo processore resta ancora tutto da 
scoprire.. 

Cominciavamo appena ad abituarci ai 
nuovi uffici, dove regnavano ordine, puli¬ 
zia e scrivanie sgombre, quando una va¬ 


langa di nuove macchine c'invade e 
sommerge questo mese ben due per¬ 
sonal computer entrambi dotati della piu 
potente CPU consumer in circolazione, 
sono approdati in redazione, resta solo 
l'imbarazzo di scegliere il primo da prova¬ 
re. e, rotti gli indugi, ci apprestiamo a 
presentarvi il nuovo gioiello di Computer 
Union, il 2000 Pili 500 


La macchina 

Estratta la macchina dall'imballo, si 
nota immediatamente una peculiarità 


tutto il cabinet e rivestito di plastica, 
con i pannelli metallici di spessore 
leggermente inferiore al normale La 
plastica, nelle intenzioni del costrutto¬ 
re, dovrebbe aumentare la connota¬ 
zione estetica dell’insieme e contem¬ 
poraneamente compensare l'inferiore 
resistenza della struttura metallica, 
ma mentre l'aspetto estetico risulta 
almeno in parte riuscito, per la resi¬ 
stenza siamo appena nella media 
Parlando d'estetica, l'oggetto si pre¬ 
senta bene, con una gradevole linea 
bombata (ormai i produttori di cabinet 
da personal computer si sono, per co- 


108 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 









ComputerUnion 2000 Pili 500 


Computer Union 2000 Pili 500 

Video Computer S.p.a 
Via Antonelli. 36 
10093 Collegno (TO) 

Tel Oli 4034828 

Prezzo: (iva esclusa) 

Computer Union 2000 P III 500 64 MByte di 
RAM HD 10 GByte (monitor escluso) 

Ut 3 816 000 


si dire, "svegliati", e cercano di ren¬ 
dere il loro prodotto il piu piacevole 
possibile), anche se non nascondo 
che le protuberanze ai lati del frontale 
potevano anche essere omesse.., 

La disposizione del comandi è buo¬ 
na. sul lato destro del frontale sono 
presenti due LED, uno per l'accensio¬ 
ne e l'altro per il disco rigido, oltre al 
solito pulsante di reset e il ben di 
mensionato pulsante di accensione, 
troviamo anche un tasto per "iberna¬ 
re" la sessione di Windows. 

Peccato che la piacevole fessura 
sagomata per il floppy risulti, alla pro¬ 
va dei fatti, poco pratica; lo spazio per 
le dita è ridottissimo ed e difficile 
avere una presa sicura su alcuni tipi 
di dischetto (quelli con la protezione 
in plastica,per esempio), tanto che 
più di una volta, cercando di prender¬ 
lo. mi e caduto per terra. Sinceramen¬ 
te. l'utilità di un floppy drive comincia 
ad essere relativa; su di 1,4 MByte 
non ci si mette quasi piu nulla, e la 
possibilità di usare il vano da 3,5 polli¬ 
ci per qualcosa di più capiente (tipo 
uno Zip, per Intenderci) sarebbe au¬ 
spicabile; purtroppo, la particolare for¬ 
ma della fessura sul frontale preclude 
l'uso di qualsiasi altro dispositivo ri¬ 
movibile che non sia un floppy (o un 
LSI 20 Superdrive, formato pero poco 
diffuso qui in Italia) 

Incluso nell'Imballo troviamo un 
mouse, la tastiera, un bel paio di cas¬ 
se stereo per PC, un cavetto con 
adattatore a Y per il modem, il cavo di 
alimentazione, un adattatore a parete 
per la presa Telecom tipo "Sip", i CD 
con i software e i driver e i manuali; 
la manualistica a corredo è ottima, 
per quanto riguarda Microsoft e Crea¬ 
tive è anche in Italiano, mentre i testi 
del resto dell'hardware sono in ingle¬ 
se. 



La classica roto del frontale con In evidenza le tolondlta o lo curve del cabinet Alla fine ci vetta da scri¬ 
vere "carrozzeria a! posto di cabinet " 


E dentro? 

Per aprire lo chàssis si deve estrarre 
il frontale afferrandolo dal basso e ti¬ 
randolo in avanti, il sistema di incastro 
e piuttosto delicato, pereto si deve ef¬ 
fettuare quest'operazione con molta 
attenzione (a me sono saltati due den¬ 
tini di plastica sulla parte superiore in¬ 
terna del pannello frontale.,,). Si può, 
a questo punto, svitare i tre bulloncini 
sul lato sinistro dello chassis e quindi, 
tirando in avanti il pannello laterale, 
svincolarlo ed estrarlo dallo chassis 

L'interno della macchina e ordinato, 
con i cavi raccolti e fissati con delle fa¬ 
scette autoserranti; l'accessibilità è 
poca, soprattutto per quanto riguarda il 
processore e le memorie, che si trova¬ 
no sotto I alimentatore. 

Dovendo aggiornare la CPU e la me¬ 
moria RAM sarà quindi necessario 
smontare l'alimentatore, operazione 
inevitabile anche per la manutenzione 
del disco rigido, impossibile da estrar¬ 
re lasciando l'alimentatore montato. 
Le possibilità di espansione sono otti¬ 


me, oltre a due vani da 5,25” liberi, ne 
sono presenti anche due da 3.5 pollici 
questi ultimi non sono raggiungibili 
dall'esterno, e sono implementati uti 
lizzando un cestello, facilmente rimovi¬ 
bile per il fissaggio dei dispositivi di 
memorizzazione (o nel raro caso si 
debba usare una scheda d'espansione 
PCI a lunghezza intera, come alcune 
schede di acquisizione video); a que¬ 
sto proposito, e vista anche la mode¬ 
sta quantità di calore sviluppato dal di¬ 
sco rigido scelto, il costruttore ha scel¬ 
to di montare quest'ultimo immediata¬ 
mente sotto al lettore di floppy disk, in 
modo da lasciare libero il cestello. 

Il sistema è basato sulla collaudata 
scheda madre BH6 prodotta da Abit 
dotata di Chipset Intel 440BX. questa 
bella M/B implementa cinque slot PCI 
e due slot ISA, oltre allo slot AGP 2X 
La memoria installata 6 di 64 MByte, 
su singolo banco, mentre le possibilità 
di espansione della M/B consentono di 
installare fino a 384 MByte di SDRAM 
PC100 su tre banchi, il BIOS supporla 
anche l'implementazione di memoria 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


109 

















ComputerUnion 2000 Pili 500 



Bench Multimediali di Norton Con 240 1 le prestazioni sono sopra la media, 
anche se allineate comunque a quelle di un processore a 500 MHz Le cose 
campleranno radicalmente con l'arrivo di software compilato appositamente 
per le KNI 


Bench sintetico 3Dmark99 Un risultato pienamente soddisfacente e rispon¬ 
dente alle caratteristiche dichiarale dal costruttore, anche se in altre occasioni, 
su macchine equipaggiate con acceleratoti basali su Riva TNT abbiamo riscon 
irato valori migliori, questo potrebbe inputarsi alla versione non aggiornatissi¬ 
ma del dnver Video 



Il retro dell apparecchio, con nulla da eccepire a parte la solita conformazione dei connettori 


ECC. Il sottoinsieme grafico e affidato 
all'ottimo acceleratore Creative Blaster 
TNT. dotato di 16 MByte di SDRAM e 
basato sull'ormai noto chip TNT di NVi¬ 
dia Il disco rigido scelto da Computer 
Union per la Family è l'onesto Seagate 
Medalist 10240. da ben 10 GByte; 
questo disco UDMA si e rivelato abba¬ 
stanza veloce e relativamente silenzio¬ 
so. oltre che sorprendentemente tiepi¬ 
do al tatto, indice di una progettazione 
attenta agli attriti e ai consumi, impor¬ 
tante anche ai fini della longevità del 
disco Rimanendo in tema di dispositi¬ 
vi di memorizzazione di massa, il letto¬ 
re di CD-ROM è un bel 40x di produ 
zione ,. veloce e vorace: "mangia" di 
tutto, con la sola eccezione di un CD 
Audio dei Deep Purple gravemente 
danneggiato che uso come test (finora 
solamente il 12Plex e il Yamaha 
CDR100 lo hanno letto ) 

La macchina ha disponibili tre slot 
PCI. gli altri due sono occupati dalla 
scheda modem (LT-Win da 56K) e dal¬ 
la discreta scheda audio Creative 
PCI64 

L'alimentatore è dotato di una presa 
pilotata per il monitor, ormai omologa¬ 
ta anche dallo standard ATX (fino a 
qualche tempo fa era fuori specifiche). 
Arriviamo al piatto forte il processore, 
in altre parole quel Pentium III a 500 
MHz che finalmente mostra il suo vero 
aspetto... e cioè II package "a meta", 
identico a quello dei prototipi, ma che 
ora orgogliosamente porta il marchio 
con i tre punti esclamativi Molto si è 
detto a proposito di questa CPU, e 


110 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 



































































CompuIerUnion 2000 Pili 500 



posso condividere i 
pareri di chi lo con¬ 
sidera un semplice 
palliativo in vista del 
"vero" Pentium III, 
con tecnologia a 
0,18 micron, su Chi- 
pset Camino, dotato 
di Rambus e magari 
pure a 133 MHz di 
Front Side Bus... 

All'accensione la 
macchina si com¬ 
porta molto bene; il 
BIOS riporta, corret¬ 
tamente, la presen¬ 
za di un processore 
Intel Pentium III 
MMX a 500 MHz, e 
l'avvio di Windows 
98 è veloce e senza 
incertezze A propo¬ 
sito del BIOS, si 
tratta di un 
AWARD, molto completo e con buone 
possibilità di gestione; tutti i parametri 
sono impostabili da menu, e di fatto 
non sono necessari jumper o dip swit- 
ch sulla scheda madre, nemmeno per 
il settaggio delle frequenze di lavoro 
del processore (sulla M/B è presente 
un solo jumper, infatti, e serve per re- 
settare la CMOS) Degno di nota, la 
versione di Windows 98 installata, ol¬ 
tre ad essere la piu aggiornata disponi¬ 
bile al momento deH’imballo. e anche 
dotata di tutti i Service pack, patch e 
upgrade (incluse le DirectX 6.1) già in¬ 
stallati dal produttore; non tutti gli 
OEM si comportano in questo modo. 

Sulla macchina abbiamo trovato 
preinstallato CorelDRAW 7, Microsoft 
Works e Word 97. Money 99, Pictu- 
relTI 99, MacAfee Viruscan 99, oltre a 
diversi titoli di Opera Multimedia (Enci¬ 
clopedia Zanichelli Giovani 99, Grande 
Atlante Turistico d'Italia, Teli Me Mo¬ 
re) e un gioco, F1RS come si vede, 
una copiosa dotazione software, con 
titoli anche di indubbia utilità, tutti for¬ 
niti di CD originale d'installazione e li¬ 


cenza d'uso (eccettuato ViruScan, su 
specifica richiesta di MacAfee) Win¬ 
dows 98 gira molto bene, le prestazio¬ 
ni della macchina sono esuberanti e 
ormai la velocità di esecuzione dei nor¬ 
mali programmi e tale da non essere 
quasi apprezzabile la differenza tra 
macchine simili; in Office, a meno che 
non si stia lavorando su di un database 
di qualche centinaio di Mbyte o una ta¬ 
bella di migliaia di celle , non si nota la 
differenza di prestazioni tra un Pen¬ 
tium III a 450 e a 500 MHz Ma basta 
installare un qualsiasi gioco, e la cosa 
cambia aspetto. Potremmo afferma¬ 
re che il punto è valido anche per 
software applicativi veramente seri, 
ma pochi utilizzeranno un personal 
computer con il suffisso "family" per 
farci un server di rete aziendale o co¬ 
me workstation grafica o di 
CAD/CAM' I giochi, dicevamo, volano: 
Quake e ' bestiale'' (anche grazie 
all'eccellente scheda Creative TNT). e 
Incommg ormai è da videoregistrare, 
sotto i 30 fps non scende 
Photoshop il filtro sulla classica im¬ 


L interno della macchina, 
sufficientemente ordinato 
ma poco accessibile a 
causa del posizionamento 
deli alimentatore In bas¬ 
so a destra si può notare 
Il cestello amovibile porta¬ 
dischi 


magine di riferimento della "bella in 
moto" è praticamente real-time. pen¬ 
sare che sul mio fido Pentium 133 ci 
metteva ben 26 secondi I 
Installato Painter 5, le pennellate so¬ 
no fluide e seguono fedelmente la ma¬ 
no, senza scatti e "effetto poligono” 
sulle curve, anche usando effetti com¬ 
posti (auto VanGogh. per esempio). 


E alla fine... 

Le conclusioni sono semplici da trar¬ 
re: una macchina "all round", dotata di 
eccellenti prestazioni, con una quantità 
di software in bundle veramente con¬ 
siderevole (si badi bene si tratta di ti¬ 
toli di tutto rispetto, "full license", e 
non di software-spazzatura) e molto 
ben dimensionata, per un uso diciamo 
"pesante" in famiglia mi immagino 
già la scena, con papà, mamma e fi¬ 
glioli a litigare per il turno da fare da¬ 
vanti al monitor... ci pensate? Alla fine 
rimarrebbe più acceso il PC che il tele¬ 
visore! Era ora... sg 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


111 













di Franco Paiamaro 



Infoware 

Run Pentium III 500 


La seconda macchina in prova basata 
su Pentium III e un modello della serie 
Run di Infoware. che. vista la dotazione, 
e chiaramente dedicata agli amanti del¬ 
lo "smanettamento" e visione di filmati 
digitali. 

In sintesi, la cosiddetta "rivoluzione" 
causata dall'offerta del DVD stenta un 
po' a partire, immeritatamente in quan¬ 
to si tratta di un sistema innovativo e 
funzionale; Il prezzo di questi apparec¬ 
chi. all'inizio elevato, ha seguito il gene¬ 
ralizzato trend del mercato informatico, 
e quindi è ormai a livelli accettabilissimi 
la macchina che stiamo per presentarvi 
e basata sulla coppia DVD/scheda di de¬ 
compressione. per offrire le massime 
prestazioni nella visualizzazione dei fil¬ 
mati digitali 


Ormai cominciano anche ad essere di¬ 
sponibili una grande quantità di titoli, sia 
cinematografici, sia multimediali, e non 
c'è dubbio che il futuro sara su suppor 
to DVD. il nostro parere è che. sebbene 
"in sordina ". la rivoluzione di cui sopra 
è inevitabile, e, anche grazie allo sforzo 
di assemblatori come Infoware. il pub 
blico non tarderà ad accorgersene 

La macchina 

L'aspetto esteriore di questo personal 
computer delude un po', all'inizio, an¬ 
che a causa del cabinet dal disegno 
tutt altro che entusiasmante, questo ca¬ 
se. in effetti, è quanto di più "OEM" si 
possa immaginare. 


L'abito non fa il monaco, sotto il cofano 
batte un motore certo molto prestante, 
e, aperto lo sportelletto anteriore, tro¬ 
viamo il bel DVD 5x di Creative, comun¬ 
que. anche l'occhio vuole la sua parte, 
soprattutto se ci si rende conto delle ef¬ 
fettive potenzialità nascoste dalla quasi 
anonima "scatola" 

La qualità della plastica del frontale è 
appena passabile, lo sportello chiude 
bene ma basta una minima pendenza 
per farlo aprire o richiudere nei momen¬ 
ti meno opportuni, la disposizione dei 
comandi è ottima, il pulsante di reset è 
giustamente incassato e di ridotte di¬ 
mensioni. mentre l'accensione è ben in¬ 
dividuabile rispetto al tasto del floppy, 
sia per dimensioni, sia per forma; l'ulti¬ 
ma nota negativa riguarda la solita fes- 


112 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 















Run Pentium III 500 


Infoware Run Pentium III 500 


Ptoduttore e Otstnbutcxe 
Infowartì S.p.A. 

Via M Boldetti. 27/29 
Tel 06/86321576 
Fax 06/86321596 

Prezzi: (iva esclusa) 

Iriloware Run Pili 500 128 MB RAM HD 10.2 
GB Lit 3 200 000 

nioniloi Sony 19" CPD 420 GS 

Ut 1 200 000 


sura sagomata per il floppy, pare che 
quasi tutti gli ultimi cabinet di prove¬ 
nienza asiatica siano disegnati con que¬ 
sta caratteristica, a mio avviso progetta¬ 
ta per le piccole ed agili dita dell'utente 
medio nativo di quei luoghi proprio co¬ 
me le motociclette giapponesi di qual¬ 
che anno fa (vedi la GSF400). che risul¬ 
tavano relativamente piccole per l'uten¬ 
te medio occidentale; in pratica, il di¬ 
schetto si afferra con la precaria presa 


della punta delle dita 
Come tutte le mode, anche questa pas¬ 
sera. la qualità meccanica del cabinet, 
cosi come la praticità delle aperture 
scomponibili laterali, è invece ineccepi¬ 
bile 

Nell'Imballo troviamo la solita tastiera 
(una Mitsumi 105 tasti), un mouse Lo¬ 
gitech (il First Mouse), il cavo di alimen¬ 
tazione. i CD con i software e i driver e 
i manuali: il PC e corredato di un bel 
monitor Sony Trinitron da 19 pollici, il 
CPD 420 GS 


Apriamola! 

Per aprire il cabinet si procede come di 
consueto rimuovendo le viti poste sul 
pannello posteriore, e spingendo da da¬ 
vanti verso il retro il pannello laterale, si 
svincola quest'ultimo e si può accedere 
all'interno 

L’interno della macchina e un po' disor¬ 
dinato. i cavi non sono fissati e l'acces- 
sibilita ne risulta abbastanza compro¬ 
messa. tanto da dover staccare qualche 


alimentazione per poter aggiornare le 
memorie SDRAM di sistema o il pro¬ 
cessore. Il dimensionamento dello 
chàssis è buono, con molto spazio per 
gli upgrade. molti vani per periferiche di 
memorizzazione di massa liberi e la 
possibilità di aggiungere facilmente 
schede di espansione; l'alimentatore ri¬ 
sulta posto correttamente in alto, senza 
disturbare l'accesso alla M/B Sono di¬ 
sponibili ben tre vani da 5.25, tutti ac¬ 
cessibili dall'esterno, e un vano da 3.5, 
non accessibile e dedicato ad un secoli 
do disco rigido. 

La macchina è basata sull'eccellente 
Asus P2B. implementante il chipset In¬ 
tel 440BX. ed 6 dotala di cinque slot 
PCI, due slot ISA e il solito slot AGP. 
con implementazione 2X. le possibilità 
di aggiornamento delle RAM di sistema 
sono ottime, potendo contare su tre 
slot per DIMM, ciascuno capace di ac 
comodare 128 Mbyte di RAM per 
complessivi 348 Mbyte installabili: la 
macchina e dotata di una DIMM sincro¬ 
na da 128 Mbyte PC100, mentre la 
scheda video 6 la nota Matrox G200 



Il tramale del PC molto spartano difficoltosa I estrazione del floppy ma con II tetro dell apparecchio allineato alle specifiche A TX da apprezzare la possibi 
una apprezzabile disposizione dei comandi rimuovere scparatarneme i pannelli laterali e il guscio superiore per ! ac¬ 

cesso all interno del cabinet 



MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


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Run Pentium III 500 



Berteli Sintetico 3Dmark99 Come si può notare, le prestazioni non sono certo 
entusiasmanti, per la classe alla quale la macchina appartiene In questo caso 
pero, sono giustificate dalla forte ottimizzazione voluta dal produttore 


Benchmark multimediale Norton Anche qui, le prestazioni non sono eccezio¬ 
nali ma sono allineate alle possibilità del processore e della configurazione in 
pratica appena un pelo sopra la media di una macchina con CPU a 5 00 MHz 
1230 di indice Norton) 



con 16 Mbyte di SDRAM 
La sezione Audio è affidata alla eccel¬ 
lente Sound Blaster Live di Creative, 
come Creative è il lettore DVD-ROM 
5x. la scheda di decompressione Mpeg 
è basata su chipset Dxr2. C’è da dire 
che la Live occupa uno slot aggiuntivo 
per la schedina dei connettori, preclu¬ 
dendo cosi la possibilità di usare uno 
slot PCI II processore utilizzato è il 
Pentium III in versione definitiva, nella 
versione Retail Boxed (con tanto di cer¬ 
tificazione, garanzia e libretto d’istruzio¬ 
ni) Un discorso a parte merita il bel di¬ 
sco rigido IBM DTTA 371010. con inter¬ 
faccia Ultra Dma2 da 10,2 Gbyte a 
7200 giri: velocissimo, è silenzioso e si¬ 


curo. e dissipa una quantità minima di 
calore: lo stesso disco è disponibile in 
versione UltraSCSI 

Una dotazione veramente generosa, 
con componenti di ottima qualità, ben 
scelti e sicuramente affidabili: si può di¬ 
re che l’unico componente veramente 
OEM di tutta la macchina sia il solo 
componente totalmente passivo della 
configurazione: il cabinet! 

Stringendo, potremo affermare che le 
apparenze ingannano, e che è molto 
meglio essere che apparire... 

Anche in questa macchina troviamo un 
alimentatore dotato di una presa pilota¬ 
ta per il monitor: peccato solo che non 
sia un 250 watt, ma non si può avere 


tutto, e poi la configurazione offerta è 
veramente interessante. 


Panoramica delle schede di espan¬ 
sione presenti all interno della mac¬ 
china di produzione Creative prepo¬ 
ste allo migliore resa qualitativa del 
la riproduzione DVD si nota la sche¬ 
da Live con la schedina aggiuntiva 
accomodante i connettori per le 
uscite digitali elettriche 


Accesa, la macchina risulta discreta¬ 
mente veloce: anche in questo caso il 
BIOS riporta la presenza di un proces¬ 
sore Intel Pentium III con MMX a 500 
MHz, e l'avvio di Windows 98, prein¬ 
stallato sul disco rigido, procede nor¬ 
malmente 

Il personal computer è preconfigurato 
per una risoluzione insolitamente bas¬ 
sa, considerando le potenzialità della 
scheda acceleratrice video: ciò è dovu¬ 
to alla particolare destinazio¬ 
ne d'uso di questa macchi¬ 
na, la fruizione di video digi¬ 
tale: ed in quest'ottica è sta¬ 
to anche scelto il monitor In 
bundle, uno spazioso e lumi 
noso 19 pollici: i benchmark 
hanno fatto registrare, a 
questo proposito, prestazio¬ 
ni non eclatanti, solo 1449 
3Dmarks per 3Dmark99 e 
231.5 per le Norton, dovuti 
all'ottimizzazione della confi¬ 
gurazione alla accelerazione 
dei filmati video Mpeg a tut¬ 
to schermo, piuttosto che 


114 


MCmicrocomputern. 194 - aprile 1999 































Run Pentium III 500 



ad una accelerazione tridi¬ 
mensionale, propria di gio¬ 
chi come Quake In effetti, 
pur essendo dotata del pro¬ 
cessore più veloce attual¬ 
mente disponibile per il 
mercato consumer, questa 
macchina non e indicata 
per giocare; tuttavia, la de¬ 
mo di Descent 3 e sempre 
uno spettacolo, cosi come 
è veramente bella la qualità 
video, dovuta principalmen¬ 
te alla scheda Matrox, 

Per quanto riguarda la ri- 
produzione video, risulta 
macchinosa la configura¬ 
zione e calibrazione del 
programma Creative DVD 
Encore, che comunque of¬ 
fre risultati notevoli; oltre 
che sul monitor, 6 possibi¬ 
le visualizzare il flusso vi¬ 
deo anche su un televisore 
dotato di porta S-VHS, con 
ottimi risultati, La sua nic¬ 
chia di mercato è evidente¬ 
mente l'implementazione 
in un sistema home video, 
magari anche con video¬ 
proiettore, vista anche l'ec¬ 
cellente qualità sonora ri¬ 
scontrata, in effetti, questo 
preclude un uso generalizzato di que¬ 
sto PC, ma e innegabile la validità della 
soluzione proposta da Infoware per la 
riproduzione del video digitale e del 
materiale multimediale (anche Interatti¬ 
vo): un possibile uso potrebbe essere 
per l'insegnamento, con la sola aggiun¬ 
ta di un software adatto ed una econo¬ 
mica scheda di rete. 


In primo piano l'ottimo lettolo DVD creative e la fessura , integrata nel frontale, per ! Inserimento del floppy 
Quest'ultima, anche se esteticamente gradevole, risulta scomoda per l 'estrazione del dischetto 


Conclusioni 

Considerando le prestazioni riscontrate, 
il prezzo ci sembra adeguato; e anche 
importante tenere presente la particola¬ 
re nicchia di mercato che questo pro¬ 
dotto va a coprire, in quanto si tratta 
sempre di un oggetto dedicato ad un 
particolare scopo, un po' come un file 
server o una stazione grafica: nel caso 
si valuti l’acquisto, e importante sapere 
che la destinazione d'uso e anche su¬ 
bordinata al possesso delle adeguate 
periferiche di visualizzazione (sembra 
scontato, ma per "gustarsi" un DVD 
come si deve sarebbe necessario avere 
un ottimo televisore da almeno 28 polli¬ 
ci, magari anche 100 hertz), senza nulla 
togliere all'ottimo 19 pollici (circa 18" di 
visuale effettiva) utilizzato in questa oc¬ 
casione, «e 


L interno della macchina, per quanto non particolarmente ordinato risulta discretamente accessibile grazie 
alla grande quantità di spazio a disposizione 


MCmicrocomputer n, 194 - aprile 1999 


115 




























di Raffaello De Masi 


OverView 



ne del mondo. E si narra che 
I ricchi abbiano donato profu¬ 
samente tutti i loro beni ai 
poveri, miscredenti abbiano 
raggiunto la fede, religiosi 
abbiano pubblicamente con¬ 
fessato le loro vergogne, e si 
siano visti miserabili e poten¬ 
ti abbracciarsi come fratelli. 
Predicatori esaltati profetiz¬ 
zarono tempeste di fuoco e 
ghiaccio, assalto alla terra di 
draghi a sette teste, notte 
eterna con arcangeli armati 
di spade di fuoco scesi giù 
ad affettare buoni e cattivi 
come mortadelle Poi la terribile mez¬ 
zanotte passo e. visto che lo spettaco¬ 
lo era stato rimandato a data da desti¬ 
narsi, l'impeto di bontà e di fratellanza 
cristiana si esaurì di colpo; colpevoli 
tentarono di ritrattare le loro confes¬ 
sioni, ecclesiastici per cosi dire "leg¬ 
geri" riacquistarono di colpo tono e 
sussiego, e infinite turbe di ex ricchi 
tentarono di farsi ridare quanto incau 
tamente avevano profuso. E molti, 
che dovevano effettivamente restitui¬ 
re. non restituirono 
Beh, tra qualche mese ci riproviamo 
per la seconda volta, e non è poi che 
in mille anni le cose siano cambiate di 
molto Solo che noi la fine del millen¬ 
nio la stiamo aspettando in un altro 
modo. Grandi festeggiamenti in prepa¬ 
razione. feste e luminarie folli, nulla 
sara lasciato al caso per accogliere de¬ 
gnamente il nuovo millennio (e quei 
pochi che faranno notare che il secon¬ 
do millennio terminerà alla fine dell'an¬ 
no 2000 e non del 1999 saranno zittiti 


Norton 2000 1.0 


La posta, generalmente, la prendo 
sempre io dalla cassetta, sia perche 
posso cosi nascondere le cartoline 
che Naomi e Afef mi mandano duran¬ 
te il loro peregrinare, sia perche la 
maggior parte dell’altra posta e pure 
indirizzata a me E generalmente, tra 
riviste, cataloghi, santini e ordinaria 
corrispondenza torno sempre su, a ca¬ 
sa, con le mani piene Ad ascoltare il 
solito commento di mia moglie che 
suona "Ma come, una volta dall'Ame¬ 
rica mandavano i dollari I " 

L'altro giorno apro la cassetta e tro¬ 
vo un giornaletto di non so quale 
gruppo religioso che mi avvisa minac¬ 
ciosamente: "Guardati dall'anno 
2000 Caspita, penso, cosi anche lo¬ 
ro si sono accorti che l'anno venturo 
qualcuno dei loro computer li potreb¬ 
be mettere nei guai! Cosi sono anda¬ 
to a cercare nello scatolone che Rino 
mi ha mandato l’altra settimana, e ho 
tirato fuori questo pacchetto dell'inos¬ 
sidabile Peter, che. a suo dire, do¬ 


vrebbe mettere riparo ai problemi del 
prossimo millennio Cosi posso anche 
tranquillizzare il direttore de La Torre 
di Guardia" che, devo dire la verità, 
mi ha messo un poco in agitazione, vi¬ 
sto che ho scoperto che e probabile 
che l'anno venturo bollirò, a mo' di co¬ 
techino, in un pentolone, assaggiato 
ogni tanto col forchettone da satanas¬ 
si chef, che diavolo - absit iniuria ver- 
bis - tutto questo casino perche qual¬ 
che computer non legge le date a 
quattro cifre 1 Mi sembra un po' esa¬ 
gerato! 


Mille, e non più mille 

Vecchi in folio narrano come l'anno 
Mille sia stato avvenimento da ricorda¬ 
re Grazie a una non meglio identifica¬ 
ta interpretazione dei sacri scritti, 
l'umanità non avrebbe avuto possibi¬ 
lità di superare questa data, che veni¬ 
va universalmente indicata come la fi- 


Norton 2000 1.0 

Symantec Corp 
Peter Norton Produci Group 
10201 Torre Avcnue 
Orpellino. CA 95014 

Distribuito m Italia da 
Symantec Italia S r .l 
Via Abbndcsse 40 
20120 Milano 
Tel 02-695521 

Pretto al pubblico, IVA esclusa 
L 87 000 


116 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


















3SE J«J 



Far* de mj Irtenonp pe« tW w ape w I* acantcm 


J Jyoj 


Scansione delle applicazioni; l'esame viene esteso a lutti i programmi pre¬ 
sentì stille memorie di massa. Norton 2000 ù capace di verzicare anche file 
compressi dalle piu diffuse applicazioni (WinZip, PowerDesk, Freespace 
ZipMagic, ZipReady. ecc I. 


NORTON 2000 1.0 




fm <4: KJ IrtOTCBp i*t rteronem lè lunmn 



Scansione dei file dati; 
e la più lunga delle 

operazioni, ma garantisce la verifica completa di tutti I documenti contenuti nelle nostre memorie di 
massa 


come saccenti del primo banco). Gli 
unici che probabilmente aspetteranno 
la nuova serie con apprensione saran¬ 
no i nostri computer e. forse, il mio 
parcheggiatore in istituto, rigorosa¬ 
mente abusivo, che l'altro giorno mi 
ha chiesto: "Dotto', voi che sapete 
tutto, l'anno prossimo il comune me la 
da sta casa popolare?". Quando, per 
togliermelo di torno, gli ho detto: "Stai 
tranquillo, Gennari', che quest'anno è 
l'anno tuo!'', voleva per forza regalar¬ 
mi due pacchetti di Pali Mail ("Tran¬ 
quillo, professo”, con repentino au¬ 
mento di titolo, "so' autentiche, mica 
quelle che facciamo noi a Forcella! ''). 

Il problema dell'anno 2000 nei com¬ 
puter deriva dall'uso inappropriato di 
date con anno a due cifre per rappre¬ 
sentare date con anno a quattro cifre 
nei programmi, nelle applicazioni e 
nelle utilità. Tutto dipende dall'uso, 
prolungato per diversi anni, della nota¬ 
zione a due cifre degli anni, con tron¬ 


camento della cifra significativa del 
millennio e dei secoli, troncamento 
molto diffuso anche nell'uso comune, 
quando si indica, ad esempio, la no¬ 
stra data di nascita. 

Fatto sta che l’avvicinarsi della fine 
del secolo (e, per buona giunta, anche 
del millennio) potrà determinare qual¬ 
che problema che, se nella vita reale 
potrà essere risolto con un minimo di 
raziocinio e di buon senso, potrà, nei 
servizi meccanizzati, creare assurdità 
e incongruenze di vario tipo. Tutto di¬ 
pende dal fatto che. alla nascita della 
microinformatica, si usarono solo le ul¬ 
time due cifre per indicare l'anno, sot¬ 
tintendendo la parte ” 19”.Questo vuol 
perù anche dire che la data 01/01/02, 


indicata da noi come data di nascita di 
un bambino nato nel 2002, potrebbe 
essere interpretata come natalità di un 
pluricentenario. Niente di più facile, 
quindi, che, con l'anno venturo, non¬ 
netti con età a tre cifre siano chiamati 
dalle ASL per il richiamo dell'antipolio 
o per la vaccinazione contro la tosse 
convulsa. 

Finora grossi guai non ce n'erano 
stati, visto che le macchine presuppo¬ 
nevano che davanti alla cifra degli anni 
fosse sottinteso 19, ma dall'anno ven¬ 
turo quest'assunto non ha piu senso e 
il presupposto non ha piu alcuna vali¬ 
dità. I valori di data e I conseguenti va¬ 
lori numerici contenuti nei fogli elet¬ 
tronici, nei database e in tutte le appli- 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


117 

























































NORTON 2000 1.0 




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*"•*' « lum pn «>*• I.U II»! 

■ •«««MIMI n H>M H. 4.M.IVM 



Un esempio di reporr Si non come i problemi correlati con le applicazioni non conformi siano ben 
descritti e ove possibile corredali di indicazioni circa la possibile soluzione Curioso come neppu¬ 
re alcune applicazioni top sfuggano ai problemi del terzo millennio 


cazioni sensibili alle date potrebbero 
non essere gestiti correttamente. Inol¬ 
tre, hardware piuttosto vecchi o di 


dubbia progettazione potrebbero non 
essere in grado di gestire coerente¬ 
mente le date dell'anno 2000 e oltre. 


Il pacchetto di quest'articolo è proget¬ 
tato per individuare e segnalare i pro¬ 
blemi di data di questo tipo. 



118 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 





































































































NORTON 2000 1.0 



Copyright |C| 1998 by Vistoli Ine. 

Tutti I difilli riservati 

Veni oc alo un diaco del tea! BIOS per la verifica nel 
sistema dlprobleml correlali all'anno ?000 
nell'orologio in tempo reale. 

Per uscire, premere "tsef*. Altrimenti inserire un 
disco vuoto e lormattato ncll'unilA A:, quindi 
specificare la creazione In A o Inserire un disco vuoto 
e lormattato neH'unltè li:, quindi specificare la 
creazione In B. 


Vrfilli ii r nniplrlsts 


Creo in A: ~| ■« »« in B; 1 Esci 


Che cosa è 
Norton 2000 

N2000 e uno strumento d'analisi per 
la gestione delle date del terzo millen¬ 
nio: esso esegue diverse operazioni, 
sovente concorrenti, per controllare, 
ed eventualmente correggere, malfun¬ 
zionamenti connessi con questo pro¬ 
blema, attraverso diverse vie, Esso 
esegue innanzi tutto un test della data 
del sistema sul BIOS e sull’orologio 
del sistema operativo, generando un 
report sintetico sulla conformità degli 
stessi con l’anno 2000 Inoltre analizza 
le applicazioni del computer e segnala 
quelle non conformi al nuovo millen¬ 
nio, individua ed esegue la scansione 
dei file di dati per rilevare i problemi di 
data derivanti dalla presenza di anni a 
due cifre, assegnando un livello di se¬ 
verità del rischio a ogni voce. Inoltre 
N2000 può generare duplicati dei fogli 
di calcolo di Excel con codifiche di co¬ 
lore e note che evidenziano e descri¬ 
vono le celle con problemi correlati 
all’anno nuovo. 

Se possibile, N2000 corregge le im¬ 
postazioni del BIOS quando questo 
non e progettato per accettare il nuo¬ 
vo millennio. Il problema sta in questi 
termini: l'hardware dell'orologio in 
tempo reale di un computer in genere 
non gestisce in modo automatico le ci¬ 
fre del secolo nel valore dell’anno, e 
non esegue in maniera automatica il 
passaggio dal 31 dicembre 1999 al 1 
gennaio 2000 II passaggio e invece 
gestito e regolato dal BIOS del com¬ 
puter e dal sistema operativo e 
N2000, in molte occasioni, e capace di 
rilevare malfunzionamenti del BIOS 
stesso e di correggere le sue imposta¬ 
zioni Infine, N2000 esegue la scansio¬ 
ne dei file di database figli di Micro¬ 
soft Access, FoxPro, Paradox e dBase 


La creazione di un di¬ 
schetto di servizio per 
il test del BIOS, attra¬ 
verso di esso si può 
verificare , in ogni mo¬ 
mento, la compatibilita 
della macchina con le 
esigenze del nuovo 
millennio. 


Live Update. il sistema 
di aggiornamento auto¬ 
matico dei pacchetti 
Symantec, e disponibi¬ 
le anche per N2000 



Benvenuti! 

Benvenuto n UveUpdtf* LrvtOpdete pt Xtoto* con* wpjs 

1 Si come*!»* aUcmaftcamonte a ir t«v« LrvoUpdM* po» 
vwhw <**•» «gpomvnerti ó podoft « docurrerti tono 
deporti por quello ciottolo Symantec 

2 Contorto* d tc«c*ofe & «gpcmamerti dento* 

1 Si «ometter* «utomete «mente é inveì Spnontec per 
prelevae gl «oponemerei 
4 Innato ti gl egpomomerti nei computer 

Pei lare ctc ni pdiarte "Averti >“ 


Come n dento* coAepun « un tervet IweUpdete? 


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SYMANTEC. 


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ftvar*. 


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III e IV (date interne, date in formato 
testo, limitazioni connesse con le ma¬ 
schere di input e limitazioni dei forma¬ 
ti di output). N2000 esegue la scansio¬ 
ne, inoltre, di file di fogli elettronici 
(MS Excel, Lotus 123 e Quattro Pro). 
Qui la problematica è anche più com¬ 
plessa, visto che i costruttori hanno 
usato implementazioni differenti non 
solo tra loro, ma anche da versione a 
versione (per esempio, Excel usa for¬ 
mati diversi nelle versioni '95 e '97) 
Inoltre, sempre negli spreadsheet, 
N2000 analizza macro e frammenti di 
codice, individuando e analizzando cal¬ 
coli e variabili correlati alla data Inol¬ 
tre, per i file non nominati, e sempre 
possibile analizzare i documenti come 
file non formattati, identificando, in un 
modo o nell'altro, le date con anno a 
due e quattro cifre 

Usare N2000 è veramente semplice: 
si lancia II programma e ci si ritroverà 
in una finestra con tre grossi pulsanti- 
semaforo, destinati alla scansione del¬ 
la data di sistema, delle applicazioni e 
dei dati provenienti da file La finestra 
sottostante (finestra di registro) resti¬ 
tuirà i risultati del test o della scansio¬ 
ne, generando un report che potrà es¬ 
sere inviato alla stampante Questi re¬ 
port potranno essere molto particola¬ 
reggiati, tenendo conto che il sistema 
puO essere personalizzato in diversa 
maniera, in base a preferenze stabilite 
dall'utente. 

A parte il fatto che ci si può far gui¬ 
dare automaticamente dalla scansione 
guidata inclusa nel pacchetto, alcune 
aree di scansione includono opzioni 
particolari, come (nei database) sele¬ 
zione del livello di severità del proble¬ 
ma, segnalazione (negli spreadsheet) 
di date interne con anno precedente a 


uno prestabilito, regolazione del livello 
dei colori corrispondenti alla severità 
del problema, definizione di filtri per 
stabilire nomi di file da escludere dalla 
scansione, definizione di regole asso¬ 
ciate a particolari cartelle, individuazio¬ 
ne del flag di installazione del corretto¬ 
re BIOS. Come già detto diverse volte, 
N2000 esegue un test del BIOS e in¬ 
serisce, se necessario, un driver che 
corregge le funzionalità insufficienti di 
gestione della data dell'RTC e/o del 
BIOS per le date del prossimo millen¬ 
nio, caricandolo nella prima riga del fi¬ 
le CONFIG.SYS (il CONFIG.SYS origi¬ 
nale viene comunque conservato, con 
un nome diverso, per un eventuale ri¬ 
pristino). In pratica il driver provvede, 
al bootstrap, a correggere l'orologio il 
correttore accetta quattro parametri 
(+R, -R. +T e -T) con cui personalizza¬ 
re il controllo della data. 


Conclusioni 

Norton 2000 è una utility che correg¬ 
ge, ove possibile, i problemi connessi 
con l'Y2K, che, già fortemente sentiti, 
diverranno non piu ignorabili alla fine 
dell’anno Non sempre sara possibile 
una soluzione completa del problema 
(beh, non si può certo ringiovanire una 
vecchia zia ottuagenaria), ma sovente 
il pacchetto eviterà grattacapi legati al 
passaggio al nuovo millennio, o alme¬ 
no ci avviserà di quelli che ci dobbia¬ 
mo aspettare A proposito, visto che 
non è poi detto che nel 2000 non ci 
possa essere davvero la fine del mon¬ 
do, chissà che, nell'impeto di donare 
che caratterizzò il primo millennio, an¬ 
che Naomi non decida di regalare 
qualcosa a me 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


119 




























OverView 


di Luca Angelelli 



irlo I/O ROCKET 

. 

Costruttore: 

101 Technology Corporation 

3F. No 15. Alley 8. S/cwei Lane. Chung 

Cheng Rd. 

Hsm Tien City. Taipei. Taiwan 
InloiiM't httpf/www loiscsi coni 

Il prodotto ci e stato tornito da: 

Bil Shop Compulor 

Via Nino Buio 1 - 35131 Padova 

Tel 049 8753048 

Fax 049 8755177 

Internet http "www quaad com 

Prezzo : IVA esclusa 

Ut 178.000 


Initio I/O ROCKET 


La 101 Technology Corporation è una 
industria taiwanese fondata nel 1994 
specializzata nella produzione di control¬ 
ler SCSI, cavi SCSI e periferiche di I/O 
per personal computer Quanto ai con¬ 
troller SCSI, cavallo di battaglia della 101, 
la produzione e decisamente vasta par¬ 
tendo da schede di tipo SCSI-2 per arriva¬ 
re a controller Ultra Wide SCSI 2, com¬ 
prendendo anche schede dotate di piu 
canali con software RAID per controllo di 
array di HD con o senza ridondanza Dun¬ 
que siamo di fronte ad una produzione 
completa in grado di soddisfare le neces¬ 
sita della stragrande maggioranza degli 
utenti consumer e professionali 
Nel mercato dei controller SCSI indubi¬ 
tabilmente il leader assoluto 6 la Adaptec 
e qualsiasi industria che voglia entrare in 
questo campo deve necessariamente fa¬ 
re i conti con il colosso americano e con i 
suoi prodotti, oramai degli standard di fat¬ 
to in tutte le fasce di mercato 
In questa prima OverView di prodotti 
della casa di Taiwan abbiamo scelto il 
controller :oi-9100UW. in pratica l'alterna¬ 
tiva ad uno dei prodotti di maggior suc¬ 


cesso della Adaptec: l'AHA 2940UW Si 
tratta di una scheda PCI in grado di con¬ 
trollare fino a 14 periferiche di diverso ti¬ 
po. dallo SCSI fino all'Ultra Wide SCSI, 
ovvero da 5 a 40 MB/s. 6 la soluzione più 
adatta per un adattatore per personal do¬ 
tati di diverse periferiche SCSI fra cui HD 
Diversamente e meglio risparmiar soldi e 
indirizzarsi verso prodotti piu economici, 
a prescindere dal marchio. 

La ioi-9100UW basa il suo funziona¬ 
mento sul chip INITIO INIC-950 Ultra PCI 
SCSI, corrispondente quanto prestazioni 
all Adaptec AIC 7880P L'adattatore si 
presenta come una scheda dalle dimen¬ 
sioni piu contenute rispetto al concorren¬ 
te Adaptec ma con lo stesso numero e ti¬ 
po di connessioni verso l'esterno e pre¬ 
sente una presa Ultra Wide SCSI a 68 
pin, per la connessione a periferiche in¬ 
terne al computer sono presenti due con¬ 
nessioni, un'altra UW SCSI a 68 pin e 
una SCSI-2 da 50 pin. Solo due delle tre 
prese possono essere utilizzate contem¬ 
poraneamente Il bios risiede su di una 
flash memory e può essere facilmente 
aggiornato via software dall'utente in 


qualsiasi momento 

La ioi-9100UW viene venduta in una 
confezione sufficientemente completa 
comprensiva, oltre che dei driver (su CD 
ROM) per i sistemi operativi DOS. Win¬ 
dows 3 lx. Windows 95/98, Windows 
NT 3 51/4 0. OS2 3 0 e 4.0. NetWare 
3 1x e 4 1x. SCO Unix 3.24-5 OX, SCO 
UnixWare 2.1 e 7.X, FreeBSD, Linux, dei 
cavi SCSI-2 e Ultra Wide SCSI I driver 
per Windows 3.1. 95/98, NT sono dupli¬ 
cati anche su di floppy disk. Sono presen¬ 
ti anche due manualetti in carta abbastan¬ 
za chiari (in inglese) che accompagnano 
l'utente nei passi necessari al montaggio 
fisico della scheda e alla installazione dei 
driver nei diversi ambienti di lavoro. 

L'installazione sotto Windows 98 6 ve¬ 
loce e semplice. Montato l'adattatore e 
connesse le diverse periferiche, al boot e 
possibile accedere al bios del controller 
premendo contemporaneamente il tasto 
etri ed I I parametri di configurazione so¬ 
no quelli consueti per schede di questo 
tipo fra l'altro 6 possibile controllare il 
massimo trasfer rate su ogni dispositivo, 
la modalità di trasmissione sincrona, la di 
sconnessione, ecc. Non manca l'utility 
per il controllo di integrità degli HD SCSI 
e la possibilità di formattazione a basso li 
vello. 

Normalmente le opzioni di default sod¬ 
disfano le "necessità" della stragrande 
maggioranza delle periferiche SCSI senza 
problemi. L'installazione proseguo con la 
richiesta dei driver specifici al primo avvio 
di Windows 98 A questo punto si può 
scegliere se inserire il CD ROM o il 
floppy ed indicare al sistema operativo la 
directory con i driver (Wm95) oppure con¬ 
tinuare nell'avvio ed installare i driver ese¬ 
guendo il programma setup exe da CD 
ROM. In entrambi i casi in pochi minuti si 


120 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 





















Irtrtio DuveiMaket 


Plwse teitcl « dnvti iti rwno and 
dck Ma*e D»*v« Dì* bJttcn 


<*»« fS 3 ^ 


/mWo SCS/ Tutor 
Sene di pagine html 
che illustrano le 
principali caratteristi 
che del bus SCSI e 
le problematiche re¬ 
lative alla loro cor¬ 
retta installazione 


Indio DriveMaker Uti¬ 
lity che serve a mette¬ 
re su floppy i driver per 
i van sistemi operativi 


ottiene il sistema perfettamente configu¬ 
rato. Sul CD ROM sono presenti delle uti¬ 
lity, i manuali ed un tutorial sul mondo 
SCSI in grado di facilitare la vita sia 
all'utente smaliziato che a quello alle pri¬ 
me armi. Fra le utility vi sono quelle della 
Initio, denominate Marco Polo, composte 
da Initio SCSI Navigator Initio SCSI Tu¬ 
tor, Initio DriveMaker La prima (figura 1) 
serve a visualizzare le periferiche SCSI 


presenti nel sistema e i relativi settaggi, 
controller compreso. La seconda (figura 
2), come il nome suggerisce, è un tutor 
sul mondo SCSI in grado di sciogliere pa¬ 
recchi dubbi ad utenti inesperti. Initio Dri¬ 
veMaker (figura 3) serve a trasferire su 
floppy i drive per i vari sistemi operativi 
presenti su CD ROM Inizialmente non si 
comprende le ragioni di questa operazio¬ 
ne, poi soffermandosi un poco e ricor¬ 
dando qualche 
blocco del sistema 
con relativo dan¬ 
neggiamento del si¬ 
stema operativo si 
focalizza la neces¬ 
sita di poter avviare 


La IOI-9I00IIWe basa 
ta su di un chip della 
Initio. I INIC 950 corri 
sponderile grosso mo¬ 
do all Adaptec AIC 
7880 La scheda di ti¬ 
po PCI. e un poco piu 
piccola del concorren¬ 
te Adaptec AHA 2940 
UW ma presenta le 
stesse possibilità di 
connessione per le pe¬ 
riferiche sia interne 
die esterne 


il PC da floppy con i driver per poter acce¬ 
dere ai CD-ROM e HD SCSI In quei mo¬ 
menti la presenza di un floppy di avvio 
completo fa la differenza fra la possibilità 
di riavviare il sistema e. la disperazione I 

Terminata l'installazione dei driver e 
delle utility non v'è poi molto altro da di¬ 
re. Il sistema funziona correttamente e 
senza problemi Non abbiamo rilevato in¬ 
compatibilità nell'uso con diverse periferi¬ 
che come CD-ROM, dischi rigidi e scan¬ 
ner Dal punto di vista della velocità, dalle 
prove effettuate, le prestazioni sono mol¬ 
to vicine a quelle dell'Adaptec AHA 
2940UW 

Veniamo ora al discorso prezzo: il con¬ 
troller. comprensivo come abbiamo visto 
di cavi, costa 178,000 di lire, IVA esclusa, 
ovvero meno di 215 000 lire chiavi in ma¬ 
no Un esborso decisamente piu conte¬ 
nuto rispetto a quello necessario per en¬ 
trare in possesso dell'AHA 2940UW La 
conclusione e una sola: e evidente come 
la IOI sia riuscita a proporre un controller 
Ultra Wide SCSI in grado di confrontarsi 
con lo standard di mercato ad un prezzo 
assolutamente competitivo. Probabil¬ 
mente l'ioi-9100UW rappresenta la solu¬ 
zione ottimale per una grande fetta di 
utenti che potranno soddisfare le proprie 
esigenze e al contempo risparmiare de¬ 
naro da investire su altri componenti al¬ 
trettanto importanti (es un HD SCSI piu 
capiente) 

Da ultimo vogliamo segnalare il sito di 
supporto della IOI Technology, www.ioi- 
scsi.com, sintetico ma ben fatto dove 
l'utente finale può trovare le ultime ver¬ 
sioni del bios e dei driver per il proprio si¬ 
stema operativo. L'unico difetto che pos¬ 
siamo lamentare è la mancanza del sup¬ 
porto per il mondo Mac. completamente 
supportato al contrario da Adaptec. Nes¬ 
suno e perfetto. WS 


GmmK*** Mo | SCSI | U^, CMI 


piloro»» amoMPKans 

DtMMTie* 

vmémC 
PkxWC 


a>K 0 M* 

AJXTO» 

CDAOMPXJOTS 

(OD 

KU3 


Initio SCSI Navigator Tramite questa utility e possibile visuahziare il tipo e 
le caratteristiche delle preriferiche presenti sul PC In figura vediamo / dati 
riportati per il CD ROM SCSI Plextor 12/20X 


Initio I/O ROCKET fe, JJJU.IJ 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


121 




















































di Raffaello De Masi 


OverView 



GHOST 5.1 


Caspita (e mi fermo qui con le 
esclamazioni!), l'informatica sta attac¬ 
cando i miti piu sacri della storia 
dell’uomo! Neppure i fantasmi stanno 
piu tranquilli! 

Per la verità, giusto per restare in 
premessa, ho avuto assicurazioni pre¬ 
cise dallo spettro che ospito nella mia 
soffitta che il loro sindacato sta prov¬ 
vedendo affinché, con una dovuta vi¬ 
sitina con tanto di lenzuolo svolazzan¬ 
te e catene trascinate, registi e imple- 
mentatori di software si astengano, in 
futuro, dall'usare il loro nome, peral¬ 
tro depositato regolarmente presso 
l'Aldilà Brevetti, Ma si sa, queste co¬ 
se lasciano il tempo che trovano; non 
c'é piu il sano rispetto e il timore di 
una volta, e temo che le porte sbattu¬ 
te e i fenomeni di poltergeist giusto 
possano fare paura a qualche anziana 
vecchietta. I nostri figli, armati di spa¬ 
da laser alla Obiwan e di armi fotoni- 
che di adeguato calibro, sono tanto 


"tosti'' che nessun buon fantasma si 
azzarda piu ad affrontarli lo, comun¬ 
que, ho chiesto che, quando faranno 
visita a Demi, mi facciano un fischio e 
possa essere della partita; sperando 
di non trovare quel manesco di Bruce! 

Stavolta ci si mette anche Syman¬ 
tec a usare il riverito nome E' vero, e 
un acronimo, ma il fatto resta! Fatto 
sta che GHOST promette di arrivare 
sulla bocca di molte persone, data la 
sua grandissima utilità e la sua alta 
funzionalità Occorrerà che, dall'altra 
parte, facciano buon viso a cattivo 
gioco e, guardando la cosa dal lato 
buono, accettino l'indiretta pubblicità 
che potrebbe loro derivarne. 

Ed eccolo, quindi, il prezioso pac¬ 
chetto di cui parliamo in questo artico¬ 
lo Una grande utility per eseguire un 
solo tipo di operazione. Ma questa 
operazione viene eseguita davvero al 
meglio, e, soprattutto, pare fatta ap¬ 
posta per farci dire "Come facevo, 


GHOST .5; 1. 

Symantec Coip 
10201 torre Avnnue 
Cupornno. CA 9501 4 

hitp/Avww byrnantec com : 

httpl/fwww GHOST con» 

Distributore: I 

Symantec Italia 

Via Abbattesse. 40 

20124 Milano - tei 02/695521 

I Preno al pubblico, IVA escluso 

_:_ .1 


prima, quando non l'avevo?” Ecco, fi¬ 
nalmente c'è 


Cosa è GHOST 
e cosa fa 

Cerchiamo di capirci con un esem¬ 
pio, Il nostro PC, durante la sua vita 
funzionale, subisce innumerevoli tra¬ 
versie. Materiale scaricato da Inter¬ 
net, il nuovo modem con il suo male¬ 
detto software, nuovi pacchetti instal¬ 
lati, rimozioni arbitrarie e manipolazio¬ 
ni nell'Editor di Registro, seguendo i 
consigli di quel pazzo scatenato del 
redattore della rubrica ABC, tutto con¬ 
tribuisce a farci passare notti fuori 
della grazia di Dio Ad un certo punto, 
infatti, non si sa bene per quale moti¬ 
vo, la configurazione che finora pare¬ 
va più salda di una roccia del Capo di 
Buona Speranza, molla e rende il no¬ 
stro PC una vecchia carriola che va a 
tre cilindri, quando non si pianta del 
tutto. Cosa è successo, dove si è an¬ 
nidato quel ' quid'' che ha ridotto in 
fin di vita la nostra superlativa macchi¬ 
na, che finora aveva dato punti anche 
alla bomba rossa di Schumi? 

Altro esempio Da buone formichine 
previdenti sappiamo che è sempre 
meglio tenere un backup del nostro 
disco, sia esso su una cartuccia o su 
uno slave Certo, si può periodica¬ 
mente fare una bella copiatura del lut¬ 
to, ma non è piu semplice creare 
un'immagine del disco e utilizzarla per 
ripristinarne, all’occorrenza, il conte¬ 
nuto? 

Terzo esempio Siamo gli ammini¬ 
stratori di una rete all'Interno di 


122 


MCmicrocomputer n. 194-aprile 1999 
















GHOST 5.1 



La schermata inviale un'azienda De- 

di ghost cidiamo di ag¬ 

giornare il 
software delle 
stazioni Client, o magari di ristorare 
una serie di condizioni iniziali nei com¬ 
puter che fanno capo alla rete stessa 
Ecco a cosa serve GHOST. 

Enunciando in modo aulico, GHOST 
è un’applicazione per l'installazione di 
sistemi, che consente di installare e 
ripristinare in modo rapido worksta¬ 
tion DOS, Windows, NT, ecc. Le fun¬ 
zionalità di cui dispone lo rendono 
inoltre utile per la configurazione di 
singoli computer, come pure per l'or¬ 
ganizzazione, sotto la stessa configu¬ 
razione di un numero elevato di posta¬ 
zioni di lavoro, esigenza non infre¬ 
quente all'interno delle aziende. 

GHOST è. per definizione, un'appli¬ 
cazione per la copia di dischi e/o di 
partizioni; esso, infatti, consente di 
copiare l'intero contenuto di un disco 
in un altro, oppure in un file immagine 
del disco. Il file immagine potrà poi 


essere utilizzato efficacemente come 
modello per la creazione di copie del 
disco di origine Inoltre tale tecnica 
può essere usata anche per gestire 
partizioni all'Interno del disco origina¬ 
le. consentendo di copiare contenuti 
da una partizione all'altra, o di copiare 
partizioni specifiche del file immagine, 
che potrà essere usato come modello 
per la creazione di copie delle partizio¬ 
ni originali. 

GHOST, inoltre, rende di colpo ob¬ 
solete procedure DOS, come FDISK e 
FORMAT, permettendo di eseguire in 
modo dinamico la partizione, la for¬ 
mattazione e il dimensionamento 
"istantaneo' di un disco di destinazio¬ 
ne, permettendo inoltre di espandere 
o comprimere le partizioni FATI 2, 
FAT16, FAT32 e NTFS. in modo da 
adattarle alla necessita incombente I 
dischi di origine e di destinazione pos¬ 
sono essere sullo stesso computer, 
ma anche essere in postazioni remo¬ 
te. ancorché collegate da una rete o 
da un collegamento attraverso la por- 


L'oriqine di GHOST e i prodotti di su 


ai 


Sebbene targato Symantec GHOST e nato, addirittura dodici anni fa. come software 
per la copia disco su disco. Prodotto da Binary Research (Auckland, Nuova Zelanda), e og¬ 
gi un pacchetto multifunzione, dedicato com e alla gestione delle ripartizioni, con suppor¬ 
to di FAT32 e NTFS, possibilità di multicastmg e con una più gradevole interfaccia utente 
Oltre a GHOST tout court. Binary Research produce GHOST-Walker, un eccellente pro¬ 
gramma destinato a risolvere i problemi connessi con gli ID di protezione duplicati nei 
computer NT clonati Walker garantisce che ogni NT collegato in rete abbia il suo ID di 
protezione univoco 

Altro pacchetto di supporto e Explorer, versione minore del capostipite. che permette 
di ripristinare file e directory da un file immagine Ancora esiste GHOST G-Disk. strumen¬ 
to rapido e diretto per la configurazione di una tabella di partizione del disco, con migliori 
prestazioni e opzioni rispetto al classico FDISK 


ta LPT Non è 
necessario che 
i dischi d'origi¬ 
ne e di destina¬ 
zione abbiano la 
stessa capacità, 
in quanto GHO¬ 
ST è capace di adattare, in maniera 
automatica, la posizione e le dimen¬ 
sioni delle partizioni di destinazione 
GHOST copia qualunque partizione 
richiesta, indipendentemente dal tipo 
e dall'origine (disco o file immagine). 
Se la dimensione e la struttura dei di¬ 
schi origine e bersaglio sono identi¬ 
che, potrebbe essere sufficiente una 
copia settore per settore, ma è ben 
noto come quest'ipotesi possa essere 
aleatoria Per posizionare, ancora, cia¬ 
scuna partizione o unita logica sul di¬ 
sco di destinazione vengono usate le 
stesse regole di FDISK 
Come dicevamo, GHOST consente 
inoltre di salvare il contenuto di un di¬ 
sco o di una partizione in un singolo 
file (file immagine) che può essere 
memorizzato in un server di rete, in 
un'unita CD-ROM, o su un disco re- 
movibile Tale file può essere poi usa¬ 
to per ripristinare materiale durante 
operazioni di backup, oppure per clo¬ 
nare il disco originale stesso. 

Già, ma, alla Lubrano, la domanda 
sorge spontanea Se la mia macchina 
è in crash come faccio ad accedere a 
GOSTH? Semplice, GHOST è stato 
realizzato per essere eseguito in mo¬ 
dalità DOS, dispone di un'interfaccia 
semplice ma facile da usare e può es¬ 
sere lanciato e gestito da un floppy 
d'avvio DOS Esso gestisce i nomi 
lunghi di W95, 98 e NT. partizioni 
NTFS. attributi estesi di OS/2 e parti- 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


123 

























GHOST 5.1 



Le possibilità cl utilizzo del programma si nota la funzione locale fes disco su slave) e attraverso ca¬ 
vo su porta LPT 


zioni di Boot Manager di quest ultimo 
SO L'utilità del nostro si basa, anche. 


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«■»>■ 'v* Cm Ciip ié pi U* AM» »— - 

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Norton Ghost 

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_ New» R ot eate» 
Review» 

A?md».. & .Qupt CT 

Te»timomal» 

Free Download» 
Update» & Uhlilie» 
Techmcal Supporl 


GhpgLfoLNctWate 



Le pagine Symantec 
dedicate a CHOS T e 
possibile scaricare dal 
sito urta versione dimo¬ 
strativa del prodotto 
come è, d altro canto 
possibile per quasi tut 
la la gamma Con ap¬ 
prezzabile disponibilità 
Symantec supporta II 
suo software anche 
quando usato in 
trialware 


sul fatto che, con l'introduzione di 
W95. la presenza di nomi di file lunghi 
ha reso inefficiente il comando DOS 
XCOPV Oltre a permettere di installa¬ 
re chirurgicamente (e a ripristinare, al¬ 
la necessita) sistemi operativi, occor¬ 
re ricordare che copia anche file di si¬ 
stema in uso non recuperabili tramite 
la maggior parte delle altre utility di 
backup 


Usando GHOST 

GHOST e estremamente parco di 
memoria, sia RAM che su disco, co¬ 
me pure di potenzialità del processo¬ 
re. Funziona regolarmente già su un 
386SX, richiede 4 MB di RAM e il 
DOS 5.0 o superiore e, pur sfruttan- 



124 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 





































































GHOST 5.1 



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Baiar) Research Imcmahunal 

INCORPORA.TBP 

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done le possibilità, non richiede ne¬ 
cessariamente un mouse Infatti 6 la 
classica applicazione DOS di una vol¬ 
ta. e il programma 0 talmente piccolo 
da risiedere su un dischetto di boot 
assieme al necessario per eseguire le 
operazioni richieste (e da notare che 
nel manuale si raccomanda di utilizza¬ 
re il programma direttamente da DOS 
"puro", quindi non dalla finestra di 
terminale del Windows). Ovviamente 
“a valle” le esigenze sono molteplici, 
in base alla periferica che si utilizzerà 
per la bisogna o degli accessori ne¬ 
cessari per poter eseguire I operazio¬ 
ne desiderata (ad esempio, per ese¬ 
guire una seduta di multicasting e ne¬ 
cessaria una scheda NIC per rete 
Ethernet o Token Ring, un Packet Dri¬ 
ve Nic, un router abilitato al multica- 
sling e, se possibile, un software 
BOOTP/DHCP: in ogni caso il manuale 
elenca precisamente, caso per caso, il 
materiale necessario). 

Vediamo le opzioni di GHOST in 
dettaglio; GHOST è in grado di clona¬ 
re un intero disco copiando qualunque 
partizione, indipendentemente dal ti¬ 
po, dall’origine e dalla destinazione. 
Se i dischi di origine e di arrivo sono 
diversi (in dimensione e struttura) 
GHOST gestisce automaticamente i 
formati e le partizioni In quest'ottica 
il pacchetto permette di eseguire una 
copia di una singola partizione, oppure 
creare un file immagine che contiene 
una copia di una o più partizioni del di¬ 
sco (in questo modo e possibile co¬ 
piare singole partizioni di dischi molto 
capaci e/o affollati). E' possibile usare 
il programma per clonare volumi DOS, 
Windows 3 1. 95 e 98, UNIX, Linux. 


Il sito Binary Research, produttore originario di 
GHOST Ha r calinato trai altro, un eccezionale 
Remot ety Anyware pacchetto che consente 
di controllare, via Internet e il browser preterito, 
un server NT 


OS/2 e NetWare. Il trasferimento può 
avvenire sullo stesso disco, su unita 
di supporto removibili. mediante con¬ 
nessione a un file server mappato, 
mediante una connessione peer-to- 
peer, usando una porta parallela o la 
connessione di rete NetBIOS, o me¬ 
diante multicasting di rete TCP/IP 
Quest'ultimo supporta le reti Ether¬ 
net, le reti Token Ring, la creazione di 
file immagine, i router abilitati al mul- 
ticasting. la selezione automatica de¬ 
gli indirizzi IP, la programmazione 
dell'avvio delle sessioni, il multica¬ 
sting mirato solo a partizioni e l'ese¬ 
cuzione di più sessioni nello stesso si¬ 
stema del server Vero fiore all'oc¬ 
chiello e la velocita operativa (l'intera 
installazione di Office 97 avviene in 
poco piu di cinque minuti, e non c'e 
alcuna difficolta a scalare e ridimen¬ 
sionare partizioni, in un senso e 
nell'altro, rispetto all'originale). I file 
immagine possono essere compressi, 
e protetti con password, e il program¬ 
ma può essere gestito sia in modalità 
interattiva che batch. 

Ma. oltre che a garantirci da brutte 
sorprese in caso di crash del sistema, 
quale può essere il tipico uso di GHO¬ 
ST? Beh, le possibilità sono tante, ad 
esempio una società ha installato una 
serie di nuovi computer nella sua rete 
e vuole "distribuire ' ad essi una con¬ 
figurazione comune. Oppure puO es¬ 


sere, ad esempio, necessario installa¬ 
re un nuovo sistema operativo su 
macchine ancora dotate del vecchio 
(esempio tipico, migrazione da W95 a 
W98) Ancora, una serie di portatili 
vengono forniti a impiegati di 
un'azienda e. alla loro restituzione, 
devono essere riportati a una condi¬ 
zione minima iniziale. Oppure, ancora, 
una società produttrice di computer 
deve installare giornalmente sistemi 
operativi e software di supporto sulle 
sue macchine a fine produzione O 
magari, ad esempio per una rivista, 
occorre distribuire a tutti gli utenti col 
legati file o pacchetti di nuova utilizza¬ 
zione. Insomma, basta pensarci un 
momento per trovare nuove possibi¬ 
lità 


Conclusioni 

GHOST è uno di quei pacchetti su¬ 
perspecializzati. che fanno una sola 
cosa ma la fanno bene e, soprattutto, 
senza creare problemi all'utilizzatore 
Senza arrivare all'utilizzo aziendale (a 
proposito, occorre comprare tante li¬ 
cenze quante sono le macchine da 
gestire) anche il singolo utente vi tro¬ 
verà un proficuo campo di utilizzo 
L'uso tipico è quello che consente di 
salvare, sullo slave, il contenuto es¬ 
senziale del disco principale, in modo 
da evitare quel brivido alla schiena 
che arriva quando l'HD di avvio, scu¬ 
sate il gioco di parole, non si avvia E 
tutto il resto verrà di conseguenza, 
come si dice, mangiando vien fame. 
Fantasmi permettendo! 

KB 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


125 




























di Andrea Montesi 


OverView 



Leonardo 2 

il made in Italy funziona e costa pochissimo! 


Quali e quante delle numerose funziona¬ 
lità di una qualunque suite di applicativi 
per la produttività si riveleranno realmen¬ 
te utili ai nostri scopi? E la domanda che 
sicuramente molti possessori di Perso¬ 
nal Computer si saranno rivolti al mo¬ 
mento di dover sborsare parecchie centi¬ 
naia di migliaia di lire per l'acquisto di 
uno tra i tanti pacchetti software dalle illi¬ 
mitate. mirabolanti caratteristiche. Il più 
delle volte, infatti, soltanto una piccola 
parte di queste sarà effettivamente 
sfruttata e si tratterà quasi sempre delle 
stesse, le più comuni Dopo anni di fede¬ 
le servizio, quindi, il programma verrà 
puntualmente "pensionato" senza che 
l'utente si sia nemmeno mai preso la bri¬ 
ga di scoprire il funzionamento delle re¬ 
stanti utilità, ovvero di accorgersi della lo¬ 
ro stessa esistenza. Queste funzioni sa¬ 
ranno state tuttavia pagate molto salata¬ 
mente al momento dell'acquisto: la loro 
presenza, infatti, incide certamente in 
modo determinante sul prezzo del pro¬ 
dotto. 

È quindi opportuno fare una seria valuta¬ 


zione su quali siano le nostre reali esi¬ 
genze in tal senso prima di spendere 
uno sproposito inutilmente; finendo cioè 
per accaparrarsi l'ultima versione della 
più nota e diffusa suite d'applicativi per 
ufficio, prede della solita febbre consu¬ 
mistica che troppo spesso ci porta a pri¬ 
vilegiare il "marchio" piuttosto che 
un'accurata analisi dell'effettiva utilità e 
qualità dell'articolo stesso È in quest'ot¬ 
tica che la MAR 1 NAR 1 distribuisce oggi la 
nuova versione di un interessante pro¬ 
dotto italiano, frutto della fatica di un sin¬ 
golo. encomiabile programmatore, desti¬ 
nato al mercato degli utenti domestici e 
SONO Leonardo 2 è un progetto che in¬ 
clude diverse utili funzioni, privo di troppi 
fronzoli, e che ha il suo punto di forza in 
un prezzo veramente alla portata di tutte 
le tasche. 

Programmazione strutturata, librerie, 
chiamate di procedure: i moderni lin¬ 
guaggi di programmazione, raccontano i 
libri di testo, hanno posto fine alla pionie¬ 
ristica epoca degli sviluppatori autarchici 
e gemali che, soli con il loro PC, realizza¬ 



vano in proprio programmi da migliaia e 
migliaia di linee di codice Evidentemen¬ 
te qualcuno si è dimenticato di spiegare 
la faccenda al signor Mariano Pinna di 
Oristano che. armato di buona volontà e 
Visual Basic 5, ha deciso di realizzare da 
vero one-man-band un pacchetto di ap¬ 
plicativi di tutto rispetto, che comprende 
elaboratore di testi, foglio di calcolo, si¬ 
stema di acquisizione e archiviazione dei 
documenti cartacei, programma di dise¬ 
gno vettoriale e svariate utilità, quali il si¬ 
stema di calcolo del codice fiscale, un ar¬ 
chivio dei comuni italiani con relativi codi¬ 
ci d’avviamento postale, un sistema di 
conversione valutaria su diverse divise 
(Euro ovviamente compreso), agenda e 
rubrica, posta elettronica ed un dizionario 
essenziale in 5 lingue. 

Il prodotto va assolutamente inquadrato 
nella giusta ottica in termini di "target" e 
di rapporto tra prestazioni offerte e co¬ 
sto: non è certamente sensato aspettar¬ 
si da un software come Leonardo la 
stessa copiosità di funzioni e caratteristi¬ 
che proprie di suite che costino dieci vol¬ 
te tanto. D’altra parte credo che la propo¬ 
sta della MARiNARi possa soddisfare le 
esigenze di un qualsiasi utente medio 
che, per esigenze domestiche o lavorati¬ 
ve, necessiti di un affidabile insieme di 
programmi per la produttività. Per fornire 
una giusta prospettiva delle reali poten¬ 
zialità del software, sarà bene cercare di 
analizzare nel dettaglio tanto i pregi 
quanto i difetti dei suoi diversi strumenti 


Una caccia al tesoro 

Iniziamo subito, dunque, dalle note do¬ 
lenti: il pacchetto, diciamolo francamen¬ 
te, è tutt'altro che esente da imperfezio¬ 
ni. la più macroscopica delle quali si rive¬ 
la essere senza dubbio l'assenza di una 
guida in linea, o un insieme di istruzioni 
per l'uso in qualsiasi forma, cartacea od 
elettronica L'utilizzazione di interfacce di 
lavoro dall'aspetto estremamente fami¬ 
liare, molto vicine allo standard de facto 
delle applicazioni più diffuse sul mercato, 
crea certamente ben pochi problemi a 
chiunque abbia già una certa dimesti- 


126 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 



















Leonardo2 


Leonardo 2 prevede un solo eseguibile principa¬ 
le che permeile di accedere ad una finestra di 
controllo per il lancio dei diversi programmi 
Nell’immagine è visibile anche la linestra se¬ 
condaria relativa alle utilità alcuni comodi stru¬ 
menti integrati come agenda, rubrica e diziona¬ 
rio in S lingue 


La linestra di "Scrivo", 
il programma d'elabo¬ 
razione resti l'interfac¬ 
cia risulterà certamente familiare a chiunque abbia una certa dimestichezza con questo genere di appli¬ 
cativi Dall’interno del programma è anche possibile inviare il documento via fax o per posta elettronica 


chezza con programmi di tal genere. 
D’altro canto è lecito pensare che pro¬ 
prio il neofita dell'informatica personale 
possa essere uno dei potenziali utenti ti¬ 
po per questo genere di prodotto: un en- 
try-level a tutti gli effetti nel mondo delle 
suite per la produttività. Non mancano 
tuttavia in questo pacchetto alcune pe¬ 
culiarità che, proprio per venire incontro 
ad esigenze di maggiore "intuitività", po¬ 
trebbero forse risultare meno immediate 
da comprendere, piuttosto che da un 
principiante, da chiunque sia già abituato 
ad altri collaudati modus operandi, Leo¬ 
nardo 2 utilizza ad esempio un originale 
sistema "a cassetti" per l'archiviazione 
dei file: un pratico "file-manager" tridi¬ 
mensionale in cui directory e sub-direc- 
tory sono sostituite dai cassetti di un ar- 
chiviatore e dalle cartelle in essi contenu¬ 
te. Tutti gli oggetti sono numerati ma è 
possibile sostituire il numero con un no¬ 
me a piacimento. In modo quindi assolu¬ 
tamente trasparente il pacchetto gesti¬ 
sce una sua struttura gerarchica intera¬ 
mente contenuta, dal punto di vista di 
Windows, nella cartella d'installazione 
dello stesso Leonardo. Tale struttura 
presenta però il difetto di avere una 
profondità invariabile (archivio - cassetto 
- cartella - file) e di costringere tutte le 
sue componenti ad una dimensione fissa 
(40 cassetti, ciascuno con 40 cartelle, 
contenenti al più 40 file!). Di fronte ad un 
sistema cosi vincolante molti potrebbero 
trovarsi un po’ spiazzati. È certamente in 
primo luogo un problema di abitudine, 
ma lavorando si sente spesso forte la 
necessità di qualcosa che ci guidi 
nell'uso del software e ne spieghi le poli¬ 
tiche di funzionamento. 

Questa mancanza non deve comunque 


permetterci di ignorare tutto quanto di 
buono il pacchetto contenga. E non es¬ 
sendoci alcun manuale d'uso, lavorare 
con Leonardo diventa una vera e propria 
caccia al tesoro nella quale si finisce 
spesso per scoprire, in modo del tutto 
fortuito ed inaspettato, qualche piccola 
perla di utilità. 

I programmi principali generano file in 
formato proprietario ma è comunque ga¬ 
rantita una certa compatibilità con pro¬ 
grammi omologhi, grazie al formato rtf 
per l'elaboratore di testi e, per quanto ri¬ 
guarda lo spreadsheet, al supporto per 
fogli di Microsoft Excel 
E comunque prevista una nuova versio¬ 
ne del programma, disponibile entro po¬ 
chi mesi, nella quale saranno introdotte 
varie migliorie, prima tra tutte un indi¬ 
spensabile help in linea, 


Cosa e come 

Andiamo con ordine ed iniziamo dall'in¬ 
stallazione. Il prodotto è strutturato co¬ 
me un'unità indivisibile, non è quindi 
possibile effettuare alcun tipo di scelta 
su quali componenti installare e quali no 
Lo spazio occupato su disco non è co¬ 
munque eccessivo, aggirandosi sui com¬ 
plessivi 50 MB Una volta inserito il con¬ 
sueto codice la procedura di installazione 
va avanti rapidamente senza alcun biso¬ 
gno di intervento da parte dell'utente. Al 
termine è possibile iniziare immediata¬ 
mente a lavorare con il programma sen¬ 
za bisogno di riavviare la macchina. 
Leonardo 2 non installa alcun genere di 
"barre" sul nostro desktop, presentando 
un unico eseguibile principale che è ne¬ 
cessario avviare per poter accedere alla 


finestra di comando, dalla quale è possi¬ 
bile mandare in esecuzione i vari pro¬ 
grammi. Una volta lanciato il singolo ap¬ 
plicativo la finestra principale si riduce 
automaticamente ad icona, rimanendo 
sempre a disposizione dell'utente per 
l'eventuale accesso ad altri strumenti. Si 
parte dunque subito con una metodolo¬ 
gia di lavoro tutt'altro che usuale, che po¬ 
trebbe far storcere un po' il naso ai "vi¬ 
ziati" da software dai mille optional, 
aventi però questi ultimi, a differenza del 
prodotto in esame, il difetto di tenere co¬ 
stantemente occupata una bella fetta di 
memoria del nostro PC: un fatto che 
troppo spesso tendiamo a dimenticare. 
SCRIVO, CALCOLO. DISEGNO, ARCHI¬ 
VIO sono i principali programmi (dai no¬ 
mi non proprio originalissimi) del pac¬ 
chetto, avviabili dalla finestra principale 
con un semplice click del mouse sui ri¬ 
spettivi nomi Nella finestra principale è 
anche presente il campo Utilità, dal qua¬ 
le è possibile accedere ad una seconda 
finestra contenente i collegamenti a tut¬ 
te le applicazioni restanti che vedremo 
più nel dettaglio successivamente. SCRI¬ 
VO è un elaboratore di testi molto versa¬ 
tile. di immediata comprensione nelle 
sue caratteristiche fondamentali ma do¬ 
tato di funzioni aggiuntive per qualsiasi 
genere di necessità, come l'accesso ad 
un elenco di frasi ricorrenti o ad uno con¬ 
tenente gli acronimi più diffusi, la conver¬ 
sione automatica dei numeri da lettere a 
cifre e la correzione ortografica in otto di¬ 
verse lingue. É possibile inviare diretta- 
mente i documenti via fax o posta elet¬ 
tronica, inserire oggetti di vario genere e 
richiamare tutti gli accessori del pacchet¬ 
to: dizionari e valute, C.A.P dei comuni 
italiani, generatore di codice fiscale, ru- 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


127 







































Leonardo 2 



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PunUPwwtvUa.UPwiUC.-._ . - - 1 

1 




aborto 
a proposito 


I | [a*boido | Uà 

abbonante 
abbogbonte (?) 


@B l'aboord | H» 

obbagbare 



obbogfcoie ( 2 ) 

| | |A boid ] IL» 

abbagliare (3) 

Tvferco 

abbaiare 

■■r |an Bord | te 


abbaiare pi 


abbandonare. 

F |a bordo ] IQ 

Uno degli strumenti piu interessanti all'interno del pacchetto e certamente 
il Dizionario Internazionale, per la traduzione automatica da/a 5 lingue 1italia¬ 
no. inglese, francese, tedesco, spagnolo1 di oltre 65 000 vocaboli. Dalla fi¬ 
nestra visibile nella figura e anche possibile accedere ad un'utilità di con¬ 
versione valutaria tra 22 differenti divise 


Leonardo utilizza un 
singolare metodo per il 
salvataggio e la gestio¬ 
ne dei file al posto del 

tradizionale lite manager di Windows si accede ad un intuitivo archivio rappresentato da un mobile a 
cassetti Ciascun cassetto può essere identificato da un nome e. una volta aperto, permette di accede¬ 
re ad un insieme di cartelle in esso contenute Icome nella figurai Ogni cartella, anch'essa rmommabi- 
le, puù contenere un certo numero di file L'intera struttura é contenuta nella directory di installazione 
del pacchetto 


brica ed agenda. Leonardo può utilizzare 
un elenco piuttosto ampio di font dalle 
forme più svariate. 

Con CALCOLO è possibile realizzare 
pressoché tutti i lavori implementabili 
con qualsiasi altro foglio di calcolo, incor¬ 
porando anche grafici di ottimo impatto 
visivo La sua unica pecca consiste nel 
non prevedere alcun controllo da menu o 
pulsante per l'inserimento di qualunque 
formula che non sia la semplice somma¬ 
toria. Il programma consente al contrario 
l'utilizzo di una lunga lista di formule, per 
qualsiasi necessità, la cui sintassi deve 
però essere conosciuta a priori dall’uten¬ 
te che è quindi costretto a digitarle a ma¬ 
no nell'apposita barra. ARCHIVIO é un 
semplice ma utile programma per la 
scansione ed archiviazione dei documen¬ 
ti, mentre DISEGNO è il più classico de¬ 
gli strumenti per disegno vettoriale ele¬ 
mentare. 


Non solo 
l’indispensabile 

...ma anche l'utile. Torniamo dunque alla 
già menzionata finestra "Utilità": da qui 
è possibile avviare cinque comodi stru¬ 
menti di lavoro sempre caratterizzati da 
completezza e semplicità d’uso. Primo 
tra tutti una semplice e praticissima 
Agenda Orgamzer, che integra un taccui¬ 
no giornaliero per gli appuntamenti, un 
diario, un comodo planner su cui è possi¬ 
bile individuare in differenti colori i giorni 
corrispondenti a differenti attività (lavoro, 
festività, viaggio, ecc.) ed un efficace ca¬ 
lendario annuale a tutto schermo. La Ru¬ 
brica consente invece di registrare e vi¬ 
sualizzare tutti i possibili dati riguardanti 


un qualsiasi contatto Una comoda barra, 
sempre ben accessibile nella parte supe¬ 
riore della finestra, consente di selezio¬ 
nare molto rapidamente una qualsiasi 
delle 26 lettere dell'alfabeto per accede¬ 
re ai relativi record. Con lo strumento 
CAP d'Italia, contenente un elenco di tut¬ 
ti i comuni del nostro paese, si può mol¬ 
to rapidamente individuare l'esatto codi¬ 
ce di avviamento postale relativo a qual¬ 
siasi indirizzo: per le città più grandi è in¬ 
fatti possibile inserire anche il nome del¬ 
la specifica strada Lo stesso elenco di 
comuni e provmcie è quindi utilizzato dal 
programma per la determinazione del 
Codice Fiscale. Dizionari & Valute è 
senz'altro il più interessante tra questi 
strumenti e per la sua realizzazione si è 
infatti resa necessaria la collaborazione 
di diverse persone. Il dizionario in cinque 
lingue (italiano, inglese, francese, tede¬ 
sco e spagnolo) comprende un elenco di 
oltre 65.000 termini con traduzione auto¬ 
matica da una qualsiasi di esse in tutte le 
altre La stessa finestra di lavoro può es¬ 
sere personalizzata con un layout in una 
qualunque di tali lingue Da questa fine¬ 
stra si può quindi accedere allo strumen¬ 
to di Cambio, con il quale è possibile vi¬ 
sualizzare immediatamente su 22 diffe¬ 
renti valute (Euro ed ECU compresi) il 
cambio corrispondente ad un valore pre¬ 
visto per una qualsiasi di esse. Il rappor¬ 
to di cambio tra le diverse divise può na¬ 
turalmente essere reimpostato in qua¬ 
lunque momento. 


Tirando le somme- 

in attesa di una prossima release, come 
già detto, che preveda anche un'indi¬ 
spensabile guida in linea, è comunque 


possibile giungere alle prime conclusioni. 
Piccole mancanze o la scarsa visibilità di 
diverse funzionalità, presenti nel pro¬ 
gramma ma accessibili solo se si sa do¬ 
ve andare a cercarle, non devono far per¬ 
dere di vista le potenzialità del prodotto 
stesso e la sua grande economicità, tan¬ 
to in termini di denaro quanto di spazio 
su disco. Un progetto impegnativo qual 
è "Leonardo" necessiterebbe certamen¬ 
te del lavoro di uno staff di sviluppo e re¬ 
visione numericamente ben più attrezza¬ 
to rispetto all’opera, pur meritevole, di 
un singolo programmatore Leonardo 2 
richiede dunque ulteriori perfezionamen¬ 
ti, su questo non vi può essere alcun 
dubbio. Ma si tratta comunque di un pro¬ 
dotto estremamente efficace, semplice 
da usare e che riesce ad abbinare carat¬ 
teristiche di collaudata efficacia (le tipi¬ 
che interfacce di elaboratore testi e fo¬ 
glio di calcolo) ad apprezzabili tentativi di 
innovazione, sempre nel segno della 
massima semplicità d'uso 
A qualche angolo da smussare nella 
struttura portante fa da contrappunto 
un'ottima cura nei dettagli: una ricca do¬ 
tazione di utilità "minori" ben costruite, 
l'ottima integrazione tra queste e i pro¬ 
grammi principali, un'ampia libreria di fo¬ 
tografie (alcune delle quali davvero belle) 
e clipart. 

In sostanza. Leonardo può rappresentare 
un'alternativa allo sfarzo delle più grandi 
e note suite d'applicativi per ufficio, mol¬ 
to costose e oltretutto notoriamente non 
immuni da macroscopici "buchi", Con 
meno di centomila lire è ora invece pos¬ 
sibile dotarsi di tutto il software necessa¬ 
rio per le piu comuni esigenze di lavoro, 
per la casa o l'ufficio. Continuiamo dun¬ 
que a tenere d'occhio i futuri sviluppi di 
questa intrigante proposta MARiNARi. 
divisione della Teknos Trading, alla quale, 
inviando un plauso per aver scommesso 
su un valido prodotto italiano (ogni tanto 
un po' di sano sciovinismo può anche 
starci!), suggeriamo di investire su di es¬ 
so qualche energia in più, incaricando 
qualcuno di realizzare quel manuale 
d'uso di cui Leonardo necessita e che si¬ 
curamente merita. 

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128 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 












































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di Raffaello De Masi 



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Personal Edition 


Le mie prime vacanze all'estero, 
meta anni Sessanta, le andammo a fare 
in Romania, e ci ritornammo negli anni 
successivi. Eravamo in tre, muniti di 
una rombante cinquecento di quarta 
mano colore blu notte, che caricavamo 
all'andata di beni di scambio, come cal¬ 
ze di nylon, campioncim di profumo ac¬ 
cumulati durante un anno da uno dei 
tre, la cui madre gestiva una profume¬ 
ria, dischi (i leggendari 45 giri), ovvia¬ 
mente tutta roba della qualità piu sca¬ 
dente. Si partiva la sera da Taranto im¬ 
barcando la nostra potente belva mec¬ 
canica. si traversava la notte e, di prima 
mattina, si attraversava la Iugoslavia 
per raggiungere, in serata, la costa del 
Mar Nero. 

I motivi della scelta di questa nazione 
erano molteplici; facilità di comprensio¬ 
ne linguistica (il romeno parlato è forse 
la lingua neolatina più vicina all'italiano), 
basso costo del soggiorno, ottimo mer¬ 


cato per le merci che trasportavamo, 
specie presso il sesso femminile (a dire 
la verità la prima volta mi sentii come 
Colombo che barattava a colpi di perli¬ 
ne e campanellini tintinnanti - poi ci 
pensò Irina a fami passare gli scrupoli), 
possibilità di riportare in patria oggetti 
d’artigianato a basso costo, che poi 
servivano per reintegrare il capitale per 
le vacanze dell'anno successivo. In- 
somma, avevamo trovato la macchina 
del moto perpetuo delle vacanze senza 
spese. 

La cosa fini senza traumi qualche an¬ 
no dopo, per sfacelo della compagnia e 
perché qualche soldarello in tasca in 
più ci portò a migrare verso altri lidi. E 
cosi l'anno successivo andammo in 
Finlandia. Non l'avessimo mai fatto! 
L’incomunicabilità era totale e nessuno 
di noi conosceva nemmeno un'acca di 
finlandese, e neppure d'inglese! In- 
somma, passammo alcuni giorni a in¬ 


tenderci a gesti, a sorridere come ebeti 
alla gente che ci parlava e a veder il no¬ 
stro portafogli che dimagriva a vista 
d'occhio. Il tutto nell'indifferenza piu 
completa e totale da parte della civilis¬ 
sima cittadinanza scandinava. L'anno 
appresso andammo a Rimimi 

Incomunicabilità, una 
frontiera inaccessibile 

E' terribile dover dire qualcosa a una 
persona e accorgersi di non riuscire a 
farsi capire. Il fatto è che è un'esperien¬ 
za talmente frustrante nella vita norma¬ 
le, e che può divenire tragica in caso di 
emergenza (come si fa a dire a qualcu¬ 
no che non ci capisce che si è allergici, 
ad esempio, agli antibiotici?). La cosa 
migliore è, quindi, conoscere almeno 
tre o quattro lingue, che so, l'inglese, lo 
spagnolo, il russo e, non dimenticate, la 
lingua della mia natia A Oggi la prima è 
certamente molto ben nota ai ragazzi, 
ma ai miei tempi chi era in classi dove 
s'insegnava la lingua d'Oltre Manica era 
visto come un paria, in una scuola me¬ 
dia quasi completamente francofona. E 
poi ci si è fatti grandi, e l'elasticità men¬ 
tale e la voglia di mettersi davanti a un 
corso in cassette non l'ha nessuno più. 

E così ci si ritrova ad aprire Internet e 
se non si è appena appena a conoscen¬ 
za di un mimmo di inglese letto ci si ri¬ 
duce ai motori di ricerca e ai siti italiani, 
Fino a poco tempo fa, visto che da circa 
un anno AltaVista offre un servizio in li¬ 
nea che pare fatto apposta per salvare 
gli irriducibili monoidioma 

E' un anno, dicevamo, che il più gran¬ 
de. forse, motore di ricerca mondiale 
offre al navigatore un servizio dì tradu¬ 
zione diretta in linea, da e verso i lin¬ 
guaggi più diffusi (compreso l'italiano). 
Certo, la traduzione e la forma che si ri¬ 
cava farebbero impallidire Dante, 


130 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 









Systran Translation Software 




La semplice interfaccia 
di Systran 




a» 


« 4> ./> v 


Shakespeare. Raci- 
ne e Marquez, ma 
almeno si riesce a 
capire quello che 
abbiamo avanti. E, 
per la verità, l'ope¬ 
razione è anche ra¬ 
gionevolmente ra¬ 
pida, traffico Net 
permettendo. 

Da qui alla dispo¬ 
nibilità, anche in 
Italia, del pacchetto 
"personal" il passo 
è stato breve, bre¬ 
vissimo. Italsel, co¬ 
me sempre dinami¬ 
ca e pronta ad offri¬ 
re al mercato mezzi 
avanzati, aggiornati 
e, cosa che non 
guasta, sovente di 

basso costo, oggi mette a disposizione 
dell'utente questo Personal Transistor, 
che può essere personalizzato e scelto 
in varie lingue, in un senso e nell'altro. 


Cosa si fa e come 
funziona Personal 


Un esempio di tradu¬ 
zione: in sottolineato 
le parole non compre¬ 
se nel vocabolario, e 
quindi non tradotte 
Notare il curioso equi¬ 
voco di traduzione ri¬ 
guardo al lavaggio La 
traduzione 6 presso¬ 
ché istantanea 


m - i ■ i . . ... ... i . — 

Alla cort**« «nennoo* ór* »q Duetto»* 

Caro Manoaca, 

ho demo, da questo momento che non Mando p«J sopportar* i soprusi d» AdP Ieri ha 
preteso che gfc lavassi la macchia, e non contento, si * tatto fare anche la spesa tà 
upermcrmart et. v «±ment>cando" <4 chwdermi elianto avevo speso 
Mo equdfcrato la situartene tagliando le gomme de*a sua macchma Ma questa stona 
deve Unire 

rattoelto 

Tothekndattentonotthasig Drector 

Mamaco betcned I deoded from (h»s moment that l do not mean 
more to submrt me socms» ttom AdP «esterdc* he has e*pecied 
that me macf** washed it and not contcnt it has made onesert to 
mafce ateo me expertse me supermermarvet * forgettng * about 
chtederrm how much l had opofcj i nave oatanced Bte situatton aittrvg 
th# cubbets ol its maOtne B»Jt tt»s htsfcyy must end 




Anche l'interfaccia è stata studiata 
per essere quanto meno ingombrante 
possibile. Una volta lanciato, il pacchet¬ 
to apre una finestrina sul desktop con 
un solo comando e con una sola opzio¬ 
ne. Questa ci permette di scegliere la 
coppia di lingue da utilizzare, e un'op¬ 
portuna icona con due bandiere nazio¬ 
nali sovrapposte fa intendere quale sia 
quella di partenza e quale di arrivo. 


Translator 

Ad onta di quanto 
si possa pensare, 
PT è uno dei pac¬ 
chetti più "traspa¬ 
renti" mai compar¬ 
so sull'orizzonte dei 
personal computer. 
Una volta installato 
non fa altro che at¬ 
tendere istruzioni. 



»rw Online Tranilatlon 


siro Systran http:// 
tvww systransott.com\ 

che permette di prova¬ 

re, in linea, la funziona¬ 
lità della traduzione. 


I. Ijrpi M piatii Mal m any (MI In Mi koa kalow 
ì. Salati Ma lanf«a«a pali 


"UlEngHIOiMm 3 


Zi 


Zi 


-I 


Basta scrivere il testo originario in un 
wp o un editor di testo; lo si seleziona 
e lo si copia in memoria, si passa alla fi¬ 
nestra di PT e si ordina di tradurre. Il 
programma carica il dizionario corri¬ 
spondente, esegue la traduzione, can¬ 
cella dalla memoria il testo originale e 
vi inserisce quello tradotto. Si passa al¬ 
la finestra dell’editor e si incolla il rica¬ 
vato. E' tutto. 

Come è ovvio, Systran ce la mette 
tutta per fornire il più alto grado di ac¬ 
curatezza possibile; ciononostante ap¬ 
pare altrettanto chiaro che nessuna 
traduzione automatica è perfetta né 
può sostituire il lavoro di un traduttore 
umano. Bisogna inoltre tenere presen¬ 
te che la qualità e il tipo del testo origi¬ 
nano condizionano significativamente 
la resa della traduzione Tanto per in¬ 
tenderci, una lettera commerciale ha 
buone probabilità di richiedere solo 
modesti interventi di aggiustaggio, ma 
affidare Manzoni a Systran è come 
mettere una pistola carica in mano a 
un bambino. 

Qualche precisazione. Personal Sy¬ 
stran traduce solo testo piano senza 
caratteri di formato. Alcuni programmi 
di wp o di e-mail utilizzano testo for¬ 
mattato; in questo caso il programma 
darà un messaggio d'errore. Il proble¬ 
ma si risolve facendo passare il testo 
attraverso Notepad. Ancora, la lunghez¬ 
za massima di linea per il testo da tra¬ 
durre è di 1024 caratteri (mediamente 
una diecina di righe), In caso di stringhe 
più lunghe occorre inserire un CR. La 
lunghezza massima del testo da tradur¬ 
re, in un solo colpo, non può superare i 
5k (un po' meno di questo articolo); in 
caso contrario il traduttore tronca a 
questa lunghezza. 


Conclusioni 

Ecco un bell'accessorio che comple¬ 
ta il nostro ambiente di wp; non produ¬ 
ce certo documenti in slang di Liver- 
pool, ma ci evita fatica e brutte figure 
quando dobbiamo corrispondere con 
l'estero (pensate solo al posting in aree 
come DejaNews e simili). Ha solo un 
difetto, che ci è d'obbligo evidenziare. 
Quando il traduttore incontra una paro¬ 
la ignota la lascia così, e questo ci sta 
bene; ci sta meno bene che non la evi¬ 
denzi in alcun modo, e ancora meno il 
fatto che non ci dà la possibilità di inse¬ 
rirla, in originale e tradotta, nel diziona¬ 
rio di corredo. Occorre però ricordare 
che i vocabolari a disposizione sono 
ben forniti e non è sempre necessario 
ricorrere a quello cartaceo. Per il resto 
è un pacchetto che ben vale il prezzo, 
modesto, che costa. 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


131 



























































La letteratura italiana in CD-ROM 


Voglio esordire smentendo l'editore sui 
requisiti minimi per la fruizione di 
quest'opera (almeno del primo volume, il 
Medioevo, oggetto di questa recensione): 
ho potuto consultare l'opera, senza pro¬ 
blemi, usando il mio Pentium 100, con so¬ 
li 24 MB di RAM, e lettore 4x. 

Certamente una macchina più potente 
può rendere più scorrevole la consultazio¬ 
ne, ma non lasciatevi scoraggiare all'ac¬ 
quisto se possedete una macchina come 
la mia. 

L'opera completa consiste di sei CD: Il 
Medioevo. Umanesimo e Rinascimento, 
Il Barocco e la Scienza Nuova, Il Settecen¬ 
to, L'Ottocento e II Novecento. 

Quando leggerete questo articolo, in 
edicola troverete già il quarto volume, che 
sarà seguito dagli ultimi due nel giro di un 
mese. 

L'opera era stata annunciata in autun¬ 
no, ma delle difficoltà tecniche hanno co¬ 
stretto l'editore a rimandare la prima usci¬ 
ta al 2 marzo (l'uscita in edicola è stata 
concertata con Edizioni La Repubblica). 

Le difficoltà sono state superate in mo¬ 
do brillante, a giudicare dal risultato: 
un'opera d'agile e piacevole consultazio¬ 
ne, frutto non solo dell'esperienza dell'edi¬ 
tore D’Anna, ma anche delle esperienze di 
ACTA, Thèsis e Zanichelli (quest’ultima ha 
fornito la maggioranza dei testi). 

La grafica è sobria ed elegante, come 
forse le immagini che vi propongo posso¬ 
no illustrare. La musica è appropriata - 
ben scelta, probabilmente da un cultore di 
musica medievale - e ben eseguita. Devo 
confessare che la musica medievale 
m’ispira una certa tristezza, ma non si può 
certo accompagnare la lettura di un Cec¬ 
co Angiolien con musica dei Beatles, o 
no? 

Torno subito serio, pur cominciando a 
dare i numeri (relativi ai contenuti, come 



indicati dall’editore) 35.000 pagine di ca¬ 
polavori, 210 opere in versione integrale, 
140 opere riassunte con i brani più signifi¬ 
cativi, 10 ore d'ascolto di letture ad alta 
voce, 3.500 immagini e 6 ore di commen¬ 
to parlato, 5 000 voci bibliografiche, oltre 
1.000 schede di testo dedicate alla storia 
ed alla critica della letteratura italiana, 90 
video della durata complessiva di circa 
un'ora, 320 animazioni accompagnate da 
commenti audio. 

Ho "dato i numeri" a sufficienza, ora 
posso spendere qualche parola per analiz¬ 
zare la struttura tecnica dell'opera, 

Questa è organizzata in modo da favori¬ 
re una navigazione "a vista", partendo da 
una pagina di menu contenente poche, 
chiare voci. Probabilmente, gli utenti più 
avventurosi non avranno neanche bisogno 
di ricorrere alle sette schermate di aiuto, 
che spiegano visivamente e con poche pa¬ 
role quello che è necessario per navigare. 

L'istinto mi ha portato a cliccare per pri¬ 
ma la voce Indice/Album, che attiva l'im¬ 
magine della prima schermata Come il 


La letteratura italiana in 
CD-ROM. 

G.D'Amia Caso Editrice S.p.A 

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(ma lire 5 000 il primo) 

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lettore può intuire, l'indice ramificato e 
svelato nelle sue ramificazioni, progressi¬ 
vamente, ad ogni clic, fa apparire le sche¬ 
de relative agli argomenti o personaggi 
prescelti. Questa parte consente di affron¬ 
tare lo studio dell'argomento in modo 
strutturato e sistematico Per chi invece 
desidera solo trovare qualche argomento 
specifico, c’è a disposizione una funzione 
importante, accessibile dalla stessa pagina 
deil'indice: quella di ricerca, che consente 
di individuare qualunque personaggio o ar¬ 
gomento in un battibaleno. 

Un interessante approccio all'argomen¬ 
to, reso sempre più pratico e interessante 
dall'uso dell'informatica, è quello offerto 
dalla cronologia. La differenza sostanziale 
con le tavole su carta è data dalla capacità 
di andare istantaneamente agli argomenti 
in cronologia, per poi tornare con altrettan¬ 
ta rapidità alla visione cronologica. 

Completano l'opera le sezioni dedicate 
alla bibliografia (per percorsi o generale) ed 
il glossario. 

Da non mancare 



132 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 























C555SHP 


Uccelli 

Vi sono milioni di persone che dedicano 
il loro tempo libero alle attività di "bird 
watchmg" (ovvero, all'osservazione degli 
uccelli), immerse nella natura e munite di 
potenti cannocchiali, per minimizzare la 
possibilità di disturbare gli osservati e 
massimizzare i dettagli delle osservazioni. 

Le conoscenze acquisibili sul campo 
potranno indubbiamente essere di grande 
interesse e soddisfazione per i più, ma mi 
sembra chiaro che la formazione delle co¬ 
noscenze di base sulla vita e il comporta¬ 
mento degli uccelli non possa avvenire 
sul campo, ma attraverso degli studi preli¬ 
minari, 

Vi sono sempre stati a disposizione del 
pubblico numerosi libri dedicati agli uccel¬ 
li, di maggiore o minore profondità e rigo¬ 
re Ma mai, prima dell'avvento del mezzo 
multimediale, il pubblico aveva avuto a di¬ 
sposizione un libro capace di rendere le 
osservazioni così vicine alla realtà e. quin¬ 
di, di efficacia immediata. Le caratteristi¬ 
che di rilievo degli 
uccelli sono costitui¬ 
te dal piumaggio, 
dal tipo volo, dal ver¬ 
so: tutte caratteristi¬ 
che che sono ripro¬ 
ducibili in modo as¬ 
sai efficace con il 
mezzo multimedia¬ 
le. 

L'osservazione 
dei video, sia pur 
brevi, consente di 
osservare gli uccelli 
in dettaglio, nelle lo¬ 
ro forme, colori, mo¬ 
do di muoversi, ec¬ 
cetera. I loro versi 
sono riproducibili a 
comando (ma non 
di tutti quelli presen¬ 





ti nell'opera, immagino per mancanza di 
spazio). 

Mi auguro che le immagini proposte 
possano dare un'idea al lettore della loro 
buona qualità generale, e che si commen¬ 
tino da sole 

Per quanto riguarda la struttura genera¬ 
le dell'opera, debbo dire che offre la pos¬ 
sibilità di effettuare una visita virtuale in 
vari ambienti, dedicati al volo, al compor¬ 
tamento, allo sviluppo, all'evoluzione, alle 


Uccelli. 

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caratteristiche morfologiche, eccetera, 
ma lascia spazio anche a chi, come me. 
preferisce passare da un argomento all'al¬ 
tro in modo diretto e immediato, senza fa¬ 
re passeggiate virtuali (preferisco quelle 
reali). 

Il menu a scomparsa, discreto quanto 
efficiente, ci consente di accedere rapida¬ 
mente ad ogni parte dell’opera (ma anche 
in ogni stanza virtuale, tramite la mappa). 

Cosi possiamo attivare facilmente delle 
ricerche per argomento, o alfabetiche, o 
per zona geografica, o visuali (tramite una 
serie di miniature fotografiche degli uccel¬ 
li). 

Il glossario, anche se non vasto, forni¬ 
sce informazioni adeguate (anche se solo 
attraverso la lettura dello speaker). 

Nella "stanza" dedicata al volo, si trova¬ 
no filmati e animazioni che ne mostrano la 
dinamica e le caratteristiche (tra l'altro, un 
filmato mostra con efficacia, e insospetta¬ 
bilmente, quanto possano essere difficili 
le fasi di decollo e atterraggio anche per 
gli uccelli!). 

Complessivamente l'opera mi sembra 
piacevole e ben confezionata. Visto che le 
schede che contiene sono dedicate a po¬ 
co più di duecento volatili, mi sembra di 
poter escludere che possa essere utile 
all’appassionato ornitologo, ma sarà certa¬ 
mente adeguata per i più. 





MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


133 
























































Percorsi Multimediali 


Se possediamo un personal compu¬ 
ter moderno, allora molto probabilmen¬ 
te sappiamo per esperienza diretta cosa 
sia la multimedialità. La stessa parola, 
coniata pochi anni or sono dagli ameri¬ 
cani, ci permette di intuire la sua essen¬ 
za: comunicazione visiva ed uditiva rea¬ 
lizzata attraverso l'uso di strumenti di¬ 
versi, quali testi, video, parlato, musica, 
suoni. 

In quanti siamo ad avere una visione 
piu approfondita della materia' 1 Probabil¬ 
mente pochi, 

Tra coloro che non sanno, ci sono 
probabilmente alcuni che non hanno vo¬ 
glia di sapere, altri che sono invece po¬ 
tenzialmente interessati, ma non hanno 
mai avuto a disposizione uno strumento 
completo per farsi un'idea a tutto tondo 


BBil MSI HtWI * I M 


Ili 


L m . - 







DIRIvIvR 



del mondo multimediale. 

Tra questi, non è improbabile che vi 
siano dei giovani che. utilizzando questo 
strumento d’approfondimento della 
multimedialità, potranno gettare le pri¬ 
me basi per la costruzione di una carrie¬ 
ra nel settore. 

Anche se non sono stato in grado di 
esaminare a fondo il corso (il tempo di 
fare tutto non si trova mai), sento di po¬ 
terlo raccomandare, perche sicuramen¬ 
te è in grado di offrire delle buone basi 
di conoscenza del settore, e quindi gli 
strumenti giusti per gli eventuali ap¬ 
profondimenti. 

Si parla tanto, oggigiorno, della scar¬ 
sità del lavoro per i giovani. Ebbene, so¬ 
no convinto che chi si mette in condi¬ 
zioni di offrire abilità di confezionamen¬ 
to di prodotti multimediali, può trovare 
facilmente una buona collocazione nel 
mondo del lavoro, in questo settore che 
è in forte sviluppo. 

Non voglio affermare che, natural¬ 
mente. questo corso sia sufficiente, da 



solo, ad assicurare le necessarie cono¬ 
scenze. ma certamente è una buona 
partenza. 

Gli argomenti trattati nel corso copro¬ 
no tutti gli aspetti teorici e pratici del 
mondo multimediale. Così si trovano 
spiegazioni sulle immagini raster, sulla 
risoluzione delle immagini, sulle imma¬ 
gini vettoriali, sui filmati digitali, sulle 
animazioni, eccetera 

Si trovano anche le presentazioni dei 
maggiori programmi del settore, come 
Adobe® Photoshop® e Adobe® lllu- 
strator, Macromedia® Director® (è alle- 


Percorsi Multimediali 


Farm Multimedia s.r.l. 

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MHz 

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rel39.000 


gata su disco una versione de¬ 
mo che ha la durata di un 
mese e che insegna ad usa¬ 
re questo programma, che 
è, a mio avviso, l'indiscus¬ 
so re deH'authoring multi¬ 
mediale), Adobe® Premie¬ 
re. Sound Forge. Vi sono 
anche sezioni dedicate alla 
teoria del suono, alla fre- 
_ quenza di campionamento 

r del suono, ai formati grafi¬ 
ci, ai concetti generali di 
programmazione e via dicen¬ 
do 

Le lezioni multimediali sono 
basate sui grandi temi propri di 
questo mondo, dalle immagini raster 
ai pixel, dalla risolu¬ 
zione dell'immagi¬ 
ne alla sua dimen¬ 
sione, dalla risolu¬ 
zione del monitor 
agli elementi di ba¬ 
se del colore ed ai 
metodi d'approc¬ 
cio; ancora, dai 
tracciati alle 
curve di Beziér, 
dalle figure profes¬ 
sionali all'applica¬ 
zione didattica, dal¬ 
la frequenza del 
suono ai formati 
grafici, eccetera. 

La pratica è an¬ 
che affrontata sui 
programmi e porta 
a fare i primi passi 
concreti con Direc¬ 
tor, lllustrator, Photoshop, Premiere e 
Sound Forge. 

Non c'è dubbio che, per l'apprendi¬ 
mento di qualsivoglia materia, l'approc¬ 
cio migliore sia ancora quello che preve¬ 
de lezioni dirette di un buon insegnante 
in carne e ossa. Le tecniche multime¬ 
diali hanno tuttavia reso sempre più fa¬ 
cile la vita a chi trova vantaggiosi i me¬ 
todi autodidattici (costi contenuti, tempi 
e modi a discrezione di chi studia) Sie¬ 
te dei giovani e vi state interrogando su 
"cosa fare da grandi"? lo proverei que¬ 
sta strada. 


134 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 
































di nomi. Anche l'argomento della radioat¬ 
tività non merita più di qualche riga, anche 
se l'argomento è più che pertinente. 

Per quanto abbia potuto vedere, non 
esiste un sìngolo soggetto che l'autore 
consideri degno di un buon approfondi¬ 
mento. 

L'impressione che si ricava da 
quest'opera è quella che non sia stato 
stabilito il tipo di scopo che deve servire, 
la "fascia d'utenza" da soddisfare. 

Posso tranquillamente escludere che 


Alla scoperta 

Quanto sia utile ambientare un argo¬ 
mento di tanto respiro nelle sale d'una 
sorta di museo virtuale, mi sfugge. Un 
buon indice potrebbe essere più che suffi¬ 
ciente per mettere il lettore in grado di 
percorrere agevolmente e in modo com¬ 
pleto questo piccolo libro multimediale. 

Capisco però che gli autori, di fronte alla 
possibilità di sfruttare certi attraenti aspetti 
del mezzo multimediale, non resistano e 
ci costringano a seguire dei percorsi virtua¬ 
li, di sala in sala, quando sì potrebbe sem¬ 
plicemente passare da un quadro all'altro 
in tempi assai inferiori, tramite dei collega- 
menti ipertestuali. 

Un interesse per atomi, molecole, tavo¬ 
le periodiche degli elementi, eccetera, 
non ha bisogno di visite in realtà virtuale 
per essere adeguatamente coltivato, ma 
di chiarezza e semplicità d'esposizione. 

Il sottotitolo di quest'opera, "Dai filosofi 
greci ai progetti di reattori a fusione: 2500 
anni di uomini, scoperte e applicazioni" 
offre precise indicazioni sulle sue ambizio¬ 
ni di coprire una vasta varietà d'argomenti 
imperniati sull'atomo, in un vasto periodo. 

Diventa facile sospettare che la trattazio¬ 
ne non possa essere approfondita, nean¬ 
che a livello di divulgazione scientifica. 

Le scoperte che sono consentite 
all'utente tramite la consultazione di que¬ 
st'opera sono quindi piuttosto superficiali, 
su ognuno degli argomenti che la com¬ 
pongono. 

Basti ricordare che il glossario è compo¬ 
sto di circa 40 parole, e che solo poco più 
di cinquanta voci costituiscono il settore 
di Ricerca (c'è poco da cercare...). 

Nel settore dedicato alla storia, si trova¬ 
no cenni su personaggi di grande rilievo, 
che tuttavia non meritano più di qualche 
riga d'informazione, sia che si tratti di Ta- 
lete, sia di Newton, tanto per fare un paio 


dell'atomo 


possa essere di qualche utilità per gli stu¬ 
denti delle superiori, qualunque sia il tipo 
di scuola che seguono, ed ho seri dubbi 
che possa soddisfare gli studenti medi, 
se non per una minima parte del loro pro¬ 
gramma di scienze. 

Per quanto riguarda la possibilità di 
soddisfare le curiosità di qualche adulto 
che non ha avuto la fortuna di ricevere 
un'adeguata educazione scolastica, bene, 
non posso escludere che quest'opera 
non possa essere adatta. Mi sembra 
però abbastanza 
probabile che un 
adulto dotato del 
solo bagaglio cultu¬ 
rale dato dalla scuo¬ 
la dell'obbligo non 
possieda un com¬ 
puter (o lo usi solo 
per scopi tecnici 
precisi, in officina, 
ad esempio). 

Credo che que¬ 
sto CD rlbn avrà 
grande fortuna. 


Alla scoperta dell'atomo 


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Tel 02/7570251 

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MCmicrocomputer n, 194 - aprile 1999 


135 






















Stantio e Ollio 


Le persone che non conoscono 
Stanlio e Ollio probabilmente si posso¬ 
no contare sulle dita di una mano sola 
Non sono molte le mani necessarie 
per cantare il numero delle persone 
che di questi due attori comici del pas¬ 
sato abbiano visto qualcosa di più dei 
loro film, lunghi o brevi che fossero. 

Quest'opera multimediale di Giunti 
ci dà l'opportunità di "colmare la lacu¬ 
na", se ne abbiamo voglia, intenzione, 
desiderio o necessità, offrendoci una 
visione quasi da documentano della vi¬ 
ta di questa coppia di comici, la più 
longeva (come coppia artistica, benin¬ 
teso) che si ricordi 

Ho scritto "quasi da documentano" 
perché se. in effetti, le notizie che 
quest’opera contiene documentano 
"vita, morte e miracoli" dei nostri, 
queste non sono accessibili in un ordi¬ 
ne preciso 

Nella schermata principale, infatti, si 
può vedere una sorta di "collage" 
elettronico, una pagina grafica che 
contiene le immagini più disparate, 
che possono suggerire qualcosa ma 
che non sono certo specifiche come 
potrebbero essere dei titoli quali 
"Cenni biografici", "Filmografia”, o si¬ 
mili. 

Questo tipo di approccio potrà sem¬ 
brare curioso ad alcuni, ovvero alle 
persone che una rivista la leggono co¬ 
minciando dall'indice Ma vi sono an¬ 
che le persone che preferiscono sfo¬ 
gliare le riviste o i giornali in modo ab¬ 
bastanza casuale, cominciando dal 
fondo o aprendo a caso una pagina. 

Le persone che amano l'approccio 
ordinato potranno trovare l'opera di 
non agevole consultazione Gli altri 



Stanlio e Ollio 


probabilmente apprezzeranno la possi¬ 
bilità di passare qualche piacevole ora 
in compagnia di Stanlio e Ollio. facen¬ 
dosi sorprendere dalle informazioni 
che arrivano in modo "randomico". 

L'approccio è abbastanza faticoso 
per chi deve fare una recensione, per¬ 
che è abbastanza difficile fare afferma¬ 
zioni del tipo "la tal cosa non c'è", 
perché in realtà potrebbe essere na¬ 
scosta tra le "pieghe multimediali" del 
CD. 

Da recensore, risento del metodo, 
ma posso ammettere che come fruito¬ 
re potrei non protestare troppo fiera¬ 
mente, o forse per nulla 

Per quanto mi riguarda, una volta 
stabilito (faticosamente) che le cose 
nascoste davvero non ci sono (ma po¬ 
treste smentirmi), mi sono messo nei 
panni di quello che il CD-ROM lo com¬ 
pra e cerca di informarsi sull'argomen¬ 


Stanlio e Ollio 


Giunti Multimedia s.r.l 
Ripa di Porta Ticinese, 91 
20143 Milano 
Tel.: 02 8393374 
Fax: 02 58103485 
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Requisiti multimediali: standard Con¬ 
sigliati Pentium 133 MHz e 8 MB RAM 
Ambiente: Windows 
Prezzo: lire 49.900 


to, e divertirsi. 

Alcuni filmati (ci arriverete a vederli, 
anche se non troverete da nessuna 
parte la scritta "clicca qui per vedere i 
filmati") sono davvero divertenti e mi 
hanno strappato sincere risate. 

L'impianto generale dell'opera è 
però tale che. secondo me, non è del 
tutto godibile se non si e in compagnia 
(in piacevole compagnia, ancora me¬ 
glio). In due si ride meglio, davvero 

Il meccanismo della risata è strano, 
complicato, a ben vedere Ne sappia¬ 
mo qualcosa con i programmi comici 
in televisione, che se non sono ac¬ 
compagnati dalle risate false di un fal¬ 
so pubblico, non fanno ridere nessu¬ 
no. 

Se qualcuno vuole sapere qualcosa 
di più sui meccanismi del riso (nel sen¬ 
so di risata, non nel senso di alternati¬ 
va agli spaghetti!), posso consigliare 
una lettura istruttiva che ho fatto circa 
quarant'anm fa "Il riso", di Henry 
Bergson. Davvero istruttivo. 

MS 



136 


MCmicrocomputer n, 194 - aprile 1999 














Chip, 

Gennaio 1999 


Computer Computer 

Gaiette, Interactive, 

Dicembre 1998 Gennaio 1999 


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VII' 


PC Professionale, 
Gennaio 1999 


PC Gamer, 
Novembre 1998 


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In Italia i prodotti Creative Labs sono promossi e diffusi da Creative Labs Srl 



















Tips&Tricks 

di Raffaello De Masi 

Terza parte 


Giovedì santo, la casa sembra un 
campo di battaglia. Nel pieno rispetto del¬ 
le antiche tradizioni del sud. casa mia è 
praticamente una fornace ribollente, con 
varie pizze e torte che entrano ed escono 
dal forno. Hanno tentato di cooptarmi co¬ 
me bassa manovalanza, addetto agli im¬ 
pasti bruti, ma, dopo aver scambiato il ba¬ 
rattolo del sale con quello del detersivo 
per la lavastoviglie (sapeste com'è lievita¬ 
ta miracolosamente la pasta) ed avermi 
beccato a mangiare a piene mani dal piat¬ 
to delle soppressate, sono stato esonera¬ 
to dal lavoro di concetto e mi è stato ordi¬ 
nato di occuparmi della spazzatura. Cosi 
ne ho approfittato per scendere giù e non 
più tornare (tanto credo che nessuno se 
ne sia accorto); ho fatto un giretto per i vi¬ 
coli, a gustare i profumi vari che escono 
dalle finestre di questa serata di primave¬ 
ra, dieci minuti d'adorazione davanti alla 
vetrina del fornaio (a un certo punto, in 
una cesta di taralli con i "diavolilli" e il na- 
spro mi è parso di vedere il profilo di Bill 
Gates) e poi sono tornato allo studio, visto 
che Rino, che credo, ultimamente, abbia 
ricevuto una trasfusione di sangue da 
AdP, mi ha gentilmente chiesto per te¬ 
lefono di consegnare questa puntata per il 
pomeriggio, rafforzando la richiesta con 


un attached d'e-mail raffigurante un'orec¬ 
chia mozzata. 

Così, mentre l'officina produzione suc¬ 
chi gastrici dello stomaco sta girando a 
turni rinforzati (domani è venerdì e non 
potrò toccare quasi nulla, ma sabato 
"nunn'a da fa’ luornol") eccomi di nuovo 
qui a scrivere di trucchi, sottigliezze e 
chicche nascoste del sistema operativo. 
Non c'è pace, nell'OS! 


Buon vecchio DOS 

Diffìcile da affermare con certezza 
(forse quando queste righe appariranno 
sulla rivista il mistero sarà stato risolto), 
ma pare certo che i nuovi processori Intel 
(Pentium e Celeron) non saranno accele- 
rabili attraverso operazioni di overclock, 

Le nuove versioni del Celeron (socket 
a 370 piedini), realizzato per sconfiggere 
la concorrenza dei corrispondenti proces¬ 
sori AMD et similia, sono "clock-locked", 
proseguendo la lunga politica di Intel di 
scoraggiare l’operazione di accelerazione 
del processore. Ufficialmente, comun¬ 
que, Intel denuncia tale pratica sia come 
invalidante della garanzia sia come siste¬ 
ma che permette a venditori non scrupo¬ 


losi di realizzare macchine a prezzi non 
giustificati. 

Diversi siti (hU P , //wyvw,tpmsha rdyy<i- 
te.com e altri minori) hanno riportato, in 
diverse occasioni, tecniche per accelerare 
questi processori, ma Intel afferma che 
ciò è avvenuto su macchine di preprodu¬ 
zione, dotate del processore non ancora 
"bloccato" con le nuove tecniche. Stare¬ 
mo a vedere. 

Ma passiamo al DOS. Certo W95 e 
98 sono elefanti del sistema operativo, 
ma spesso un rientro nei ranghi di una 
volta può fare comodo Ricordate che in 
W3.1 occorreva digitare WIN per passare 
a Windows? Oggi in W98 la cosa è abba¬ 
stanza semplice; basta aprire il file 
MSDOS.SYS con un editor di testo (es 
Notepad) e cambiare la linea BootGUI=1 
a BootGUI=0. E' necessario il rilancio del 
sistema perché funzioni. 

Sempre a proposito di DOS, vi inte¬ 
ressa avere continuamente a disposizione 
il prompt di DOS, cosi utile in tante occa¬ 
sioni? Andare in "Start" della barra stru¬ 
menti con r-click, selezionare "Apri", e fa¬ 
re doppio click sull'icona "Programmi", fi- 
click su Prompt di MS-DOS e andare in 
Proprietà->Programma e. nella finestrina 
"esegui", scegliere, dal menu a tendina, 



, Jr-iOHawiou 




c MAM, 


Realizzare un prompt DOS da tenere a portata di mano pud sembrare com¬ 
plesso e torse mutile, ma quando serve . 



138 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 






































































Il DIR di DOS mostra, sull'estrema destra, il nome esteso dei file presenti 
nella directory. 


_ 

- _| 

• _1 (UUIomlMil 

• _J OvtmmDo cv rni 
jPIQFte 

_J P7Ufèf 

a Li 

_J P7SF4» 

- _| PartPOue 

jC>«U»Jken 

• _| P*fl*P«rt* 

_jPB«urfì 

_J PCO®808DoC«JWrt 

• _J Pe*Oi»« PeoD.«*. __j 

• _J P«*Cm«« PseCXs-1 

- _J (W*wyPwf«or 

• _J P^fwovPf-fnw 

9 Li v i 






T WINDOWS 0C^SVSTEMVe<id|41- 



— 


y— 



Modifichiamo le 
icone/immagmi BMP 
con Regedit e HKEY 
CLASSES_ROOT 


"ridotto a icona" Selezionare "tasto di 
scelta rapida" e indicare la combinazione 
desiderata (ad esempio CTRL-Dl, cliccare 
OK e non dimenticare di trascinare il 
prompt di MS-DOS sull'icona di Startup. 
A questo punto, ad ogni lancio di Win¬ 
dows, il prompt di DOS, opportunamente 
minimizzato, sarà sempre disponibile, o 
immediatamente raggiungibile attraverso 
CTRL-D 

Una curiosità; DOS non acceda i no¬ 
mi di file lunghi, ma è possibile usarli 
dall'interno di un box DOS semplicemen¬ 
te racchiudendoli tra virgolette Avete bi¬ 
sogno del massimo di memoria in una 
sessione DOS? Aggiungere la linea Local- 
LoadHigh=l nella sezione (386Enh) del fi¬ 
le System.ini A proposito, se avete modi¬ 
ficato il vostro file batch per eseguire un 
comando o un programma di vostro gra¬ 
dimento potreste, una volta passati in 
Windows, ritrovarvi con un fastidioso 
prompt lampeggiante nella finestra; ricor¬ 
darsi quindi di r-click sul programma e di 
sedare il bodone di chiusura in uscita 

Per leggere il nome completo del file, 
incluse le estensioni, in Windows, sele¬ 
zionare Vista dal menu opzioni e scegliere 
le opzioni desiderate, tra cui anche "vi¬ 
sualizza il percorso completo" nella barra 
del titolo. Sempre a proposito di nomi 


completi, siete infastiditi dal dover badere 
lunghi e complicati pathname ogni volta 
che dovete lanciare un programma DOS? 
Nessun problema, c'è un sistema molto 
piu semplice. E' sufficiente trascinare e la¬ 
sciare sul prompt DOS e il nome del file, 
completo di path. apparirà nella linea di 
comando. Sempre per quanto riguarda la 
linea di prompt, è possibile cambiare la 
grandezza del carattere selezionando Pro¬ 
prietà, Font dal toolbar del prompt e sce¬ 
gliere una nuova dimensione. Per i nostal¬ 
gici del DOS puro, ricordarsi che è possi¬ 
bile eliminare, dal prompt, anche la barra 
superiore, semplicemente facendo r-click 
sulla barra del titolo e scegliendo "barra 
degli strumenti". Curioso ma vero, è pos¬ 
sibile copiare direttamente in una finestra 
del prompt DOS del testo facendo r-click 
sulla barra del titolo, scegliendo Modifica- 
> Segna, usando il mouse per scegliere la 
pane di testo da copiare e usando il Copy 
dal menu. Ancora è possibile eseguire 
due lavori contemporaneamente aprendo 
due finestre contemporaneamente e indi¬ 
candone una per lavorare in background 
(usare il relativo tasto del toolbar). Ricor¬ 
date, inoltre, che Windows 98, al coman¬ 
do DIR in DOS. fa comparire non solo la 
solita lista del contenuto della directory 
ma, a destra, anche il nome esteso di 


I programmi che abbisognano di boot da dischetto Ivecchi programmi DOS 
con particolari setup di memoriaI possono girare da disco rigido se si se¬ 
gue il percorso mostrato in figura e si modifica la sequenza di autoexec bat 
e config.sys. 


Windows, utile no? Questo, sovente, aiu¬ 
ta anche quando si portano su Windows 
dischi di altri sistemi operativi, come Mac, 
e si desidera avere una visione rapida del 
nome completo dei file, che, in default, 
vengono troncati. Per aiutarsi, ancora, ri¬ 
cordarsi che la pressione di ALT-Enter 
scambia alternativamente la finestra cor¬ 
rente in full-screen. 

E, ancora, un piccolo trucco, forse ov¬ 
vio. ma anche molto utile per chi non lo 
conosce. Sovente è necessario avere una 
copia stampata della directory corrente, 
cosa non facile da eseguire da Explorer. 
Ci viene in aiuto proprio il rozzo e obsoleto 
prompt di DOS. Aprire la directory che si 
desidera stampare, e battere 
DIR>LIST-TXT. Ritornare a Windows e 
magicamente, aprendo e stampando que¬ 
sto file m WordPad (o altro), avremo bella 
e pronta la directory desiderata 

E prima di chiudere con il DOS, ecco 
come fare per utilizzare i nostri vecchi gio¬ 
chi DOS, ognuno con i suoi bei problemi 
di memoria Invece di portarsi appresso 
una scatola intera di dischetti di boot, è 
sufficiente creare un setup personale per 
ognuno e usare questi Farlo è semplice; 
creare uno shortcut del programma sul 
desktop (o da qualche altra parte, ad 
esempio "cartella dei giochi DOS"). Il pro¬ 
gramma, nella maggior parte dei casi, pre¬ 
senterà una generica icona.EXE; potrebbe 
essere il caso di personalizzarla adesso. 
R-click sullo shortcut e scegliere Pro¬ 
prietà, cliccare su Programma->Avanzate- 
>Specifica una nuova configurazione 
DOS. Avrete immediatamente a disposi¬ 
zione tutto quello che vi necessita, in for¬ 
ma di stringhe autoexec.bat e config.sys. 
La procedura vale, ovviamente, non solo 
per i giochi ma anche per qualunque pro¬ 
gramma DOS. 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


139 


































































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Ancora Regedit in azio¬ 
ne, stavolta per elimi¬ 
nare perdite di tempo 


Ancora sul Registro 

Beh, basta con il DOS e passiamo ad 
altro. Le manipolazioni del Registro di 
Windows hanno avuto successo, in base 
a quello che ho ricevuto nella mia casella 
di posta. A proposito di ciò devo chiedere 
scusa a un lettore che mi ha scritto dicen¬ 
do di non trovare certi parametri di confi¬ 
gurazione nei file che avevo indicato, rela¬ 
tivamente all’eliminazione della finestra 
d'avvio di Windows e del "ritardo” al lan¬ 
cio dello stesso Non ho potuto risponder¬ 
gli in quanto la sua lettera è arrivata infar¬ 
cita di caratteri ASCII mcomprensibili per¬ 
sino nell’header, tanto da rendere di com¬ 
plessa interpretazione anche quel che mi 
comunicava, oltre che rispondere. Se mi 
riscriverò gli risponderò di sicuro (lo faccio 
con tutti), ma se ho ben capito il suo pro¬ 
blema sarà sufficiente inserire le stringhe 
che consigliavo nel file aperto con Note- 
pad per raggiungere lo scopo 

Per favore, prima di mettere mano, la 
solita raccomandazioneI FATE UNA CO¬ 
PIA del Registro. E' l’assicurazione contro 
futuri guai Un registro rovinato o inacces¬ 
sibile è la via maestra per la reinstallazio- 
ne del sistema operativo (e fossero finiti I) 
tutti i guai! Rischiate di perdere anche 
parte o tutte le installazioni); perciò, pru¬ 
denza. Non vi costa nulla! 

Visto che ci dobbiamo continuamente 
mettere le mani, non vi pare il caso di da¬ 
re una casa dignitosa e un punto di riferi¬ 
mento sicuro e rapido da raggiungere a 
questo componente che, a buon diritto, è 
stato paragonato al cervelletto del siste¬ 
ma operativo? Facciamo cosi (è una pro¬ 
posta, modificabile secondo le preferen¬ 
ze): creiamo in C: una cartella Registro, 
creiamo uno shortcut del Registro stesso 
(Regedit.exe) sul desktop. Selezioniamo 
Proprietà e cambiamo la Destinazione 
usando l'indirizzamento adatto alla cartella 
da noi creata. 

Se, con pervicace ottusità, abbiamo ri¬ 
mosso un programma semplicemente 
gettandone via la directory dobbiamo ras- 


lmm*He»e I rane del crogranun*. dei» cartrts. del 
I _) docianerJoo «Manici* Interne! cto m dando*«aie 

àt*« |C \W1ND0WS tOO'£iaiVooW»n« tUH 2 


OH 


•mia 


Stata 


con una versione icona di se stesse. 

E ricadiamo ancora una volta nel di¬ 
scorso della rapidità. Certo è che mi lusin¬ 
ga il fatto che con processori dalla salute 
leonina stiate a sentire i miei consigli. E 
va bene, ecco un paio di trucchetti prima 
di chiudere, da aggiungere a quelli dell'al- 


Alcune scorciatoie per 
abbreviare operazioni 
di ogni giorno; ad 
esempio, trascinando 
sulla finestra di "Ese¬ 
gui ’ un 'icona si ricava 
immediatamente il suo 
path. 



Ad" 

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2) Dentate* «tawertol 

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segnarci, a meno di non usare un pac¬ 
chetto specializzato, a portarci appresso 
per chissà quanto tempo un poco di za¬ 
vorra inutile. Molto più fastidiosa, invece, 
è la presenza nella finestra di " Installazio¬ 
ne Applicazioni" dei nomi dei programmi 
che ormai non ci sono più, ma che non 
riescono ad essere rimossi dalla lista An¬ 
che qui ci viene in aiuto il Registro, basta 
andare in 

HKEY_LOCAL_MACHINE\Software\Mi- 
crosoft\Current Version\Uninstall e cancel¬ 
lare i titoli non desiderati. 

Non vi è mai capitato di ritrovarvi, do¬ 
po una installazione abortita, con una fa¬ 
stidiosa finestra di lancio di qualcosa che 
non esiste più e che v'invita a fare qualco¬ 
sa che invece non è più possibile fare? 
Abbiamo esplorato ('autoexec.bat, abbia¬ 
mo controllato i programmi presenti in 
"esecuzione automatica" ma niente, il 
maledetto si annida nei più oscuri mean¬ 
dri e non si fa snidare. Andiamo a 
HKEY_LOCAL_MACHINE\Software\Mi- 
crosoft\Wmdows\Current Version; ci sono 
quattro posti dove il terribile seccatore 
può nascondersi: Run, RunOnce, RunSer- 
vice, o RunServiceOnce Un po’ dì pazien¬ 
za e staneremo il ragno dal buco. Visto 
che ci siete, ricordatevi che per velocizza¬ 
re un poco il tutto conviene ridurre gli in¬ 
gombri delle icone bitmap, quindi, sem¬ 
pre da Regedit, andare a HKEY_CLAS- 
SES_ROOT\Paint\Picture\Defaultlcon; 
doppio click su Default nel pannello di de¬ 
stra, e cambiare il valore di Defaultlcon a 
%1. Questo permette anche di rappre¬ 
sentare. in Explorer, le immagini BMP 


tra volta Un sistema 
per eliminare le anima¬ 
zioni e quello di navigare 
in HKEY_CURRENT 
USER\Control\Panel\ 
DesktopNWindoMetrics, 
aggiungere una nuova 
stringa con nome MmA- 
mmate e assegnarle il 
valore = (zero) per spe¬ 
gnere l'animazione o vi¬ 
ceversa 1 (o eliminarla) per riaccenderla 
(ne avevamo già parlato, ricordate?) An¬ 
cora, un leggerissimo ritardo è inserito nel 
menu Start; vi dà fastidio anche questo? 
Ecco la ricetta: 

HKEY_CURRENT_USER\Control 
Panel\Desktop. Anche qui creare una nuo¬ 
va strìnga MenuShowDelay e assegnare 
un valore da 1 a 10 (i valori sono inversa¬ 
mente proporzionali al ritardo) Infine po¬ 
tete chiedere a Windows di eseguire in 
vostra vece il refresh (ricordate la funzio¬ 
ne di F5 quando qualcosa cambia sul de¬ 
sktop) Andare a HKEY_LOCAL_MACHI- 
NES\System\Current ControlSet\Con- 
trolMJpdate e modificare Update Mode 
cambiando il valore da 2 a 7 


Conclusioni 


Sono tre puntate e di cose da dire ce 
ne sarebbero ancora tantissime, di cose 
grandi e piccole. Prometto che ci risenti¬ 
remo presto, sull'argomento. E per con¬ 
cludere ve ne voglio raccontare due bre¬ 
vissime Una scorciatoia davvero interes¬ 
sante, me ne sono accorto proprio sta¬ 
mattina, permette di eseguire ricerche su 
diverse memorie di massa contempora¬ 
neamente; basta inserire, nella finestra 
"Trova", alla riga "Cerca in" le lettere di¬ 
stintive dei drive separate da un punto e 
virgola, ad esempio (C:;D:I. E, cosa che 
pochi conoscono, la stessa finestra accet¬ 
ta le wildcard (?,*) riconosciute da DOS. A 
risentirci. 

MS 


140 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 












































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PRODOTTI 


Extensis Portfolio 

di Raffaello De Masi 


a cura di Andrea de Prisco 




Nel mio diletto paese natale, inutile 
nominarvelo, ormai lo avrete tutti nel 
cuore (e so già che la lista di prenota¬ 
zione per avere diritto alla visita ga¬ 
reggia con quella della Galleria degli 
Uffizi) si tiene la sana festa terrona 
del Patrono, S, Sabino, che. se non 
può certo competere in audience con 
Ciccillo e Totonno (dei veri "turbo" 
nel loro campo, ve lo assicuro!), se 
preso per il suo verso è il caso di dire 
che è capace di fare miracoli. 

La fantasmagorica festa inizia già alle 
prime luci dell'alba e termina a notte 


fonda, con tanto di gara strapaesana 
di fuochi artificiali, da cui usciva quasi 
sempre vincitore, fino alla sua morte, 
il leggendario cavalier Marano, da Pra- 
tola, vero artista del botto (tant'è che 
gli erano rimaste solo tre dita tra tutte 
e due le mani). 

lo. questa serata strapaesana, non me 
la perderei per tutto l'oro del mondo. 
Le strade "apparate" con luminarie da 
far impallidire Central Park a Natale, la 
processione con le vecchiette scalze 
con il cero da quattro chili, la messa e 
la benedizione in piazza. C’è tutto 


quello che serve, banda musicale plu- 
ripremiata. puntualmente proveniente 
da Gioia del Colle, bancarelle di torro¬ 
ne, noccioline e "castagne del prete", 
venditori ambulanti di "musso" (carti¬ 
lagini bollite e condite con sale e limo¬ 
ne; in teoria di maiale, ma in pratica 
meglio non indagare troppo). E, so¬ 
vente, madonnari, veri artisti della più 
bell'acqua che incantano davvero, per 
la loro maestria che ha l'unica colpa di 
estrinsecarsi sul marciapiede di una 
strada e di durare fino alla successiva 
pioggia. 


142 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 













Portfolio 4.0 


Produttore: 

Extensis Corpofalion 

1800 SW Fusi Avenue. Suite 500 

Portland, OR 97201, USA 

http://wwwextensis.com 

Distribuito in Italia da 
Pico srl 

Via Costituzione. 29 
42100 • Reggio Emilia 
Tel. 0522/512332 

Prezzo (IVA esclusa) 

L 415 000 


Li si vede, fin dalla mattina presto, 
scegliere la loro "lenza" di marciapie¬ 
de, che deve essere individuato con 
occhio esercitato e conoscenza stra¬ 
tegica di cosa, durante la giornata, av¬ 
verrà. Cosi dovrà essere sufficiente- 
mente liscio, e. per quanto possibile, 
centrale e a portata di vista, anche se 
occorrerà prevedere ed evitare zone 
di passaggio troppo intenso. Già. 
maestri, che. seduti e sovente sdraiati 
sul selciato, maneggiano gessi e sab¬ 
bia colorata con perizia da farmacista 
Tenaci nel loro lavoro, pazienti magari 
col solerte vigile di turno che vorreb¬ 
be farli sgomberare, tolleranti con il 
ragazzino che passa di corsa sul loro 
lavoro, raccolgono la sera gli spiccioli 
che la gente getta sull'Immagine e 
svaniscono, chissà dove! 

Ho messo insieme, negli anni, una di¬ 
screta collezione di foto di tali imma¬ 
gini. Generalmente predomina la Ma¬ 
donna col Bambino (l'articolo "incon¬ 
tra" sempre molto), ma anche i due 
santi prima nominati "tirano" abba¬ 
stanza; qualcuno, speculando sul 
campanilismo, si gioca la carta del Pa¬ 
trono, e ho due rarità, un S. Giorgio 
che affetta il drago e un S. Lorenzo 
sulla graticola, che meriterebbero di 
essere citati, a buon diritto, nell'ulti¬ 
ma edizione del Bolaffi. 

Quando AdP mi ha mandato questo 
pacchetto mi è parsa davvero la mano 
della santa protettrice dei madonnari 
ad avermi toccato Da tempo ho tra¬ 
sformato in bit la mia collezione di da¬ 
gherrotipi, ma catalogarli e, soprattut¬ 
to, "centrare" l'oggetto giusto si pre¬ 
sentava come un'impresa non certo 
facile Meno male che il mio illumina¬ 
to capo mi pensa sempre ("è buono, 


Figura I - Lo splash- 
screen di Portfolio 4 



lui!") e, sovente, 
riesce anche a 
prevenirmi; che in¬ 
telligenza, che 
tempra di capo! 
Beato chi se lo pi¬ 
glia, come diceva 
mia madre quando 
mi guardava. 


Portfolio 4.0, 
il pacchetto 

Innanzi tutto, presentiamolo. Portfo¬ 
lio, com'è facile immaginare, è un si¬ 
stema rapido ed efficace di cataloga¬ 
zione, che permette di organizzare il 
lavoro di gestione di tutti i file grafici a 
nostra disposizione semplicemente 
usando una libreria comprensiva di 
tutti i nostri file, che può essere sfo¬ 
gliata e condivisa dal singolo utente o 


Con un’apprezzabile politica nei confronti 
del cliente. Extensis offre il programma 
inserito in un CD che comprende tutti i 
suoi prodotti grafici. Si tratta di program¬ 
mi completamente funzionanti, ma che 
durano solo trenta giorni Inserendo il nu¬ 
mero di codice, fornito con il pacchetto, 
questi si abilitano al funzionamento com¬ 
pleto 

Plaudiamo calorosamente a quest'iniziati¬ 
va che senza preoccuparsi delle insidie 
rappresentate dai cracker, offre invece 
all'utente onesto la possibilità di verifica¬ 
re la rispondenza del programma alle pro¬ 
prie aspettative, prima dell’acquisto. Il CD 
contiene i seguenti programmi: 

PhotoTooIs 3.0 •• 

PhotoFrame 1 ** 

PageTooIs 2.0 •• 

Intellihance 3.0 ** 

Portfolio 4.0 *• 

MaskPro 2.0 •• 

Prefligth Pro 2.1 * 

Collect Pro 2.1 * 

Vectortools 2.0 *• 

Beyond Press 4.0 ** 

QX-Effects 3.0 • 

QX-TOOLS 4.0 ** 



dal gruppo di lavoro, come pure rag¬ 
giunta attraverso una connessione 
TCP/IP. Il pregio di PF sta nel fatto 
che riesce a realizzare "cataloghi", 
veri e propri database per media digi¬ 
tali, inclusi immagini, suoni, filmati e 
documenti d'altro genere, corredan¬ 
doli, qui la sua forza, di un dettagliato 
bagaglio d'informazioni e, nel caso, di 
immagini segnalibro. Le immagini, co¬ 
me dicevamo, possono essere di di¬ 
verso tipo, indipendentemente 
dall'applicazione che le ha generate, e 
possono essere successivamente e 
sfogliate rapidamente o ricercate in 
base a una parola chiave o altro crite¬ 
rio stabilito dall'utente. Inoltre è pos¬ 
sibile creare cataloghi personali e. 
eventualmente, condividere e aggior¬ 
nare questi sulla base di altre basi dati 
comuni, magari ospitati su un server 
di rete. 

Chiariamo subito le esigenze relative 
all’hardware Su Mac sono necessari 
un PPC, il sistema operativo 7.5.3, 6 
MB di memoria RAM, 22 MB di spa¬ 
zio su disco, e OpenTransport (se si 
decide di condividere i file PF attra¬ 
verso Portfolio Server). Su PC occorre 
disporre di un 486, del solito W95 
(inutile il 3.1). la stessa quantità di 
memoria RAM e su HD e un servizio 
TCP/IP qualora ci fossero le già citate 
esigenze di condivisione. 

La caratteristica davvero interessante 
del pacchetto è che. al contrario di 
quanto avverrebbe in un database di 
tipo più tradizionale. Portfolio catalo¬ 
ga il suo contenuto usando solo delle 
immaginette. degli schizzi (thumbnail) 
del file originale, creando un rimando 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


143 





















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Figure 2. 3, 4 e 5 ■ Modi diversi di tnizializzazione dei record, rispettivamente li¬ 
sta, thumbnail e torma estesa Si noti, in guest'ultima, la ricchezza e la peculia¬ 
rità delle informazioni La ligure 5 evidenzia come sia possibile, comunque, personalizzare in maniera avanzata qualunque tipo di visualizzazione 


a questo, che resta nella sua posizio¬ 
ne di partenza e che sarà sempre di¬ 
sponibile per essere usato da altre 
applicazioni Questo consentirà anche 
di avere cataloghi più snelli, piacevoli 
da maneggiare e veloci nel loro uso. 
anche se c'è il contraltare della can¬ 
cellazione del file originale che com¬ 
porterà la necessità di un aggiorna¬ 
mento del catalogo stesso. Ma niente 
paura; sarà sufficiente cancellare 
l'originale dall'interno del catalogo 
per eliminare thumbnail e file d'origi¬ 
ne insieme. 

Non c'è limite al numero di elementi 
che possono essere contenuti in un 
catalogo (compatibilmente con le di¬ 
mensioni fisiche del supporto e con il 


fatto che il tempo di gestione del file 
diviene proporzionalmente piu lungo). 
Ad ogni elemento del catalogo è pos¬ 
sibile aggiungere una sene di informa¬ 
zioni. come un illimitato numero di 
keyword (che ci permetteranno di re¬ 
cuperare immediatamente, in base a 
più semplici associazioni mnemoni¬ 
che, quanto cercato), una descrizione 
lunga fino a 32.000 caratteri (tre volte, 
approssimativamente, la lunghezza di 
quest'articolo), destinata a raccogliere 
informazioni discorsive sul file, e una 
serie di campi definiti dall'utente, co¬ 
me data/tempo, stringa, liste predefi¬ 
nite, URL, numeri, indici di cataloga¬ 
zione, o altro ancora. 

In ossequio al più moderno trend 


orientato al network, l'amministratore 
di rete consentirà accesso completo 
ai cataloghi, o potrà stabilire privilegi 
finalizzati a categorie d'utenza Attra¬ 
verso Portfolio installato sui computer 
della rete, inoltre, gli utenti potranno 
condividere, scambiarsi, raggiungere 
congiuntamente cataloghi conservati 
su server, volumi condivisi, CD-ROM 
e drive comuni. In modalità remota un 
utente può accedere al server di 
Portfolio usando TCP/IP, creando an¬ 
che pagine Web utilizzando elementi 
catalogati. 

Per coloro che già possiedono o han¬ 
no usato Portfolio, la versione 4 ag¬ 
giunge alle precedenti un numero 
consistente di miglioramenti, tra cui: 


144 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 















































































C*t'»k»0mo nplmfi* 


Geneial |rj», | Mappmgs| FleTyp«| E.dudeSbngi| 


Modificetion Mo»hod |Add and Update 

zi 

Ealh ai Keywoidt 

|FleandFolòeiName 

zi 

ThumbnalQuaily 

|Hph 

zi 

IhumboalSae 

|112x112 

“3 


He*. 

The connoti thè uiedlholhurnbnd 112x 112n ihe tlandaidise 256 * 256 teiuti 
n a laigoi dnplay M Ihe bgheil thumbna! vW» jeltng. di Idei up moie ipace n Ihe 

cetafeg 


OK| Annui» | 






Figure 6. 7. 8 e 9 - Diverse opzioni ai catalogazione, interessante la scelta dei tipi di Iormato e la possibilità di stabilire regole 


* visualizzazione rapida e generale dei 
record; la lista dei componenti del ca¬ 
talogo può essere scorsa, e lo schizzo 
corrente evidenzierà tutte le informa¬ 
zioni aggiuntive che lo caratterizzano; 

* funzioni di scorrimento d'immagine; 
i cataloghi possono essere organizzati 
per una presentazione del tipo self- 
run o su comando dell'utente, 

* possibilità di inserire nell'immagine 
un campo URL. In modo da raggiun¬ 
gere la locazione Internet direttamen¬ 
te dal catalogo; 

* esportazione in HTML; consente di 
esportare cataloghi in tale formato, 
pronti per essere usati come pagine 
Web, con tanto di schizzi JPEG; 

* nuove funzioni di trova-sostituisci, 
come pure possibilità di aggiungere 


bordi; 

* uso degli script (AppleScript in Ap¬ 
ple e tool analoghi, come PScript o Vi- 
sualBasic, in W95I per automatizzare 

Figura IO ■ Il calcolo 
delle statistiche delle 
proprietà degli oggetti 
offerti dal catalogo, 
l'opzione consente di 
verificare la duplicità 
dei nomi 


operazioni all'interno di Portfolio o tra 
questo e applicazioni esterne; 

* importazione e mappatura di dati in¬ 
terni, ricavando immagini e informa- 


Geneial | Mappng: | File Tipe* | Exckido Stingi | 

WhenAddng When Updahng 

P Exliacl £eywoidt 
P Extioct Betaption 
P Eliaci IhumbnaJ 
P £kip Files wiihout Thurrònali 


r Qegeneiale Thumbnal 
r IV, ■ ;i 

P £ «itaci Oeiradnn 

R edace C Append 
P £xhacl Keywoidi 

Redace 6 Meige 


Help 

Check Iha optxjn lo aBemd lo look loi a deraciné or capine iloied n Ihe lource Ile 
Leave Ile unchecked i Ihe embedòed derciplion hot noi changod noce Ihe lati 
update. 


OK 


•mia 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


145 































































Figure Ile 12 - La ca¬ 
talogazione di una im¬ 
magine passa attraver¬ 
so diverse fasi, ecco 
l'inserimento dei com¬ 
menti e delie parole 
chiave 


ziom da una fonte 
esterna (tipica¬ 
mente, un altro 
database); 

* utilizzabilità in 
ambiente client- 
server (l'applica¬ 
zione server è of¬ 
ferta a parte e non 
inclusa in questo 
pacchetto). 


Fer-crt | Fatti | 

|UnKay«onk M—' ■«.. .ad La» 


arfccht**» 

2 

1 

AqjedJdJPG 

1 — 

mJojmn 

1 

Eir**e 

1 

tato 

8 

wnov 

2 ZÌ 


1 I 


ET 



«I ima» I 


Inoltre, le nuove 
caratteristiche 
comprendono 
nuovi traduttori, per gestire formati 
non raggiungibili direttamente E' pos¬ 
sibile ricevere, in anteprima, informa¬ 
zioni sulla risoluzione delle immagini, 
specificare un'immagine da usare co¬ 
me splashscreen da presentare 
all'apertura del catalogo, e usare il 
drag&drop per aggiungere e togliere 
elementi dal catalogo 


Usando Portfolio 

PF si può usare in due modi, che pos¬ 
sono essere ritenuti complementari; 
come tool per creare e organizzare ca¬ 
taloghi, e come utility per leggere, 
usare e modificare immagini. 

Creare un catalogo è quanto mai sem¬ 
plice; si apre Portfolio, si chiede di 
creare un nuovo catalogo, e si trasci¬ 
nano immagini (o cartelle intere di es¬ 
se) nella finestra che appare. Quando 
il programma chiederà di specificare 
le opzioni relative allo stesso, si faran¬ 
no le opportune scelte (magari accet¬ 
tando le opzioni in default, prima di di¬ 
venire più "specializzati"). Una volta 
completata la catalogazione delle im¬ 
magini si potrà eseguire una revisione 


e una ridistribuzione delle stesse, ag¬ 
giungendo parole chiave, descrizioni, 
campi specifici e così via In ogni ca¬ 
so. se il catalogo è condiviso su una 
rete, si potranno usare immagini con¬ 
giuntamente ad altri utenti Come ab¬ 
biamo già detto precedentemente, il 
catalogo e il suo contenuto sono indi¬ 
pendenti e svincolati dall'Immagine 
principale, che sarà utilizzata solo 
quando si desidererà un preview della 
stessa. Se l'elemento catalogato vie¬ 
ne trasferito in altra locazione, sarà 
possibile incaricare Portfolio di aggior¬ 
nare i suoi indirizzamenti. 

La cosa davvero interessante è vede¬ 
re come i file sono organizzati in un 
catalogo. Si possono scegliere diver¬ 
se tecniche di visualizzazione, ma cer¬ 
to la più razionale è quella per elenco 
(list view). che permette di evidenzia¬ 
re la lista completa dei file disponibili, 
in forma di lista, in modo che scorren¬ 
dola. appaiano in sequenza il "franco¬ 
bollo” e le informazioni relative. Altre 
rappresentazioni sono pure disponibi¬ 
li, come visualizzazione su record per¬ 
sonalizzati. lettura dei soli thumbnail, 
scorrimento automatico delle sole im¬ 
magini. visualizzazione solo parziale 


delle caratteristiche (ad esempio for¬ 
mato grafico). Ognuna di queste rap¬ 
presentazioni (anche se appare ovvio 
che si preferirà la prima) potrà essere 
usata e il risultato sarà un subset che 
ci consentirà di eseguire le stesse 
operazioni previste per il principale. 
La ricerca può essere molto articolata 
e organizzata in maniera raffinata; ol¬ 
tre a poter giocare sulla solita sene di 
operatori, la scelta può basarsi sulla ri¬ 
cerca di parole chiave, frasi o stringhe 
contenute nei commenti, tipo di rap¬ 
presentazione grafica, grandezza del 
file, "creator" nel caso di Mac. nome¬ 
breve ed estensione nel caso di Win¬ 
dows, addirittura risoluzione grafica e 
grandezza dello schizzo, come pure 
larghezza e altezza dell'originale, in 
pixel! I semi di ricerca possono esse¬ 
re anche usati per riordinare gli archi¬ 
vi, come pure per scegliere gli ele¬ 
menti da stampare 

Portfolio permette di organizzare sli- 
deshow, pacchetti di visualizzazione e 
scorrimento di diapositive, a schermo 
o su datashow, che possono essere 
fatte scorrere manualmente e auto¬ 
maticamente, a intervalli definiti 
dall'utente (un catalogo può essere 
anche settato in modo da partire auto¬ 
maticamente quando lanciato). Anco¬ 
ra, può essere organizzato in modo da 
autoaggiornarsi autonomamente ad 
intervalli stabiliti (per esempio, in caso 
di eliminazione di alcuni file), e le ope¬ 
razioni di add&update possono essere 
condizionate e incondizionate. 

Ulteriore interessante caratteristica di 
Portfolio è la possibilità di mapping, 
vale a dire di "estrarre" dati di testo 
da campi del file sorgente riconoscibili 
come tali (un esempio può essere una 
serie di didascalie in una collezione di 
immagini realizzate con Photoshop o 
Imageready). Privilegiati in questo 
senso sono i programmi che permet¬ 
tono di assegnare un ID numerico a 
ogni "pezzo" inserito nel disegno. 
Portfolio permette di leggere il conte¬ 
nuto di questi campi e, soprattutto, di 
trasferire questo in un campo del da¬ 
tabase del catalogo. I formati suppor¬ 
tati sono quelli più diffusi (Photoshop, 
IPTC, UFF), ognuno è individuato da 
un codice numerico e PF è tanto tolle¬ 
rante da accettare qualunque prodotto 
di un pacchetto che adotti questa tec¬ 
nica di rappresentazione del suo con¬ 
tenuto. 

Qualche parola a proposito delle 
keyword; sebbene nulla impedisca di 


146 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 

































usarne di proprie secondo la fantasia 
personale e del momento, è consiglia¬ 
bile stabilirne una serie di comuni 
(molte sono già fornite col pacchetto), 
in modo da adottare un mimmo di co¬ 
difica precostituita, Si potrà sempre 
usare la descrizione per tenere trac¬ 
cia, anche in momenti successivi, del 
contenuto e delle note caratteristiche 
dell'oggetto. Sia in questo che in quel 
caso, operazioni di modifica possono 
essere facilitate da un comodo co¬ 
mando di find-replace. 

Qualche parola sulle funzioni di impor¬ 
tazione ed esportazione; interessante 
la funzione di output verso pagine 
HTML (statiche). Ancora, quando si 
esporta verso un file di testo, si può 
decidere quali campi inviare e quali 
cancellare. Inoltre, solo in Mac, è pos¬ 
sibile "incollare" ai dati una risorsa 
"pnot" (per maggiori informazioni su 
questa poco usata caratteristica del si¬ 
stema operativo Mac consultare il sito 
rttp://vvww- appie.com/aeveioperl . 
Prima di chiudere, ancora, qualche pa¬ 
rola sulla condivisione dei file. I cata¬ 
loghi possono essere gestiti, su una 
rete, in due modi diversi. La scelta di¬ 
pende da diversi fattori, legati soprat¬ 
tutto all'articolazione della rete e al 
numero di accessi contemporanei da 
gestire. 

Se il numero di utenti e la loro fre¬ 
quenza d'accesso non sono elevati, 
può essere sufficiente adottare il file- 
sharing; il file da condividere risiede 
su un server o su una delle macchine 
del sistema e l'utente accede al file- 
catalogo usando il comando "Open". 
Portfolio, in questo caso setta un flag 
d'accesso che impedisce che un altro 
utente possa accedere a un particola¬ 
re record quando questo è gestito da 
un altro. Questa tecnica non richiede 
l'uso di un pacchetto di server, ma il 
numero di accessi è ridotto proprio da 
questo tipo di gestione e le funzioni di 
gestione del db (trova, salva, ordina) 
sono rallentate visibilmente. 
L'alternativa, piu costosa, è rappre¬ 
sentata dall'adozione di una gestione 
client-server, basata su un particolare 
software capace di gestire i cataloghi 
da un server NT Gli utenti finali, utiliz¬ 
zando la loro applicazione Client, acce¬ 
dono separatamente (e congiunta- 
mente) al file, mentre gli eccessi e la 
gestione dei privilegi è affidata al ser¬ 
ver stesso. Ogni utente dovrà posse¬ 
dere una copia separata del Client, o 
una licenza d'uso, visto che lo stesso 


Figure 13 e 14 - La pre¬ 
parazione di alcuni sii- 
deshow, la hgura 14 
mostra come sia possi¬ 
bile realizzare una clas¬ 
sica presentazione di 
diapositive. 




magini vengono 
manipolati, cancel¬ 
lati o aggiunti. E' 
appena il caso di 
ricordare che il 
server abbisogna 
di prestazioni un 
po' più elevate ri¬ 
spetto a quelle dei 
Client, con un Pen¬ 
tium con 32 MB 
disponibili, siste¬ 
ma operativo NT e 
un adeguato baga¬ 
glio di spazio su 
disco. 


Conclusioni 


pacchetto server s'incarica di verifica¬ 
re che, sulla rete, non ci siano due ac¬ 
cessi provenienti dalla stessa licenza. 
L'amministrazione dei cataloghi può 
avvenire con diversi gradi di sicurezza 
e a livelli di accesso differente, con 
una serie di graduazioni (25 in tutto) 
da far invidia ai migliori database 
L'amministratore gestisce la lista del¬ 
le parole e dei privilegi d’accesso at¬ 
traverso una comoda finestra, e, co¬ 
me sempre, riserva a se stesso certe 
prerogative, come scelta del livello di 
accesso per i subordinati e possibilità 
di intervenire sul disegno e, talvolta, 
sulla modifica del database II pac¬ 
chetto contiene infine alcune utility 
per il recupero di cataloghi danneggia¬ 
ti, oltre a consentire operazioni di ag¬ 
giornamento periodici o a data presta¬ 
bilita, necessari quando record o im¬ 


Finora programmi di catalogazione e 
navigazione di immagini se n'erano vi¬ 
sti abbastanza, per la verità. Ma 
Portfolio fa un passo avanti, trasfor¬ 
mando quelli che erano appunto siste¬ 
mi di catalogazione in un vero databa¬ 
se dedicato. E questo è importante; 
certo, si potrebbe adattare un db tra¬ 
dizionale a questo compito, ma 
Portfolio fa tutto meglio, più in fretta 
e possiede una serie di opzioni diffici¬ 
le da trovare o simulare in un pacchet¬ 
to non dedicato (immaginate una ri¬ 
cerca per risoluzione, ad esempio!). Il 
tutto in maniera facile e col supporto 
di un manuale (in tempi in cui questi 
si fanno sempre più striminziti) preci¬ 
so e attento a ogni particolare, e capa¬ 
ce di risolvere immediatamente la 
maggior parte delle perplessità. 

MS 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


147 

























































te* 


Schede grafiche 
ed uscite TV 


E’ possibile, oggi come oggi, cominciare a pensare di poter connettere il PC direttamente al 
TV-color e godere comunque di buona qualità visiva? 

La qualità del segnale codificato, pur non essendo quello forte e stabile del refresh VGA, è 
già in grado di farci pensare a rinunciare al monitor? 

Adottando una scheda grafica che codifica in PAL, oltre a connettere il PC direttamente al 


TV-color sarà possibile procedere anche alle 
fasi della videoregistrazione: quali criteri 
minimi di qualità la scheda dovrà soddisfare? 


Pnmopiano sulla 
zona delle connes¬ 
sioni della Mysti- 
Que Poderoso cor¬ 
redo software e 
notevoli capacità 
dupgrade Peccato 
per il prezzo un po' 
alto rispetto alle al¬ 
tre schede 



di Bruno Rosati 


Pur non potendo paragonare la qualità 
del segnale televisivo (fatto salvo per 
qualche caso specifico come quello dei 
televisori da 100 MHz) a quella più sta¬ 
bile e a risoluzione maggiore offerta dal 
monitor, giochi, VideoCD, DVD e navi¬ 
gazione sul Web oggi possono essere 
pienamente goduti nello splendore dei 
28 (o più) pollici del TV-color di casa Ciò 
è possibile grazie alla disponibilità di 
schede d’adattazione grafica che adot¬ 
tano circuiti di codifica PAL di buona 
qualità. Una qualità che s'è talmente 
evoluta negli ultimi tempi da far comin¬ 
ciare a pensare che, se l'impiego del PC 
si limita davvero a tali attività ludico- 
informative, non è cosi azzardata l'ipo¬ 
tesi di accantonare (o di non acquistare 
affatto. I il pur sempre costoso moni¬ 
tor. 

Calandoci nell'ottica dell'economia fa¬ 
miliare (il maggior risparmio possibile e 
l'angustia degli spazi disponibili) tale so¬ 
luzione viene tra l'altro avvalorata da al¬ 
cune considerazioni che l'utenza casa¬ 
linga sicuramente già comincia a fare: 

Un monitor di buona qualità e gran¬ 
dezza dallo screen accettabile (tra i 
15 e i 17 pollici) non costa meno di 500- 
800mila lire e il TV-color. già in casa, 
non costa niente... 


2 Con una buona scheda grafica, che 
costasse tra le 200 e le 250mila lire 
e che permettesse con facilità di colle¬ 
gare il PC al TV-color (e con la scheda 
audio connessa In/Out con l'apparato 
HiFi...), il sistema sarebbe ugualmente 
funzionale 

3 11 monitor è indispensabile soprattut¬ 
to quando si lavora più o meno inten¬ 
samente all'elaborazione di testi, fogli 
elettronici, CAD e image-processmg. Al 
contrario, quando videogame, film digi¬ 
tali e Internet sono il nostro pane quoti¬ 
diano, questi risulteranno di gran lunga 
più coinvolgenti se visti sul grande 
schermo. 

Partendo da queste considerazioni 
l’utente che non ha esigenze particolari 


nell'ambito deH'home computing può 
ragionevolmente pensare all’acquisto di 
un PC rinunciando al monitor, ma ba¬ 
dando bene che nel sistema sia presen¬ 
te una scheda grafica con capacità di 
codifica PAL. E tanto risulterà determi¬ 
nante la qualità della codifica che le ca¬ 
ratteristiche della scheda grafica diver¬ 
ranno preponderanti rispetto a quelle 
delle altre periferiche. Il problema a 
questo punto diviene quello di riuscire 
ad individuare qual e la scheda che ge¬ 
nera il segnale PAL migliore e quale 
quella che offre utility e facilitazioni nei 
controlli via software su parametri co¬ 
me massima risoluzione riproducibile, 
compensazione al flickering (il fastidio¬ 
sissimo sfarfallio dello schermo), over- 
scan/underscan, ecc. 

In effetti, oggi come oggi sono mol- 


148 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 














ttà .,1 ,u,.* 'v.ì'iitv.-. 


tissime le schede dotate di un chip-en- 
coder da VGA a PAL direttamente mon¬ 
tato su scheda Assai meno sono però 
quelle che riescono a fare in maniera 
pulita e precisa il processo di codifica e 
il controllo della qualità. 

Fissando questi principi minimi abbia¬ 
mo allora organizzato un articolo che 
prova, come in appendice, a ricollegarsi 
allo "Speciale Schede Grafiche 3D: la 
sfida degli acceleratori", pubblicato su 
MCmicrocomputer n 191 di Gennaio, 
Una prova congiunta questa dalla quale 
estraiamo ovviamente solo le schede 
dotate di una sezione di encoding e che 
ripresentiamo in questo articolo provve¬ 
dendo ad una prova pratica esclusiva¬ 
mente intesa dal punto di vista dell'out¬ 
put video. Tra le schede provate in 
quell'articolo solo tre erano dotate di 
uscite video, la Matrox Mystique, la 
Diamond Viper 550 e la ViewTop Titan 
5000 

Benché rapida, di tali schede è bene 
rintracciare una breve presentazione 
più indirizzata verso le caratteristiche vi¬ 
deo, 


Matrox Mystique G200 

La nuova Mystique si caratterizza nel¬ 
le prestazioni del nuovo chipset MGA- 
G200 a 128-bit DualBus, pieno suppor¬ 
to delle specifiche AGP 2X e con capa¬ 
cità di rendering simmetrico. 

L'accelerazione offerta (più che buo¬ 
na) è estesa dal 2D al 3D e supporta, 
per caratteristiche intrinseche al chip 
MGA-G200, la riproduzione DVD. Ovve¬ 
ro i film codificati DVD possono essere 
visionati senza hardware aggiuntivo, 
ma sfruttando semplicemente gli algo¬ 
ritmi preposti nel chipset (resta indi¬ 
spensabile sia un PC potente e un 
DVD-driver compatibile), L'output vi¬ 
deo, sia composito che Y/C, può rag¬ 
giungere risoluzioni pari a 1024x768 
pixel, La qualità dell'output video è buo¬ 
na e può essere eseguita simultanea¬ 
mente sia verso TV-color che verso mo¬ 
nitor, anche se nella modalità duale 
(TV/Momtor) non mancano dei problemi 
di visualizzazione. Ciò soprattutto quan¬ 
do il monitor non è di costruzione re¬ 
cente e non riesce a supportare il se¬ 
gnale di sync che la scheda produce 
unico per entrambe le uscite. 

Dal punto di vista dell'espandibilitè, è 
sicuramente una tra le migliori proposte 
del mercato, essendo progettualmente 
pensata per evolversi naturalmente ver¬ 
so gli upgrade Rambow Runner G-Se- 
ries per le acquisizioni video e per l’at¬ 
testazione di un sintonizzatore interno 
(su daughterboard) 

Il prezzo è il suo tallone d'Achille; ol¬ 
tre 400mila lire. 



Diamond 
Viper V550 

Anche per la Viper 
550 c'è un chipset da 
128-bit capace di mas¬ 
sime prestazioni sia in 
ambito 2D che 3D, La 
scheda si basa difatti 
sulla piu recente imple¬ 
mentazione dell'engme 
NVIDIA RIVA TNT e con 
un RAMDAC da 250 
MHz per il true color 
esteso fino alla risolu¬ 
zione massima di 


La Diamond Viper 550 potenzialmente è la miglior “generai 
purpose " in ambito Desktop Video 



ViewTop 
Titan 5000 

A differenza delle ; 
tre due schede selezi 
nate, la Titan 5000 f 
ridotte possibili 
d'espansione della ' 
RAM che può accett 


ViewTop Titan 5000 m 
sarà una "scheggia", r 
dal punto di vista della co 
hca video 6 un picce 
gioiello 


1920x1200 pixel. Intorno a tale 
chipset la Viper 550 si propone con dri¬ 
ver ottimizzati per gli ambienti Win¬ 
dows 98 e con il pieno supporto per il 
Direct3D e l'OpenGL 

Tra le performance garantite ci sono 
ovviamente quelle del pieno supporto 
per il playback senza hardware aggiunti¬ 
vo di formati audiovisivi come MPEG-1 
ed MPEG-2, con l'esecuzione di DVD- 
ROM tramite semplice supporto 
software. 

Dal punto di vista della codifica. Viper 
550 è m grado di visualizzare il segnale 
d'uscita su TV-color con sufficiente 
qualità e buon supporto software, tra 
utility e pannello di controllo dedicato, 
delle specifiche video. 

L'area visualizzabile televisamente si 
attesta nella migliore delle rese fino ad 
800x600 A tale risoluzione lo screen 
può essere coperto anche in overscan 
e con bassissima incidenza dell'effetto 
di flickering. 

La Viper 550 è predisposta per upgra- 
dare, via daughterboard, per mezzo del¬ 
la DTV 2000 permettendo all'utilizzatore 
sia l'acquisizione video che la visione 
del segnale d'antenna 
sul monitor del PC. 


re con tagli da 2 fino ad un massimo di 
8 Mbyte e che serve con un memory- 
bus a soli 64-bit Malgrado ciò le presta¬ 
zioni in fatto di refresh e rendering vi- 
deografico sono assicurate a partire da 
una sezione di elaborazione interna che 
fa lavorare l'accelerazione tridimensio¬ 
nale S3 Savage 3D con un engine a 
128-bit e a doppia pipelme capace di 
sviluppare 5 milioni di triangoli ai secon¬ 
do e con un rate di riempimento pari a 
126 Mpixel/sec. Il RAMDAC taglia a 
250 MHz. Pienamente supportata è la 
specifica AGP-2X e la modalità texture- 
compression di DirectX 6 0 Lo Z-buffer 
è a solo 16/24-bit. 

A fronte di implementazioni ridotte in 
fatto di tecnologia d'accelerazione e 
bus-memory, risulta al contrario vera¬ 
mente notevole l'ìmplementazione del¬ 
la sezione di encoding. La ViewTop Ti¬ 
tan 5000 è difatti dotata di un encoder 
multistandard NTSC/PAL, che garanti¬ 
sce il pieno supporto ai controlli Macro- 
vision (protezione del software in ripro¬ 
duzione), la programmabilità del filtro 
antiflickering e del circuito per la com- 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


149 

















fc/nrWfj? (:•- V/fi'-tua. 


•ODA 




•^u»w«®<XMn< 


IEL5R1 




«r 


] 


F/sa Raior III . un prodi¬ 
gio dì scheda grafica, 
con 32 Mbyte di V- 
RAM ed uscita compo- 
sna/S-Video simultanea 
alla VGA verso il moni¬ 
tor. 


ELSA ERAZOR ” III 

The ultimate In graphics and video power 

»*• USA ERAZCR IH •«•«** ELSA» eurceiMut £SAA» -enge al r«Wt boerO». 
now lt*a Ulwl le.hr«Oy.W -nM.. fccm WtHA IN» Bf/A THT2 Ih* et.,, 

•oMMA» an I? MO o/Utt rrwvtx-, 6*Aere J2 M raofennq .'4M 

;&«fc.«MtM»4»tW««o»AOP4«P»v4M« ■»»«•", ELSA anorovei or I*»» 
i*ch"0*o*y w*h «■iimarvt ter p-oteiuonM mn crai enterlwn j»nm I w nin««< 
••••Mio»»» end >t*»«h rtfn <•* t» *»*'i 4*iw d b| t*w u»#< • muMvd* «I 30 
tealtMi im M V» tgned. and t*w >wwflS* X»*»£V£MEDO*" » JW tmte 

—-rr^ '««a»— "—- 


T 


■AOJ J 


W» | ll.jliv.u.1^. a. 


pensazione 
dell'overscan verti¬ 
cale. Garantita pie¬ 
namente è anche 
la riproduzione si¬ 
multanea su moni¬ 
tor e TV-color. 

Sul mercato, esi¬ 
stono ovviamente 
altre proposte al¬ 
trettanto interes¬ 
santi. Come ad 
esempio la: 


STB Velocity 4400. In 
evidenza le connes¬ 
sioni d'Input/Output 



£ PC WORLD 



deaylybtemOTiyevMTifandifMthMtUMMW* III KV1IHA KJVA 
1 THT pflmii rafani a tb* Ani Mip«u4 IX-bd )0 feoeeeta npiM» od 
(■■■•••(■li;In pueli fM-rteekryvt» Thii ti'hnur» Un app&i•!•>*. 
td Belluini •. • mpl* piu tee nriiAbb nikn «od H»n«wrl Aue» 


moaTr*«o 

po»ufmrnMH«PAMnÀC TteipoMei 
I ISXhlXC 


• ATI All-ln-Won- 

der (http://www. 
atitech.com/ 
ca_us/products/ 
pc/aiw/index.html), 
che possiede la 
peculiarità di esse¬ 
re già pronta per la 
visualizzazione del¬ 
la WebTV Interattiva; 

• Asus AGP-V3000 ZXTV (www.rm- 
crotop.com/asus), capace già di serie 
sia di acquisire che riprodurre in PAL e 
di visualizzare contemporaneamente 
sia a monitor che su TV-color/VCR; 

• Leadtek WinFast 3D S320 II 

agg M EI. 

com/products/3d/v4400 ì. 

• Elsa Erazor III (www.elsa.com/EU- 
ROPE/INDEX.HTM). Ed è proprio que- 
st'ultima la scheda videografica più so¬ 
fisticata attualmente in circolazione. Si 
pensi che la Erazor III, oltre ad imple¬ 
mentare il più recente chipset RIVA 
TNT2 di Nvidia, è in grado di supporta¬ 
re fino a 32 Mbyte di RAM, con Z-buf- 
fer a 24-bit e pieno supporto delle spe¬ 
cifiche AGP 4x proprie dei sistemi ba¬ 
sati sul nuovo Pentium III. La codifica 
PAL è sia composita che Y/C e il se¬ 
gnale può essere contemporaneamen¬ 
te visualizzato su monitor e TV-color. 


iftoKCHt 

‘'•topu m4 (■» h«t*i raccrrr *v> w»v*i u|iu« t*. 
eto<y.pxfocMu. «rrl f»«w*i • «ratebl* fa. K3 «od AC* bu* 


s=Q 





0 




Ciascuna con le proprie prerogative 
hardware, le schede qui elencate hanno 
tutte il comune denominatore della pre¬ 
senza on board di un circuito di codifica 
PAL (o selettivamente NTSC/NTSC-Ja- 
pan). La loro ricerca sul Web. oltre a 
maggiori dettagli sulle specifiche tecni¬ 
che, garantisce agli interessati la possi¬ 
bilità di linkarsi alla lista dei distributori 
nazionali e cosi arrivare ad ottenere 
prezzi aggiornati ed eventuali novità (ve¬ 
di bundled software a corredo, FAQ, 
ecc.). 


La scelta 

dell’adattatore 

(video)grafico 

Dalla lista appena stilata alle schede 
effettivamente disponibili (Mystique 
G200, Diamond Viper 550 e ViewTop 


Titan 5000) televisivamente parlando, 
queste hanno risposto con ottimi risul¬ 
tati 

Ciò in stretta relazione a quelli che 
sono i requisiti che una codifica televi¬ 
siva deve soddisfare: 

• mancanza o ridotta incidenza dell'ef¬ 
fetto di shift-color (il colore interno di 
un oggetto, ad esempio un quadrato, 
che si sposta rispetto al bordo che do¬ 
vrebbe delimitarlo) 

• mancanza o ridotta incidenza dell’ef¬ 
fetto di flickermg (sfarfallio delle imma¬ 
gini) 

• copertura dell'overscan (ovvero l'as¬ 
senza, sul quadro video, di cornici ne¬ 
re) 

• pulizia del quadro e riduzione del ru¬ 
more video (effetto nebbia). 

La qualità più che buona dal punto di 
vista del segnale e gli ottimi controlli 
software che ciascun costruttore ha 
implementato per gestire i parametri vi¬ 
deo, ci porterebbero a non avere prefe¬ 
renze particolari Malgrado ciò, se c'è 
una scheda che merita una menzione 
speciale, questa è la ViewTop Titan 
5000 che, a fronte di una minore po¬ 
tenza cromatica, offre un imbattibile 
rapporto prezzo/prestazioni. 

Mentre difatti la Mystique è attestata 
oltre le 400mila lire e la Viper 550 la se¬ 
gue a ruota a 375mila. la Titan 5000 rie¬ 
sce a strappare un invitantissimo prez¬ 
zo di 180mila lire. 

Tra le schede della panoramica, se 
imponessimo un "filtro" e per mezzo di 
questo provassimo a tagliare fuori tutte 
le schede che superano prima le 200, 
poi le 300 ed infine le 350mila lire, ri¬ 
marrebbe sempre solo la Titan 5000. 

La differenza a livello di costi è note¬ 
volissima e la cosa c’incuriosisce 
cos'hanno di più le altre schede o di 
meno la Titan 5000? La risposta è im¬ 
plicita nella lista delle caratteristiche 
elencate più sopra. 

Rispetto alle altre schede, la Titan na¬ 
sce con minori possibilità di espansio¬ 
ne (max 8 Mbyte, quando le altre pos¬ 
sono salire fino a 16 o addirittura a 32 
Mbyte di V-RAM) e con una circuitazio¬ 
ne bus-memory a soli 64-bit (mentre le 
altre sono allineate a 128-bit) A fronte 
di tali limitazioni però ci sono altri van¬ 
taggi, oltre a quello del prezzo, che de¬ 
rivano da un'idea progettuale diversa e 
più selettiva rispetto a quelle maturate 
dagli altri costruttori. La ViewTop sem¬ 
bra nascere per collegare il nostro PC 
al TV-color, garantire buona qualità visi¬ 
va e costo ridotto all’osso. In tal modo 
si soddisfa l'idea dell'utente-medio che 
non vede ridursi (o addirittura annullar¬ 
si) il vantaggio di risparmiare sul prezzo 
del monitor allorché costretto a compe¬ 
rare una scheda che costa (quasi) quan- 


150 


MCmicrocomputer n, 194 - aprile 1999 




































L Home-page dì ATI con in pnmopiano la brochure della All ln-Wonder ITV 
Tunerl: la scheda olire all'intera sezione video e pronta per la WebTV inte¬ 
rattiva' 


■V--I 



ViewTop 

Titan 5000 






Settaggi 

Avanzati 


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ViewTop titan 5000 I settaggi video da notare è la presenza delle selezioni 
'on/oll' e quindi il dosaggio a slide sia dell'incidenza dell'antiflickering che 
del circuito di compensazione dell'overscan. 


to il monitor. 

Quello che vogliamo dire è che. se 
delle schede provate la Titan 5000 è 
quella certamente meno dotata in fatto 
di memoria video e velocità di refresh 
(caratteristiche che l'allontanano dalla 
vetta del 3D). ciò non significa che stia¬ 
mo parlando di una "lumaca". Tutt'al- 
tro. E a parte il fatto che per valutare le 
prestazioni reali non bastano neanche i 
"numeretti" di qualche benchmark (nel 
senso che alla verifica visiva mai vedre¬ 
mo grosse differenze tra una e l'altra 
scheda!) possiamo tranquillamente as¬ 
sicurare che, innestatala nel nostro PC 
di laboratorio, la Titan 5000 non ci ha 
né deluso né tantomeno lasciato per 
strada II chipset S3 Savage 3D tira co¬ 
me gli altri chipset e malgrado qualche 
punto in meno al refresh in 30. l'engi- 
ne garantisce rendering e texturing co¬ 
munque e sempre a 128-bit Ovvero, 
come tutte le altre schede 

Il risultato è che con la Titan si riesce 
a vedere filmati MPEG-2 e DVD nor¬ 
malmente via software e con ottima 
fluidità, li si vede (e con ottima resa) 
contemporaneamente su monitor e TV- 
color e, grazie al circuito di compensa¬ 
zione dell'overscan, è possibile riempi¬ 
re il cinescopio del TV-color oltrescan¬ 
sione Ovvero, avere un vero full- 
screen senza bordature nere, come il 
PAL reclama. Ciò ci conferma che tale 
scheda (che non sarà il massimo per 
l'uso congiunto con Corel Draw et simi- 
lia...) è comunque ottima anche per vi- 
deoregistrare le nostre produzioni per¬ 
sonali. 

Proprio il controllo sull'overscan ci 
sembra un pregio che la Titan possiede 
rispetto alle altre due. Questo difatti 
non è prefissato in fabbrica, ma risulta 


programmabile, attivabile e disattivarle 
a cura dell'utente Anche il circuito di 
antiflickering risulta ben congegnato, 
essendo attivabile o meno dall'utilizza- 
tore e, in posizione di "on". modificabi¬ 
le l'incidenza per mezzo di una slide. 
Non si tratta di due inezie, ma di veri e 
propri settaggi con i quali si riescono ad 
accordare al meglio gli ingressi video di 
televisori dalle caratteristiche più sva¬ 
riate. Non ci si limita cioè ad un solo e 
immutabile preset che fa "on/off" e ba¬ 
sta, bensì si adegua il più possibile il 
segnale d'uscita della scheda alle pre¬ 
rogative del circuito d'ingresso in bassa 
frequenza del televisore. In tal modo è 
quasi sempre possibile arrivare ad otti¬ 
mizzare l'equilibrio migliore, quell'equi¬ 
librio che fa diminuire il flickering me¬ 
glio sulla Titan 5000 che non sulle altre 
due ed aumentare o diminuire l'over- 
scan a seconda del cinescopio o del 
VCR utilizzati. 


Conclusioni 

Concludendo questo giro d'orizzonte, 
ci sentiamo convinti di poter affermare 
che, al momento, dovendo rispondere 
all'esigenza di visualizzare l'uscita del 
PC sul televisore, la scelta di una Titan 
5000 ci sembra la più conveniente. Si¬ 
curamente quella dal rapporto prezzo/ 
prestazioni più favorevole. 

Se difatti a livello di velocità pura la 
Titan 5000 non è un bolide, la scelta 
progettuale di limitarne Tespandibilità 
e i costi di un memory-bus a 128-bit (la 
V-RAM costa molto sia ad innestarla 
che a gestirla!) ci fornisce l'allettante 
risultato di averla comunque a metà 
del prezzo delle altre. Un prezzo dove 


almeno 50mila lire in piu (rispetto ad 
un prezzo ancora più stracciato) sono 
state giustamente imposte per imple¬ 
mentare un circuito di codifica in PAL 
più sofisticato rispetto alla media. Il 
pregio della ViewTop Titan 5000 é in 
definitiva quello di privilegiare la qualità 
dell'output televisivo. Questo esce 
fuori pulito, con uno shift-color pratica- 
mente assente e con in più un circuito 
di compensazione dell'overscan che 
funziona benissimo. 

Il risultato è che la Titan 5000 è 
l'identikit della scheda che l'utenza 
media (quella dei videogame, dei DVD 
e della navigazione On The Webl) cer¬ 
ca pensando ad un adattatore da strap¬ 
pare a buon prezzo, senza con questo 
rinunciare ad una buona velocità. Per 
collegare il nostro PC al TV-color la Ti¬ 
tan 5000 è la scelta probabilmente più 
conveniente del momento. 

Al contrario, per chi vuole il massimo 
anche per la casa, chiedendo il top sia 
per le attività ludico-informative che 
per quelle di home-office (CAD, image- 
processing, acquisizione e post-produ- 
zione video) e in ciò vuole anche com¬ 
prendere la possibilità di vedere la TV 
sul monitor (ovvero il contrario esatto 
di quanto faremmo con la Titan che 
porta il PC "dentro" al televisore) la 
nostra attenzione non può che rivolger¬ 
si alle altre due schede provate. Esclu¬ 
dendo a questo punto la Titan 5000, se 
proprio dobbiamo scegliere tra Mysti- 
que G200 e Viper 550, qualche punto 
in più lo diamo a quest'ultima, che è si¬ 
curamente piu veloce (soprattutto nel 
3D) e un po' meno costosa (trenta-qua- 
rantamila lire in meno) dell'altra. 

MS 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


151 



































News, mini-prove e 
C&Vweb! 

Quello che vi proponiamo è un giro d’orizzonte sul Web nel quale cercheremo di rintracciare 
News (come quelle di Adobe Premiere 5.1, Fast Multimedia, Ulead...) e di “acchiappare” una 
serie di novità (come quelle di VideoStudio e Type. Plugins di Ulead, Easy di Hollywood FX, e 
la 2.0 di Stoik Deformer). 

Infine, tanto per gradire, che ne dite di tornare a navigare verso il molo amico di C&Vweb che 
fa il suo ritorno in linea? 


di Bruno Rosati 


mediaNEWS: notizie da 
Adobe, Fast e Ulead 

A partire da questo numero proviamo 
ad inserire all'interno di Computer & Vi¬ 
deo un paragrafo dedicato alle news pro¬ 
venienti dal mondo del multimedia. Que¬ 
sto per accontentare le richieste dei no¬ 
stri lettori che domandano un maggior 
contributo informativo su patch, nuove 
release di applicativi e indicazioni sulla 
commercializzazione di nuove schede ed 
altri tipi di periferiche multimediali 

In questa prima occasione le informa¬ 
zioni sono distribuite all'Interno dell'arti¬ 
colo, in futuro saranno contenute in appo¬ 
siti riquadri. 

Adobe Premiere 5.1 (http://www. 
adobe.it) 

Adobe rilascia l'upgrade 5.1 di Premie¬ 
re e più che un piccolo step migliorativo, 
una volta installata la "patch", sembra 
proprio di stare sopra ad una "versione 
6.0". Step o non step, la 5.1 è comunque 
un deciso salto in avanti compiuto (e riu¬ 
scito positivamente) per respingere la 
concorrenza e consegnare agli utenti un 
sistema di editing di gran lunga più velo¬ 
ce rispetto alla versione precedente e 
con funzioni rendering e di timeline note¬ 
volmente potenziate. 

Tra le caratteristiche di maggior spicco 
troviamo anzitutto quelle relative alla dra¬ 
stica riduzione dei tempi di rendering, sia 
in fase di Preview che di Export finale. 
Eccezionale è la risposta (praticamente 
immediata) soprattutto della funzione di 
Preview, che ora viene completamente 


preparato, gestito e reso in RAM 

Eccellente sembra poi essere la predi¬ 
sposizione al multi-thread, allorché la rou¬ 
tine di controllo ravvisa la presenza sul 
PC ospite di un sistema duale. In tali con¬ 
figurazioni il doppio processore viene 
sfruttato per velocizzare i tempi di compi¬ 
lazione (i vari processi di rendering ven¬ 
gono divisi tra le due CPU e. in linea teo¬ 
rica, si dimezzano i tempi di resa). L'up¬ 
grade delle funzioni di lavoro di Premiere, 
benché quanto detto non è certo poco, è 
stato comunque spinto anche più oltre, 
comprendendo anche la riscrittura del co¬ 
dice di altre funzioni importanti come la 
Batch Capture, il Project Trimmer e, so¬ 
prattutto, i controlli del Timecode, che 
ora risultano ancora piu precisi che in 
passato La precisione dei controlli di Ti- 
mecode, quasi superfluo aggiungerlo, è 
indice inequivocabile delle prestazioni di 
un sistema di editing professionale. Con¬ 
cludono la serie di migliorie imposte con 
la versione 5.1 il pieno supporto a Win¬ 
dows 98, Mac OS 8.5. DirectShow 5.2, e 
il nuovissimo protocollo 5.0.6 del codec 
Indeo 

Premiere 5.1 e scaricabile liberamente 
al' URL [ m Zmm ! Li-' ■= jj ] 
premiere/updatbl.html . ma per il suo re- 
golare funzionamento necessita della 
presenza sul PC ospite della versione, 
"full" regolarmente registrata di Premie¬ 
re 5.0 Una volta lanciatone il setup, que¬ 
sto rileva automaticamente la presenza 
della versione precedente e vi si aggancia 
come una vera e propria patch. 

Novità da Fast Multimedia: AV Master 
(ora in versione "2000") supera il limi¬ 


te dei 2 Gbyte! 

Fast Multimedia ha reso disponibile la 
versione 2.5 dei driver di sistema dell'AV 
Master 98, grazie ai quali la scheda è ora 
in grado di effettuare acquisizioni video 
oltre il limite dei 2 GB imposto da Video 
for Windows. 

I driver (scaricabili gratuitamente a par¬ 
tire dall'URL www.fastmultimedia it ) per¬ 
mettono al sistema di editing di superare 
i vecchi limiti della lunghezza delle clip, 
sia in fase di acquisizione che in fase di 
montaggio e riversamento. Tali driver (sia 
per piattaforme Windows 98 che NT) so¬ 
no il frutto della fusione già a livello di si¬ 
stema della tecnologia PowerPlay, che 
Fast Multimedia distribuiva separatamen¬ 
te rispetto alle precedenti versioni dei dri¬ 
ver. 

Tale possibilità permette ora all'AV Ma¬ 
ster 98 di operare in piena modalità 
"multifile capturing" e di scrivere quindi 
su hard disk senza interruzioni. Il vantag¬ 
gio. sia rispetto alle versioni precedenti 
che ai sistemi di acquisizione concorren¬ 
ti, è evidente: TAV Master, pur conti¬ 
nuando a permanere nella fascia di prez¬ 
zo dei sistemi entry-level. propone poten¬ 
zialità applicative pari a quelle dei più bla¬ 
sonati sistemi broadcast. 

Oltre aH'aggiornamento dei driver per 
le AV Master già distribuite (oltre 3000 in 
tutta Europa) la scheda viene ora propo¬ 
sta in una versione rinnovata e denomi¬ 
nata AV Master 2000. L'adeguamento al¬ 
la prossima scadenza del millennio non 
prevede modifiche sostanziali dal punto 
di vista hardware, ma essenzialmente 
nella messa a punto di un nuovo "bund- 


152 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 










Adobe Premiere 5.1 



'**>*</ .tara *a*«w cm 

nuovt carulleniticht. 


Premere 5.1 

MumilpMi 

Aqqiorn jti «li.> 
WWÌWWS.1 

Ordina addio 
Aggiornamelo 

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«f-CH'TiMfc 

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I r kik I H-w FHUMI UUBHJMiiriinta I UlklHMM I Hip 

Premiere 5 1. scaricatale grawitamerte dal silo 
di Adobe, è una "patch-grade" che per funzio¬ 
nare necessita di essere installata sulla versio¬ 
ne originale 5.0 del sistema di editing video 


—r 


* 


L‘Home Page di Ulead 
con gli ''strilli" più re¬ 
centi in primo piano 



led" software che ora risulta comprensi¬ 
vo di: 

✓ Driver PowerPlay 2.5 

✓ Ulead Media Studio Pro 5.2 (la versio¬ 
ne 5.2 del sistema di editing apposita¬ 
mente aggiornata da Ulead per adeguarsi 
ai driver 2.5) 

✓ Ulead Cool 3D 2 0 (per la realizzazione 
di titolazioni animate e in 3D) 

✓ Mediator 5 (un tool per presentazioni 
ipermediali, i cui campi applicativi svaria¬ 
no dalla realizzazione di CD-ROM e pre¬ 
sentazioni sul Web) 

✓ Video Pocket Guide (manuale in italia¬ 
no con trucchi e suggerimenti sull’uso 
delle luci, sfruttamento degli angoli di ri¬ 
presa, allestimenti di set, ecc ). 

Il prezzo d’acquisto dell'AV Master 
2000 rimane più o meno immutato ri¬ 
spetto a quello dell’AV Master 98, con la 


versione base proposta ad 1.490.000 lire 
e la 2000 Pilot Kit (con controller AV-net 
per pilotare camcorder e VCR da PC) a 
1.890.000. 

Ulead: MediaStudio 5.2 e le altre no¬ 
vità 

Correndo di pari passo con i driver 
dell’AV Master, anche Ulead MediaStu¬ 
dio Pro si adegua e con la specifica patch 
5.2 (anch'essa scaricabile liberamente 
all’URL [www uieao corni permette il 
pieno godimento delle nuove prestazioni 
dell’AV Master 98. 

Nel caso in cui non sia possibile rag¬ 
giungere telematicamente il sito, Ulead, 
in accordo con il distributore italiano Fast 
Multimedia, ha messo a punto una solu¬ 
zione d'acquisto "tradizionale", attraver¬ 
so la quale (contattando il Servizio Clienti 
di Fast Multimedia Italia - tei. 
059.415611) è possibile ordinare l’acqui¬ 


sto del Bonus Pack, che si compone di 
una coppia di CD-ROM contenenti l’ag¬ 
giornamento a Media Studio Pro 5.2 dalla 
versione 5.0 e 5.0x, il software per titola¬ 
zioni ed animazioni tridimensionali Ulead 
Cool 3D 1.0 e una serie di filtri ed effetti 
video ViZ FX prodotti da Intergraph. La 
confezione contenente i due CD-ROM è 
disponibile, solo per i titolari FASTCard, al 
prezzo di 120mila lire (IVA e trasporto 
compresi). 

Novità Software: 
video editor e generatori 
di effetti 

Ulead non si ferma certo al solo upgra- 
de di MediaStudioI Sull'home page del si- 



«•' lodar imi» a«Kii 

a*d 1>iria«y'« 

I P1K. UHM trvl rapitala frac«I» t» 

ir narrati en II »!■» MtM pU r t 
toc* m iaW ima 

I fdur *4ae IO ito# V ta"*l « trm ih» «Marnai 

> •« a afMttl VWao 0«a#t#«j Cam 


Gei ito od, «tao adito. IMI tal* >*v 
*acu» and aaadj caala «iati toma 



La "web-brochure " di Ulead VideoStudio. Prossimamente su queste pagi¬ 
ne proveremo la versione commerciale del nuovo sistema di editing di 
Ulead indirizzato verso un target più orizzontale di quello raggiunto da Me- 
diaStudìo 



SarrolM 


'CC — Gmcrtle 


Sempre dal sito di Ulead eccoci sulla pagina di presentazione/download del 
Type.Plugms. In primo piano la sene degli effetti generabili con il modulo 
d'estensione per tutti gli image-processor compatibili con la tecnologia 
"plugm " di Adobe Photoshop 


MCmicrocomputer n, 194 - aprile 1999 


153 





























































Per sfogliarne l'elenco delle caratteristi¬ 
che e mettersi In coda per II download 
della trial l'indirizzo da raggiungere è il se¬ 
guente: 

h U p:/ /WWW.glgad,C pm /c ool3gC )/run- 

me.htm . 

Hollywood FX Easy 

Gironzolando per la rete ed interrogan¬ 
do vari motori di ricerca, abbiamo quindi 
navigato fino ad... Hollywood FX 
(www.hMyWQ.Q.fe.CQm) e vi consiglia¬ 
mo di fare altrettanto. Hollywood FX, di¬ 
fatti, è dì gran lunga il più potente genera¬ 
tore di effetti video in circolazione. Le co¬ 
se che riesce a fare sono semplicemente 
stupende, con algoritmi talmente potenti 
e raffinati da farsi immediatamente prefe¬ 
rire a quelli proposti dai tool attualmente 
disponibili per (e nei) sistemi di editing più 
avanzati quali Premiere, After Effects, 
Chyron, in:sync Speed Razor, ecc Siste¬ 
mi questi ai quali Hollywood si aggancia 
grazie alla tecnologia plugin. In effetti Hol¬ 
lywood FX non è un programma, ma 
un’estensione armonizzabile ad un siste¬ 
ma di editing preesistente Le sue carat¬ 
teristiche possono in tal modo essere ap¬ 
plicate senza alcuna limitazione a qualsiasi 
workstation video 

Delle virtù di Hollywood parliamo in ma¬ 
niera convinta e con "prove alla mano”. 
Benché il generatore in versione integrale 
(un vero e proprio "broadcasting" da sva¬ 
riati dollaroni!) sia per i più inarrivabile, dal 
sito di Hollywood FX abbiamo visto e su¬ 
bito scaricato la versione stand-alone H- 
FX Easy. Questa è una trial che, pur utiliz¬ 
zando a pieno tutte le funzioni del tool 
professionale, dispone di soli 16 effetti (ri¬ 
spetto ai cento di Hollywood FX!). Di tali 
effetti solo quattro sono pienamente a di¬ 
sposizione dell’utilizzatore. Gli altri 12, pur 
se attivi, risultano inutilizzabili giacché im¬ 
pongono una grossa "X" in sovrimpres- 
sione alle immagini in resa. La limitazione 
è quella classica di molti applicativi sha¬ 
reware che hanno una parte utilizzabile ed 
un'altra "dimostrativa" che può attivarsi 
solo previa registrazione ed acquisto del 
programma. Malgrado la limitazione a soli 
quattro effetti, l’utenza può utilizzare Easy 
in maniera soddisfacente e godere della 
bellezza dei quattro filtri attivi che posso- 


II pannello degli effetti messi a dispostone da Easy di Hollywood FX Di ta¬ 
li effetti solo i primi quattro sono liberamente e compiutamente utilizzabili 
Gli altri dodici, anche se attivi, post-rendering presenteranno una grossa 
"X" in sovrimpressione alle immagini rese 


La pagina principale 
di lavoro di Delonner 
20 Tutti i comandi di 
sistema e di resa de¬ 
gli effetti sono di tipo 
iconico Da notare, in 
basso sullo schermo, 
la presenza della bar¬ 
ra della Filmstnp lin- 
serimento/sposta- 
mento dei frante in 
lavorazioneI 


Oltre che in formato sta¬ 
tico e in GIF-animate, 
Deformar può salvare in 
formato AVI, utilizzando 
nel caso codec, key-fra- 
me e livelli di compres¬ 
sione allo stesso modo 
di un sistema di editing. 


to appaiono difetti di¬ 
versi nuovi "strilli", In 
primis rileviamo lo 
spot per il VìdeoStu- 
dio (http://www. 
ulead.com/vs/run- 
me.htm), un sistema 
di editing video attra¬ 
verso il quale è possi¬ 
bile operare al mon¬ 
taggio dei nostri fil¬ 
mati in maniera rapi¬ 
da e facilitata grazie alla nuova implemen¬ 
tazione. 

Tra le caratteristiche di spicco di Video- 
Studio va rilevata la presenza di "wizard" 
capaci di imporre titoli e caption in sovrim- 
pressione al video ed automatizzare l'in¬ 
serzione di una traccia audio di commen¬ 
to alle immagini Tale traccia ha l'interes¬ 
santissima caratteristica di poter esser in¬ 
cisa in tempo reale durante la riproduzio¬ 
ne del filmato. Ovvero senza passare per 
le canoniche fasi del doppiaggio e della 
sincronizzazione offlme 

Dal video all’image-processing, sempre 
navigando nel sito di Ulead, notiamo come 
continua a crescere la famiglia dei Plugin. 
Estensioni videografiche queste che 
Ulead, oltre ad indirizzare verso il Web (i 
Web.plugin che abbiamo recensito di re¬ 
cente), propone, da sola oppure in collabo¬ 


fflw 


razione con terze parti, sia per l'image-pro- 
cessing in genere (Photolmpact, Photo¬ 
shop e tutti gli altri applicativi "plugin com¬ 
patibili”) che per il rendering/3D (Cool 3D) 
e l'editing video (MediaStudio). Tra le ulti¬ 
me novità al riguardo, notiamo e scarichia¬ 
mo la trial a 15 giorni dì Type.P lugins 
|(inipy/www,wgpi,Ttiliueg,cgm/h i rwyjyi^ 

tm) . una serie di filter/effect capaci di ren¬ 

dering particolarmente raffinati su testo e 
logo. Forniti di parametri direzionali per il 
controllo dell'effetto, i Type.Plugins metto¬ 
no a disposizione quattordici preset attra¬ 
verso i quali è possibile ricreare effetti tipo 
fuoco, ghiaccio, neon, ombra su sabbia, a 
marchio, ecc. 

Infine una novità. Dopo Cool 3D, Ulead 
immette sul mercato Cool 360 con il qua¬ 
le dal tridimensionale puro del primo si 
passa alla resa di viste foto-panoramiche. 


154 


MCmìcrocomputer n. 194 - aprile 1999 










































































Deformar 2 0 Un in¬ 
sieme di tool di defor¬ 
mazione a disposizione 
dell'utente 


L'originale era decisa¬ 
mente più bello della 
copia deformata, che 
ne dite? 




71 


v 


—RI 






L Home Page di AIST 
Oltre ai tool pei il video 
di livello broadcast, AI¬ 
ST propone a soli 100 
marchi MediaMama 2 2 
Video Edition 


Deformer 


2.0 


....— Sr 

»! ' ■ ' . 


no essere impiegati indifferentemente su 
video Avi già realizzati oppure su slide- 
show di immagini (principalmente bitmap) 
da rendere in formato AVI. Easy difatti, ri¬ 
spetto ad Hollywood FX che si appoggia 
su software di editing, ha una propria ti- 
meline multitraccia sulla quale è possibile 
far salire ogni genere di filmato ed imma¬ 
gini statiche. Nella nostra mini-prova è so¬ 
prattutto nella resa in AVI di uno slide- 
show di file bmp che abbiamo visto la 
duttilità e la facilità d’utilizzo del software. 
Le immagini statiche, inserite e duplicate 
come singoli frame, sono state rese con 
effetti dinamici estremamente fluidi e ra¬ 
pidi da ottenere. 

Per completezza precisiamo che i quat¬ 
tro effetti liberamente utilizzabili da Easy 
sono: 

✓ Ball Split (l'immagine si ammassa nella 
forma di una palla, ruota su se stessa e 
quindi esce dallo schermo dividendosi in 
due semisfere) 

✓ PrtyVrtx (l'immagine si strappa come 
tanti brandelli di carta che vengono tra¬ 
sportati via dal vento) 

✓ Pyramid (l'immagine si apre/chiude co¬ 
me i lati di una piramide per entrare/uscire 
dallo schermo) 

✓ Scroll (l'immagine appare/scompare in¬ 
fissa come un rotolo di pergamena a due 
tondini laterali di legno). 


WAWJHwImWiiI 


Deformer, che già 
conosciamo dalla 
sua prima versione, 
è un'applicazione at¬ 
traverso la quale è 
possibile realizzare caricature (o deforma¬ 
zioni) animate su ogni genere di immagini. 
La modalità di lavoro dell'applicativo è par¬ 
ticolarmente intuitiva e si basa su controlli 
e comandi esclusivamente iconici. Ciò si 
ripercuote in una rapidissima curva di ap¬ 
prendimento e in una resa finale che si di¬ 
mostra sempre ottima. In modo particola¬ 
re, nella 2.0 sono stati ulteriormente otti¬ 
mizzati gli algoritmi posti alla base degli 
effetti e la resa delle deformazioni (per 
raffinatezza della correzione cromatica, 
compreso l'antialiasing) avviene in manie¬ 
ra ancora più precisa che non nella versio¬ 
ne precedente. Anche le animazioni finali 
risultano sempre dotate di ottima fluidità. 
Insomma, dalla 1 0 alla 2 0, Stoik vi è pas¬ 
sata migliorando, sia nelle prestazioni che 
nella facilità applicativa, un prodotto che 
avendo riscosso già un discreto successo 
si appresta ad aumentarlo ancora. 

Ma a chi serve un "generatore di cari¬ 
cature’’ come Deformer? Essenzialmente 
il suo bacino d'utihzzo si dimostra essere 
quello della realizzazione di cartoon, text- 
effect e, in un ambito più personale, del 
puro divertimento. Le immagini deforma¬ 
te possono essere esportate sia in forma¬ 
to statico che in GIF animate e in AVI. 
Con ciò sono coperti nella maniera più 
ampia possibile tutti i campi d'applicazio- 
ne che si possono immaginare, dalla pub¬ 



blicazione sul Web ai più vari ambiti delle 
produzioni ipermediali. 

Tra le novità introdotte dalla versione 
2.0 troviamo: 

✓ l'implementazione della Filmstrip, Una 
barra (posizionata in basso sullo schermo) 
sulla quale si visualizzano le sequenze dei 
frame in lavorazione. Dalla Filmstrip i fra¬ 
me possono essere rimescolati come po¬ 
sizione oppure copiati/cancellati Tale im¬ 
plementazione rende ancora più pratiche 
tutte le fasi di lavorazione 

✓ Nuovi algoritmi posti alla base dei sei 
tool visuali delegati al rendering degli ef¬ 
fetti di deformazione. Ogni genere di tool 
(Catastrophe, Shrmk, Grow, Plain, Global. 
Toolkit) consiste di una serie di effetti ai 
quali si accede cliccando sopra all'icona 
dello specifico gruppo. Al click si entra 
nella pagina della collezione, si seleziona 
l'effetto che si vuole utilizzare e si ritorna 
sulla pagina principale dell'Immagine in la¬ 
vorazione 

✓ Funzioni di preview e di riproduzione fi¬ 
nale dell'animazione svolte in tempo reale 
direttamente sulla pagina di lavoro. 

✓ Realizzazione dei file di progetto che 
ora possono essere richiamati e modifica¬ 
ti adattandoli anche in altri nuovi progetti. 

Deformer 2.0 è disponibile sul sito di 
Stoik Software in versione trial con sca¬ 
denza a 15 giorni ed attiva in tutte le sue 
funzioni. 


AIST "MediaMania” 

Installando e provando l'AV Master 98, 
abbiamo installato e provato l'AlST Media- 
Mania Video Edition 2.2 e ce ne siamo in¬ 
namorati. Effetti fluidissimi e professiona¬ 
li, come un piccolo ADO su PC, ci hanno 
rapidamente catturato e imposto una do¬ 
manda: da dove arriva que sto gioiello: 
Per la precisione dall'AlST Kwww a isti 
corni , una software-house tedesca che 
vanta collaborazioni pluriennali sia con Fa¬ 
st Multimedia che con Silicon Graphics, 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


155 




































JS9 SU PfflqFlffl Milàla) SEMI 


Una seconda istanza di lavoro In MediaMama Le clip che sono inserite nel 
quadro video salgono in primo piano attraverso ettetli di zoom e rotazione, 
possono eseguire ciascuna la propria dinamica contemporaneamente e 
quindi venir sincronizzate con la traccia audio 


stanai SMfl. 


' MOSÌ DI T 


MsdiaMama II piano di lavoro del sistema di video-effect 


[bobe 


□ora 


alle quali fornisce software di montaggio, 
estensioni effettistiche e varie forme di 
consulenza Anche dal punto di vista tele¬ 
visivo, AIST è ben introdotta nel gotha 
del broadcast con tutta una serie di appli¬ 
cativi essenzialmente sviluppati per la 
realizzazione di sequenze in video-com- 
posing II video-composmg è quella parti¬ 
colarissima tecnica che permette la so¬ 
vrimpressione a layer di più quadri video, 
sincronizzati tra loro, fusi, oppure in chro- 
makey o in alpha-channel, in modo che la 
resa finale dia una continuità dinamica co¬ 
me se, invece di provenire da piu riprese, 
i filmati che si utilizzano in sovrimpressio- 
ne siano stati realizzati dallo stesso luogo 
e momento di ripresa. 

Esempio di tale tecnica possono rap¬ 
presentarlo varie sigle televisive In modo 
particolare le sigle di molte trasmissioni 
sportive Per ricostruirne mentalmente 
una (più o meno realmente prodotta) 
pensate ad una Ferrari che invece di 
sfrecciare sulla pista di Monza (da cui è 
stata estrapolata la scena) curva su di un 
campo di calcio Sullo stesso, nello stes¬ 
so momento, Ronaldo, o chi per lui, sta 
effettuando una rovesciata: mentre il por¬ 
tiere si distende nella parata ecco uscire 
dalla rete l'assolvenza della scena di Pan¬ 
tani impegnato nella salita del Pordoi. . 

Quelli della Ferrari, del centravanti, del 
portiere e del ciclista sono quattro anelli 
di scena estrapolati da altrettante riprese, 
diverse tra loro e che solo grazie alla tec¬ 
nica del video-composing possono esse¬ 
re sovrimpresse una all'altra e poste in 
primo piano (o viceversa) sfruttando ca¬ 
nali alpha-channel e chroma-key. 

La stessa tecnica è divenuta il fiore 
all’occhiello degli applicativi dell'AlST Tra 
i programmi messi a punto per il broadca¬ 
st televisivo (e dal costo di svariate mi¬ 
gliaia di marchi) AIST ha però pensato be¬ 
ne di realizzarne una versione piu econo¬ 
mica, MediaMama Video Edition 2 2, che 


per appena 100 
marchi permette a 
tutta l'utenza di 
raggiungere effetti di video-composmg 
Gli effetti che abbiamo potuto verificare 
all'uso sono veramente notevoli, come 
notevole è il sistema di preparazione dei 
livelli di video, la modalità di sincronizza¬ 
zione, il generatore di titoli, lo sheet per la 
preparazione di vere e proprie scene ani¬ 
mate da rendere singolarmente o in laye- 
nng con riprese dal vivo Insomma, per 
cento marchi MediaManìa Video Edition 
ci permette di realizzare, rapidamente e 
facilmente, sigle estremamente accatti¬ 
vanti. Provate a raggiungere il sito di AIST 
e a navigare tra le pagine dimostrative. 


Il ritorno di C&Vweb 

Punti di download per il software pre¬ 
sentato su C&V "versione cartacea" (dal¬ 
lo shareware in genere alle trial di pro- 
rammi commerciali di taglio inferiore ai 

Mbyte). Quindi i link per scaricare file di 
progetti che nel tempo, tra Premiere, 
MediaStudio, Deformer ed altri applicativi 
multimediali potremo sviluppare. Altri link 
ancora li renderemo infine attivi per poter 
tirar giù zippati di varia natura, come Ml- 
Dlfile, Mp3 d'ascoltare o da provare. GIF 
(animate e non) ed altri formati videogra- 
fici Insomma, torna C&Vweb e, speran¬ 
do che la cosa sia gradita, lo fa per ridi¬ 
ventare la giusta appendice telematica 
agli argomenti pratici trattati nella rubrica. 

Sul primo numero, che coincide con 
questo di MCmicrocomputer, chi ne fos¬ 
se interessato potrà trovare i programmi 
e i file di prova più interessanti tra quelli 
trattati nei numeri di febbraio e marzo 
(nn. 192 e 193) della rivista. 

Nello specifico troverete ad attendervi: 

✓ BiadeEnc Un codec Mp3 freeware di 
ottima qualità e velocità alla ricompres¬ 
sione, alternativo, come avemmo modo 
di segnalare sul numero di febbraio (MC 


n 192) al più blasonato Fraunhofer-Gesel- 
Ischaft. 

✓ FrontBlade Probabilmente il migliore 

tra i frontend messi a punto per lo stesso 
BiadeEnc. L'accoppiata, promossa in 
molti dei siti del circuito Mp3.com 
|i.y.-. ■ '.-'i: I è risultato praticamente 

irreperibile presso gli URL segnalati (e dai 
quali li avevamo prelevati) alla maggioran¬ 
za dei nostri lettori Riproponendoli su 
C&Vweb di questo numero (C&Vweb 1- 
2-3-4) proviamo a risolvere direttamente 
dal nostro sito i problemi di reperibilità ri¬ 
scontrati. Forse s'è trattato di un riposi¬ 
zionamento del sito (nel caso di Bia¬ 
deEnc) e di varie anomalie al file zippato 
(di FrontBlade) che al download manda in 
blocco il browser 

✓ Groove Mechanics Un rigeneratore 
in digitale di dischi in vinile che sia per le 
sue caratteristiche generali che per il fat¬ 
to di essere uno shareware dal bassissi¬ 
mo costo di registrazione (una trentina di 
marchi) ha smosso la curiosità di moltissi¬ 
mi lettori. Groove, in maniera ancora più 
misteriosa (per non dire comica: il link sul 
readme.txt di accompagno punta ad un 
negozio virtuale di elettrodomestici!) di 
BiadeEnc e FrontBlade è rimasto impren¬ 
dibile Impigliata sulla rete alcuni lettori 
hanno trovato (e gentilmente spedito in 
attachment all'e-mail) una versione beta 
parzialmente funzionante La versione 
che al contrario tutti potrete scaricare da 
C&Vweb è la shareware definitiva perfet¬ 
tamente funzionante 

✓ Il file HTML midiplayer.htm d'esem¬ 
pio ed alcuni file MIDI (tra l'altro d’effetto 
come My Love Gostbuster ed X-Files 1 1 
dello JavaScript per l'esecuzione random 
di file MIDI 

✓ Lo zippato di un file di testo 
(jscript1.txt) contenente le linee di codi¬ 
ce JavaScript relative agli esempi apparsi 
nella rubrica mediaWORK del numero di 
febbraio. Il codice può essere immediata¬ 
mente copiato dal file di testo nel file 
htm che si sta eventualmente realizzan¬ 
do ed averlo quindi subito attivo. MS 


156 


MCmicrocomputer n, 194 - aprile 1999 












































Prenditi la libertà di un grande 
schermo in un piccolo spazio. 



Philips I07B XSD.il monitor 17” 
profondo come un 14”. 


Philips presenta il nuovo 1070 XSD, il monitor che ti dà la comodità di 
\ avere un grande schermo anche in uno spazio ridotto: un 17" ad alta 
prestazione con la stessa profondità di un 14" che olire una superba 
nitidezza c immagini prive di sfarfallio. Conforme al TCO ‘19. dorato della 
funzionalità USB e del software Customax 4.0. Ber chi esige uno schermo piti grande, la serie XSD ha 
in scrini il I09B, il monitor 19" profondo meno di un 17". IVr saperne di piìt riguardo ai monitor 
1078 e I09B. visita i nostri siti I' ■ ■' ■ I I ~ 1 I 

Immagini perfette c molta libatà in pili: il monitor 107B è pensato per il tuo mondo. 



uSB *ìb CustoMax 

m/fochvt monto* ioflwarr 


PHILIPS 

MyUoriamo il ilio mondo. 







a cura di Corrado Giustozzi 

... per non dimenticare! 

Una volta tanto, niente premesse scherzose o aneddoti banali. Abbiamo preferito dedicare una 
puntata di questa rubrica a uno dei più grandi disastri della storia dell’uomo, una ferita che 
resterà sulla pelle della terra a ricordare che il progresso è anche fatto di lutto, errori, distruzione, 
che, come spesso accade, vengono poi pagati da esseri umani del tutto incolpevoli. E WWW, da 
par suo, riesce ancora una volta a far rivivere il dramma di una popolazione povera e forte, 
disperata e dignitosa, che, ancora più di ieri, forse, lotta e vive con un leviatano pronto a colpire, 
perché non ha alternativa. 0 forse non siamo stati capaci di dargliela noi... 

di Raffaello De Masi 



tità di radiazioni pari a trenta-quaranta 
volte quelle prodotte da Little Boy, la 
bomba sganciata su Hiroshima. Quasi 
subito, le sezioni che ospitavano il reat¬ 
tore e parte dell'edificio della centrale 
crollavano, e i materiali radioattivi comin¬ 
ciavano a disperdersi 
nell'ambiente- Il resto è 
storia, e non spetta certo 
a noi raccontarla 
Nei giorni successivi 
circa 5.000 tonnellate di 
materiali, incluse 4 ton¬ 
nellate di cloruro di boro, 
2.400 tonnellate di piom¬ 
bo, 1.800 tonnellate di 
polvere e sabbia, 600 
tonnellate di dolomite, 
non precisate quantità di 
fosfato trisodico e poli¬ 
meri furono sparsi dagli 
elicotteri sui resti della 
centrale per spegnere la 
grafite in fiamme e ridur¬ 
re le perdite radioattive, 
ma il flusso di emissione 
delle sostanze doveva 
continuare fino al giugno 
inoltrato. Il luglio succes¬ 
sivo fu iniziata la costru¬ 
zione del "Sarcofago", 
immane corazza di calcestruzzo destina¬ 
ta a seppellire le rovine della centrale in 
un'immensa, lugubre bara. La costruzio¬ 
ne terminò nel novembre 1986; dei "li¬ 
quidatori", come vennero chiamati i tec¬ 
nici, le maestranze, gli operai che contri¬ 
buirono allo spegnimento e all'isolamen¬ 
to della centrale distrutta, nessuno è so¬ 
pravvissuto. 


Un disastro ricercato 


Il 25 aprile 1986, nella sala comando 
del reattore RBMK 4 del Centro Nuclea¬ 
re Lenin V.l. di Chernobyl (Chornobyl, in 
ucraina), fu avviato un esperimento (uffi¬ 
cialmente elettrotecnico, 
ma secondo molti finaliz¬ 
zato a un procedimento 
di arricchimento indiretto 
per usi militari) che richie¬ 
deva, come condizione ir¬ 
rinunciabile, la riduzione 
di produzione di energia 
da parte del reattore. Cer¬ 
tamente i tecnici sapeva¬ 
no che questo tipo di 
centrale (a barre di grafi¬ 
te, raffreddato ad acqua) 
deve funzionare sempre 
al massimo, e diviene ra¬ 
pidamente instabile a po¬ 
tenze più basse. Cionono¬ 
stante, per esigenze lega¬ 
te all'esperimento stes¬ 
so, l'erogazione di ener¬ 
gia fu ridotta del 60%. 

Per poter procedere, inol¬ 
tre, furono bypassati tutti 
i sistemi di protezione del 
reattore stesso. I partico¬ 
lari li leggete nel riquadro. 

Al momento dello spegnimento del 
secondo turbogeneratore di energia elet¬ 
trica, si ebbe, esattamente alle ore 1:23 
antimeridiane del 26 aprile, in corrispon¬ 
denza del nocciolo, un picco istantaneo 
di produzione di energia, con raggiungi¬ 
mento, in prossimità del nucleo di co¬ 
mando dei sistemi di regolazione, di una 


temperatura superiore ai 4.000° C. Im¬ 
mediatamente la "sacrestia" fuse ab¬ 
bandonando il suo contenuto che 
perforò il pavimento e sprofondò nel ter¬ 
reno di fondazione. Contemporanea¬ 
mente. cominciavano a svilupparsi alme¬ 


no tre focolai principali d'incendio, con¬ 
tro cui ben poco potevano le piccole 
squadre antincendio di servizio (ennesi¬ 
mo gravissimo errore fu quello di tentare 
di spegnere l’incendio con acqua, cosa 
che contribuì a disperdere nell'ambiente 
enormi quantità di vapore radioattivo). Il 
bilancio, nei primi secondi, fu di 31 mor¬ 
ti; in pochi minuti furono liberate quan¬ 


158 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 




Webografia: 


La tecnologia del reattore numero quattro 


http://poiyn,neii<ige,su/po!Yn/rnanìfestht 

mi la pagina ufficiale del Progetto Polyn, 
dell'istituto di ricerca russo Kurchatov 
httpi/ww.vy-i?cf,usc,edg/~meshK3ti/cHer- 

nobvl.html la pagina del prof. Najmedin 
Meshkati, dell’Istituto di Ingegneria Am¬ 
bientale dell'Università di Los Angeles. Pa¬ 
gina in cui considerazioni tecniche lasciano 
spazio ampio ad affetto e pietà cristiana 
http;/7ww.w.on.ewQrld,o.ra/i. nd ex qc/is- 

S.ufiJ3SZhycka.uJ3ìml una pagina di denun¬ 

cia sul velo di oscurità che fu ed ancora è 
steso sull’intero accaduto 
|hito: //www rriwukr ca/chlm.htnl e 
l!Ktp.//www.Y3!e,egy/fees/Yyi/c!iQrnQhy!Il 

Imi altre eccellenti pagine, con numerosi 

riferimenti e collegamenti 

rttm;//sunsiie.unc,edu/expo/spvie.t.exhi- 

bit/chernobvl.html una pagina da conser¬ 
vare e rileggere, tratta dagli archivi dei 
servizi di sicurezza dell'ex URSS 


Ricordiamo 
chi non c’è più 

Ancora oggi ci si chiede quanti siano 
stati, effettivamente, i morti, anche 
solo diretti (il periodo di vita media de¬ 
gli isotopi espulsi dalla centrale è di 65 
anni) Nessuno lo sa con precisione. 
Nel 1986 la CCCP attraversava un deli¬ 
catissimo momento politico e sociale 
e il disastro di Chernobyl diede una 
terribile spallata al sistema, eviden¬ 
ziando la debolezza delle risorse della 
seconda potenza mondiale e dimo¬ 
strando, per l'ultima volta, un'incredibi¬ 
le politica di mascheramento della ve¬ 
rità. Oggi, il "Sarcofago", che appog¬ 
gia sulle fondazioni della vecchia cen¬ 
trale, certo non progettate per soppor¬ 
tare tale peso, sta lentamente ceden¬ 
do e mostrando inquietanti lesioni. E la 
percentuale di bimbi leucemici o am¬ 
malati di cancro alla tiroide è dodici 
volte superiore a quello del mondo. 

L'impegno di spegnere o di bonifica¬ 


li reattore nucleare delle quattro centrali di Chernobyl fa parte di una famiglia di impianti, 
progettati e realizzati in Russia, che non hanno corrispondenti in altra parte del mondo (tutti 
gli impianti presenti in Ucraina, e tutti quelli sovietici sono di questo tipo). Si tratta di reatto¬ 
ri ad acqua semplice pressurizzata, con canali singoli di alimentazione e con barre di grafite 
come limitatore di potenza. Questi reattori possono essere usati sia per produzione di 
energia sia per ar¬ 
ricchimento di plu¬ 
tonio Il tipo di mo¬ 
deratore utilizzato 
impone la caratteri¬ 
stica per cui l'im¬ 
pianto è stabile so¬ 
lo se utilizzato alla 
massima potenza. 

Il "carburante” 
nucleare è rappre¬ 
sentato da pallini di 
uranio arricchito, 
coperto di una co¬ 
razza di lega di zir¬ 
conio che ne impedisce l'attacco dagli agenti esterni. I pallini vengono versati in tubi, arv 
ch'essi di zirconio, della lunghezza di 3,65 metri che sono poi assemblati in anelli di 18 ele¬ 
menti. Gruppi di due elementi vengono sistemati su un carrello e rappresentano l'unità di 
"carburante" che può essere spinta ed estratta direttamente dal reattore, consentendo il 
rifornimento senza spegnere l'impianto. 

All'interno del reattore ogni elemento è inserito in un tubo a pressione, raffreddato da 
acqua pressurizzata. Una serie di barre di grafite circondano e separano gli elementi, fun¬ 
zionando come moderatori e rallentando o accelerando il flusso dei neutroni attraverso un 
maggiore o minore inserimento. Il raffreddamento tra i blocchi è affidato a elio, azoto o 

mescolanze di essi. 

Elementi di carburo di boro possono es¬ 
sere inseriti dal fondo dei tubi e permetto¬ 
no di regolare la produzione di potenza del 
nocciolo. Esistono alcuni sistemi automati¬ 
ci dì sicurezza che regolano la posizione re¬ 
lativa delle barre di grafite e di quelle di bo¬ 
ro, e, in caso di modifica non controllabile 
dei parametri di produzione, le barre pos¬ 
sono essere immediatamente inserite nel 
nocciolo per rallentare o interrompere l'atti¬ 
vità del reattore. Il calore prodotto è smalti¬ 
to da acqua circolante ad elevata pressione 
(>25 kg/cm2) per una percentuale prossi¬ 
ma al 95% (il resto viene eliminato dai gas 
già indicati) ed esiste un sistema di raffred¬ 
damento gemello operativo immediata¬ 
mente in caso di guasto del primo. L'ener¬ 
gia elettrica è prodotta da turbine alimenta¬ 
te dal vapore di raffreddamento; questo 
viene poi condensato e restituito al circuito 
dì raffreddamento. Il nocciolo è protetto in un bunker di cemento che funge anche da co¬ 
razza contro le radiazioni. Le batterie di barre sono anch'esse separate da calcestruzzo, 
mentre il "tappo" superiore è di acciaio nitrurato. 


•tram 

«rparatoi 




6 &= 



T 

pump 


Ro.iotor coro onlarqomonl 



From Chernobyl, with love... 


Sarebbe stato strano se non avessi inserito, 
in un mio articolo, una nota personale. Ed infatti 
eccola; proprio da Chernobyl è arrivata, qualche 
anno dopo, a casa mia una bimba, Anna (Anja in 
ucraino), che oggi parla fluentemente il dialetto 
napoletano con accento sovietico, adora la pizza 
"c'a' pummarola 'ncoppa". è grande amica di 
Silvia, la figlia di Andrea de Prisco, e frequenta 
la scuola media. La sua storia è la sola cosa in¬ 
teressante nella mia pagina Web. 

Anna Bondarchuk, che oggi vive con me; un'altra 
bimba, Julia, sua compagna di scuola e mia ospite 
dal 1994, è morta nel novembre di due anni fa, dopo 
aver lottato per tre anni contro la leucemia. 



re le altre tre centrali prima del 2000 è 
stato completamente dimenticato, e la 
centrale termica che avrebbe dovuto 
sostituirle non è stata neppure proget¬ 
tata. Oggi il generatore 1 funziona in 
maniera intermittente, per problemi ri¬ 
correnti all'impianto di raffreddamen¬ 
to, il 2, chiuso nel 1991 a causa di un 
incendio nella sala turbine, è abbando¬ 
nato a se stesso (ci sono solo due 
guardiani), il reattore 3, fermato nel 
1996, è stato riacceso nel 1998. Poco 
prima di Natale una centrale della stes¬ 
sa famiglia (RBMK 3), in funzione pres¬ 
so Rovno, al confine con la Bielorus¬ 
sia, ha accusato una perdita di acqua 


MCmicrocomputer n, 194 - aprile 1999 


159 




































































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Kurthaluv Immuta Exp*.irtion and a manter of putte ativeii n ictertÉc preti and mut media 

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La pagina uffi¬ 
ciale del Pro¬ 
getto Polyn fno¬ 
me russo di 
Chernobyl), 
dedicato allo 
studio delle con¬ 
seguenze del 
disastro. Ottima 
fonte di informa¬ 
zioni per chi tos¬ 
se interessato al 
problema. 


La distribuzione dei reattori nucleari 



nel mondo. 

in base al tipo: 

Tipo 

Numero 

Potenza totale in MWe 

BWR 

93 

75519 

GCR 

35 

10894 

RBMK 

16 

14275 

PHWR 

32 

17851 

PWR 

250 

219391 

altri 

10 

2861 


Legenda: 

• PWR reattore ad acqua pressurizzata 

• BWR reattore ad acqua bollente 

• PWHR reattore ad acqua pesante pressurizzata 

• GRC reattore a raffreddamento a gas 

• RBMK reattore a grafite ad acqua leggera. 

Le centrali atomiche in Ucraina sono distribuite nel¬ 
le citta di Chernobyl, Zaporozhe, Khmelmtsky e 
Rovno. La produzione totale è di circa 12800 MWe. 


Il prof. Najmedim Meshkati davanti all'edificio del reattore t della centrale, 
ancora in funzione. 





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tata of ih* pimi lutane-faxralof 
ivttatn TT* rttalor cene wsi 


Un sito molto interessante per i numerosi link e per la notevole messe di 
notizie e bibliografica presente. 


Il disastro, minuto per minuto 




Una lunga serie di ipotesi sono state fatte circa le possibili cause di 
quanto è accaduto. Il fatto che nel 1986 vigesse ancora un clima di 
estrema segretezza circa l'impiantistica delle centrali atomiche russe 
(l'annuncio dell'esplosione fu dato solo due giorni dopo, quando l'evi¬ 
denza dimostrata dalle misurazioni di diverse stazioni di controllo, prima 
scandinave, poi progressivamente europee e mondiali, dimostrarono 
l'evidenza di un fatto che non poteva essere più nascosto), la distruzio¬ 
ne del reattore e le successive opere di costruzione del "sarcofago” 
hanno mascherato molte prove che avrebbero potuto condurre all'ac¬ 
certamento di come si svolsero i fatti. 

Riportiamo, di seguito, la cronistoria di cosa pare è effettivamente 
successo in quei terribili giorni e di quale fu la probabile combinazione di 
fatalità, errore umano e inadeguatezza degli impianti che rese quel che 
poi accadde inevitabile. 

Premessa 

Il disastro all'unità 4 Chernobyl (nome in codice ILYA 441/BP) avvenu¬ 
to alle ore 01:23:35 del 26 aprile 1986 è il risultato di una serie di opera¬ 
zioni legate ufficialmente a un test destinato a collaudare il margine di 
sicurezza del reattore in presenza di un cumulo di circostanze. Il test, 
che fu svolto effettuando una riduzione di potenza del generatore, dove¬ 
va precedere un'operazione di spegnimento periodica del reattore per 
manutenzione straordinaria 

In particolare il test doveva simulare una situazione di malfunziona¬ 
mento delle unità di alimentazione dell'impianto di refrigerazione del 
nocciolo. In pratica, una centrale atomica produce elettricità, ma anche 
ne consuma; in altri termini la centrale alimenta se stessa e i suoi servi¬ 
zi, come l'illuminazione, e, cosa che ci interessa più da vicino, le pompe 


destinate a far circolare l'acqua di raffreddamento del nocciolo Queste 
pompe vengono alimentate direttamente dalla rete, ma, in caso di man¬ 
canza di alimentazione, esiste un generatore diesel destinato a entrare 
in funzione e a fornire l'energia elettrica necessaria. Esiste, ovviamente, 
un tempo di ritardo tra la caduta dell'alimentazione e la partenza dell'ali¬ 
mentazione ausiliare; ufficialmente il test doveva dimostrare che il liqui¬ 
do circolante nell’impianto di raffreddamento poteva fornire al reattore 
un margine di sicurezza adeguato fino all'entrata in funzione dei genera¬ 
tori. 

25 aprile, il preludio: ore 01 06 Inizio della procedura di riduzione di 
produzione di energia. Circa tre ore dopo la potenza era stata stabilizzata 
a 1600 MW. A questo punto si provvide a mettere fuori servizio il siste¬ 
ma di raffreddamento ausiliario, che altrimenti sarebbe intervenuto au¬ 
tomaticamente. 

Ore 14:00; inizia la seconda fase del test, che prevede la riduzione 
della potenza a 1000 MW. Il test viene immediatamente sospeso su or¬ 
dine proveniente da Kiev, che informa che non è possibile privare la re¬ 
te del contributo fornito dal reattore 4, data la grande domanda di ener¬ 
gia in quest'ora di punta. 

Ore 23:00; ricevuto il via libera da Kiev si procede alla continuazione 
del test. A mezzanotte la potenza è scesa a 720 W e continua ad esse¬ 
re ridotta gradualmente (si scoprirà successivamente che il limite mini¬ 
mo sopportabile da un reattore RBMK è 700 MW). 

26 aprile, preparazione del test: alle ore 00:28 la potenza è stata por¬ 
tata a 500 MW. Viene riavviato il sistema di controllo automatico della 
temperatura, prima disconnesso. Non si conosce, e forse non lo si sa¬ 
prà mai, se l'operatore abbia sbagliato nella sequenza di riattivazione o 
ci sia stato un errore nel sistema di risposta del segnale. Come conse- 


160 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 













































J il 3 


« 


UK-CB-OOI AumI mw rfCWokjt ttfT fkMpVhr, 



Alcune loto della zona, poco dopo il disastro e a tredici anni di distanza. Come si può notare, non è stato tatto molto. 



La sala di controllo del reattore 1, identica a quella delta notte del disastro. 


La distribuzione del tall-out in Europa, dopo l'esplosione. 


guenza si ebbe un’improvvisa caduta di potenza che raggiunse, in un 
paio di minuti, i 30 MW 

Ore 00:32 (presunte). L'operatore, resosi conto di quanto stava acca¬ 
dendo, tenta di far risalire il livello di potenza estraendo un certo numero 
di barre di controllo dal reattore. 

Ore 01:00 ; la potenza risale a 200 MW, tre minuti dopo viene accesa 
una pompa addizionale in ausilio al circuito sinistro di raffreddamento. 
Quattro minuti dopo viene accesa la pompa destra. Ambedue le proce¬ 
dure fanno parte del test. L'inserimento delle pompe addizionali riporla 
la temperatura a livelli accettabili ma riduce il livello dell’acqua nel siste¬ 
ma di separazione liquido-vapore. 

Ore 01:15; i sistemi di controllo del separatore di vapore vengono di¬ 
sattivati (ufficialmente per eseguire un test di affidabilità, ma pare per 
avviare, invece, la procedura di arricchimento di cui si è già detto) Tre 
minuti dopo l’operatore aumenta la portata della pompa per bilanciare 
l’aumento di temperatura dell'impianto di raffreddamento Poiché la 
procedura non sortiva alcun effetto, un certo numero di barre di control¬ 
lo vengono estratte nel sistema, nel tentativo di aumentare la produzio¬ 
ne di potenza 

Ore 01:22; il sistema appare sufficientemente stabilizzato, tanto da 
permettere la riduzione della portata delle pompe Per motivi non anco¬ 
ra chiariti, però, questa procedura porta a produzione spontanea di va¬ 
pore in corrispondenza del nocciolo. Le indicazioni ricevute dall'operato¬ 
re, sebbene anormali, vengono ritenute soddisfacenti per la continuazio¬ 
ne del test e compatibili con la stabilità del sistema 

[I disastro 

Ore 01:23:04. Le valvole di alimentazione delle turbine vengono chiu¬ 
se per permettere che si fermino. Contemporaneamente altre sei barre 
di controllo vengono estratte dal nocciolo per evitare che la ridotta pro¬ 
duzione di energia, assieme allo spegnimento delle turbine, porti a un 


ulteriore incremento delle temperature (sebbene mai confermato, pare 
che questo sia stato il momento dell’inizio della procedura di arricchi¬ 
mento). Venti secondi dopo la produzione di vapore si fa tanto violenta 
da richiedere la riaccensione delle turbine e l'inserimento di una nuova 
pompa ausiliaria. 

Ore 01 23:35. La produzione di vapore diviene incontrollabile. 

Ore 01:23:40. L'operatore inserisce il sistema automatico di sicurez¬ 
za. Le barre di controllo iniziano a entrare nel nucleo. Purtroppo si deci¬ 
se di far intervenire solo quelle superiori, La reazione diviene incontrolla¬ 
bile nella parte inferiore del nocciolo. 

Ore 01:23:44 La produzione di potenza del reattore produce un picco 
dieci volte piu elevato di qualunque ipotesi di progetto. 

Ore 01 22:45. Uno dei tubi di zirconio cede, liberando i pallini incande¬ 
scenti di combustibile che reagiscono con l'acqua producendo un picco 
di pressione che frantuma gli altri contenitori. Quattro secondi dopo 
pressoché tutto il combustibile è ammucchiato alla base della sacrestia, 
al di fuori di qualunque controllo. 

Ore 01:24:01. Esattamente un minuto dopo la chiusura delle turbine 
si verificano tre esplosioni. La prima 6 dovuta all'incontrollabile pressio¬ 
ne del vapore; sotto l'alta temperatura si produce gas d'acqua (l'acqua 
si scinde nei suoi componenti) che, a contatto con l’esterno esplode di 
nuovo. Le due esplosioni sventrano il tetto e permettono l'entrata 
dell'aria. Nel frattempo le barre di grafite vaporizzano producendo ossi¬ 
do di carbonio che brucia e trasmette l'incendio a tutto l’edificio. 

8 delle 140 tonnellate di combustibile, in quel momento presenti nel¬ 
la sacrestia, contenenti plutonio e altri materiali radioattivi prodotti du¬ 
rante l'esercizio, vengono espulsi in forma di polveri, assieme a grande 
quantità di grafite, anch'essa radioattiva. L'intervento dei vigili del fuoco, 
che tentano di spegnere l'incendio con getti d'acqua, non fa che aggra¬ 
vare potentemente la situazione, funzionando, il vapore prodotto, come 
ottimo veicolo per la dispersione del fall-out. Il resto è cronaca. 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


161 



























































Chernobyl oggi; gli 
editici in primo piano, 
nonostante tutti I 
divieti, sono di nuovo 
abitati. Oggi vivono qui 
circa 12.000 abitanti. 

Quando, due anni la, sono andato a visitare la zona del disastro. Boga Walstonov, della facoltà di Fisica 
dell'università di Kiev, mi raccomandò di non avvicinarmi a piu di cinquecento metn e di non calpestare 
erba e terreno, restando sempre sul nastro asfaltato I contadini della zona mangiano e vendono prodotti 
coltivati in quel terreno, e bevono e tanno bere agli ammali acqua prelevata dai pozzi. 


Il certificato di verifica e collaudo, datato 1979, In cui veniva attestata 
l'assoluta sicurezza della centrale. 


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Una bella giornata a 
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croo. HaspeasesHc r s spc a eiaiicaa mmrr sjusecrz s apoasistBeHHi rpys- 



di raffreddamento radioattiva, con pic¬ 
co di temperatura che ha superato del 
10% il limite di collaudo del sistema. 
La notizia non è mai stata né diffusa 
né confermata. Oggi l'Ucraina dispone 


solo del 42% delle risorse necessarie 
di energia elettrica. Se si spegnessero 
i tre reattori superstiti di Chernobyl la 
disponibilità si ridurrebbe al 38%. Il go¬ 
verno ucraino ha chiesto alla comunità 


internazionale la fornitura, a prezzo 
simbolico, di energia elettrica a fronte 
della chiusura e smantellamento dei 
tre reattori superstiti di Chernobyl. 
Nessuno ha dato risposta. «e 


162 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 














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i 


Una boccata d'aria 
buona... 

... certo non è, ma provate a togliere di mano la sigaretta a un fumatore incallito quando è 
nervoso e vedrete i numeri!!! Ve lo dice un ex grande fumatore che smise quindici anni fa, riprese 
dopo un decennio e ha di nuovo smesso da due. 

Diceva un mio caro amico: “I vizi sono come i figli, per essi si fa qualunque sacrificio!". Ed è il 
caso di ricordare che, a livello di vizio, quello del fumare è universale come lo è una modella dalla 
pelle nera. Comunque sia, da pipa, da sigaretta, trinciato o a foglia intera, schiere di medici si 
affannano a trovare insidie nascoste nell’amico tabacco; fa male allo stomaco, ai polmoni, è la 
strada diritta per il cancro, indurisce le arterie, perfino riduce quella cosa lì. E allora? Non si fuma, 
certo, ma niente ci impedisce di parlarne, di cercare nel Grande Mare la sua storia e le sue 
curiosità, di percorrerne la sua presenza nel tempo! 


di Raffaello De Masi 


Come una sigaretta... 

diceva una vecchia canzone di tanti 
anni fa! Quando ero ragazzo del liceo e 
si cominciava a provarne il sapore, ma¬ 
gari passandosene una nel bagno, si po¬ 
tevano ancora acquistare sfuse. Esisteva 
allora una specie di rituale, per chi com¬ 
prava. Ad esempio, con venti lire se ne 
compravano due, una Esportazione e 
una Super, il cui costo rispetto alla mo¬ 
neta da dieci era rispettivamente inferio¬ 
re e superiore, in eguale misura Regola 
mai scritta imponeva che a chi ne acqui¬ 
stava dieci toccasse la confezione, men¬ 
tre il tabaccaio ne distribuiva il resto a 
gente meno facoltosa, che comprava 
anche un pezzo alla volta 
Sempre in tema di memorie di ragazzi¬ 
no, ricordo come mi affascinavano, a ci¬ 
nema, le spire di fumo che passavano 
nel fascio dì luce del proiettore; allora 
era consentito fumare nella sala e torna¬ 
vo a casa con un odore di tabacco ad¬ 
dosso che oggi farebbe inorridire! Nazio¬ 
nale, Esportazione (ve le ricordate, col 


pacchetto verde e la caravella), ma an¬ 
che nomi ormai dimenticati, come Giu- 
bek, Sport, FarWest, Macedonia, e, per 
chi non poteva spendere, Sax, cento- 
venti lire a pacchetto E tutte rigorosa¬ 
mente da comprare senza filtro (anche 
se c’era la versione pro-salute, con un fil¬ 
tro di carta del genere igienica, altro che 
le sofisticherie ai carboni attivi di oggi!) e 
da battere sul tavolo, sull’unghia o sul 
pacchetto stesso, per assestare il tabac¬ 
co all'interno. Chi proprio non poteva 
permettersi grandi lussi, poteva compra¬ 
re una confezione di tabacco sfuso e un 
pacchetto di cartine e confezionarsele 
da sé; ricordo un vecchietto vicino casa 
che riusciva ad arrotolare la sua cicca 
con una sola mano, dosando paziente- 
mente e gelosamente la dose e rivaleg¬ 
giando. in geometria e regolarità di com¬ 
posizione, con le migliori macchine con¬ 
fezionatrici. E i più anziani e incalliti riu¬ 
scivano a fumare la loro sigaretta fino a 
che restava solo qualche millimetro. 

Quando, studente, consumavo pas¬ 
seggiando, la sera, le strade di Napoli 


non mancavo, periodicamente, di fare 
un tuffo, oggi si direbbe una "full immer¬ 
sion", neH'affollatissima Via Forcella, tra¬ 
boccante di vita e di donne col "banca- 
riello” su cui era esposto un rutilante 
campionario di "americane" della piu 
bell’acqua, assieme a fantasmagoriche 
collezioni di accendini. Sovente la stessa 
Guardia di Finanza, di fronte a questo 
miserrimo mercatino rionale del proibito, 
chiudeva un occhio; d’altro canto, che 
fare? Togliere anche quel piccolo mezzo 
di sostentamento a quella povera gente? 
E pensate che proprio al centro di que¬ 
sta casbah del contrabbando c’era un ta¬ 
bacchino, il leggendario n° 28 Chissà 
cosa vendeva! 


Webografia essenziale: 


nitoj'Avww.iax-qntfianflLgonVwfiarf.taDaeco/ 

tmBd/wwYV.cdc.flpy/tobaccg/ 

ItttBifwvw.liBhtnQuse-tobaccg.cgm/ 

litta://www.igbaccp, neu.edu/ 
miDV/www.cancer.ora/frames.himl 


164 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 













Il silo della Whart, ricco di curiosità su tabacco, sigarette e sigari, 


Un'interessante pagina Intormativa sui rischi derivanti dall'uso del tabacco. Vi 
si può scoprire che, negli USA, muoiono ogni anno quattrocentomlla tumaton. 


Una fumatina in rete 

Ad onta delle terrificanti sentenze di 
condanna che i tribunali americani im¬ 
pongono puntualmente alle multinazio¬ 
nali, in caso di morte di un consumato¬ 
re. e a miscredilo di tutte le campagne 
antifumo e alle statistiche che ci avvisa¬ 
no come la percentuale dei "viziosi" si 
riduca a vista d'occhio, pare che il mer¬ 
cato del fumo "tiri" ancora molto; 
WWW brulica di siti direttamente gestiti 
dalle case, e un folto stuolo di appassio¬ 
nati rende la navigazione alla ricerca del¬ 
la notizia interessante e molto spesso 
divertente. 

Pare che la pianta del tabacco sia sta¬ 
ta usata, per la prima volta, intorno al 


6000 a.C Già agli inizi dell'anno mille 
era conosciuta in tutta l'America (così 
come raccontato da "American Herìta- 
ge Book of Indians" e in "A History of 
Smoking" di Bill Corti, da cui sono tratte 
le notizie di quest'articolo) ed esiste un 
documento maya sicuramente databile 
tra il 600 e il 1000 che raffigura un uo¬ 
mo che fuma un "sigaro" di foglie arro¬ 
tolate e legate con un filo. I Maya defini¬ 
vano quest'usanza, che aveva anche 
scopi propiziatori, "sik'ar", da cui il no¬ 
me. Il tabacco veniva fumato, masticato 
e, più spesso di quanto si pensi, usato 
in clistere, pare con effetti allucinogeni. 

Il 12 ottobre 1492 gli indigeni 
Arawaks, supponendo un'origine divina, 
offrono a Colombo e al suo equipaggio 


foglie di tabacco arrotolato. Colombo 
scrive nel suo quaderno di bordo: "Gli 
indigeni hanno offerto frutta, lance e 
frecce, e alcune foglie secche dalla fra¬ 
granza molto gradevole" La frutta fu 
mangiata, le lance conservate per esse¬ 
re riportate in patria e il tabacco gettato 
via. 

Spetta a due marinai della Pinta, Jerez 
e Torres, il primato di primi fumatori oc¬ 
cidentali. E, onore al merito, la cosa av¬ 
venne a Cuba; i due raccontarono 
all'equipaggio di aver "bevuto" fumo 
dall'estremità di un tubo di canna pieno 
di tabacco. Una curiosità, Rodrigo de Je¬ 
rez, tornato in patria, continuò nella pra¬ 
tica del fumo e fu imprigionato per sette 
anni dall'Inquisizione per stregoneria 



Ancora un bel sito di un produttore statunitense; occorre riconoscere come, 
dappertutto, in siti di questo tipo, sia sempre più evidenziato il pericolo 
collegato al turno. 



Quando sì dice che la polìtica è latta di fumo! Questa pagina contiene un 
elenco dei produttori di tabacco che appoggiano Bob Dole per la presidenza. 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


165 















































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l NMK.)»>''—*-••-••••' d'l«*RR 




Una delle innumerevoli 
pagine dedicale all'anti- 
labagismo 


L'American Cancery 
Society; un'attenta let¬ 
tura del sito scoraggerà 
i fumatori più incalliti. 



± ^ §. iJLA 


E 



in (tM Ma) • naawtrr (Wi Ntu « ab 


La coltivazione europea del tabacco 
comincia nel 1556, in Francia (i conqui¬ 
statori spagnoli e portoghesi coltivava¬ 
no razionalmente la pianta direttamente 
a Cuba e Santo Domingo) e. nel decen¬ 
nio a seguire, un po' in tutte le altre na¬ 
zioni europee Nel 1560 Jean Nicot, 
ambasciatore francese in Portogallo, 
racconta delle proprietà medicinali della 
pianta, e dà il nome al suo principio atti¬ 
vo Alle proprietà medicinali della pian¬ 
ta, all'epoca, si credeva molto, visto 
che la stessa Caterina de' Medici la 
usava contro l'emicrania, e la farmaco¬ 
pea le assegnava virtù contro una qua¬ 
rantina di malattie diverse, compresa 
alitosi, cancro (sic!), mal di denti, tenia, 
perdita della vista e stitichezza Ed è del 
1595 la prima pubblicazione medica 
scritta. Quasi a bilanciare la cosa e a ri¬ 
mettere in equilibrio la verità, nello 
stesso periodo appare una citazione su 
un'epitome, che definisce il tabacco 


"un'erba violenta" E nel 1600 il papa 
Urbano Vili vieta il fumo nei locali del 
Vaticano 

Dal 1600 in poi l'uso del tabacco si 
spande a macchia d’olio; e del 1606 la 
creazione di una compagnia, la Virginia 
Tobacco Company, che diverrà poi si¬ 
nonimo del prodotto. Francesco Baco¬ 
ne nota che il fumatore tende a consu¬ 
marne sempre di più, e che è difficile 
smettere, una volta cominciato. E in 
Mongolia viene introdotta la pena di 
morte per i fumatori.. Nel 1634 lo Zar 
Alessio stabilisce per i fumatori pene 
severe; la prima volta trenta tratti di fru¬ 
sta, taglio del naso e deportazione in Si¬ 
beria. al recidivo tocca la morte. Anche 
in Francia e Inghilterra ne viene proibito 
l'uso, salvo dietro ricetta medica. Ma la 
moglie di Carlo III viene soprannomina¬ 
ta "Carlotta la fumante". E Pietro il 
Grande revoca, all’inizio del '700, la 
proibizione e le relative pene. 


Un altro divertente sito che afferma, tra le righe, 
che tutti i suoi clienti godono di ottima salute, da 
questa e da quella parte 


Conclusioni 

Continuare è arduo e smettere di 
raccontare e difficile Come si fa a rac¬ 
cogliere in due pagine un'aneddotica 
che starebbe in un'enciclopedia? 
Quindi ci salutiamo, rinviandovi alla 
webografia allegata, e ricordando solo 
alcune tappe; 1800, nascita del sigaro 
realizzato industrialmente, 1832 appa¬ 
re la prima sigaretta (inventata da un 
artigliere egiziano), 1852 compare il 
primo filtro, 1864 compare la prima 
tassa sulle sigarette, 1887 prima gara 
di fumo, con una pipata da un'ora e 
mezza, nel 1900 vengono costruiti ol¬ 
tre quattro miliardi di sigarette e nel 
1902 Philip Morris crea una piccola in¬ 
dustria a New York. Nel 1904 una 
donna viene arrestata e condannata 
per aver fumato alla guida di un’auto¬ 
mobile e nel 1906 il Federai Food and 
Drugs Act impone di indicare, sui pac¬ 
chetti, la pericolosità della nicotina Le 
potenti lobby del tabacco fanno ritirare 
l'imposizione dopo venti giorni, e ci 
vorrà un altro mezzo secolo perché ta¬ 
le avviso si riveda. Basta cosi! 

Oggi Forcella è una strada fanta¬ 
sma, desolata, l'ombra di una volta. Ci 
potrete trovare altre cose, ma quel co¬ 
lorito mercato di una volta non c'è più. 
E il tabacchino continua a vendere de¬ 
tersivi, francobolli e valori bollati; le si¬ 
garette mancano dagli scaffali da tem¬ 
po immemorabile. Oggi sarebbe ridi¬ 
colo rimettercele. 

fnS 


166 


MCmicrocomputer n. 193 - marzo 1999 































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L 


a cura di Francesco Romani 


La legge dei grandi 
numeri e il Teorema 
del Limite Centrale 

Anche se il titolo può fare paura questo articolo tratta ancora dei ritardi del 
Lotto. Ho notato che la maggior parte degli argomenti dei ritardisti si basa¬ 
no su una interpretazione errata della “Legge dei grandi numeri” e ho pen¬ 
sato di darne una esemplificazione con Mathematica citando anche il “Teo¬ 
rema del Limite Centrale” per chiarire ulteriormente la questione. Anche 
stavolta gran parte del materiale che presento è frutto delle discussioni 
con Dani, Elio e Adam, che, doverosamente, continuo a ringraziare. 


introduzione 

Il 39 è appena uscito a Genova e la famiglia di quelli che lo 
avevano giocato fino all'ultimo esulta e incassa Esultano un 
po’ meno quelli che avevano smesso di giocare perché ave¬ 
vano finito i soldi oppure si erano stufati 

Cosa vuole dire che il 39 è uscito? Avevano allora ragione i ri¬ 
tardisi? Mettiamo subito in chiaro che i non ritardisi non di¬ 
cono che il 39 (o qualunque altro numero) non uscirà mai, ma 
solo che giocare il 39 (o qualunque altro numero) è sempre la 
stessa cosa, e che giocando un numero qualunque (anche di¬ 
verso tutte le settimane) si vince in media una volta su 18 
(guadagnando però meno di 18 volte quello che si è puntato) 

Cercando di studiare gli argomenti dei ritardisi più convinti 
mi sono imbattuto in ragionamenti basati su una concezione 
distorta di un complicato teorema di calcolo delle Probabilità 
la cosiddetta Legge debole dei grandi numeri che secondo 
alcuni afferma che: se un evento ha una probabilità p e faccio 
n esperimenti, per n che cresce l'evento tende a verificarsi 
np volte In altre parole, dicono i ritardisti: se in media un nu¬ 
mero deve uscire una volta su 18 ed invece tarda per 120 
estrazioni allora in futuro dovrà uscire più spesso, per recu¬ 
perare. 

Nel rispondere a chi fa notare che (imbrogli a parte) tutti i nu- 
168 


meri nella cesta sono dentro sfere identiche, I ritardisti rag¬ 
giungono vette di notevole poesia Cito testualmente: 

Qual è la forza che guida la mano del bambino?, La sfessa 
che rende le bolle di sapone tonde e non cubiche. La stessa 
che impone che vi siano compensazioni. 

Se un numero ritarda molto, nel grafico si formerà un pozzo, 
e se la teoria è esatta il pozzo deve essere riempito al più pre¬ 
sto possibile per avere sempre una linea orizzontale più dritta 
possibile Altrimenti se il pozzo persiste nel tempo significhe¬ 
rebbe che quel numero ha meno probabilità degli altri di usci¬ 
re Iquindi la forza c'è). 

In questo articolo voglio provare a far vedere cosa dice dav¬ 
vero la legge dei grandi numeri e approfondisco la questione 
andando a pescare anche il Teorema del Limite Centrale II 
prossimo paragrafo è un po’ duro da leggere per chi non gra¬ 
disce le radici quadrate e gli integrali, ma poi cercheremo di 
verificare sul campo con Mathematica se la pratica corrispon¬ 
de alla teoria. 

Un po’ di Probabilità 

Consideriamo una variabile casuale X con k possibili realizza¬ 
zioni x v x 2 , .... x k , e probabilità associate p(x 1 ), p(x 2 ). 

p(x k ) La media o valore aspettato di X è definita come 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


0 < .V < °o 


H = E(X)=^ k j=l Xjp{ X,-). 

La varianza è definita come 

Esempio: se giochiamo a Testa o Croce con una moneta "one¬ 
sta", possiamo associare a Testa il valore 1 e a Croce il valore - 
1, allora k = 2. x 1 = 1, x2 = -1, plx^ = p(x 2 ) = 1/2. La media è p 

= 1/2 -1/2 = 0 e la varianza o 2 = 1/2 + 1/2 = 1. 

Se assegnassimo a Testa e Croce valori numerici diversi (per 
esempio 0 e 1) avremmo conti più complicati ma alla fine i risul¬ 
tati sarebbero perfettamente equivalenti 

Per definizione due variabili casuali sono indipendenti se in 
nessun modo la conoscenza del risultato di una di esse può in¬ 
fluenzare le previsioni del risultato dell’altra. 


però: 

„ 'Toc Pr -d 5 " - - - vctx " ) =er, (^)- 

Dove erf(x) è la curva degli errori definita come 



e (guarda caso) già implementata in Mathematica come 
Erf [x]. Vale erf(0)=0 e erf(x) tende rapidamente ad 1 per x 
che va all'infinito, come si intuisce dalla definizione e si vedrà 
nell’ultima figura. 

Cosa dice CLT in questa forma? Essenzialmente che IS n -np| 
non cresce più velocemente della radice quadrata di n moltipli¬ 
cata per la varianza della distribuzione e per una costante x che 
tiene conto della probabilità con cui vogliamo che la limitazione 
sia valida. 


Siano X v X 2 ,.... X n , variabili casuali indipendenti tutte con Nel caso del gioco Testa o Croce, sostituendo la media 0 e la 
la stessa distribuzione di probabilità e siano p e o 2 rispettiva- varianza 1 si ha 
mente la loro media e la varianza. Esistono due importanti teo¬ 
remi, di non facile dimostrazione, che studiano il comportamen¬ 
to della quantità S n _ Xj+X^.-.+X,,. 

La legge debole dei Grandi Numeri ( LDGN ) C h e per x =2 diviene 


lini 
—> °° 


Pr.(|S„|<W«) = erff 


x 
x 2 


Per ogni e>0 prefissato piccolo a piacere, vale 


lim 

n —> °o 


( 

Pr. 

v 



\ 

> e 


= 0 


lim 

/? —» °° 


Pr.(|5 #t |<2V«) = 


0.9545... 


mentre per xr3 diviene 


Cosa dice questo Teorema? La quantità S„/n per valori grandi 
di n tende a p con probabilità 1 1 

Nel nostro esempio se T è il numero delle teste e C il numero 
delle croci LDGN dice che S n /n = (T-C)/n tende a zero con n 

Si noti che LDGN non dice nulla sul comportamento di S n = 
n(T-C). Se quest’ultima quantità andasse a zero avrebbero ra¬ 
gione i ritardisti ma in realtà S n può tranquillamente andare 
all’infinito mentre S n /n va a zeroll Per vedere come si com¬ 
porta S n bisogna scomodare un teorema dall'enunciato molto 
più indigesto. 


Pr.(|S,,| < 3xfn) = 0.9973... 
n —> °° v ' 

In altre parole tutto quello che si può dire su S n è che non va 
all'infinito più velocemente di una costante per la radice di n 
Ovviamente dividendo per n si ottiene come corollario la LD¬ 
GN. Si tenga presente che ragionando in termini assoluti e non 
probabilistici l’unica limitazione che si può dare è IS n l <n , ovve¬ 
ro potrebbero anche uscire tutte teste 0 tutte croci, (un calcolo 
diretto, il buonsenso oppure anche il CLT ci assicurano che 
questo evento è molto raro). 


Il Teorema del Limite Centrale (CLT) 


Ora basta con la teoria e vediamo di fare qualche simulazione. 


Per ogm e>0 prefissato piccolo a piacere, vale 

,2 


lim 

n —» 00 


Pr.f ——— < .v'ì = —^— [V 2 dt, 
\ G\n ) V2zr 


— 00 < <00 


Il Teorema scritto in questo modo è un risultato fondamentale 
in Teoria della Probabilità ma dice pochino ai fini della polemica 
sui ritardi. Con un po’ di manipolazioni elementari si ottiene 

MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


Giochiamo a Testa e Croce 

Scriviamo una funzione che lancia le monete e tiene conto delle 
teste e delle croci: la variabile nt contiene la quantità T-C Te¬ 
niamo conto del numero x di lanci effettuati e disegniamo il gra¬ 
fico di nt al variare di x. Il programma seguente fa n gruppi di m 
lanci e disegna un grafico nel colore col. 

Inl11:= 


169 









prova[col_]:=( 
nt=0; 
x=0; 

LL={}; 

Do[nt+=2(Plus@@Table[Randam[Integer,{0,1}],{m}])- 


x+=m; 

AppendTo[LL,{x 10*-6,nt}],{n}]; 

ListPlot[LL, 

PlotStyle->col, 

PlotJoined->True]); 

Facciamo 10 milioni di lanci per quattro volte con quattro colori 

diversi e disegniamo anche il grafico di —^ V A ovvero l'area 
che m base al CLT ha una probabilità erf(2) = 0.95... di essere 
riempita 

Inl2l:= 

n=400; 

m=25000; 

pl=Plot[ 2Sqrt[x 10*6], 

{x,0,m n 10*-6}] ; 
p2=Plot[-2Sqrt[x 10*6], 

{x,0,m n 10*-6)]; 
lR=prova[Red]; 
lG=prova[Green]; 
lB=prova[Blue]; 
lC=prova[Cyan]; 

Show[IR,1G,1B,1C,pi,p2, 

PlotRange->All, 

AxesLabel->{ "M" ,"T-C" } ] 


mare che e(i) tenda a 18n La quantità e(i)-18n ci dice quante 
volte in più o in meno il numero i è uscito rispetto al valore atte¬ 
so 18n Tutto quello che ci assicura CLT, invece è che e(i) 18n 
non cresce tipicamente più di una costante per la radice di n 

Stavolta invece di fare una simulazione ho preso i file delle 
estrazioni del lotto storiche (circa 6000 estrazioni per più di cen¬ 
to anni di gioco) Considerando indipendenti le uscite sulle 10 
ruote abbiamo 900 numeri distinti ognuno dei quali percorre una 
traiettoria di un colore diverso. 


Nella Figura 2 riportata qui sotto il numero di uscite in ritardo o 
in anticipo sulla media di ogni numero è disegnato in funzione 
del numero di estrazioni. La parabola in nero racchiude l'area 
che in base al CLT ha una probabilità erf(3) = 0.997... di essere 
riempita 



Vedi qui sotto la Figura 1 



Talvolta il numero delle teste uguaglia il numero delle croci ma 
altre volte la curva si allontana allegramente dall'asse delle 
ascisse Tenete presente che poiché la radice di x cresce più 
lentamente di x in tutti e 4 1 casi la media va a zero, 

Il Lotto 

Vediamo ora cosa succede con il lotto, abbiamo 90 numeri 
ognuno dei quali ha probabilità 1/18 di essere estratto. In altre 
parole se e(i) rappresenta il numero di volte che viene estratto i, 
LDGN assicura che e(i)/n tende a 1/18, ma nessuno può affer¬ 


È straordinariamente evidente come lo spazio permesso dalla 
teoria venga quasi tutto riempito. Vi sono numeri che dopo 
6000 estrazioni sono in ritardo o in anticipo di 60 uscite sulla 
media, Per n che cresce alcuni di questi divari vanno a zero ma 
altri aumentano, (per la cronaca ho fatto una simulazione di una 
ruota per 2 milioni di estrazioni ottenendo un grafico con lo 
stesso aspetto). 

É anche possibile verificare direttamente il CLT confrontando il 
numero di ritardi o anticipi di un certo valore misurati dopo tutte 
le oltre 6000 estrazioni con quelli previsti. La Figura 3 confronta 
il grafico di erf(x) (in nero) con quanto ottenuto storicamente per 
tutti i 900 numeri ( pallini rossi). L'accordo è molto buono! WS 



170 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 















In concomitanza con 


linfoiamoacasa.corH 


organizzazione tecnica 
Parisse Pubblicità 
Tel. 0630891701 
Fax 0630892034 


maggio '99 

Fiera di Roma 


Romouse punta all’affermazione della Capitale quale 
valido scenario di eventi ad ampio raggio in 
area informatica. 

Tecnologie evolute, novità hardware e software per 
l’utenza privata e quella aziendale, multimedia, CAD, 
EDP, internet e telecomunicazioni per questo salone che 
nasce quale riferimento nuovo ed evoluto in risposta 
all’esigenza del centro-sud di trovare in una sola 
manifestazione tutte le novità del mercato informatico 
ed una piattaforma credibile di analisi verso cui 
possano convergere le aziende e le professionalità più 
rappresentative. 











Novità dalla rete 

Anche quest’anno abbiamo deciso di farci un giro su Internet alla scoperta di ciò che 
può essere di interesse per coloro che utilizzano strumenti di desktop publishing. Senza 
dubbio un articolo non è sufficiente per descrivere tutto ciò che si può trovare in rete: 
MCmicrocomputer ha cercato di selezionare le pagine dei siti più interessanti e di 

offrirvene una carrellata. 

di Mauro Candirli 


Ciò che si trova in rete 

Internet, come ben sappiamo, è una 
grande pentola virtuale dove in conti¬ 
nuazione bolle un brodo di informazioni, 
anzi per essere più precisi si tratta di un 
grande minestrone, Cerchiamo quindi di 
capire quali sono le "verdure" che più 
possono interessare coloro che utilizza¬ 
no il desktop publishing. Eccovi un elen¬ 
co di argomenti sui quali si sono con¬ 
centrate le nostre ricerche. 

✓ Software - Uno dei grandissimi pregi 
di Internet è quello di mettere a disposi¬ 
zione degli utenti gli aggiornamenti ai 
programmi in maniera che possano es¬ 
sere direttamente scaricati senza ne¬ 
cessita di richiedere alla casa produttri¬ 
ce un dischetto o un CD e attendere i 
relativi tempi di spedizione Sulla rete 
troviamo normalmente dei file com¬ 
pressi autoscompattanti che una volta 
scaricati e fatti partire consentono un 
aggiornamento automatico di alcune 
parti dei relativi programmi. 

✓ Hardware Scanner, stampanti, mo¬ 
nitor, fotocamere, tavolette grafiche: 
tutte le informazioni che servono prima 
di un acquisto possono essere trovate 
su Internet, senza dover cercare e poi 
andare dal rivenditore più vicino. In que¬ 
sto articolo non parleremo di tali siti, in 
quanto essi contengono pressoché la 
stessa tipologia di informazioni: prodotti 
e driver Solo da notare nel sito Epson 
un utile strumento software per effet¬ 
tuare alcuni test al monitor. 

✓ Driver - Avete installato il nuovo Sy¬ 
stem 8.5 su Macintosh o Windows 98 


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Photoshop 

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corri au/phototips.Ormi 

- Se vi servono dei 
trucchi e consigli su 
Photoshop, questo si¬ 
to ve ne offe alcuni, 
un po' datati, ma sem¬ 
pre utili 


e le vostre periferiche, che funzionava¬ 
no benissimo, ora si rifiutano di lavora¬ 
re? Val la pena di farsi un giro su Inter¬ 
net e cercare nel sito del produttore 
della specifica periferica i nuovi driver. 

✓ Consigli Spesso nei siti dei produt¬ 
tori di software è possibile trovare delle 
pagine dedicate ai 'tips&tricks'. cioè ai 
consigli e ai trucchi Purtroppo è più fa¬ 
cile che queste pagine siano ospitate 
nei siti originali americani, poiché local¬ 
mente le società preferiscono mettere 
solo le informazioni di tipo più commer¬ 
ciale, creando poi dei link alle pagine 
americane per questo tipo di informa¬ 
zioni. 

✓ Shopping - Perché non pensare di 


acquistare qualco¬ 
sa via Internet, per 
esempio una foto¬ 
grafia di tipo royalty 
free? "SI, ma chi si 
fida di inviare il nu¬ 
mero della carta di 
credito via Inter¬ 
net?". Spesso ci si 
sente porre questa 
domanda e poi si 
scopre che chi l'ha 
fatta spedisce 
spesso degli ordini via fax, naturalmen¬ 
te corredati da relativo numero di carta 
di credito: dal punto di vista tecnico l'in¬ 
vio di un fax è decisamente più perico¬ 
loso, poiché la trasmissione avviene in 
"chiaro" senza alcuna protezione, men¬ 
tre normalmente i siti Internet da cui si 
possono effettuare acquisti sono gestiti 
da "Secure Server" in grado di codifica¬ 
re e decodificare i dati in transito sulla 
rete in modo da renderli inutilizzabili an¬ 
che dal pirata informatico più accanito 
Cosa acquistare? Un font da Monotype 
o una fotografia da PhotoDisc: in pochi 
secondi si risolve un problema e si ha 
subito sul proprio Mac o sul proprio PC 
quello che serve. 


172 


MCmicrocomputer n. 194 -aprile 1999 















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tuiimmiiiiiii .,. iiujrtnulau ...lumi lui Uiuuyli! 


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1 whiviwt' 

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Inpilm 1 

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hrro /Av'.nv api com/Hoot/cate/cale htmi | Un cibereste dedicalo al DTP. 
va uri micco e un pettegolerà 



Software 

Iniziamo dando un'occhiata ai siti dei 
principali "attori" nel campo del softwa¬ 
re per il desktop publishing 

Adobe llww.w.adQbe.cQm] - Negli ulti¬ 
mi due mesi Adobe ha presentato alcu¬ 
ne importanti novità (vedi anche le 
news su questo numero): parte di que¬ 
ste informazioni sono presenti sul sito 
Internet, anche se i prodotti non sono 
ancora disponibili. Di interessante tro¬ 
viamo gli ultimi update a Photoshop 
5.02 (3-4 Mb) in versione per Mac e per 
PC, mentre risulta molto difficile secon¬ 
do noi poter accedere alle versioni di 
prova dei programmi (try-out), poiché ci 
si trova di fronte a file mastodontici (dai 
15 Mb in su): uniche eccezioni sono Di- 
mensions, Pagemill e Streamline che 
non superano i 5 Mb 

Il sito contiene anche una buona dose 
di trucchi e consigli estremamente utili: 
la ricerca viene effettuata per tipologia 
di programmi oppure attraverso l'esa¬ 
me di ciò che è stato pubblicato nei 
vecchi numeri di Adobe Magazme 
(sempre però suddivisi per tipologia di 
programmi). 

Oltre a quanto illustrato dobbiamo ri¬ 
cordare che Adobe, essendo la società 
che ha inventato PostScript, fornisce 
via Internet gli aggiornamenti ai driver 
delle stampanti che utilizzano questo 
universale e indispensabile linguaggio (il 


nr 

£ • .A & £ A 3L A & £ ja A 3. 


fi Np w «in» — •*- ti»*—* «V 


DTP LllNKS - Pre-Press, Prlntlng 
& Post-Press 

v, A. Ina liti (Malli llmkt Air tké arva/vti iriiilii and eakll ih ina 

Rvypm'wmg N i < liwiff Hvr pupilli, r * 

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cte/2768/hnks htm ■ 
Geocities ci olire un 
elenco dì siti dove si 
possono trovare le piu 
disparate informazioni 
sul desktop publi¬ 
shing 


«hi In 


(tomi ore re im n» mimi.» 

Dmumtmiai 

iUBKJfU£ALl 
Dfihtfi FatUOil /u 

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Umilimi litui 


Vmtat Ornati 


FAQ ùaam amui 

The GraahktFAOt 


Mattimi Orni 

Graaàla Onta* Lia 
OtharCntaklnUm 

Umm Ornati 


rama, rnaaklei 

£*aaiM 


più aggiornato è la versione 5.1 per 
Windows NT 4). Infine questo ricco sito 
ci offre la possibilità di visualizzare la 
grande famiglia di font prodotti da Ado¬ 
be. 


Quark |www.quark com| - In questo 
sito la nostra attenzione si concentra 
naturalmente su Xpress: il sito è prati¬ 
camente duplicato, esiste cioè una ver¬ 
sione in Germania dove è possibile tro¬ 
vare gli stessi contenuti dell'originale 
americano. L'ultimo update che al mo¬ 


mento della nostra 
visita era disponibi¬ 
le per Xpress data¬ 
va ottobre 1998 
inoltre è possibile 
J g trovare tutti i profili 
Pi • per stampanti piu 
comuni (PDF e 
PPD) sia per la versione 4 di Xpress, sia 
per quelle precedenti. 

Corel - Negli ultimi mesi Corel ha de¬ 
ciso di suddividere in due siti i contenuti 
delle proprie pa gine Web: il classico 
Iwww corei.comi dove sono sempre di¬ 
sponibili le informazioni sui prodotti, e 
Ivvww.aesigner. corni dove gli utenti 
possono trovare tutto il resto. In pratica 
in quest'ultimo sito troviamo trucchi e 
consigli sull'uso dei programmi, ma an¬ 
che alcuni corsi multimediali chiamati 


MCmicrocomputer n. 194 -aprile 1999 


173 



























































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Graphion-s 

Online T ype Museum 



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Htia you wj lini iulonmai .bour «M haloiy and ptacoaa al l>vaaa«n| WMa dia advaU al Oh 
parianal CMnyiKH tua pul dia Uata foa papa caanpaaiban widaa dia icaah al iMludty avaiyona, wa al 
'.taphlvlt f«l dui an appraauban aldu raan and iuMiMi ellypa <an anly aduna dia aipaatanaa 
al ludi puMtahaa and raadar 


«1 


"Feature in action": l'idea in sé non è 
male, ma purtroppo per poter seguire 
uno di questi corsi bisogna avere un po’ 
di pazienza, poiché il loro scaricamento 
necessita un po' di tempo. Sempre in 
Ia'ww designer coni troviamo anche i 
link ad altri siti utili per coloro che lavo¬ 
rano con programmi di desktop publi- 
shing, l'elenco dei Service consigliati da 
Corel in tutto il mondo, consigli per la 
stampa e il pre-press, oltre a collega¬ 
menti a forum di utenti Corel. 

Macromedia (www.macromedia.com)- 
Negli ultimi mesi abbiamo notato un no¬ 
tevole miglioramento del sito Macrome¬ 
dia molto più veloce che in passato, 
non necessita più lo scaricamento di 
plug-in e cookie per funzionare al massi¬ 
mo delle prestazioni L'ultimo upgrade 
disponibile trovato è relativo alla versio¬ 
ne 8 01 di FreeHand 

ITC ilwww nctoni.comi Un pieno di 
font nel sito di ITC suddivisi per fami¬ 
glia o per nome, sono facilmente ricer¬ 
cabili e naturalmente acquisibili on-line. 
È anche possibile richiedere di abbo¬ 
narsi per ricevere informazioni via e- 
mail: il servizio è naturalmente gratuito 
e molto discreto (le informazioni vengo¬ 
no inviate circa ogni due mesi) 


PhotoDisc li www phoiodisc.com I - 
PhotoDisc è uno dei più grandi fornito¬ 
ri di fotografie royalty free e il suo sito 
consente virtualmente di cercare i 
soggetti di proprio interesse in un ar¬ 
chivio di oltre 75.000 fotografie. Circa 
30 000 sono già disponibili su CD¬ 
ROM, per cui il sito è in grado di indi- 


r"c .m ; -I 

t/~graphion/mu 

seum.html Tulio 
ciò che avreste vo¬ 
luto sapere sui 
Ioni 





• Appkiechnokrgyatwjrk. 

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iv,-. ,,s,ir p, m,,,; .1, .imi" ■■ -■ I , • iluett .) 

tulio oo che parla di Macintosh con utilizai per il desktop piiohshtng e la 
grafica 



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pps .com/ - Il mondo 

del prepress 



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SryW.U MI hlPKIUl 
ta|n K ||.|, -nd lyuillb 


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care all'utente se la foto scelta è di¬ 
sponibile su CD-ROM oppure lo è solo 
per scaricamento da Internet. Nel pri¬ 
mo caso l'utente potrà richiedere la 
collezione di foto su CD che contiene 
la foto di suo interesse (ogni collezio¬ 
ne contiene da un minimo di 100 ad 
un massimo di oltre 300 fotografie ad 
alta risoluzione): tra breve dovrebbe 
essere attivato anche un sito italiano 
all'indirizzo iwww photodisc iti anche 
se ci vorranno alcuni mesi per avere il 
motore di ricerca direttamente con pa¬ 
role italiane. 


Trucchi, consigli e 
tanto altro ancora 

La dozzina di siti che andiamo a de¬ 
scrivere sono stati selezionati tra circa 
200. Abbiamo cercato di selezionare 
quelli in grado di offrire ai nostri lettori 
utili consigli e informazioni sui prodotti 
in alcuni di essi è anche possibile tro¬ 
vare link ad ulteriori siti sia di società 
che offrono al mercato prodotti per il 
desktop publishing, sia a siti di utilità 
generale, 


174 


MCmicrocomputer n. 194-aprile 1999 
























































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l'T»' rivi murarmi. f.snp ciim'iMi.y. i Un ,1 Ino sito dedicato ai Ioni 


i» *»• *■*- <• f— j «■ 

• ' ',£i4 £ a 

3 

<■*— «)»—*- fi"—»- «>—«* «)— ,0 f~—— f >. 



| www.dtphelp.con\ - Questo sito of¬ 
fre una buona serie di consigli sull'uso 
dei principali prodotti Adobe e Corel de¬ 
dicati al desktop publishing. 

\http://desktoppub. mimnqco.com A 

- Questo sito è un po' complicato da 
esplorare, ma con un po' di pazienza è 
possibile trovare utili lezioni su come 
realizzare materiali stampati di vario ge¬ 
nere, con tanto di elenco delle cose da 
fare e delle informazioni da raccogliere 
per realizzare un determinato progetto 
grafico. 

Www.misterprint.com/Dozen.htnH 

- Questo sito, al contrario degli altri, al 
posto di dare consigli su cosa fare, offre 
12 punti relativi a cose da non fare: 
spesso infatti ci capita di sbagliare su 
delle cose banali, mentre una semplice 
lettura di questo elenco ci può aiutare a 
scoprire che l'errore è II e ci guarda in 
faccia 

\http://htcs l.rit. edu/ epptA ep.html 

Volete partecipare ad una ricerca di 
informazioni sul vostro programma di 
dtp preferito, sia esso PageMaker o 
Xpress? Benel Collegatevi e compilate 
il modulo in formato elettronico, poi an¬ 
date a vedere come sta andando la ri¬ 
cerca... 

iv w w. dtp-aus.com/typo/txt- 
lay.htm - In queste pagine potete tro¬ 
vare un tutorial di base sul desktop pu¬ 
blishing, una buona lettura anche per 


chi non ha intenzione di dedicarsi a que¬ 
sta attività. Inoltre come www.dtp- 
aus.com si ha accesso ad una vasta se¬ 
rie di utili informazioni. 

Iiviviv. worsleypress.com/sources. t) 

tm - Consigli professionali orientati al 
mondo dei newspaper, cioè dei quoti¬ 
diani. 


'jnnHfr.mzi-1-jfm/ìtnnm-rivinti 


Una risorsa che tutti gli utilizzatori di 
strumenti dtp dovrebbero periodica¬ 
mente visitare, sia per gli interessanti e 
sempre aggiornati link, sia per gli utili 
consigli su come realizzare determinati 
effetti 

ùvww.SMkkaLcoin/mdejLlitnilJ Do¬ 
vete pubblicare qualcosa in arabo e non 
sapete che pesci prendere? Visitando 
questo sito potreste risolvere buona 
parte dei vostri problemi grazie a font e 
utility per la gestione degli alfabeti pitto¬ 
rici come l'arabo. 

Vviviv. powerup.com.au/~sevloidAd 

tptips/dtpzone.htm Una collezione 
interessante di trucchi per CorelDraw, 
PageMaker, FreeHand e Photoshop: il 
sito mette anche a disposizione alcuni 
link utili nel settore del dtp e la possibi¬ 
lità di poter partecipare a specifici new¬ 
sgroup di discussione (l'inglese è d’ob- 
bligo in questo caso) 

Www.arah.ndirect.co.ukA - Questo 
è veramente uno dei siti più interessan¬ 


ti che abbiamo: Tom Aran nei suoi arti¬ 
coli svela particolari sui prodotti, parti¬ 
colari della storia del dtp e schede dei 
principali prodotti con tanto di giudizio 
pratico. 

\www. teleport. com/~eidos/\ dtpij/ol 
d/dtpij.html Questo sito contiene 
quasi esclusivamente elenchi di altri siti 
utili a chi si interessa di dtp. 

|www. ledei. com/prepressA Con ol¬ 
tre 200 link ad altrettanti siti "utili" pen¬ 
siamo che questo sito sia il più affollato 
dei link utili suddivisi rigorosamente in 
una decina di categorie. 


Link finale 

Senza dubbio l'avvento di Internet 
aiuta molto anche coloro che utilizzano 
il proprio Macintosh o PC per realizzare 
lavori di desktop publishing. Ogni volta 
che un utile strumento è diventato di 
uso quotidiano è sufficiente guardarci 
indietro per sentirci sulla punta della lin¬ 
gua la domanda: "ma come facevamo 
una volta?". 

In effetti, una volta, per avere un ag¬ 
giornamento o un nuovo driver doveva¬ 
mo telefonare, scrivere, aspettare ora 
con pochi clic del mouse siamo subito 
m linea, pronti a cercare le informazioni 
più utili e a scaricare il software più ag¬ 
giornato. 

«ss 


MCmicrocomputer n. 194 -aprile 1999 


175 





























































Lmi 


S.u.S.E. 6.0 

Bellissima! Solo questo può essere il commento che sorge spontaneo dopo aver provato 
l’ultima versione della distribuzione di Linux della casa tedesca S.u.S.E. Si tratta di un prodotto 
tradotto in italiano e molto curato, che rappresenta sicuramente lo “stato dell’arte” di quanto 
attualmente ottenibile da Linux. 


di Giuseppe Zanetti 


Come sono solito fare da quando 
scrivo per questa rubrica, una volta 
terminato l'articolo mi dedico alla par¬ 
te introduttiva ed alle considerazioni fi¬ 
nali. Spesso ho utilizzato questi spazi 
per presentare novità interessanti nel 
mondo Linux e. l'avrete certamente 
notato, per elogiare quelle aziende che 
hanno scelto di creare programmi o 
dare supporto al nostro sistema opera¬ 
tivo. 

Anche questo mese, per fortuna, ci 
sarebbero moltissime aziende da loda¬ 
re e prodotti da presentare, ma per 
una volta vorrei fare la cosa contraria, 
ovvero prendermela con chi questo 
passo non l'ha ancora fatto In partico¬ 
lare, trovandomi di fronte ad un bellis¬ 
simo prodotto in lingua italiana e desti¬ 
nato al mercato italiano, non posso 
non chiedermi perché nell'etichetta ci 
debba essere scritto "made in Ger- 
many", 

Per quale motivo i produttori italiani 
di software, categoria alla quale 
anch'io appartengo, non sono riusciti 
ad approfittare della grande occasione 
offerta da Linux? 

Per rendersi conto di quanto poco 
sia stato fatto in questo senso nel no¬ 
stro paese è sufficiente sfogliare l'in¬ 
dice degli inserzionisti di una qualun¬ 
que copia del Linux Journal, oppure 
"navigare" in Internet alla ricerca di 
programmi importanti sviluppati da 
aziende italiane, 

Quello che più spaventa non è tanto 
il fatto che la maggior 



parte Oei prodotti pro¬ 
venga dagli Stati Uniti 

SuSE 

Il logo di S u SE 



Ogni versione della di- . Hatn rhn 

Stribuzione S u.S E 6 ,° C . n , 6 

caratterizzala da una fi- questa partita 

gura geometrica, i'abbiamo per- 

_ duta già molti 

anni or sono - 
bensì che stiamo perdendo terreno 
anche nei confronti di paesi molto me¬ 
no blasonati e certamente meno ricchi 
del nostro, che, al contrario di noi, 
hanno saputo approfittare del momen¬ 
to in cui il costo d'ingresso nel merca¬ 
to di Linux era praticamente quello di 
un PC e del tempo necessario per svi¬ 
luppare i prodotti. 

Ciò ha permesso la nascita e lo svi¬ 
luppo di aziende come Red Hat negli 
Stati Uniti o S.u.S.E. in Germania, che. 
seppur con limitate capacità economi¬ 
che iniziali, sono riuscite a trovare 
l'idea giusta ed hanno avuto la capa¬ 
cità di crederci e di perseguirla fino in 
fondo. 

La realtà è che, almeno per quanto 
riguarda il software, forse siamo un 
paese di inventori in cui non si inventa 


più nulla ma si preferisce rivendere 
quanto inventato da altri Sarà forse un 
caso, ma queste riflessioni mi sono 
venute in mente ieri, passando sotto 
la Specola dove Galileo, durante il suo 
soggiorno padovano, era solito passa¬ 
re le serate osservando il cielo con 
uno strano oggetto di sua invenzione 


S.u.S.E. 

La distribuzione di Linux della casa 
di Norimberga si presenta come un 
pacchetto di formato A4 e di circa 5 
cm di spessore, al cui interno trovano 
posto il manuale utente, un dischetto 
per effettuare il boot del sistema, un 
cofanetto di 5 CD-ROM contenenti il 
software e le cartoline per registrare 
la propria licenza d'uso e per ottenere 
il supporto tecnico. La prima sorpresa 
positiva è che tanto la scatola quanto 
il manuale sono tradotti in italiano 

Inizialmente S.u.S.E. è nata come 
una distribuzione di Linux in lingua te¬ 
desca, pensata espressamente per il 
loro mercato nazionale, e solo succes¬ 
sivamente ne è stata fatta una versio¬ 
ne in inglese (nel frattempo l'azienda 
ha aperto una filiale a Oakland in Ca¬ 
lifornia) 


Un Linux in italiano? 

Il dover gestire il prodotto in due lin¬ 
gue diverse ha permesso ai tecnici te¬ 
deschi di acquisire una notevole espe¬ 
rienza relativamente alle problemati¬ 
che di nazionalizzazione e ha fatto si 
che essi avessero già pronto tutto il 
necessario nel momento in cui il mer- 


Ogni versione della di¬ 
stribuzione S u.S E è 
caratterizzata da una fi¬ 
gura geometrica. 


176 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 












L ambiente di lavoro e gli strumenti di configurazione offerti da KDE non hanno nulla da invidiare ad altri sistemi operativi, semmai il contrario 


cato ha richiesto versioni anche per al¬ 
tre lingue. Attualmente S.u.S.E. è di¬ 
sponibile in quattro lingue- inglese, te¬ 
desco, francese e italiano. 

La qualità delle traduzioni è abba¬ 
stanza buona, anche se fra i menu del 
programma principale di configurazio¬ 
ne si fa notare un poco rassicurante 
"annuiate". 

Non tutta la distribuzione è stata tra¬ 
dotta, ma solamente il manuale, i tool 
di installazione e quasi tutte le applica¬ 
zioni che si appoggiano all'ambiente 
grafico KDE Personalmente ritengo 
un bene che non siano stati tradotti i 
messaggi del kernel o quelli d'errore 
generati dai vari programmi con inter¬ 
faccia a linea di comando Non sareb¬ 
be però stato male installare la versio¬ 
ne nazionalizzata dei manuali in linea, 
magari ottenuti partendo dall'ottimo 
lavoro già realizzato d al PLUTO 
| http://www.pluto.linuxit/| 

YaSTe SaX 

Gli strumenti di installazione e confi¬ 
gurazione messi a disposizione da 
S.u.S.E. sono del migliore livello e per¬ 
mettono di agire in modo veloce ed in¬ 
tuitivo pressoché su tutte le caratteri¬ 
stiche del sistema operativo, compre¬ 
se quelle meno frequentemente utiliz¬ 
zate. 

YaST è il programma principale che 
permette la configurazione e la manu¬ 
tenzione del sistema. Esso è gestito 
mediante finestre in modo testo e 
questo non è un difetto, bensì una ca¬ 
ratteristica importante, in quanto con¬ 
sente di compiere tutte le operazioni 
nel medesimo modo, sia che ci si trovi 


Le lingue non sono più un problema 


• •••••• rTTTTTT^TTT^TTTWTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTrTTTTTTTWTT^Tm ••••••• 

C on l'esplosione del fenomeno Linux é divenuta urgente la necessita di avere delle ver¬ 
sioni internazionalizzate del sistema. Lo sforzo da affrontare per adattare un program¬ 
ma a funzionare in varie lingue può essere notevole. Per facilitare l'operazione esistono 
delle apposite librerie, in particolare GNU gettext. Una volta adattato il programma aggiun¬ 
gere il supporto per una nuova lingua diventa molto semplice, in quanto si tratta solamente 
di tradurre un archivio di frasi. 

Perché il sistema funzioni correttamente e necessario però un certo supporto anche da 
parte del kernel, che deve poter gestire correttamente i caratteri propri dei diversi alfabeti 
nazionali, non solamente per quanto riguarda la corretta visualizzazione nello schermo, ma 
anche, ad esempio, nei nomi dei file. 

L'insieme standard di caratteri ASCII è stato pensato per il mondo anglosassone e mo¬ 
stra già i suoi limiti quando si considerano gli alfabeti europei Essi infatti dispongono di 
proprie lettere o variazioni caratteristiche, come le vocali accentate in italiano, la tilde in 
spagnolo o gli umlaut propri del tedesco. Che dire poi di quelle lingue con caratteri comple¬ 
tamente diversi, come il cinese, l’arabo, il russo o alcune lingue dei paesi nordici, in cui non 
esiste una corrispondenza diretta con i simboli a cui siamo comunemente abituati? Eppure 
tali alfabeti sono utilizzati da una parte non indifferente della popolazione mondiale. 

Per risolvere questo problema Linux utilizza l'insieme di caratteri UNICODE, il quale con¬ 
sente di utilizzare un insieme di caratteri ben più vasto di quello definito dal semplice codi¬ 
ce ASCII. In UNICODE ogni carattere è infatti rappresentato mediante un numero a 16 bit, 
contro i 7 (8 nella versione "estesa") utilizzati da ASCII Ad ognuno dei 65.536 valori possi¬ 
bili è associato (dall'ente internazionale ISO) un carattere o simbolo proprio delle diverse 
lingue. 

Oltre a ciò i programmi ed i kernel recenti sono in grado di gestire correttamente anche le 
altre differenze che, seppur non propriamente linguistiche, si riscontrano spostandosi da un 
paese all'altro, ad esempio il criterio di ordinamento e confronto fra le stringhe oppure i formati 
utilizzati per rappre¬ 
sentare le date o per 
esprimere le valute 
(100 000 lire piutto¬ 
sto che 1.000.00 Eu¬ 
ro... aiuto, non trovo 
il simbolo di Euro sul¬ 
la tastiera !). 

Il pannello per la 
scelta della lingua da 
utilizzare: per i pro¬ 
grammi che lo pre¬ 
vedono scegliamo di 
avere i messaggi m 
italiano. 


taci. 


linguaggio 



Primo 

|l Idillio (N) 

”3 

Sieondo 

(iBEngllih - US (in) 

~3 

Tino 

| KB Ottimi itnguigtCC) 

“3 




AIUIO 

Pridillnito 


OK 


Applica 


Annulli 


MCmicrocomputer n, 194 - aprile 1999 


177 












































































- 


’*■ 'I* 


Appli urne 


UiwMtr.wgtch.PDi 
WedMar 17 1223:41 
(387,561) 


( FU. 

) 

C 

) 

C Magstep 

) 

(Orienta Uon) 

( Media 

) 






• *• »l»i«»l W»" 


I 




MUPT I««. JI^.^ 



Una sessione di lavoro con Ap- 
phxware. assieme a Su S E vie¬ 
ne fornita una licenza gratuita per 
uso non commerciale 


Un esempio di programma scrit¬ 
to quando KDE ancora non esi¬ 
steva In questo caso il nuovo 
ambiente si limita a svolgere le 
classiche funzioni di un Wmdow 
manager 



Un esempio di pro¬ 
gramma scritto appo¬ 
sitamente per KDE 
che ne sfrutta appie¬ 
no le caratteristiche 
L ’help in linea è rea¬ 
lizzato mediante un 
ipertesto in 

SGML/HTML 


sulla console della macchina, sia che 
si stia accedendo ad essa mediante 
un emulatore di terminale. Ciò risulta 
particolarmente utile nel caso si deb¬ 
ba fare della telemanutenzione. 

"Navigando" fra i menu di YaST si 
può notare con piacere come nessun 
aspetto sia stato tralasciato: oltre a 
trovare gli strumenti necessari per in¬ 
stallare in modo guidato tutte le peri¬ 
feriche hardware più comuni (mouse, 
stampanti, schede di rete, scanner. 

.). ci viene anche offerta la possibilità 
di gestire in modo semplice il sistema 
installato e di effettuare il backup del¬ 
la macchina 

A YaST si affianca un altro strumen¬ 
to interessante: SaX (S u.S E advan- 
ced X configuration), il quale permette 
di configurare X Window in modo più 
semplice rispetto alla procedura offer¬ 
ta dalla distribuzione standard di X. 
SaX permette di modificare eventuali 
parametri anche 
successivamente 
alla prima installa¬ 
zione, senza perde¬ 
re i valori inseriti. 

La versione di 
XFree86 fornita è 
la 3.3.3, che sup¬ 
porta molti chip vi¬ 
deo recenti come 
quelli utilizzati nelle 


schede Matrox. Diamond ed ELSA op¬ 
pure negli ultimi notebook. 

Nell'attesa che i driver relativi ven¬ 
gano inseriti nella prossima release di 
XFree. alcune schede possono essere 
utilizzate mediante il server proprieta¬ 
rio Xsuse, che è disponibile secondo 
la licenza GPL anche a parte rispetto 
alla distribuzione 

Se si utilizza KDE, vi sono infine dei 
"pannelli" che permettono la configu¬ 
razione dei vari aspetti dell'ambiente 
grafico, come la scelta dei colori, la di¬ 
sposizione delle icone oppure la lingua 
preferita 


Il software 

Su.SE contiene moltissimo 
software Nei CD-ROM sono contenu¬ 
ti ben 850 programmi in formato RPM 
preconfigurati e pronti per essere in¬ 


stallati. Tutti sono aggiornati ad una 
versione recente II prezzo di 46 Euro 
richiesto per la distribuzione significa 
che ogni pacchetto costa solamente 
0.05 Euro, che non sono probabilmen¬ 
te neppure i soldi che si spenderebbe¬ 
ro se si volesse scaricarlo da Internet. 

La gestione del software viene fatta 
mediante YaST, ma nulla vieta, se ne¬ 
cessario. di utilizzare direttamente il 
comando rpm per installare e rimuo¬ 
vere pacchetti Una caratteristica inte¬ 
ressante è quella di poter utilizzare i 
programmi da CD-ROM senza doverli 
installare, mediante un meccanismo di 
"live filesystem" Ciò tuttavia compor¬ 
ta lo svantaggio di tenere impegnato il 
drive. 

Alcuni programmi vengono distribui¬ 
ti in versione personalizzata, come 
Apache 3.3.3, che è precompilato col 
supporto di PHP 3 0, SSL e Perl 

L’attenzione 
verso gli autori 

S.u.S.E. denota una grandissima at¬ 
tenzione nei confronti degli autori dei 
programmi GPL contenuti nella sua di¬ 
stribuzione. Ad ogni nuova versione è 
infatti solita spedire ad essi una copia 
gratuita come ringraziamento per il la¬ 
voro svolto Questo modo di fare rap¬ 
presenta sicuramente un costo per 
l'azienda, ma credo venga ampiamen¬ 
te ripagato, non solo in termini di im¬ 
magine ma anche in quanto crea un 
canale preferenziale di contatto con gli 
autori. Disponendo della distribuzione 
è infatti possibile adattare il proprio 
programma in modo che funzioni al 
meglio con essa. Mi sono accorto di 


178 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 
















































































SrlM*niMi 


E 


£•!• Modifica yitutlUia Segnatari £aena Qpilom A*uto 


(fila /rool/ 

^ Ci Cl Ci. 

pg;«QD/ Métv k-ron* ttrv 

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StirtLog 


0 0 

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MM ttt MMg Bm m« morèndo 

m. 

0 0 0® 


0 




Una caraneristica di KDE i menu possono es¬ 
sere posizionati dove si preterisce all'interno 
della finestra del programma oppure lasciati 
"galleggiare " nel desktop 


Il pannello di configu¬ 
razione dello Screen¬ 
saver in KDE 


-I 
£v*n*n tee 


jtonao 5*ivMch»nno | Colon | 



Aiuto 


Prodoftnito 


OK 


Applica 


■— u " -» 


quanto intelligente ed importante sia 
questa politica quando mi sono trovato 
nella situazione di dover dare supporto 
per un mio software ad un cliente d'ol- 
treoceano che utilizza la versione 2.3 
di S.u.S.E. Avendo in casa i CD-ROM il 
problema è stato risolto in soli due 
giorni. 


Gli emulatori 

Una delle cose che per prime ho pro¬ 
vato di S.u.S.E. sono stati gli emulatori. 
Quelli presenti nella distribuzione per¬ 
mettono di simulare non solo altri com¬ 
puter (DOS, Atari ST, Amiga, C64, 
CI28, VIC20, PET, ZX 81, ZX Spec- 
trum), ma anche console da videogio- 
chi (Nintendo Entertainment System, 
Atari VCS2600. Coleco Vision e persino 
il Gameboy). 

Il problema dell'impossibilità di distri¬ 
buire le ROM protette da copyright è 
stato brillantemente risolto creando un 
piccolo script lei) che si occupa di pre¬ 
levare ciò che serve direttamente da 
Internet. In questo modo la casa tede¬ 
sca non intende certamente concorre¬ 
re alla pirateria, ma lascia al singolo 
utente la facoltà di valutare se ha dirit¬ 
to o meno di utilizzare una determinata 
ROM 


KDE 

Nella battaglia fra i nuovi desktop 
grafici, mentre Red Hat ha scelto di 
appoggiare incondizionatamente Gno¬ 
me e la causa del software libero. 


S.u.S.E. ha deciso 
invece di fornire 
con il proprio siste¬ 
ma operativo en¬ 
trambi i contendenti, lasciando che sia 
il mercato a scegliere 
A mio vedere questa potrebbe esse¬ 
re una scelta vincente, non solo per¬ 
ché KDE è più avanti nello sviluppo ri¬ 
spetto a Gnome, ma anche perché la 
libreria Qt su cui esso si appoggia è 
stata recentemente rilasciata con una 
licenza meno vincolante rispetto alla 



Un bei pinguino da mettere vicino a! compu¬ 
ter Può essere acquistato nel sito della 
S-uSE 


precedente. 

L'installazione di KDE effettuata da 
S.u.S.E è molto curata, in particolare 
per quanto riguarda il supporto dei lin¬ 
guaggi nazionali, e ciò invoglia l'utente 
a scegliere questa soluzione, che vie¬ 
ne installata di default. Per ottenere i 
messaggi nella nostra lingua è suffi¬ 
ciente selezionarla mediante un appo¬ 
sito pannello, magari lasciando l'ingle¬ 
se come seconda scelta nel caso un 
programma non disponga della tradu¬ 
zione. 

Assieme all'ambiente vero e proprio 
vengono installati anche molti pro¬ 
grammi e piccole applicazioni scritti 
espressamente per il KDE e che ne 
sfruttano appieno le caratteristiche. 
Ovviamente è possibile utilizzare an¬ 
che i "vecchi" programmi, ma in que¬ 
sto caso KDE potrà fare ben poco per 
abbellirli dal punto di vista grafico, limi¬ 
tandosi a fornire ad essi solamente le 
classiche funzionalità da Window ma¬ 
nager (stile della finestra "contenito¬ 
re". gadget per le operazioni sulla fine¬ 
stra, . ). 

Nel caso si desiderasse utilizzare un 
Wmdow Manager di tipo "tradiziona¬ 
le", è possibile installare afterstep, 
fvwm, fvwm2, fvwm95, oppure olwm. 

Una caratteristica interessante di 
S.u.S.E. è che ogni volta che viene ag¬ 
giunto o rimosso un pacchetto, il me¬ 
nu del Window manager viene aggior¬ 
nato con i nuovi programmi in esso 
contenuti. 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


179 




























































| EH* Qpnonl fliuio 


-Voli - Yot onothor tot» Tool- 


V.SI Vorolon 0.991.2 •• (e) 1M4-9S tu» (MM 


fÒoSJ* dall' IMUll* 
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Confi*» oro lo«toowont* 

Confi*»»* l-horduart 19CN 
Confi «»*r« lo io*nn*r 
Confl»»«r* lo oohodo di roto 



Pilo SomnQt intoi longutgt 
MOUIO | &«ybO«rtf | £wd | Manlio' | QooUob | 

DoiMop Colort 

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[640x400 || 


Configuri W» modi J 
Doiklop color ochomo 

■ indiente» tdOxdSO etendwo 
13 Indicati New 'eeolution ree 


EweitJ 


Prese PIO lo ente'menu 


Il software 
commerciale 

Oltre ai moltissimi programmi Open 
Source. assieme al sistema vengono 
fornite anche le versioni "personali" di 
StarOffice 5.0 e di Applixware, che 
possono essere utilizzate liberamente, 
purché non per scopi commerciali. Si 
tratta di programmi da ufficio ben rea¬ 
lizzati e con la possibilità di scambiare 
dati con il mondo Windows, grazie alla 
compatibilita col formato rtf (Rich Text 
Format) e in parte con i formati tipici 
dei programmi Microsoft (doc, xls, ...). 

Staroffice 5.0 comprende un word 
processor, uno spreadsheet, un pro¬ 
gramma per realizzare presentazioni, 
un programma di grafica, un Client di 
posta elettronica ed un editor HTML. 

È interessante anche la presenza 
delle versioni dimostrative del databa¬ 
se relazionale Adabas D e di Vshop, 
che permette di costruire con poca fa¬ 
tica il proprio negozio elettronico su In¬ 
ternet. 


Peculiarità di S.u.S.E. 

Come già detto nell'introduzione, 
S.u.S.E. rappresenta lo stato dell'arte 
di quanto disponibile per Linux: essa 
viene aggiornata di frequente, ma 
sempre con notevole attenzione e te¬ 
nendo in seria considerazione la stabi¬ 
lità del sistema. A questo proposito, è 
interessante notare come la casa tede¬ 
sca abbia scelto di passare alla nuova 
libreria glibc più tardi rispetto alla con¬ 
correnza, proprio per evitare qualun¬ 
que problema dovuto alla giovinezza 
della stessa. Ovviamente i programmi 


YaST è un polente tool in modalità testo che 
permette la configurazione del sistema utiliz¬ 
zando comodi menu anche in italiano 


linkati usando le vecchie librerie libc 5 
continuano a funzionare correttamente 
anche con la nuova versione della di¬ 
stribuzione. 

Chi volesse aggiornare una versione 
precedente di S.u.S.E. può farlo in ma¬ 
niera molto semplice e senza rischiare 
di perdere file o configurazioni utiliz¬ 
zando YaST 

La versione 6.0 utilizza di default la 
versione 2.0.36 del kernel, ma può es¬ 
sere installata in modo che utilizzi un 
kernel sperimentale della serie 2.1 .x. 
Essa contiene inoltre tutto il necessa¬ 
rio per funzionare col nuovo kernel 2.2 

Le configurazioni più importanti del 
sistema vengono mantenute nel file 
/etc/rc.config, di cui è altamente scon¬ 
sigliato l’editing "manuale". Personal¬ 
mente non vedo di buonissimo occhio 
il fatto di utilizzare dei file di configura¬ 
zione non standard, tuttavia ciò non 
dovrebbe causare particolari problemi 
all'utente finale a cui il prodotto è rivol¬ 
to. 

S.u.S.E. utilizza le shadow pas¬ 
sword, che consentono di tenere le 
password degli utenti in un file protet¬ 
to e separato rispetto ad /etc/passwd, 
che deve rimanere leggibile a tutti. Ciò 
evita che qualcuno possa prelevare la 
lista, copiarla nel proprio computer e 
cercare con calma eventuali password 
banali utilizzando appositi programmi. 

Per rimanere in tema di sicurezza, il 
file /etc/permissions permette di tene¬ 
re automaticamente sotto controllo i 
permessi ed i proprietari dei file più 
importanti installati nel sistema Tale 
verifica può essere compiuta anche 


sui singoli pacchetti utilizzando YaST e 
le funzionalità messe a disposizione 
dal formato RPM 

Oltre al compilatore C++ di GNU vie¬ 
ne offerto anche eges, il quale consen¬ 
te di ottenere un codice oggetto mag¬ 
giormente ottimizzato. 

I possessori di schede Voodoo gradi¬ 
ranno certamente sapere che in 
S.u.S.E. è presente la libreria Glide, 
compatibile con OpenGL, che consen¬ 
te di permettere le potenzialità 3d of¬ 
ferte dall'hardware 

Manuale e supporto 
tecnico 

La distribuzione include un manuale 
di 530 pagine, in gran parte tradotto in 
italiano, nonché la possibilità di usufrui¬ 
re per 60 giorni del supporto tecnico 
mediante posta elettronica o telefono. 

L'help in linea e ben curato e viene 
fornito in formato HTML, che può es¬ 
sere letto utilizzando gli strumenti for¬ 
niti da KDE oppure mediante qualun¬ 
que browser. 


Conclusioni 

Grazie all'ottimo livello dei prodotti 
ed alla intelligente politica commercia¬ 
le, in pochi anni la piccola azienda te¬ 
desca è riuscita a diventare un punto 
di riferimento nel panorama Linux 
mondiale Per una casa europea si trat¬ 
ta di un traguardo importante e non 
nascondo che mi piacerebbe in futuro 
poter scrivere le stesse cose di qual¬ 
che ditta italiana. 

ras 


180 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 







































Basta un BIP 


Internet Pack 8/20 Ogtit 
IL 800.000 + Ivi* 

Disponibile solo a Milano, Firenze, 

Roma e Napoli. 

• Connessione fiat dalle 8 alle 20 per tutta la 
rete aziendale, mediante router con una 

linea ISDN. 

• 5 caselle di posta elettronica 


Barinoti Internet Pack 8/20 lui 
Ut. 1.600.000 + Iva* 

• Connessione fiat dalle 8 alle 20 per tutta la 
media 


ante router con una 


rete aziendale 
linea ISDN. 

Registrazione e manutenzione do 
lwww.azienda.itl • 

Hosting mail server virtuale 
posta elettronica (n 
configurabili in remoti 



per tutta I 
ter con ùn 


la rete 

na linea 


Business Internet Pack tuli 
Ut. 2.100.000 + 

• Connessione fìat 24 ore per 
le, mediante router 

- Registrazione e manutenzione dominio 

(www.azienda.it) 

• Hosting mai! server virtuale con IO caselle di 
posta elettronica(nomei^aziend8.*t1‘ 
configurabili in remoto. ** 

• Hosting spazio Web da 1Mb 

(www.azienda.it) —-—*^3 




• Canone »nnuo, non comprensivo 

della fornitura del router. 


per avere 
r@zienda in rete 


BIP come Business Inrternet Pack le offerte di MC-link per le azien¬ 
de che vogliono incrementare gli affari e ottimizzare il lavoro traen¬ 
do beneficio dalla rete. BIP come connessione fiat con una linea 
ISDN per tutta la rete aziendale; BIP come opportunità di mettersi in 
mostra nella grande vetrina del mondo con un proprio indirizzo In¬ 
ternet; BIP come 5/10 caselle di posta elettronica personalizzate e 
gestibili direttamente dall'azienda. E in più, BIP come garanzia di un 
provider presente da 12 anni sul mercato con una rete capillare che 
consente l’accesso da oltre 110 città d’Italia; supporto tecnico e as¬ 
sistenza; massima fluidità dei collegamenti; sicurezza... Potremmo 
continuare, ma siamo convinti di avervi già convinto. BIP . 



a partire 

da IR. 900.000 + iva 


IVi illlriinil llllmm.i/llilll Irliliill.lti 
.■II» |OI.) IIIUIZ-I 1 1 II .■ I 

ii • iiiimiII.iIi i i ,iir.mlni//ii 
IIII p i/wwi UH link il/inln 


un, la nuova leva @ziendale 














PD-SOFTWARE 


OS/2 Connect 
e l'anno 2000 

Il 19 gennaio IBM ha rilasciato l’aggiornamento per il 2000 del TCP/IP 3.0 di Warp Connect; 
per ulteriori informazioni vi prego di visitare la sezione news del nostro sito Web. 

Questo mese vi presentiamo Xfolder, un ottimo programma per aumentare ulteriormente 



la potenza della wps, e Unzipshell, 
un comodo programma per la 
gestione del file ZIP. 

a cura del Team OS/2 Italia 


Xfolder 0.83 

• Genere: Wps Utility (sha 
reware) 

• File: xfld083.zip (750 Kb) 

• Autore: Vari 

• Reperibilità Internet: 
http://www2.rz.hu-berlin.de/- 
h0444vnd/xfolder. htm 

• Autore recensione: Flaviano 
Prosperini ftlaviano(g)usa.net| 

La wps di OS/2 è 
ancora una caratteristica che spicca al 
confronto con gli altri sistemi operativi 
Xfolder consente di aumentare le 
potenzialità della wps e quindi di ottene¬ 
re numerosi vantaggi che andremo a 
considerare tra poco. 

Per installare Xfolder è necessario 
avere OS/2 Warp 3 o superiore (non 
funziona in OS/2 2.x in quanto necessita 
di una chiamata API non presente nella 
versione); dei problemi sono stati 
riscontrati con OS/2 Warp 3 + fixpack 
31, sarà quindi necessario installare un 
fixpack superiore. In seguito basta 
scompattare il file .zip in una qualunque 
directory (che sarà poi la directory di 


installazione, l'importante che non ci 
siano spazi nel nome della directory) e 
lanciare il file mstall.cmd. Alla fine dell'in¬ 
stallazione ci verrà chiesto di far ripartire 
la wps. questo in quanto Xfolder è una 
classe della wps e per evitare il reboot 
della macchina. Dopo essere ripartito, 
Xfolder creerà una directory di configu¬ 
razione. Le operazioni che Xfolder ci 
consente di fare sono molteplici e quasi 
tutte finalizzate all'uso più veloce ed effi¬ 
ciente del sistema operativo. Sul con- 
text menu (attivabile con il tasto destro 
del mouse in un qualunque punto del 
desktop) saranno presenti delle nuove 
voci: il sotto menu Command Lines, che 
contiene quattro punti per richiamare le 
shell OS/2 e DOS in finestra ed a scher¬ 
mo intero; Create another. che consente 
di creare degli oggetti specificati (una 
cartella, un file zip, ecc.). Quick set- 
tings, che offre la possibilità di operare 


molti settaggi delle cartelle con un sem¬ 
plice click del mouse; Xfolder, che con¬ 
tiene punti per aprire la cartella di confi¬ 
gurazione; Netscape (DDE), che apre il 
Netscape (se trovato nel path) visualiz¬ 
zando la cartella corrente, per questo 
Xfolder utilizza il suo "Netscape DDE 
Interface” che è incluso nel pacchetto, 
Treesize, che calcola la grandezza della 
cartella selezionata; Polder Contents, 
che consente la visualizzazione del con¬ 
tenuto delle cartelle evitando di aprirle. 

Xfolder aggiunge anche degli oggetti 
interessanti, come ad esempio Restart 
WPS, una dialog simile a quella dello 
shutdown, con la differenza che dopo 
che tutte le finestre sono state chiuse 
non ripartirà tutto il PC ma solamente la 
wps (utile in alcuni casi di crash); OS/2 
Kernel, che consente di ottimizzare il file 
di swap, i dischi Hpfs e Fat, il controllo 
degli errori; Workplace Shell (WPS), che 


182 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 















consente il settaggio della wps, del con- 
text menu, della status bar (la barra 
sotto le finestre stile Object Desktop). 
Una caratteristica importante di quest’ul- 
tima è la pagina chiamata "WPS 


• The UnzipShell 
vi .3 r 

• Genere: Scompattatore, 
freeware 

• File: 13unzr.zip 75Kb 

• Autore: John Wagner 
l)wag@together.nèt1 

• Reperibilità Internet: hob- 
bes.nmsu.edu 

• Autore recensione: Andrea 
Penna (apenna@dns.4net.it) 

Il programma che 
presento in questa recensione è uno dei 
tanti programmi disponibili per OS/2 per 
la gestione dei file ZIP 
La maggior parte dei programmi per 
OS/2 si trovano su Internet e il formato 
più diffuso per la compressione dei dati 
è proprio lo ZIP: ecco quindi che scari¬ 
cando molti file ogni settimana ho biso¬ 
gno di snellire al massimo le operazioni 
successive al download 
Ho trovato in The UnzipShell lo stru¬ 
mento più adatto alle mie esigenze, pur 
avendone provati altri più sofisticati; le 
sue caratteristiche principali infatti sono 
la semplicità e l'immediatezza d'uso 
The UnzipShell nasce come semplice 
front-end per il noto unzip.exe della 
InfoZip, ma a partire dalla vi .2 è un'utility 
a sé stante che include nel proprio codi¬ 
ce gli algoritmi di decompressione 
C'è da dire subito che questa versione 
è freeware perché l'autore ha deciso di 
non proseguirne lo sviluppo; cionono¬ 
stante non si sente la necessità di cerca¬ 
re un aggiornamento. 

L'installazione è semplicissima. 
Scompattato il pacchetto nella directory 
di destinazione, basta lanciare il file 
mstall.cmd; questo crea un oggetto sulla 
scrivania di OS/2 al quale vengono asso¬ 
ciati di default i file * zip. 

Non occorrono modifiche al config.sys 
e nemmeno riawiì della macchina. 

Lanciando l'oggetto appena creato è 
possibile impostare alcune semplici 
opzioni tramite il bottone Settings. 
Vediamole in dettaglio. 


Classes", che consente di influenzare la 
lista delle classi della WPS Per utilizzare 
questa funzione è necessario avere una 
buona padronanza con le classi della 
wps di OS/2. Questo perché è possibile 


commettere facilmente degli errori com¬ 
promettendo l’utilizzo del computer. 

Queste sono solo alcune delle carat¬ 
teristiche di Xfolder, un programma che 
non può mancare sul nostro PC 



"File Viewer": in questo campo è pos¬ 
sibile digitare il nome di un programma 
esterno per vedere il contenuto dei file 
presenti all'interno degli archivi zip 

Selezionando il radio button Use 
Obiect Association si sfruttano maggior¬ 
mente le potenzialità dell'interfaccia ad 
oggetti di OS/2: ad ogni oggetto è asso¬ 
ciato un programma differente, in base 
alle scelte fatte per il nostro sistema. 

Ad esempio sarà possibile vedere un 
file html con Netscape, oppure un'imma¬ 
gine con il nostro programma di grafica 
preferito e cosi via. 

A cosa serve allora la possibilità di 
associare un File Viewer unico per tutti i 
file? Una ragione potrebbe essere poter 
controllare il contenuto di un file, ad 
esempio per poter leggere il codice html 
di un documento. 

"Existing file Options": in questo caso 
le scelte sono solo due: sovrascrivi sem¬ 
pre oppure non sovrascrivere mai. 

Come già accennato, The UnzipShell è 
un'utility per l'uso quotidiano, le sue 
opzioni sono ridotte all'essenziale ma c'è 
tutto il necessario. 

"Embedded directory Options": si può 
scegliere se mantenere le eventuali 
directory presenti nel file ZIP oppure 
estrarre tutti i file in un'unica destinazio¬ 
ne. 

"Action after UnArchiving" permette 


di attivare alcune opzioni dopo la decom¬ 
pressione del file; apertura automatica 
della cartella in cui si è scelto di decom¬ 
primere i file, apertura di una finestra 
comandi e chiusura automatica di The 
UnzipShell 

"Multiple selection": tenendola disabi¬ 
litata verrà scompattato l’intero archivio, 
scegliendo di attivarla invece sarà possi¬ 
bile scegliere alcuni dei file presenti. 

Per ultima abbiamo l’opzione se abilita¬ 
re o meno le variazioni apportate in que¬ 
sta sessione del programma. 

Tutte le opzioni sono riportate anche 
sulla finestra principale del programma 
per essere modificate in tempo reale. 

Il funzionamento del programma è 
veramente molto intuitivo. 

Facendo doppio click sul file ZIP, que¬ 
sto verrà aperto in The UnzipShell; dopo 
aver scelto la directory di destinazione 
(che inizialmente coincide con quella in 
cui si trova il file compresso), un click su 
"Extract All" è sufficiente per completa¬ 
re le operazioni. 

Come dice il nome stesso, The 
UnzipShell serve solo a scompattare file 
ZIP. non a crearne. Volendo, questa è l'u¬ 
nica cosa che potrebbe motivare una 
nuova versione. 

In conclusione, credo proprio che 
valga la pena provarlo, io l'ho fatto e non 
potrei più fame a meno. tse 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


183 






























coordinamento di Andrea de Prisco 


PhonePro 3.1 

di Raffaello De Masi 



PhonePro 3.1 


Cypress Hosoarch Corporation 
240 Canbbean Or 
Sunnyvole. CA 94069. USA 
hlIp/Awvw Cyprc&S coro 

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Prezzo al pubblico UVA esdusdl. 

L 696 000 


Ritorno adesso 
dall'ufficio postale, 
zeppo di ricevute di 
bollettini pagati. So¬ 
no svolazzati via un¬ 
dici "centoni", tra 
corrente, acqua, gas 
e, ovviamente, te¬ 
lefono. La bolletta di 
casa, manco a dirlo, 
umilia, come Napo¬ 
leone a Marengo, e 
la mia metà, coinvol¬ 
ta nel tentativo di de¬ 
cifrazione dell'impor¬ 
to. ha immediata¬ 
mente affermato di 
non ricordare quan¬ 
do, l’ultima volta, ha 
sollevato la cornetta 
Agito timidamente la 
documentazione del 
traffico che mi sono 
fatta spedire, ma il 
lampeggiare di una 
mannaia mi consiglia 
di soprassedere Pro¬ 
vo a chiedere un 
contributo una tantum, ma una scato¬ 
la di .357 semiaperta sul tavolo della 
cucina mi dà da pensare. Insomma. 
occorre pagare! Siamo incudini e dob¬ 
biamo sopportare, nell’illusoria spe¬ 
ranza di divenire, una volta almeno, 
martelli! 

Già, il telefono. Negli ultimi tempi di 
applicazioni coinvolgenti questo mez¬ 
zo, in ambito PC, abbiamo parlato 
molto su queste pagine E il buon 
Mac? Se non sbaglio l'ultima puntata 
in questo campo risale a un paio di an¬ 
ni fa o piu, quando provammo STF. 
una splendida applicazione per fax- 
modem. Da allora d'acqua n'è passata 
sotto i ponti informatici e, data la velo¬ 
cità con cui essa corre, era prevedibile 
che nuove applicazioni, più raffinate e 
gradevoli, comparissero all'orizzonte. 
Lo stesso STF. recentemente rinnova¬ 


to, ha oggi nuove, interessanti caratte¬ 
ristiche Ma il pacchetto di questa 
puntata è ben più di un prodotto per 


gestire fax, è un vero 
e proprio ambiente 
di supporto alla te¬ 
lefonia che si articola 
in diversi settori. 


Il telefono, 
non solo per 
telefonare 


✓ segreteria telefonica: PhP funziona 
come una sofisticata apparecchiatura 
di segreteria, permettendo, oltre 
all'ovvio ricevimento delle chiamate e 
alla funzione di semplice risponditore, 
funzioni di chiamata e recupero a di¬ 
stanza e gestione di messaggistica 
personalizzata; 


✓ servizi di BBS, attraverso cui ese¬ 
guire funzioni di down e upload; 


PhonePro è un'ap¬ 
plicazione di suppor¬ 
to alla telefonia, per¬ 
sonale e di piccole e 
medie aziende, che 
utilizza un Macintosh 
come gestore di una 
serie sofisticata di 


servizi. 

Le esigenze, in fat¬ 
to di potenza di mac¬ 
china, sono incredi¬ 
bilmente ridotte PhP 
si accontenta anche 
di un vecchio Plus, 
dotato di appena 4 MB di memoria II 
software è su dischetti, per cui non è 
necessario il driver dei CD-ROM (i di¬ 
schetti sono formato HDI E' necessa¬ 
rio il System 7 e. ovviamente, una li¬ 
nea telefonica 

Ma quali sono effettivamente le fun¬ 
zioni disponibili attraverso questo 
package? Eccole elencate, di seguito 


184 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 











Le finestre d'apertura di PhonePro 


FltonaPrt • Tilt Ttlaphony Applircllom Btilldtr 

Crpatptf By Miit » panar * mii wprtlpn 

Ihafraw vili lUtltr.Aiifi Mcrtry.lblty IMr, 
llm Cérptnltr. Aaron Putnom, itff fwélm, 

ICPlt Totton, and soBo Onifln 

Thanki lo. Cari UnhorPt.Paul Murtoy. Alai Curylo, 
Mck Oron.Win mimo, iloyd MmAiIH, lohn lodrt, 
rkWalpry, Mtk Inlhovon. oli our "oc •Hot" (••lari. 
Iko, Mappio. Ika, and Airll (woof) 


PhanaPro li noi raally a Tra." bui play» ana on IV. 


✓ funzioni di paginatura automatica e 
di redirezione di chiamate, 

✓ composizione automatica di numeri 
e ricerca degli stessi da una rubrica 
personalizzata attraverso una piacevo¬ 
le funzione di predizione, 

✓ funzioni di fax-on-demand II chia¬ 
mante può accedere all'ambiente Pho¬ 
nePro e usare la tastiera del suo te¬ 
lefono per selezionare documenti 
messi a sua disposizione, che può 
chiedere di ricevere e che gli saranno 
inviati immediatamente via fax; 

✓ gestione completa di servizi di se¬ 
greteria, capaci di sostituire in buona 
parte quelli tradizionalmente affidati a 
persone PhP è capace di gestire nu¬ 
meri passanti, estensioni a numeri di 
centralino, accedere a dipartimenti in¬ 
terni e inviare messaggi vocali a loca¬ 
zioni interne a un network. PhP può in¬ 
tegrarsi anche a Client di e-mail. per¬ 
mettendo di adottare tale tecnologia 
per inviare messaggistica vocale, at¬ 
traverso Internet, a computer di utenti 
particolari. 

Per riassumere il tutto in un concet¬ 
to, PhP non è un prodotto finito (seb¬ 
bene possa essere utilizzato tal quale 
senza modifiche), ma è piuttosto un 
ambiente di sviluppo, peraltro facile da 
utilizzare anche per un neofita, per 
realizzare applicazioni di automazione 
telefonica in ambito personale e com¬ 
merciale. Questo comporta l'adozione 
di un'interfaccia un poco insolita e 
aliena a quella Mac. ma con cui si rie¬ 


sce a familiarizzare abbastanza rapida¬ 
mente. 

In altri termini. PhP è un linguaggio 
di programmazione, fortemente fina¬ 
lizzato. in cui le funzioni, gli ordini, le 
assegnazioni sono rappresentate da 
icone invece che da parole Invece di 
eseguire linee di codice di un pro¬ 
gramma, PhonePro esegue il contenu¬ 
to delle icone, organizzate in script, e 
in cui ognuna di esse rappresenta 
un'azione, come “Alza la cornetta". 
"Componi il numero", "Invia il mes¬ 
saggio” e cosi via 

Tutto questo è possibile sistemando 
azioni-icone in una finestra di script. 
L'ordine dell'esecuzione e data da li¬ 
nee, "percorsi", che interconnettono 



le icone stesse Le icone sono aggiun¬ 
te allo script selezionandole e trasci¬ 
nandole da una serie di palette sem¬ 
pre disponibili. In altri termini, se vo¬ 
gliamo, PhP adotta la programmazione 
ad oggetti in un ambiente molto spe¬ 
cialistico e particolare Ovviamente la 
complessità e la qualità dei servizi 
sarà diretta funzione dello script, si 
potrà andare, quindi, dalla realizzazio¬ 
ne di una semplice funzione di rispon¬ 
ditore a un complesso albero destina¬ 
to alla gestione di fax-on-demand o di 
risposte e messaggistica personalizza¬ 
ta Un esempio della qualità del servi¬ 
zio è data dalla possibilità di riservare 
messaggi particolari a persone che, 
tramite la tastiera del loro telefono, 
potranno accedere ad aree differenti 
dal normale utente. Segno dell'orien¬ 
tamento generale 
dell'ambiente è il 
fatto che il manua¬ 
le utente, di oltre 
duecento pagine, 
si chiama "Ma¬ 
nuale dello svilup¬ 
patore". 


Il "banco di lavoro " di 
PhP E 1 aperto un ge¬ 
nerico esempio di 
script, prelevato dalla 
ricca libreria allegata Si 
notino i vistosi com¬ 
menti. di indubbia effi¬ 
cacia 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


185 





























































PMMftV Configuralion Paperi (Formai 0 2) 
Oiovafll, 23 mono I9M. 1021 II 


Currant Pro (arane ai Configurano* 


«•(Unga 


La finestra delle preferenze, evidente l’ampio 
ventaglio di scelte relative alle modalità d'uso 
del programma 


La componentistica 
del programma 

Aprendo il programma ci si ritrova in 
un ambiente che ha del "dé|è vu". 
Niente preziosismi, niente disegnmi ela¬ 
borati e icone lampeggianti, nessuno 
dei fronzoli, pur piacevoli, cui le ultime 
applicazioni ci avevano abituato. Forse è 
per questo che il programma si apre in 
un lampo, chissà. 

L'aspetto è quello di un'ordinata offi¬ 
cina, con una serie di pannelli contenen¬ 
ti tool raggruppati per categoria. I pan¬ 
nelli sono le palette, suddivise in sette 
gruppi; Main, Mail, Table, Fax, Modem, 


Il programma ha la 
possibilità di esegui¬ 
re. in qualsiasi mo¬ 
mento il check di 
compatibilità del si¬ 
stema con l'ambien¬ 
te di lavoro e di ge¬ 
nerare un ampio re- 
port 


Mollo utile la possibi¬ 
lità di leggere" gli 
script in base alla loro 
azione 



Tfl Tool 

Hardware Typa 

SIM 

Maio Palati# 

T*UI 

TlOI» Pllltl. 

TPUC 

Mail Paliti* 

TBUt 

Uaar Palai la 

FALSE 

FAI Palali* 

FALSI 

Mtxjam Palali* 

FALSI 

pp vm Avallatila 

TBUI 

MS 3 0 Avaiiafila 

fAUI 

OH J S Avlllllll» 

FALSI 

AOCI AvaiiaDi* 

FALSI 

Auto LOQ-On/Bun 

FALSI 

Aulo loo-On/leon TPul 

Ul»r Nlm« 

PhonePro 

Paaawooj 

PhonePro 





Pat Bop» 

Jtf S AM 

Bafor* B**r< P<D 

133 

Aliar OaapBlO 

133 

Pac Oueiily 

om 

fiaca lor SHonca 

3 

Confirm aeconjmg 

TBUI 

Opto Colt» 

Chack All 

•con Cnac Chack 

Chack All 

0*1 (»« CMC- 

Chack All 

Lioncn Chic- 

CMC- All 

Firat Chack# Only 

TPUI 




Files e User. Sono educatamente siste¬ 


mate a destra e sinistra della finestra 
principale, in modo da non disturbare. 



Potente ambiente di realizza¬ 
zione di applicazioni per la 
gestione di una linea telefo¬ 
nica 


o 

A OC 


Ambiente d’uso non molto vi¬ 
cino all'interfaccia Mac. 
Necessita di un mimmo di co¬ 
noscenza delle tecniche 
usuali di programmazione 


Possono essere nascoste o visualizzate 
selezionando un'opzione dal menu 
La palette Main contiene icone opera¬ 
zionali, incluse quelle che controllano 
l'interfaccia tra il Mac e la linea telefoni¬ 
ca, assieme a quelle che stabiliscono il 
flusso delle informazioni attraverso lo 
script. La palette delle tabelle serve a 
importare, manipolare, organizzare 
gruppi di informazioni (es. rubriche te¬ 
lefoniche o messaggi ricevuti), che va 
idealmente associata alla Fax Palette, 
che gestisce la spedizione di fax indivi¬ 
duali e di gruppo. Molto funzionale è la 
Mail Palette, che contiene icone asso¬ 
ciate alla gestione della posta elettroni¬ 
ca, all'accesso alle mailbox, all'invio e 
alla ricezione dei messaggi e alla loro 
lettura e revisione Gestisce il tutto poi. 
verso l'esterno, la User Palette, che 
contiene icone che interagiscono con 
l’utente e che permettono di costruire 


derivazioni del programma principale 
per usi di I/O automatico, come il tele¬ 
marketing, o il fax-on-demand. La fine¬ 
stra modem permette di gestire tutti i 
parametri propri di questa periferica e, 
infine, la File Palette raccoglie i file ge¬ 
nerati, in qualunque modo, dall'applica¬ 
zione stessa. 

Come dicevamo innanzi, l'ambiente 
non ha nulla di preparato, ma, come in 
un negozio di ferramenta, permette di 
crearci il piu comodo ambiente di lavoro 
possibile. Le icone vanno inserite nella 
pagina in semplice sequenza, corrispon¬ 
dente alle operazioni così come vanno 
seguite, e vanno "lette" dall'alto in bas¬ 
so. Ogni icona ha una (o piu) path, una 
via d'entrata, attraverso cui (mbound) le 
arriva una operazione eseguita da qual¬ 
che altra icona; all'uscita, fedele a ogni 
buon linguaggio, possono esserci una o 
più uscite (outbound), in quest'ultimo 


186 


MCmicrocomputer n, 194 - aprile 1999 




































































































autori raccomandano, prima anche solo 
di piazzare una "mattonella" nella fine¬ 
stra, di avere una chiara idea di cosa si 
desidera fare e di avere bene in mente 
il metodo per raggiungerla. Le racco¬ 
mandazioni sono sempre le stesse; de¬ 
scrivere. anche su carta, passo dopo 
passo le operazioni da seguire, riesu¬ 
mando, se è il caso, le buone regole 
della programmazione top-down. Tene¬ 
re bene in mente le informazioni che lo 
script adotterà; utilizzerà suoni o testo, 
invierà fax, registrerà messaggi vocali? 
In ogni caso ha disponibilità di tutte le 
informazioni necessarie? E, per buona 
giunta, ricordarsi di includere annotazio¬ 
ni negli script, che qui vengono chiama¬ 
ti "Rettangoli Cosmetici”. 

Basta aprire una sessione di program¬ 
mazione per rendersi conto di come si 
è vicini a un vero linguaggio. Si respira 
aria di una volta, con finestre che per¬ 
mettono di settare tabelle di valori e va¬ 
riabili (in fondo, non sono poi i numeri 
telefonici?), tipi di dati e strutture di 
controllo, salti condizionali e condizioni 
ripetitive (ad esempio quando un nume¬ 
ro è occupato o quando si ha la possibi¬ 
lità di scegliere un'alternativa) E poi, 
ancora, gestione degli errori (ad esem¬ 
pio quando viene composto un numero 
sbagliato, inesistente od occupato), ri¬ 
conoscimento di chiamata abortita, de¬ 
viazione del messaggio a segreteria te¬ 
lefonica o a fax, in base a riconoscimen¬ 
to del segnale, e cosi via. 

Gli script, come dicevamo, possono 
essere finalizzati a scopi diversi. Inte¬ 
ressante è la gestione della posta elet¬ 
tronica, la cui spedizione-ricezione può 


di rendere applicazioni elaborate spez¬ 
zettate in altre più semplici, rendendo¬ 
ne facile la manutenzione e permetten¬ 
do la produzione di blocchi ben testati e 
facilmente riorgamzzabili. L'ambiente di¬ 
viene ancora più prossimo ai "bei tem¬ 
pi" quando si aggiungono al concerto 
variabili e costanti, e comandi di RUN. 
SIMULATE ed EXECUTE. 


Usando PhonePro 

Sebbene PhP sia realizzato per esse¬ 
re usato e programmato da persone 
non proprio paragonabili a tecnici, la co¬ 
noscenza di un mimmo di nozioni di pro¬ 
grammazione di un linguaggio procedu¬ 
rale, come BASIC e C. potranno certo 
rendere il controllo dell'ambiente più 
piacevole e rapido. In ossequio alle 
eterne leggi della programmazione, gli 


Una curiosa imple¬ 
mentazione del co¬ 
mando Change. si 
intuisce la potenza 
del tool, ad onta del¬ 
la scarna finestra 


La configurazione della 
parte vocale, persona¬ 
lizzabile per utente 


caso regolate, manco a dirlo, da condi¬ 
zioni stabilite dall'utente-programmato- 
re (bella parola di una volta!). Non c'è li¬ 
mite nel numero di queste e di quelle 
Ovviamente certe icone, come quella di 
Stop o di Chiamata terminata, non han¬ 
no connettori d'uscita. Per maggior 
chiarezza di utilizzo spesso i connettori 
multipli sono accompagnati da stringhe 
o da lettere, che indicano il senso della 
decisione che essi comportano Ovvia¬ 
mente i collegamenti possono essere 
realizzati immediatamente o rimandati 
in un secondo tempo, e possono esse¬ 
re modificati a seconda dell’esigenza 
del momento. 

In ossequio al più perfetto stile pro¬ 
grammatone ad oggetti e alla gestione 
modulare delle applicazioni, l'intera ope¬ 
razione può essere organizzata in diver¬ 
si fogli di script, collegabili tra loro. La 
cosa ha indubbiamente la convenienza 


MCmicrocomouter n. 194 - aprile 1999 


187 












































































































Th» curtom* tv 

ot> ih* produci IMy •/• 
in*ro«*<i m tm*nr*<c«ilh#r n»m* 
w»p#ny rum». »m*m »ndphof» 

Th#y «ro ir»n grr«n tr» op«»r 


th*ro optforo on wT*(th*y v»»nt In 
thi cm# ro<**iny tcurm ir/om*t«>n 

“-* *■-" -—*- -—«M» 


tfrouph ftnt <* by down>o*d*ny 


ÌMPÒRTaNT 

WARNING; 


Th* mam m*nu cffaro iti* <•!•* 
a cholc* of produci Iffwrmlfch 


if#wroap©n 


!.. 


essere automatizzata, e molto curiosa è 
"avvincente" è l'interfaccia per la tra¬ 
smissione dati, Inutile qui descrivere 
tutte le funzioni disponibili, visto che, 
per tutti gli ambienti, assommano a ol¬ 
tre duecento. La cosa invece che men¬ 
ta una adeguata attenzione è la possibi¬ 
lità di adattare l’interfaccia del pacchet¬ 
to, certo non proprio intuitiva, all'utenza 
comune, che desidera avere funzioni fa¬ 
cilmente accessibili e comandi rappre¬ 
sentati da chiamate a menu o da botto¬ 
ni da schiacciare. Ecco quindi a disposi¬ 
zione una cosiddetta area custom, che 
permette all'utenza giornaliera di lancia¬ 
re script e leggere e controllare dati 
senza accedere direttamente allo script 
stesso. Questo avviene attraverso una 
finestra di Front End simile a quella di 
una applicazione Apple classica, con 
menu classici come Edit, File e Utility, 
cui si aggiunge un menu personalizzabi- 


PhonePro Wlth 
FileMaker Pro 
andApplescript: 


utile in Italia. Infine, PhonePro può es¬ 
sere integrato in sistemi di posta elet¬ 
tronica intranet. 


Conclusioni 

Ad onta della sua relativa "vecchiaia" 
PhonePro offre un ambiente molto po¬ 
tente di programmazione, capace di ge¬ 
stire appieno le più avanzate caratteri¬ 
stiche di scambio di messaggistica car¬ 
tacea e sonora, La vera carta vincente è 
rappresentata da un linguaggio di pro¬ 
grammazione avanzato e raffinato, e da 
un manuale molto ben realizzato. Dedi¬ 
cato, più che al singolo utente, alle 
aziende per la sua possibilità di gestire 
anche network, permette di gestire al 
meglio le comunicazioni di qualunque ti¬ 
po, in entrata e uscita, dal fax alla posta 
elettronica, alla trasmissione dati. «6 


Uh im*»* nr«t 
■L'fiL». M ih, 

«rvn ,, • nffwf'il 

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•«(«• WM, » W 1—r ►-» 


I Ma» •?’ H*' I* IW «"< I 

I Haraa a Mta <aa ’»w| 


m-IN*» km m I 


Alcuni esempi eli script Peccato non sia disponi¬ 
bile la possibilità di zoomare la finestra 


le, Script, che raccoglie la sene di "pro¬ 
grammi" disponibili, lanciabili solo indi¬ 
candoli e che aprono, eventualmente, 
finestre per l'introduzione di password, 
dati e valori da parte dell'utente stesso. 

Infine, PhP offre, come bonus, due 
software aggiuntivi, Remote.Mac e Cy- 
press Tool Trainer; il primo è un sofisti¬ 
cato driver ADSP (AppleTalk Data 
Stream Protocol) che invia messaggi te¬ 
sto e sonori ad un utente remoto attra¬ 
verso l’Apple Notification Manager. La 
seconda utility è un'applicazione fornita 
dalla Cypress Telephone Toll, che per¬ 
mette di "insegnare" al pacchetto di¬ 
versi tipi di squillo, regolandosi di con¬ 
seguenza. Si tratta, comunque, di una 
caratteristica tipica delle linee di comu¬ 
nicazione telefoniche statunitensi, poco 


** W.M» •< 
»l«ilMio 




188 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 













































































































di Paolo Cognetti 


The Gaming Mac 

Dopo aver sfatato il luogo comune "ma il Macintosh costa troppo" (iMac è arrivato sotto la fatidica 
soglia dei due milioni IVA compresa), anche la frase "ma per Mac non ci sono giochi" 
sta per scomparire dai diverbi giornalieri che da sempre contrappongono gli utenti Apple 

agli eterni rivali clienti Microsoft. 





Una delle più comuni critiche fatte al 
mondo Macintosh è da sempre quella 
della totale mancanza di giochi "seri", 
cioè di quei giochi con grafica spettacola¬ 
re che pupulano in ambiente Wintel. 
Effettivamente l'alto costo dell'hardware 


Mac rispetto ai PC Windows compatibili, 
ha ostacolato notevolmente 
l'allargamento del mercato 
di Apple Computer a quel¬ 
lo domestico, dove i pro¬ 
grammi ludici sono più ri¬ 
chiesti, se a questo si 
aggiunge la quasi tota¬ 
le avversità del vec¬ 
chio management di 
Cupertino al settore gio¬ 
chi, si comprende il per¬ 
ché il Macintosh sia stato 
abbastanza bistrattato dalle software 
house impegnate in questo settore. 
llTitorno di Steve Jobs alla guida della 
"sua" Apple, ha però bruscamente cam¬ 
biato lo scenario. 

Nell'agosto del 1998, alla ormai storica 
presentazione dell'iMac, Jobs dichiarò uf¬ 
ficialmente che la Apple si sarebbe impe¬ 
gnata affinché la maggior parte dei giochi 

più famosi fossero por- _ 

tati in ambiente Macin¬ 
tosh che, nel frattem¬ 
po, proprio con la pre¬ 
sentazione del "piccolo 
colorato" andava ad ag¬ 
gredire il mercato con¬ 
sumer. 

E cosi è stato. Final¬ 
mente anche sulla piat¬ 
taforma Apple iniziano 
ad arrivare giochi svi¬ 
luppati dalle software 


CarmiigwMnn ? Carpocnlipso Nnw 


hose più famose con grafica accattivante 
e altissima qualità. 

Il capostipite di questa nuova era è stato 
sicuramente Tomb Rider II for Mac. che 
ha permesso anche ai "Macchisti" di m- 
teraggire con l'ormai famosa Lara 
Il dominio di Tomb Rider è stato però 
breve, sono infatti ormai molti i titoli di¬ 
sponibili o che saranno disponibili a bre¬ 
ve, tra questi il più atteso sembrerebbe 
Carmageddon 2: Carpocalipse Now, ap¬ 
pena commercializzato da Interplay, rea¬ 
lizzato con una grafica tridimensionale di 
forte effetto. 

Tra i giochi di strategia troviamo invece 
Railroad Tycoon II, il famoso gioco di 
PopTop Software portato su Mac da We- 
stlake Interactive, Caesar III for Mac di 
I m p r e s s i o n 
Software e Age 
of Empires di 
Microsoft. 

Da non dimenti¬ 
care poi i vari 
Myth II. Quest 
for Glory V: Dra- 
gon Fire. Unreal, 

RedJack: Reven- 
ge of thè Breth- 
ren, Starcraft, 

Starship Titanio e 
Battle-girl 

Ma i patti forti debbono ancora arrivare, 
cominciano appena a circolare infatti i pri¬ 
mi screenshot di gettonatissimi game 
come: Quake IILArena di idSoftware, del 
quale si dice che possa essere addirittura 
più veloce della versione PC: Aliens vs 
Predator, di Fox Interactive: Unreal Tour- 
nament: Tanaka. di Pacific Media WorX 
Per seguire il continuo evolversi del set¬ 
tore vi consigliamo di seguire attenta¬ 
mente le news di Mac Game Ledge 
Hwww.macieaqe coml uno dei siti più ag¬ 
giornati e informati al 
riguardo. 

Visto il grande impe¬ 
gno delle software 
house, anche i produt¬ 
tori di hardware si so¬ 
no risvegliati e. aiutati 
dall'avvicinamento di 
standard I/O tra Ma¬ 
cintosh e Intel compa¬ 
tibili. con la possibilità 
di avere porte USB e 
slot PCI comptibili, 


hanno iniziato a presentare game control¬ 
ler e schede di accelerazione grafica ba¬ 
sate su chip Voodoo, uno standard nel 
settore giochi. 

In Italia una delle prime 
schede disponibili è stata 
la MacMacic di VillageTro- 
mc (Turnover, www.turno¬ 
ver.corni che con sole 
199.000+IVA permette di 
accelerare notevolmente i 
giochi con grafica 3D 
compatìbili 3Dfx Voodoo. 
VillageTronic (www.villa- 
getronic.com) ha recente¬ 
mente presentato anche 
MacMagic Pro (Turnover 


Ouake III Arena 


lire 599.000) versione potenziata , che 
sfrutta il chip Banshee in grado di accele¬ 
rare anche la grafica 2D. 

Moltissimi ed praticamente inelencabili 
invece i game controller, quasi tutti i 
grandi produttori hanno ormai presentato 
le versioni Mac dei loro prodotti, tra que¬ 
sti da citare certamente Thrustmaster 
I www ramaste- comi con i suoi joy¬ 
stick, paddle e volanti. 

K£S 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


189 














a cura ai Mmiga vjroup irana 


Tra Amiga e PC ••• 

condividiamo una connessione Internet 

di Antonio Cervo 



Pochi mesi fa il mio fedele 
Amiga, dopo aver ricevuto in 
regalo una scheda PowerPC, 
si è ritrovato a condividere la 
scrivania con un suo simile (in 
realtà, forse, solo nel colore!), 
un PC. 

I primi tempi i due non si 
parlavano, ma poi mi vennero 
in mente le parole del mio mi¬ 
tico professore di reti dell'uni¬ 
versità "non è concepibile al 
giorno d'oggi che due compu¬ 
ter posti nella stessa stanza 
non siano in comunicazione 
tra loro”. Bene, consentitemi 
di generalizzare (esagerare 7 ), 
e diciamo pure che al giorno 
d'oggi non è concepibile che 
due computer posti nello 
stesso pianeta non siano in 
comunicazione tra loro 
Vediamo dunque come con¬ 
nettere l'Amiga e il PC in mo¬ 
do da permettergli di condividere una 
connessione Internet Vedremo in parti¬ 
colare come poterlo farlo senza essere 
costretti a cambiare una virgola della 
configurazione dei Client Amiga 


Un po’ di teoria 

Il software che ci permette di fare 
quello che ci proponiamo è chiamato 
proxy. Un proxy è un qualcosa che sta 
tra il nostro computer e Internet, pur¬ 
troppo, data la molteplicità dei servizi 
offerti dalla rete delle reti, non esiste un 
proxy che soddisfi tutte le nostre esi¬ 
genze, per cui utilizzeremo un pacchet¬ 
to per PC che si occupa di tutto il ne¬ 
cessario e che l'Amiga può sfruttare nel 
migliore dei modi grazie ai suoi superbi 
stack TCP Miami e AmiTCP (Genesis). 
In particolare ci occuperemo della confi¬ 
gurazione di Miami, il tutto è comunque 


applicabile all'ultima versione di 
AmiTCP 

Di solito l'uso più comune di un proxy 
è quello legato al Web. Praticamente, 
quando usiamo un proxy. il nostro com¬ 
puter non si connette direttamente a 
Internet per scaricare le pagine Web. 
ma ne fa richiesta al proxy stesso. Il 
proxy, situato presso il nostro provider, 
oltre ad avere una connessione verso 
Internet migliore della nostra, mantiene 
una cache delle pagine visitate, quindi, 
quando richiediamo una pagina già visi¬ 
tata m precedenza, il proxy ci invierà i 
dati molto velocemente prendendoli dal¬ 
la sua cache. Ovviamente testerà prima 
la pagina su Internet per vedere se ci 
sono state delle modifiche alla stessa. 

Una connessione su Internet necessi¬ 
ta di due informazioni: un indirizzo IP. 
che per quanto ci riguarda possiamo 
considerare come un numero che con¬ 
traddistingue ogni macchina presente 


sulla rete, e un numero di 
porta, che rappresenta il ser¬ 
vizio che vogliamo usare 
(quando, ad esempio, effet¬ 
tuiamo una connessione al si¬ 
to iwww-umna~TD il nostro 
stack TCP chiede al Domain 
Name Server (DNS) TIP di 
twww uni tip e quindi tenta 
di connettersi a quell'IP e alla 
porta 80 che rappresenta il 
servizio Web) Per noi tutto 
questo lavoro lo farà Miami, il 
quale ci consente anche di 
utilizzare il SOCKS, un "sotto¬ 
protocollo" che si può usare 
per tutte le transazioni che si 
hanno tramite una macchina 
proxy. E' proprio questo che 
ci consente di non modificare 
nulla nei Client Internet Amiga 
per condividere la connessio¬ 
ne col PC basta dire a Miami 
di utilizzare il SOCKS e attiva¬ 
re sul PC un socks server 
Naturalmente, invece, se è la prima 
volta che ci si connette ad Internet con 
Amiga, occorre procedere alla configu¬ 
razione dei vari Client sul nostro amato 
computer proprio come se ci dovessi¬ 
mo connettere direttamente al provider 
senza passare per il PC 
Come dicevamo esistono diversi ser¬ 
vizi su Internet, e questi di solito offro¬ 
no servizio di proxy con differenti proto¬ 
colli; ci serve un programma, quindi, 
che si occupi delle opportune " rimappa¬ 
ture" per consentirci di ottenere ciò che 
chiediamo. 


Wingate 

Un software molto valido, che possia¬ 
mo usare sul PC, e Wingate. Wingate è 
liberamente scaricatale da Internet dalla 
UR |_iittp.//www dertield com/w] ngate/. 


190 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 



































Figura 2 - IBrowse 
scarica una pagina 
Web tramite il Wm- 
gate su PCI. 


Nella versione 
non registrata 
consente di ave¬ 
re un solo client 
(il nostro Amiga), 
e questo si adatta ai nostri scopi. 
Occorre almeno la versione 2.1 beta, 
perché le precedenti non funzionano 
con il SOCKS di Miami; per quanto ri¬ 
guarda Miami è bene usare almeno la 
versione 3. A questo punto si può pro¬ 
cedere con l'installazione di Wingate sul 
PC Durante l'installazione vi saranno 
poste diverse domande, se non ne com¬ 
prendete bene il significato non preoc¬ 
cupatevi e andate avanti con le risposte 
impostate per default. Terminata l'instal¬ 
lazione, lanciate Gatekeeper dal menu 
Avvio e non inserite alcuna password 
quando vi sarà chiesta, cosi avrete la 
possibilità di impostarne una dopo. Se 
non avete cambiato nulla durante l'in¬ 
stallazione, il protocollo SOCKS risulterà 
essere attivo. Nella lista presente sulla 
parte destra della finestra di Gatekeeper 
si possono vedere, cliccando su 
Services, i servizi attivi, da questa lista si 


Indirizzi utili 


Wingate 

pttp://www_clerrielct_com/winaai^ 

Miami 

Aminet 

http://ftp,ci$ed. unina.il/~aminet/ 


possono modificare anche le varie op¬ 
zioni per ogni singolo servizio, ma per i 
nostri scopi non se ne ha la necessità. 
Potrebbe essere utile, invece, impostare 
la cache del Wingate, che di default ten¬ 
derà a crescere (settandola a zero non 
avrete cache sul disco). 

Dal Gatekeeper si possono monitora¬ 
re gli accessi che si hanno dall'Amiga, le 
figure 2 e 3 mostrano ciò che accade in 
una tipica sessione di navigazione Web 
tramite IBrowse. Ricordatevi che utiliz¬ 
zando il SOCKS non avete la necessità 
di specificare nessun proxy server nei 
browser Amiga, cosa necessaria, inve¬ 
ce, se non usate il SOCKS oppure se ci 
sono dei malfunzionamenti per qualche 
motivo Nella mia configurazione uso i 
socks per tutti i servizi tranne il Web, 
dove invece ho impostato come proxy 
server il PC. 


Hardware e 
configurazioni 

Abbiamo parlato 
fino ad ora del 
software che ci 
consente di condi¬ 
videre una connes¬ 
sione Internet tra 
Amiga e PC, ma il 
tutto ovviamente 
non può avvenire 
se i due computer 
non sono connessi 


Connessione Ethernet 

Utilizzare schede Ethernet è senz'al¬ 
tro la scelta giusta, ancorché la più dif¬ 
fusa, ogni qualvolta occorre costruire 
una rete. Nel nostro caso ci consente 
anche un rapidissimo scambio di dati 
tra i due computer, nel caso ci sia la ne¬ 
cessità di trasferire file dal PC all'Amiga 
o viceversa Una scheda di rete 
Ethernet per PC ormai costa poche de¬ 
cine di migliaia di lire, il prezzo dello 
stesso tipo di scheda per Amiga invece 
tarda a diminuire. Per quanto riguarda 
gli Amiga 4000 ci si può rivolgere alla 
scheda Ariadne della Blittersoft (di re¬ 
cente è entrata in distribuzione la nuova 
versione) o alla Hydra della Hydra 
Systems; per gli Amiga 1200 si può op¬ 
tare per una scheda PCMCIA, che sia 
supportata dai vari driver apparsi ultima¬ 
mente su Aminet. 

Vediamo brevemente come far fun¬ 
zionare il tutto. Una volta installata la 
scheda su PC andate in Pannello di 
Controllo/Rete, dove modificherete le 
proprietà TCP/IP della vostra scheda 
Ethernet, come indirizzo IP statico inse¬ 
rite ad esempio 192.168.1.1 e come 


Ethernet o con un 
semplice cavo se¬ 
riale NullModem 
(reperibile in qual¬ 
siasi negozio di componentistica elet¬ 
tronica e dal costo solitamente inferiore 
alle 10.000 lire). 


Figura 3 • Gateke¬ 
eper mostra gli ac¬ 
cessi da Amiga 


Mdmcisco.inf 



7rfo.'/Avww. aeocities.com/sincori vaiiev/Lakes/Jt)U4/tutoriai nirr\ 





in qualche modo 
tra di loro. Vediamo 
come farlo tramite 
schede di rete 


netmask 255.255.255.0. In realtà il tutto 
dovrebbe essere già configurato con 
l'installazione della scheda, comunque 
è bene fare un controllo almeno per im- 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


191 













































Rete Amiga - PC 
sfruttando ia scheda emulatrice 


postare l'indirizzo IP. 

Per quanto riguarda Miami su Amiga 
seguite questi passi: 

• Impostate il tipo di interfaccia su 
"SANA II Ethernet"; 

• Inserite il driver per la scheda di rete 
nel device box; 

• Selezionate il tipo di indirizzo IP "sta¬ 
tico", e inserite TIP numerico 
192.168.1.2; 

• Impostate come netmask 255.255. 
255.0; 

• Selezionate il gateway "statico", e in¬ 
serite l'indirizzo 192 168.1.1 (o comun¬ 
que TIP che avete scelto sul PC) 

Non dimenticate infine di impostare 
l'utilizzo del SOCKS e specificare come 
indirizzo del server SOCKS l'indirizzo 
che avete assegnato al PC. 

A questo punto dovete solo premere 
"online" per attivare la rete locale. Per 
testare la connessione potete provare a 
"pingare" l’indirizzo del PC (ad esempio 
da Shell si può impartire il comando 
"miamiping 192.168 1.1 


Connessione Seriale 

Lo stesso tipo di connessione puù es¬ 
sere realizzata anche con un semplice 
ed economico cavo seriale NullModem 
Tutto quello che serve oltre al cavo, per 
quanto riguarda l’hardware, è una seria¬ 
le libera sul PC. lo ad esempio utilizzo 
un mouse PS2, il modem su COMI e il 
cavo NullModem su COM2. 

Utilizzando una connessione seriale 
perdiamo in termini di velocità di trasfe¬ 
rimento tra i due computer; praticamen¬ 
te passiamo dall’ordine dei megabyte a 
quello dei kbyte trasferiti al secondo 
Con la seriale standard di Amiga possia¬ 
mo raggiungere una velocità massima 
di trasferimento pari a 115200 bps, os¬ 
sia lOk al secondo circa. In realtà per la 
condivisane del collegamento a 
Internet non abbiamo grossi handicap in 
quanto, a meno di non avere a disposi¬ 
zione una costosa linea dedicata, la ve¬ 
locità del collegamento seriale tra i due 
computer è sempre maggiore o uguale 
a quella ottenuta tra il modem e il provi¬ 
der. 

Per quanto riguarda il software, ci ser¬ 
ve un piccolo file da installare sul PC. Il 
file in questione è il mdmcisco.inf, scari¬ 
carle da uno degli indirizzi riportati nel 
box "Indirizzi utili". Questo file non è al¬ 
tro che un "driver" per il nostro cavo 
NullModem, e ci consente di selezionar¬ 
lo in una connessione di Accesso 
Remoto Vorrei precisare che la proce¬ 
dura qui descritta funziona solo con 


Nei casi in cui si voglia collegare in rete Amiga al resto della propria LAN risparmiando i sol¬ 
di di una costosa e proprietaria scheda Ethernet, è possibile acquistare una semplicissima 
(ed economica) scheda Ethernet ISA per PC. Tutto ciò è possibile solo se si ha a disposizio¬ 
ne un Amiga con slot ISA IA2000, A3000. A4000I e una scheda bridgeboard 
Grazie alla scheda emulatrice e a un particolare device si può sfruttare anche dal lato 
Amiga (e non solo in emulazione PC) la scheda Ethernet inserita in uno slot ISA come se fos¬ 
se installata in uno slot Zorro; il device é compatibile con le specifiche SANAII, quindi è utiliz¬ 
zabile dalla quasi totalità degli stack TCP/IP presenti su Amiga, come Amitcp, Miami e 
Genesis. 

In realtà sono due i device (entrambi freeware ) che rendono possibile questa "magia", 
Emunet (/pub/aminet/misc/emu/EmuNet09b.lha sui siti Aminet) e Etherbridge 
Vpub/ammet/hard/drivr/Etherbridge101 Iha), nel momento in cui leggerete queste note il devi¬ 
ce Etherbridge sarà stato aggiornato alla versione 1 2. 

Nel primo caso avrete bisogno di una qualsiasi scheda emulatrice bridgeboard (sia 
Commodore sia Vortex) e una scheda di rete ISA qualsiasi, ma che abbia a disposizione il 
packetdriver (un programma eseguibile) da eseguire in emulazione; con il secondo device do¬ 
vrete possedere una A2386 (versione 1.01 del device) o anche una A2286 o A2086 (con la 
nuova versione 1.20) e una scheda di rete ISA compatibile NE2000 (con la versione 1.20 que¬ 
sta limitazione non esiste piu) 

L’installazione dei device non è difficilissima, ma non è sicuramente alla portata degli utenti 
alle prime armi. Una volta installato uno dei due device, bisogna utilizzare il proprio stack 
TCP/IP e configurarlo per l’utilizzo del device; in entrambi i casi il device avrà bisogno di una 
propria configurazione (posta in Envarc:Sana2), 

Quello che mostriamo ora è un esempio di configurazione per l’etherbridge device (è impo¬ 
stato per non mostrate le informazioni di debug, viene definito il percorso e il nome del pro¬ 
gramma server che deve essere lanciato in emulazione PC, la modalità con cui avviene la co¬ 
municazione tra Amiga e il PC emulato ed infine il percorso e il nome del packet driver asso¬ 
ciato alla scheda ISA che si intende usare): 

«DEBUGFILE ”KCON0/16/300/200/Etherbndge-Debug/AUTO/CLOSE" 

«DEBUG 100 

PCSERVER "c:\janus\ebserver.exe” 

«PTRACEFILE "KCONO/16/500/1 OO/Packets/AUTO/CLOSE” 

COMMODE 0 

PKTDRV1 "c:\anus\pnppd.com” 

PKTDRVPARAM1 

Come avrete capito, dopo un mimmo di configurazione, l’utente dovrà semplicemente ac¬ 
cendere il proprio Amiga, far partire la scheda di emulazione (ciò awiene automaticamente con 
il comando "bmddrivers" per le schede Commodore) ed infine lanciare il proprio stack TCP/IP 
(opportunamente configurato per la propria rete locale e per l’utilizzo di uno dei device menzio¬ 
nati precedentemente), 

Ora, purtroppo, veniamo alle note dolenti: la velocità. Infatti, a causa della "macchinosità" 
della soluzione (anzi: dell’unica soluzione possibile per sfruttare schede ISA dal lato Amiga), è 
inevitabile che la velocità massima raggiungibile sia molto inferiore rispetto a una soluzione 
standard (ovvero con una scheda di rete Ethernet su bus Zorro) Entrambi i device si attestano 
intorno a valori pio o meno simili 

Per i seguenti test è stato utilizzato un Amiga 4000 con WarpEngme a 28 MHz, una A2386 
con scheda 486/75 MHz e un Celeron 300A; le schede di rete sono una ISA Trust Combo su 
Amiga e una PCI Trust Combo su PC 
PING Amiga - Amiga: 1 ms 

PING Amiga - PC: 3ms 

stest (socket test locale su Amiga) -350kb/s 

ftp Amiga - PC: ~280kb/s 

samba Amiga - PC Icondivisione reti Microsoft). -220kb/s 

AmigaExplorer 3 (AmigaForever OnLme Edition di Cloanto): -150kb/s 
In tutti I test il file trasferito è grande 6.5 Megabyte. 

Come si può notare, man mano che si utilizzano applicazioni client/server a piu alto livello la 
velocita diminuisce; ciò e normale, ma in questo caso si pane già da velocita piuttosto basse 

(350 kb/s) 

Purtroppo 


Amiga (con emulatrice e icheda ISA) 


Amiga TCP IP 


emunet.de vice 

«W»- 

ethcrbridge.dcvice 


Packet driver 


rbridge.dcv 


PC emunetd driver 
PC etherbridge server 


PC network interface 


network locale 


ligird I 

«li f«m/KMuwi>cntn 


"collo di 
bottiglia” sta solamente 
nella comunicazione tra 
Amiga e il PC emulato 
delle bridgeboard In 
ogni caso questa risulta 
essere la soluzione piu 
economica per mettere 
in rete Amiga con altri 
PC, tramite Ethernet (a 
patto di possedere una 
bridgeboard) 

Nella figura potrete 
notare come awiene la 
comunicazione tra il vo¬ 
stro Amiga e il resto 
della rete locale. 

Alessandro Gerelli 


192 


MCmicrocomputern. 194-aprile 1999 














































SOCKS 

Selezioniamo la voce "Enable 
Socks", come default socks server dia¬ 
mo TIP del PC (192.168.1.1) e la porta 
(1080). 


Per andare Online, non ci resta che 
lanciare sul PC la connessione di 
Accesso Remoto, appena creata, e pre¬ 
mere "Connetti", quindi premere 
"OnLine" su Miami per quanto riguarda 
l'Amiga. Dopo un po’ di negoziazione, i 
due stack TCP/IP stabiliranno la connes¬ 
sione 


Conclusioni 

A questo punto abbiamo terminato; 
come ultima cosa, anche se non ci do¬ 
vrebbero essere inconvenienti a fare il 


li 

.JW 


«•■vini tOJIlÉfi* 


Figura 4 - Le ultime 
versioni di Win con¬ 
sentono più con¬ 
nessioni dialup atti¬ 
ve con temporanea¬ 
mente. 


Windows98 e le 
ultime versioni di 
Windows95, le 
quali consentono 
di avere su PC 
più connessioni 
di Accesso 

Remoto attive contemporaneamente. 

Procuratoci tutto quello che ci occorre, 
procediamo con le installazioni su PC 

Da Pannello di Controllo/lnstallazione 
Hardware selezioniamo modem, indi¬ 
chiamo di voler selezionare l'hardware 
scegliendolo da un elenco, scegliamo di 
installare un nuovo modem e come dri¬ 
ver per questo nuovo modem indichia¬ 
mo il file mdmcisco.inf, in modo poi da 
poter selezionare "Nuli Modem Types / 
Generic NULLMODEM", come mostra¬ 
to in figura 5. 

Fatto questo, andiamo in Pannello di 
Controllo/Rete, selezioniamo "Scheda” 
e quindi premiamo "Aggiungi". 
Dall'elenco "Produttori" selezioniamo 
Microsoft e quindi Dispositivo di 
Accesso Remoto (questo non ci sarà 
consentito se non stiamo usando 
Wmdows98 o l'ultima versione di 


sione software" e smarchiamo tutte le 
rimanenti; 

• Nel box "Protocolli consentiti" mar¬ 
chiamo solo "TCP/IP" e andiamo in 
"Impostazioni TCP/IP", 

• Specifichiamo come indirizzo IP 
192 168.1 1; 

• In fondo alla finestra deselezioniamo 
la voce "Usa gateway predefinito sulla 
rete remota". 

A questo punto abbiamo terminato, 
almeno per quanto riguarda il PC. 

La configurazione di Miami su Amiga 
è molto semplice: 

Interface 

Come "Interface Type" scegliamo 
"Built-in serial device (PPP/CSLIP)", co¬ 
me velocità possiamo scegliere 
115200, ma questa dipende dal vostro 
Amiga; uno 040 dovrebbe ben suppor¬ 
tare tale velocità, ma ricordate che se 
usate l'AGA ed aprite schermi a più di 5 
bitplane, le prestazioni della seriale de¬ 
cadono miserabilmente, quindi fate del¬ 
le prove, prima settando una velocità 
bassa per vedere se la connessione 
funziona e poi aumentate per vedere se 


te le altre. 


MODEM 

Selezioniamo la 
voce "NULL MO¬ 
DEM", 


Figura 5 - mdmci- 
sco ini et mette a 
disposizione i Nuli 
Modem Types 


Windows95) A questo punto abbiamo 
sul nostro PC due dispositivi di 
Accesso Remoto, come rappresentato 
in figura 4 

Ora da Risorse del Computer/ 
Accesso Remoto creiamo una nuova 
connessione, forniamo come periferica 
"Generic NULL Modem”; il numero te¬ 
lefonico non ha importanza, mettiamo 
"1" Creata la nuova connessione, im¬ 
postiamone le proprietà. Dopo aver clic- 
cato col tasto destro sull'icona e poi su 
proprietà, andiamo nella cartella "Tipi di 
server": 


continua a funzionare. 

Selezioniamo la voce "UseCD”, che 
dice a Miami di non tentare di comporre 
il numero telefonico quando si va Onli¬ 
ne, scegliamo "IP Type Static" e diamo 
come IP 192 168.1.2 

PPP 

In questa videata selezioniamo solo la 
voce "Same as in dialer”, per il resto la¬ 
sciamo le cose come stanno. 

TCP/IP 

Diamo un nome al nostro host 


contrario, consiglio di attivare prima la 
connessione PC-provider Internet e poi 
quella tra PC-Amiga. 

Naturalmente la piccola rete locale 
può essere usata anche per altri scopi 
che non siano solo quelli di condivide¬ 
re la connessione Internet; può essere 
usata per spostare file tra i due com¬ 
puter, per condividere periferiche, 
montare network file System. Ad 
esempio si può testare il funzionamen¬ 
to di eventuali server installati su una 
delle macchine e divertirsi con cose 
del genere. 


• Nel box "Opzioni avanzate" lasciamo Amiga, selezioniamo le voci "Use 

marcata solo la voce "Attiva compres- ICMP" e "T/TCP" e deseleziomamo tut- «e 


MCmicrocomputer n. 194 - aprile 1999 


193 




































n an no 

« ( JMfóiputar 



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